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lunedì 12 gennaio 2026

Recensione: 'Blood of Hercules' di Jasmine Mas

Buongiorno lettori, come state? Uno dei buoni propositi per questo 2026 è riprendere il blog, tornare a scrivere con più regolarità e recensire i libri che leggerò. Non credo sia semplicissimo, specie con i tempi sempre incastrati, ma di sicuro voglio provarci. 

Quindi, conscia di questo rinvigorito spirito recensore, sono pronta a raccontarvi Blood of Hercules, un dark fantasy acclamato dal booktok che a me ha lasciato invece sensazioni molto contrastanti. 


Alexis lotta per sopravvivere in un mondo infestato dai Titani e governato dagli Spartani, esseri immortali appartenenti a dodici casate reali con poteri divini e ricchezze sfrenate. È una trovatella povera, timida e balbuziente, che tiene la testa bassa, nasconde le sue ferite e fa di tutto per eccellere negli studi. O almeno ci prova. Ma poi tutto cambia. Un esame del sangue svela che in realtà appartiene all’élite. È una di loro. Una Spartana. Costretta a frequentare l’Accademia Spartana della Guerra, deve sottoporsi a durissime prove per verificare se ha ciò che serve per essere immortale. C’è solo qualche problema. Achille e Patroclo sono i suoi terrificanti mentori. Caronte, il traghettatore dei morti, e Augusto, l’erede della casata della guerra, i suoi spaventosi professori. Ed è abbastanza sicura che ci sia qualcuno che la segue ovunque vada o che stia perdendo il lume della ragione. Ha il sospetto che entrambe le cose siano vere.

Alexis è una giovane ragazza di diciannove anni che vive insieme a suo fratello Charlie nella più assoluta povertà. É costretta a vivere in condizioni estreme, non può lavarsi o prendersi cura di sè. Vive in uno scatolone con il suo fratellino e il loro trovatello Fluffy e fa ripetizioni di tanto in tanto per poter mangiare qualcosa. 
La situazione è davvero precaria, ma di fatto non può che peggiorare perchè Alexis scopre di essere una Spartana, costretta a combattere senza alcuna formazione per affermarsi nell'Accademia della guerra. 

Più che un'accademia militare, in realtà è un autentico centro di torture e privazioni, fisiche e mentali. 
Nessuno scommetterebbe su di lei, nemmeno i suoi mentori, i celebri Achille e Patro, il Duo Cremisi. Eppure, giorno dopo giorno, di settimana in settimana, Alexis dimostra la sua incredibile forza di volontà, la sua determinazione e il suo coraggio. 
Le prove da affrontare sono difficili, nessuno Spartano è stupido perché semplicemente chi non è forte abbastanza non sopravvive. Nella nuvola di disperazione e sofferenza, Alexis è però una fiamma splendente. Non parlo tanto delle sue capacità o dei poteri di cui nemmeno è a conoscenza, ma della sua personalità ingenua e schiva e del suo forte umorismo. 

Alexis è divertente e Nyx, la sua migliore amica, nonchè potente e velenoso serpente, rappresenta un'ottima spalla. I loro siparietti sono essenziali per alleggerire il clima opaco e funereo dell'Accademia.

A peggiorare le cose si aggiungono le personalità del suo professore, Augustus e del traghettatore, Caronte per i quali Alexis sente da subito un insieme di attrazione e repulsione. 
Augustus, figlio di Afrodite e Ares, in presenza di altri Olimpi indossa una maschera di gentilezza e raziocinio che poco si sposa con gli sguardi truci e le battute sgradevoli che indirizza alla giovane protagonista. 
Caronte è un essere terribile. Non ci sono altri modi per descriverlo, è un cacciatore e Alexis diventa la sua preda. É assetato di sangue e i suoi poteri sono terribili, accompagnato anche dai suoi Mastini infernali. 

Questo libro aveva tutte le carte per potermi piacere. Una protagonista che scopre di essere meno normale di ciò che pensa, un'accademia militare con un worldbuilding ispirato al mondo greco, una lotta intestina tra dei.
Purtroppo per me non è scattata la scintilla. 

Lo dico subito e a scanso di equivoci: è un libro che si fa leggere. 
Dopo le prime cento pagine che mi hanno lasciato una certa perplessità, ho divorato in un pomeriggio il resto del libro.
 É un libro che non si prende sul serio. É palesemente un fantasy d'intrattenimento, l'obiettivo dell'autrice è quello di divertire, magari appassionare.

Alexis è la concreta dimostrazione di questa filosofia. Nonostante le situazioni dolorose in cui si trova, non è mai patetica (nel senso greco di pathos, cioè l'intensità atta a suscitare emozioni). É la prima ad alleggerire il proprio carico fisico ed emotivo con battute pungenti o pensieri sarcastici. 
Inoltre, non c'è alcuna valutazione morale. 
In questo libro non ci sono brave persone.
Nessuno è un eroe, ma alcuni più di altri commettono terribili atrocità. 
Tuttavia, al di là di quello che può suscitare nel lettore, nella scrittura non è veicolato un giudizio. 
Non c'è giustizia perché nessun partecipante attivo della storia può avanzare pretese. 
In questo senso, è un dark fantasy puro. 

Allora, cos'è che non è andato? 
Sostanzialmente sono due i punti che non mi hanno convinto, uno di tipo stilistico e uno di tipo narrativo. 

La prima parte del romanzo è totalmente caotica e confusionaria. La scena nel Colosseo è illeggibile, un'accozzaglia di pugni e calci difficile da visualizzare. Inoltre, la spiegazione del worldbuilding è del tutto casuale. Non c'è una continuità perché dopo poche pagine di 'adattamento' veniamo trasportati insieme alla protagonista nell'Accademia sulle Dolomiti e la possibilità di comprendere meglio le dinamiche di potere o il significato dietro la separazione tra Olimpi e Spartani sono lasciate all'immaginazione del lettore.

Da un punto di vista prettamente narrativo, odio Augustus e Caronte con tutto il cuore. 
Sono orribili, assetati di sangue, crudeli e manipolatori. 
Non c'è una scena in cui li abbia apprezzati, non c'è una pagina in cui non abbia pensato che la protagonista dovesse scappare a gambe levate. 
Non c'è nulla tra i tre che non sia pura e semplice attrazione fisica e quella è facile visto che sono tutti bellissimi e immortali. Stiamo parlando di divinità dopotutto.

Tutto ciò che succede nel libro capita a discapito di Alexis, della sua ingenuità, della sua ignoranza e della sua sofferenza. É orribile e per me imperdonabile.
Probabilmente le uniche cose che salvo di questo threesome sono le scene spicy perchè sono scritte bene, ma non basta. 

In una storia che parla anche d'amore, desidero sentire, emozionarmi. É mancata del tutto ogni connessione, anzi, sul finale le ulteriori scoperte di Alexis mi hanno fatto arrabbiare ancora di più. Non riesco a perdonargli il modo possessivo, presuntuoso e arrogante con cui hanno ottenuto ciò che volevano. 

Se fossi una Spartana, probabilmente sarei andata a prenderli a badilate sui loro visi perfetti. 

Inoltre, ma questo è veramente un neo rispetto al resto, la quantità di imperfezioni sull'utilizzo della mitologia greca e della lingua latina hanno messo a dura prova la mia pazienza. 
Tanto per dirne una, carus è maschile singolare, se vuoi usare il femminile DEVI SCRIVERE cara. Non è una libertà che puoi prenderti se vuoi usare una lingua morta su cui si fonda parte della civiltà occidentale.
Perchè gli americani sono ossessionati dal distruggere il mondo greco?
E perchè io sono così ingenua da cadere in ogni trappola del marketing che riguarda questo tipo di romanzi? 

Comunque un premio sento di conferirlo agli animali protettori, siete stati la parte più divertente e normale dei vostri padroni.

Verdetto: Stuzzicante


Ovviamente not my cup of tea, ma ci ho provato. 
Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Vi è piaciuto?
Cris

martedì 24 giugno 2025

Recensione: 'Daydream' di Hannah Grace

Buongiorno lettori, torno con una nuova recensione. Siamo al terzo volume di Maple Hills e dopo Icebreaker e Wildfire, tocca a Daydream di Hannah Grace. 



Il penultimo anno a Maple Hills si prospetta particolarmente duro per Henry Turner: a causa della sua cronica attitudine alla procrastinazione è finito nel corso dell’insegnante che detesta, che subito gli ha dato un pessimo voto. Ma ora che è capitano della squadra di hockey non può permettersi in alcun modo di fallire. Un aiuto sembra arrivargli da Halle Jacobs, timida studentessa modello, aspirante scrittrice e animatrice di un book club. Henry ha bisogno di una mano per preparare l’esame, lei di fare nuove esperienze per scrivere il suo romanzo: la base per un accordo perfetto. L’importante è seguire rigorosamente le regole che si sono imposti, soprattutto la n. 4: Non innamorarsi.

Sarò sincera, ho deciso di scrivere questa recensione, soprattutto perchè su Goodreads le persone non hanno capito questo libro. Lo so che l'esperienza di lettura è soggettiva e che può capitare che un libro non piaccia, ma è frustrante quando viene richiesta più rappresentazione e alla fine davanti alla stessa ci si dimostra superficiali. 

Daydream è una buona storia. Non è un hate to love, non ha problemi di comunicazione nè angst, ma è comunque una buona, buonissima storia. 

Henry Turner, capitano della squadra di hockey e protagonista del romanzo, è una persona neurodivergente ed è un punto essenziale per comprendere perchè il rapporto con Halle sia privo di conflitti e nasca in maniera naturale e affettuosa. 

Henry odia il rumore, soffre se viene sovra stimolato, detesta i posti eccessivamente carichi di luci e colori. A ciò si aggiungono le sue responsabilità da capitano che gli rendono giocare a hockey molto più difficile di quanto sia sempre stato per lui. Non ama chiedere aiuto, ma tiene in considerazione i sentimenti delle persone. Si chiede sempre se il suo è un comportamento giusto e rispettoso, è dolce, premuroso e presente. 

Capirete bene che non stiamo parlando del tipico Alfa, ma di un ragazzo che fa della tranquillità, della quotidianità il suo posto sicuro. 

Halle, con la sua dolcezza, la sua tenerezza, la sua insicurezza, diventa quel conforto. Il sentimento che nasce tra loro è tanto più profondo perchè è legato alla profonda necessità di essere se stessi senza filtri. Halle, che si è sempre presa cura degli altri, a scapito della propria vita, può finalmente lasciarsi andare, accettare che qualcuno metta al primo posto lei, che qualcuno la ami così com'è, con i suoi biscotti, i suoi libri e la sua generosità altruista.

É un libro nel quale si sviluppa una crescita e un'evoluzione, soprattutto della controparte femminile. All'inizio del romanzo, vediamo una ragazza sola, gentile, ma incapace di dire no.  Halle, invece, avrà modi di scoprire chi è, cosa può fare e cosa ha da dire. 

Non c'è conflitto tra loro perchè la tensione è già in loro stessi, nel lottare contro le proprie debolezze e i propri limiti. 

Questo, secondo alcuni, renderebbe il libro meno godibile, ma non è così. Una storia d'amore appassiona anche senza liti, porte sbattute in faccia o allontanamenti. 

Halle e Henry si innamorano senza fretta, con tenerezza, rispetto, consenso, creando una situazione di calda intimità. Per me è stato romantico, dolce, delicato.

E poi, questo è il romanzo della famiglia. Si parla di quella in cui cresci, di quella che ti crei e quella in cui ti senti finalmente libera da ogni forma di paura e pregiudizio. Chiedere aiuto è complicato, soprattutto se non vuoi deludere nessuno, se sei sempre avvezzo alle responsabilità, sei sei generoso con il tuo tempo. Ma a volte è necessario.

Tendere la mano e sapere che ci sarà sempre qualcuno pronto a coglierla è una grande ricchezza. Halle e Henry non sono soli, possono contare sugli amici, sulla squadra, persino su allenatori burberi, perchè quella è la famiglia che hanno costruito, quella che li ha accolti e li ha amati da subito

Questo libro urla GREEN FLAG da ogni pagina e mi spiace che sia relegato a semplice sport romance perchè è molto di più. Daydream traduce letteralmente il suo titolo: è una piccola nuvola amorevole e soffice, è fantasticare, sognare ad occhi aperti, è abbracciare l'amore in ogni sua forma.

 Per me una chicca. Leggetelo a cuore aperto.


Verdetto: Dipendente



sabato 27 maggio 2023

Recensione: 'Fable' di Adrienne Young

Buongiorno lettori, buon sabato! Questi sono giorni ricchi per il blog perché vi sto portando recensioni di libri completamente diversi tra loro. Oggi infatti vi conduco all'addiaccio con Fable di Adrienne Young. 


Figlia del più potente trafficante dello Stretto, la giovane Fable ha conosciuto un solo luogo che possa chiamare "casa": una nave ormai colata a picco. Quattro anni prima ha visto la madre annegare durante una terribile tempesta; il giorno seguente il padre l'ha abbandonata su un'isola covo di furfanti. Per sopravvivere Fable ha dovuto imparare a badare a se stessa, senza fidarsi di nessuno e contando solo su ciò che sua madre le ha insegnato. A tenerla viva è il desiderio di lasciare l'isola, ritrovare il padre e rivendicare il proprio posto al suo fianco. Ad aiutarla nell'intento c'è West, un giovane mercante. Fable però si accorge presto che durante la sua permanenza sull'isola i nemici del padre e i rischi connessi alla sua attività si sono moltiplicati; e, come se non bastasse, West non è chi dice di essere. Ma la ragazza non ha scelta: se vuole rimanere viva, dovrà lottare insieme a lui contro pericoli ben peggiori degli uragani che flagellano lo Stretto.

Nonostante la bellissima copertina ed edizione di Oscar Vault, avevo un certo timore di approcciarmi alla lettura di Fable perché ne avevo sentito parlare più male che bene e quindi pensavo di aver riposto poco saggiamente le mie aspettative. Invece, una volta cominciato il libro, non sono più riuscito a metterlo giù. 

Ho apprezzato Fable dalla prima pagina per la sua forza, la sua resilienza e il modo in cui nonostante il dolore, il lutto e l'abbandono, sia riuscita a mantenere dentro di sè integro il valore dell'amore. Fable desidera riscatto, apprezzamento e affetto. Ha dedicato quattro anni della sua vita a quest'unico obiettivo e la sua determinazione è incrollabile. 

Ad esclusione della protagonista, però, non c'è una grande caratterizzazione dei personaggi secondari e mi dispiace perché il libro si concentra sulla nave di West, capitano misterioso e ambiguo della nave che la conduce fuori da Jeval, l'isola dove Fable è stata abbandonata. Tra West e Fable sembrerebbe esserci una certa intesa, ma non è affrettata anche perchè tanti sono i segreti che si celano sulla Marigold. 

Avrei approfondito soprattutto la ciurma perchè Fable riesce a legare con loro e sarebbe stato carino che ci venissero date più informazioni o un buon background per ciasucno in modo che il lettore si senta parte integrante dell'avventura. 

Ad ogni modo, credo che i pregi di Fable siano essenzialmente due. 

Innanzitutto, l'autrice è stata capace di ricreare un'ambientazione particolare, quella del mare e delle navi, che per quanto uno possa sforzarsi, non sempre può riuscire. Il mare, i suoi sommersi tesori, sono soprattutto elementi visivi, riuscire a renderli con le parole è un compito arduo, ma se riuscito, può portare il lettore a sentire l'odore del mare. 

Sarà che amo il mare, ma io sono stata trasportata nel libro. Ho avvertito il cullare dell'amaca, l'odore del mare, il tanfo del pesce, la puzza di chiuso delle cambuse, il vociare dei porti, la fretta dei mercanti. E' stato bellissimo. 

Proprio questo mette in evidenza il secondo pregio del libro, lo stile gradevole e scorrevole di Adrienne Young. Ho letto senza fatica e divorato le pagine una dietro l'altra.  Mi rendo conto che sono presenti una grande quantità di termini nautici, motivo per cui sarebbe stato meglio inserire un glossario per aiutare il lettore meno esperto, ma per me non è stato un problema eccessivamente fastidioso. Possedendo qualche rudimento di base, ho potuto apprezzare l'intenzione dell'autrice di non raccontare, ma mostrare la vita su una nave che non è solo misteri e avventure. 

In definitiva, Fable è uno young adult che non manca di difetti ma che potrebbe regalarvi piacevoli ore di lettura, sia che siate in sessione e sogniate il mare, sia che al mare ci siate già e vi spinga a prendere maschera e muta da sub alla ricerca dei fondali marini. 

Verdetto: Dipendente

Ringrazio la casa editrice per aver fornito la copia digitale, Franci per la precisa organizzazione, le mie colleghe per i loro vivaci confronti. 

Vi invito a leggere anche le loro recensioni per capire se il romanzo fa per voi.


Bacini, 

Cris


domenica 5 marzo 2023

Review Tour: 'The witch's heart. La leggenda di Angrboda' di Genevieve Gornichec

Buongiorno lettori e buona domenica! Ho terminato qualche giorno fa The Witch's Heart di Genevieve Gornichec e l'ho trovato un romanzo estremamente delicato e scorrevole che mi ha fatto comprendere meglio la mitologia norrena e il personaggio di Loki. 


La storia di Angrboda inizia come finisce la maggior parte dei racconti di streghe: con un rogo. Così Odino ha deciso di farla punire per non avergli rivelato il futuro. Da quel momento la strega Angrboda, ferita e impotente, vive raminga nella Foresta di Ferro, lontana da tutto. Qui, la trova Loki, dio dell'inganno, venuto per restituirle il cuore rimasto sulla pira; e presto l'iniziale diffidenza della donna si trasforma in una passione intramontabile, da cui nasceranno tre figli, tre creature uniche. Angrboda li cresce ai confini estremi del mondo, lontano dall'occhio onnisciente di Odino, cercando di costruire una tranquilla vita domestica. Ma una visione le mostra cose spaventose che attendono la sua famiglia, e tutti i Nove Mondi. E ora Angrboda deve scegliere: sottomettersi a un destino cui ha già assistito, o lottare per ridisegnare il futuro di coloro che ama e dell'universo intero?


Angrboda è una donna dimenticata. 
Nelle opere a cui si è ispirata l'autrice è poco più che una comparsa: la gigantessa, la strega, la donna che ha partorito i figli 'mostri' di Loki. 
Genevieve Gornichec, invece, le ha restituito piena dignità raccontandoci la sua vita, il suo carattere, i suoi pensieri offrendoci un ritratto intimo ed emozionante di una donna provata dall'odio altrui. 

Angrboda è stata uccisa, bruciata per tre volte, il cuore le è stato strappato dal petto eppure quando Loki si presenta alla sua porta, non ha il cuore di mandarlo via. Gli offre riparo, amicizia, protezione e poi amore. 
Il rapporto tra Loki e Angrboda è complicato, il dio dell'inganno si presenta senza filtri, si racconta per ciò che è, senza finzione. Angrboda lo sa e lo ama con forza nonostante le assenze, nonostante la solitudine, nonostante la stanchezza. 

Angrboda non è solo il racconto di un amore, è il racconto di un'amica, di una madre e di una strega. 
Il suo enorme potere è vincolato a pozioni e rimedi perché l'invisibilità le consentirà di avere la pace a cui tanto anela, ma il destino ha altri piani per lei e per la sua famiglia. 

L'aspetto che mi ha commosso e devastato è stato il rapporto che la strega ha instaurato con i suoi figli. La regina dei morti, il Grande Lupo, il Serpente: questi sono i nomi terribili che gli vengono dati dagli dei, ma con Angrboda vediamo nascere e crescere una bambina e dei cuccioli, Hel Fenrir e Jǫrmungandr.

Sono piccoli, sono fratelli e amano i propri genitori.
Angrboda sa che hanno un destino da compiere, ma il dolore che questo le arreca è senza fondo, senza salvezza, come vivere in un buio perenne.
Ho trovato tra le pagine la verità di Angrboda, ho letto della sua vita, del suo inizio senza nome e della sua fine. Ho pianto con il suo sacrificio, ho sorriso davanti a tanto amore. 

La potenza di questo libro mi pare ancora più grande per il fatto che è stata una sorpresa. Non avevo alcuna aspettativa, non amando la mitologia norrena, non essendone esperta, volevo più che altro imparare, conoscere. E' stata una scommessa con me stessa e The Witch's Heart è stato il modo perfetto con cui vincerla. 

Date una possibilità ad Angrboda, lasciatevi conquistare da una storia lenta, cadenzata, che racconta così bene l'essenza della vita e dell'amore da sorprendervi ed emozionarvi. 

Verdetto: Dipendente


Ringrazio Amarilli per avermi coinvolta nell'evento e la casa editrice per la copia digitale del romanzo in cambio di un'onesta recensione. 
Bacioni 
Cris




martedì 7 febbraio 2023

Review Party: 'The Diviners' di Libba Bray

Buon pomeriggio lettori, oggi vi racconto di una nuova uscita della Mondadori, The Diviners di Libba Bray. Già edito da Fazi qualche anno fa con il titolo 'La stella di New York', il romanzo ha saputo catturare la mia attenzione e mi ha molto affascinato. 


«Professore, ma lei è davvero convinto che fra di noi esistano spettri, demoni e Divinatori?» Evie O'Neill è stata cacciata dalla sua sonnacchiosa cittadina dell'Ohio e catapultata tra le frenetiche strade di New York. Ed è as-so-lu-tis-si-ma-men-te felice! È il 1926 e New York è così eccitante, piena di bar clandestini, ragazze alla moda e borseggiatori. L'unico inconveniente è che Evie deve vivere con lo zio Will e la sua malsana ossessione per l'occulto. Ciò che teme è che lo zio scopra il suo segreto: un potere soprannaturale che finora le ha portato solo guai. Ma quando la polizia ritrova il cadavere di una ragazza marchiato con un simbolo misterioso e Will viene chiamato a indagare, Evie capisce che il suo dono potrebbe aiutare a catturare un serial killer. Inizia così una pericolosa danza con l'assassino, mentre attorno a lei, nella città che non dorme mai, mille storie si dipanano. Quella di Memphis, un giovane sospeso tra due mondi. Di Theta, ballerina in fuga dal proprio passato. Di Jericho, uno studente che nasconde uno sconvolgente segreto. Intanto, senza che nessuno se ne accorgesse, qualcosa di oscuro e malvagio si è risvegliato…

Quando ho ricevuto la copia digitale del romanzo, per cui ringrazio la casa editrice, mi sono spaventata. 
Mi aspettavano quasi settecento pagine, ma mi è bastato sfogliare le prime pagine per divorare cinquanta pagine senza alcun sforzo.
 
Dunque, il più grande pregio di questo libro è sicuramente lo stile. La narrazione è avvincente, dinamica, piacevole, non mi sono mai annoiata e ho trovato affascinante l'ambientazione. 
La follia degli anni '20, le feste, i balli, i ragazzi: tutti sopra le righe e per questo divertente e intrigante.

Il libro si snoda attraverso diversi punti di vista, quindi potrebbe essere disagevole all'inizio seguire personalità e caratteri tanto differenti, ma con piena consapevolezza della propria trama, Libba Bray riconduce tutto allo stesso filone narrativo. 


Evie O' Neill è una ragazza spumeggiante e forse il personaggio di spicco del romanzo, non solo per il potere che possiede ma anche e soprattutto per la sua tempra. 
Cova dentro di sé un dolore grande che la conduce spesso a sbagliare strada e a comportarsi in modo immaturo e sciocco, ma altrettanto spesso si fa voler bene con la sua allegria e leggerezza. Tutto comincia proprio da lei quando, a causa dell'ennesima scenata, viene mandata dalla famiglia a stare dallo zio Will a New York.


Se all'inizio Evie vede la vita dallo zio come una dolce scappatoia dalla monotonia e dal biasimo, presto dovrà fare i conti con un pericoloso killer che gira indisturbato nella città che non dorme mai. Il potere di Evie, la divinazione, cioè la capacità di leggere i segreti di una persona da un suo oggetto, sarà essenziale per svelare l'arcano e salvare altri innocenti. 

In questo mondo occulto e segreto, compaiono altri personaggi: Jericho (il mio preferito), Memphis, Theta, Mabel, Sam. Ciascuno di loro ha un passato interessante e oscuro che ben si lega con il mondo sovrannaturale e misterioso che l'autrice descrive. 

E' un libro che mi ha sorpreso e tenuta incollata alle pagine, assolutamente promosso!

Verdetto: Dipendente


Vi incuriosisce? Lo leggerete? Non dimenticate di passare dalle mie amiche per leggere la loro opinione! 
Bacini, Cris











sabato 12 novembre 2022

Review Party: 'La figlia della foresta' di Juliet Marillier

Buongiorno lettori, buon sabato! Oggi vi parlerò di un libro che è riuscito a coinvolgermi grazie a una penna delicata e atmosfere romantiche e bucoliche. Sto parlando de La figlia della foresta di Juliet Marillier. 

Nell'Irlanda del X secolo, sospesa tra mito e storia, vive Lord Colum di Seven­waters con i suoi sette figli, sei ragazzi e una bambina, Sorha. Sarà proprio lei, la più piccola della famiglia, a proteggere la casata e difendere la loro terra dai nemici britanni: il padre, infatti, è stato stregato da Lady Oonagh e i fratelli sono stati colpiti da un incantesimo che solo la ragazza potrà sciogliere. Per riuscirci, dovrà sostenere un lungo esilio da Sevenwaters e affrontare imprese durissime, che la feriranno nel corpo e nell'anima. E quando si troverà prigioniera degli avversari, la sua stessa vita – insieme a quella di coloro che ama – sarà in pericolo. Sorha conoscerà la paura, il tradimento, ma anche l'onore, la lealtà. E soprattutto l'amore. Basato su una solida conoscenza del mondo celtico e ispirato all'antico racconto I sei cigni , ripreso anche dai Grimm e da Andersen, La figlia della foresta intreccia tipici elementi fiabeschi (la matrigna malvagia, la metamorfosi magica, l'imposizione del silenzio) con le vicende di una vera famiglia che affronta difficoltà di ogni genere mettendo a dura prova i propri valori.

Le mie amiche mi avevano parlato dell'autrice così bene che ero sicura che il libro mi sarebbe piaciuto. 
La figlia della foresta, infatti, riprende e trasporta la fiaba dei sei cigni dei fratelli Grimm in terra irlandese. 
L'autrice ha scritto questo libro quando ancora scrivere retelling non era una moda e la sua fedeltà alla storia, ma soprattutto all'ambientazione in cui ha scelto di collocare Sorha e i suoi fratelli è talmente ben dettagliata ed evocativa che è davvero impossibile non sentirsi trasportati dagli eventi della narrazione. 

Sorha viene alla luce dopo sei figli, sebbene la madre muoia di parto. Questo grandissimo dolore ha portato Lord Collum a chiudersi in se stesso, a correre alla ricerca di battaglie e nemici da combattere, dimentico dei suoi figli. La giovane cresce insieme ai suoi fratelli che la amano e la proteggono compensando l'assenza della madre e l'indifferenza del padre. 
Sorha impara in autonomia a leggere, a conoscere la natura e a rispettarla, studia in un modo sconosciuto alle sue coetanee e gode di una libertà gioviale concessa dalla sua tenuta, Sevenwaters. La foresta, gli spiriti che vi aleggiano proteggono la sua casa e la tribù del padre, ma tempi bui interromperanno la prosperità del luogo. 

Ma la vita è fatta di cambiamenti e turbamenti. A causa di una maligna presenza, i suoi fratelli verranno trasformati in cigni e Sorha, con pazienza e sacrificio, comincerà un viaggio per salvare se stessa e la loro vita. 
Le avventure della protagonista sono molto dure e descritte con intensità dall'autrice, ma non manca - oltre all'azione - lo spazio per l'affetto fraterno, per l'amore timido e delicato, per l'amicizia, il coraggio e la determinazione. In particolare, la resistenza, la forza d'animo di Sorha, la sua crescita senza perdere mai se stessa, me l'hanno resa una protagonista assai cara.


Per certi versi, Sorha mi è parsa una versione meno spigolosa di Vasja de L'orso e l'usignolo di Katherine Arden. La narrazione, come in questo libro, richiamando lo stile onirico della fiaba non è propriamente immediata. I capitoli sono molto lunghi, con il rischio che a tratti lo stile diventi prolisso. Nonostante qualche difetto, però, La figlia della foresta mi è piaciuto moltissimo e credo che, non tanto per la mole, quanto per la sua intensità, meriti di essere letto con attenzione e pazienza. Il romanzo non vuole solo narrare una storia, ma trasmettere un messaggio, evocare dei luoghi, ripercorrere la storia e per far questo, occorrono i tempi giusti. Senza escludere le emozioni che l'avventura di Sorha trasmette che variano dal pianto di rabbia a quello di commozione, dalla gioia dell'amore al rimpianto del perduto. Il libro si conclude, ma il desiderio di saper di più degli altri Sevenwaters accompagna il lettore alla chiusura del volume.

Verdetto: (Più che) Dipendente

Non dimenticate di passare dalle mie colleghe e di leggere anche le loro recensioni. 
Ringrazio Bea per aver organizzato l'evento e la casa editrice per la copia digitale del romanzo. 
Un abbraccio, 
Cris





mercoledì 29 giugno 2022

WWW Wednesday #75

Buongiorno lettori e buon mercoledì! Sia lodata la programmazione, altrimenti su questo blog vedreste poco e niente. Oggi facciamo il punto delle letture della settimana e devo dire che sono stati davvero giorni incredibili trascorsi con libri belli belli belli. Via alle danze!


What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


I libri della Zappia mi fanno provare sempre sensazioni contrastanti. 
Da un lato, sono libri importanti perchè trattano temi delicati, d'altro canto, però, bisogna avere una certa predisposizione d'animo per apprezzarli. 
Io l'ho iniziato da pochissimo, è una delle tappe della Dungeons of readers, la challenge ideata su instagram da Ambra di @sono.sololibri. 
Vi consiglio di dare un'occhiata, è davvero alla portata di tutti e soprattutto impone di uscire dalla comfort zone, come in questo caso. 

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Ho terminato La principessa delle ceneri e nonostante abbia qualche difetto tipico degli esordi young adult, mi è piaciuto molto per la sua protagonista, Theodosia e la sua crescita durante il romanzo. 
Liberiamo le stelle è stata la conclusione perfetta di una dilogia bellissima sotto ogni aspetto: trama, ambientazione, personaggi. 
Aspettatevi recensioni felici di entrambi!

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?


Un dark academia in uscita per Mondadori che promette di essere una vera perla. 
Sono molto curiosa, non vedo l'ora! Ci sarà l'evento la settimana prossima, quindi se vi incuriosisce, rimanete sintonizzati!

Per oggi è tutto! Sapete che mi piace conoscere le letture altrui, quindi vi aspetto nei commenti con i link ai vostri blog. 
Bacioni, 
Cris




martedì 24 maggio 2022

Review Party: 'Sotto la porta dei sussurri' di T.J. Klune

Buongiorno lettori! Oggi esce in libreria una nuova piccola meraviglia di Klune, autore che è salito alla ribalta grazie a La casa sul mare celeste. 
In occasione della sua pubblicazione, vi parlerò del romanzo in anteprima, augurandomi che possa piacere anche a voi come è piaciuto a me.


Quando un mietitore va a prenderlo al suo stesso funerale, Wallace comincia a sospettare di essere morto. E quando Hugo, il proprietario di una singolare sala da tè, si offre di aiutarlo ad "attraversare", Wallace capisce che, sì, deve proprio essere morto. Ma Wallace non si rassegna ad abbandonare una vita che sente di avere a malapena attraversato ed è deciso a vivere fino in fondo anche un piccolo scampolo, anche una breve parentesi di esistenza che, se vissuta pienamente, può farsi intera.

Klune ha il talento di scrivere storie che trattano argomenti delicati senza risultare melenso e allo stesso tempo senza banalizzare ciò che vuole raccontare. 
Sotto la porta dei sussurri è un libro che parla della morte e del tempo. 
Sono argomenti difficili perché intimi, personali, intensi, dolorosi. 
Siamo esseri fragili, la nostra condizione è mutevole. Un giorno siamo qui e ci preoccupiamo di sciocche beghe quotidiane e il giorno dopo il nostro corpo ha ceduto e siamo ormai cenere che torna alla terra. 
E' un passaggio complicato da affrontare: i rimpianti ci inseguono, guardiamo indietro chiedendoci cosa avremmo potuto fare meglio, cosa avremmo potuto fare di più. 
Ma nulla conta se non andare avanti. 
E' questa la sorte che tocca al protagonista, Wallace, che come un moderno Scrooge, in questo romanzo inizia il suo personale percorso di redenzione. 
Leggendo le prime pagine, l'ho odiato, mi sono arrabbiata per la sua insensibilità e indifferenza. 
Poi, insieme, guardando attraverso i suoi occhi, l'ho visto trasformarsi: la rabbia, l'accettazione, la tristezza con cui vive la morte e il lutto diventano generosità, comprensione, altruismo. 
E' così che Wallace trova uno scopo e soprattutto, trova una famiglia.
Non importa chi ne fa parte o quale sangue scorra, sono i legami che la tengono in vita.
Apprezzo molto che Klune riesca a inserire l'amore come perno dell'esistenza perché può sembrare un discorso banale, ma i successi, il lavoro, il potere non sono nulla se non hai nessuno con cui dividerne il peso. 
Wallace arriva in una sala da thè sui generis 'Passaggio da Caronte tè e dolcetti', in cui il tempo si è fermato, in cui la gente riconquista il suo tempo per guardare chi ha di fronte e dimostrargli l'attenzione che merita. 
E' un posto per anime sole e mine vaganti e allo stesso tempo un ricovero chiassoso di gioia. 
Anche se Wallace è la voce che narra la storia, non è l'unico protagonista. 
C'è Hugo, il traghettatore delle anime, un uomo buono, comprensivo, altruista. Amato da tutti, è solo perché porta con sé il peso del mondo che lo appesantisce. 
C'è Nelson, nonno di Hugo, è un fantasma come Wallace, che ha deciso di restare sulla terra per aiutare suo nipote.
C'è Apollo, il loro cagnone fantasma che, come Nelson, non ha lasciato solo Hugo. 
E infine, Mei, il mietitore. Il suo compito è recuperare le anime e portarle alla sala da tè affinché possano trapassare. 
L'ensemble non potrebbe essere più diverso, ma funziona. Il lettore è legato ai personaggi, alla purezza e all'affetto che essi ispirano. E' un libro coccola, che riempie il cuore e allo stesso tempo fa riflettere sul valore che diamo alla nostra vita e alle priorità.

                                                         Verdetto: Dipendente!


Spero che il libro vi piaccia, se lo avete letto e siete curiosi di farlo, fatemelo sapere nei commenti! Intanto, date uno sguardo alle altre recensioni.
Baci, 
Cris




mercoledì 4 maggio 2022

Wrap up Aprile e Tbr Maggio

Buon giorno lettori, come state? So che maggio è cominciato già da un po', ma non ho avuto modo di scrivere questo post prima, quindi eccoci qua. Vi racconterò quali titoli ho letto ad Aprile e cosa invece ho intenzione di leggere a Maggio. 

                                                                  Wrap up 








Con un totale di 9 libri, quasi tutti promossi a pieni voti, posso dire che Aprile è stato uno dei mesi che ho preferito in fatto di letture. 
Mi sono emozionata tanto, ho finito due serie stupende e scoperto un'autrice fantastica. Cosa potevo chiedere di più?

TBR MAGGIO




Arianna è già in lettura, Fidanzati lo rileggerò per continuare la serie. 
Sotto la porta dei sussurri è il nuovo romanzo di Klune e dopo aver amato La casa sul mare celeste, sono molto curiosa di ritrovare la penna dell'autore.
Ash princess arriverà per la Fanucci, la cover è stata cambiata prima dell'uscita. Ad ogni modo, in lingua è molto apprezzata. Vedremo!
La prigioniera d'oro ha le potenzialità per essere un libro sorprendente e originale.
Infine, il romance - coccola. Torna la Prmeoli, che fai, te ne privi?

Voi? Cosa leggerete? Fatemelo sapere nei commenti!
Con amore, 
Cris 







martedì 5 aprile 2022

Review Party: 'Wicked: vita e opere della Perfida Strega dell'Ovest' di Gregory Maguire

Buongiorno lettori, oggi è il grande giorno! Esce Wicked, vite e opere della Perfida Strega dell'Ovest di Gregory Maguire, il romanzo da cui è tratto il celeberrimo musical di Broadway. 
Ne parliamo insieme e approfondiremo la Terra dei Succhialimoni. 


Elfaba, la Perfida Strega dell'Ovest: «Per definizione, il male si nasconde.»
Glinda: «Sono ricca sfondata, l'avresti mai detto? Chi immaginava che la beneficenza fosse così redditizia?»
Principessa Elefantessa Nastoya: «Quando ci troviamo di fronte a un bivio, quando l'aria puzza di tragedia, a rimetterci sono coloro che non indossano una maschera.»
Il Mago di Oz: «Il punto, mia verde fanciulla, è che non tocca a una giovane, né a una studentessa, né a una cittadina decidere ciò che è giusto e ingiusto. È compito dei capi.»
Dottor Dillamond: «Cosa pensate che intendesse Madame Morribile concludendo il secondo Quell con l'epigramma 'Animali, abbassate la cresta'!»
Madame Morribile: «Con il passare del tempo e una cornice abbastanza ampia, tutto ciò che possiamo dire o fare finisce per rivelarsi ironico.»
Fiyero, principe degli Arjiki di Kiamo Ko: «Cosa credi di sapere della perfidia?»

Non ho mai visto il musical prima di leggere il libro e questo mi ha consentito di apprezzare questa storia nella sua interezza. Wicked nasce come rivisitazione del Mago di Oz, accendendo una luce su Elfaba, la strega che diventerà Malvagia e Perfida per i suoi detrattori. 
C'è un certo fascino nel conoscere la vita degli antagonisti, nello scoprire quali sono state le loro esperienze, cosa li ha portati al momento in cui li incontriamo per la prima volta.
Il libro è diviso in parti che affrontano momenti diversi della vita di Elfaba. 
Nella prima parte, facciamo la conoscenza dei genitori della strega e della venuta al mondo in un giorno tumultuoso. 
Elfaba è infatti nata dall'adulterio di una madre annoiata con un uomo di passaggio e la sua pelle verde la rende sin da subito invisa persino ai suoi genitori. 
La sua infanzia trascorre in una regione  di Oz, la Terra dei Succhialimoni. E' una zona rurale, una pianura fertile dove si trovano i campi coltivati di grano. Ci sono laghi e altri fonti d'acqua, i suoi abitanti vivono una vita relativamente serena. Mentre a sud si estendono i Colli del Tormento, desolati e brulli. 
Gli abitanti della terra dei Succhialimoni sono persone semplici, per questo amanti di ogni forma di diversivo, che sia un trucco di magia o le prediche di un pastore noioso.
Ma odiano il diverso e sin da neonata Elfaba dovrà lottare con le unghie e con i denti per conquistarsi un posto nel mondo. 
Contraltare della ragazza, è Galinda, più comunemente conosciuta come Glinda, una ragazza dai riccioli chiari  e dalla propensione alla chiacchiera.
Nonostante l'abitudine a ritenerla 'buona', la sua comparsa dimostra che in realtà ha pregiudizi e cattiveria covati dentro di sè come tutti gli altri. Sebbene nel tempo diventi una amica per Elfaba, il suo cuore non è mai completamente limpido. 
Ed è attorno a loro due e al loro rapporto ballerino che si instaura il nocciolo della storia. 
Devo ammettere che il libro mi ha stupito, non avevo alcuna aspettative e invece mi ha intrigato e tenuto incollata alle pagine per diversi giorni. 
Sicuramente l'impostazione non è semplicissima, ci sono molte informazioni da assimilare e altre da riporre perché non essenziali, ma in ogni caso il libro scorre velocemente e crea una certa aspettativa che si conclude nel climax del finale. 
Credo che per certi versi il libro sia stato scritto anche per portare il lettore a riflettere su tanti temi: il diverso, la politica, la religione. 
E' stata una scoperta interessante, un libro che veramente vale la pena di leggere sia che siate appassionati del musical sia che semplicemente amiate i classici, purchè non siate dei puristi. 
Le contaminazioni fanno la loro comparsa e potrebbero non colpire allo stesso modo, consiglio quindi di approcciarsi al romanzo con totale ignoranza e potrete davvero godervelo a pieno. 
Un ultimo plauso alla casa editrice che ha realizzato un'edizione davvero magnifica, anche per impaginazione e grafica.

                                                          Verdetto: Dipendente


Un grazie a Nia per aver organizzato l'evento e alla mia collega per il banner, vi invito tra l'altro a seguire il tour di recensioni per farvi un'idea del romanzo. Se lo avete letto, se lo leggerete o se non vi interessa, scrivete nei commenti e io risponderò!



Bacini, 
Cris




mercoledì 30 marzo 2022

Review Party: Le ragazze immortali di Kiran Millwood Hargrave

Buongiorno lettori, come state? Settimana scorsa è stata molto impegnativa per me, ma non vedevo l'ora di tornare qui a raccontarvi delle mie ultime letture. Iniziamo questa settimana con una storia davvero avvincente, Le ragazze immortali di Kiran Millwood Hargrave. Un grazie a Nia per aver organizzato l'evento e alla casa editrice per la copia digitale del romanzo. 


Le gemelle Lil e Kizzy stanno per compiere diciassette anni, ed entro poche ore arriverà per loro il giorno della divinazione: l'Anziana Charani svelerà alle ragazze quale destino le aspetta. Ma non faranno in tempo a partecipare alla cerimonia perché il crudele Boier Valcar le fa rapire per farne le sue schiave. Costretta a lavorare nelle cucine del castello, un luogo tutt'altro che accogliente, Lil trova conforto nell'incontro con Mira, una compagna di sventura verso cui si sente attratta in un modo mai provato prima. E lì sente parlare del Drago, che ricorda la terribile figura mitologica di cui raccontano le antiche leggende, un mostro a cui si portano in offerta giovani ragazze... Forse Lil e Kizzy non avranno la loro cerimonia di divinazione, ma le gemelle stanno per scoprire comunque il loro destino...

Questo romanzo è stato per me una scommessa perchè viene presentato come un retelling delle spose di Dracula, ma non amando i vampiri, so poco sia della figura di Dracula che della tradizione dei boier. Tuttavia, nonostante la mia titubanza iniziale, questo libro mi ha intrigato e conquistato sin da subito.

Le protagoniste sono due sorelle gemelle, due nomadi, due Viaggiatrici.
Kisaya, Kizzy, è la bellezza della famiglia: testarda, ribelle, passionale, ha l'animo dell'ursar, una domatrice di orsi, come la madre prima di lei. 
La narratrice, invece, è Lillai, Lil: pacata, riflessiva, dolce, dalla voce suadente e delicata, una lautari. 


I sogni delle due ragazze vengono distrutti quando un'incursione di soldati mette a fuoco e ferro il villaggio e le gemelle, insieme ad altri compagni, vengono catturate e vendute per lavorare al castello del boier locale. 
La loro vita diventa un incubo costellato di fatica, lavoro, punizioni, minacce e devono farsi forza a vicenda per non lasciare che la rabbia e il dolore spazzino via la loro dignità, le loro radici.

Kizzy è una personalità complessa e ambigua, il carattere che dimostra di avere è un'arma a doppio taglio perché da un lato dimostra la sua forza d'animo, dall'altro dimostra una supponenza e un'arroganza che potrebbe infastidire il lettore. 
Lil, invece con la sua generosità e la sua gentilezza, è una protagonista giusta, che ispira affetto e condivisione.

L'ambientazione è esattamente ciò che mi aspettavo di trovare: castelli medioevali dagli stretti passaggi e oscure torrette trasmettono una permeante sensazione di claustrofobia e angoscia e la paura delle gemelle amplifica l'aria cupa e gotica che si respira nel romanzo. 
Una grande rilevanza ha la natura e il rapporto delle giovani con la flora e la fauna. 

L'aspetto più convincente resta comunque lo stile di scrittura, che è allo stesso tempo scorrevole e curato. Ci sono tanti riferimenti alla cultura degli zingari e diversi elementi leggendari a cui si accenna. L'aspetto fantasy compare solo dopo la metà del romanzo e lo rende parzialmente sbilanciato, anche se per me non è stato un grosso problema. 

Piccolo commento anche sulla storia d'amore che l'autrice ha inserito. A mio avviso non era necessaria e le fondamenta non sono solide, ma sono stati momenti carini e teneri da leggere. 

  Verdetto: Dipendente!


Gli abiti del romanzo

All'inizio della storia, Kizzy e Lil indossano i tipici abiti degli zingari. 
Fascia sui capelli, abiti colorati dalle fantasie sgargianti prima di venire condotte nel castello del boier Valcar per lavorare prima in cucina e poi come cameriere. 


Il vestito da cameriera è nero, semplice, abbottonato in vita e chiuso da una fascia rossa. 
Il nero e il rosso sono infatti i colori che ritornano più spesso e che richiamano Dracula e la sete di sangue dei vampiri. 


Gli uomini del boier e i boier stessi indossano pantaloni e camicie di nero e rosso con diversi accessori a specificarne il grado e i più importanti tra loro sono abbigliati con pellicce di animali, probabilmente gli orsi a cui all'inizio del libro danno la caccia.