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venerdì 13 dicembre 2019

5 film natalizi che riguardo ogni anno| 5 cose che...

Buongiorno lettori e bentornati nella rubrica delle 5 cose che...Christmas edition!
Ormai manca davvero pochissimo a Natale, quindi è bene tuffarsi nell'atmosfera, per questo oggi parliamo di film natalizi che rivedo ogni anno!

                                                    Miracolo sulla 34 strada



Questo è il mio film di Natale del cuore, ha un significato bellissimo e ci recitano due attori che adoro: la ragazzina che faceva anche Matilda sei mitica, altro film della mia infanzia, e l'unico uomo che mi pareva davvero Babbo Natale. 


Mamma ho perso (e poi riperso) l'aereo


Il film che tutti ma proprio tutti conoscono e che ci faceva ridere da bambini e ci riporta indietro con la memoria al momento in cui si scartavano i regali. 
Kevin sarà sempre il simbolo di ogni Natale. 

Family Men


Un must intramontabile, più serio rispetto ai due precedenti, ma ugualmente significativo e bellissimo. 
Sulla falsariga di un Mr Scrooge più giovane, l'altra faccia della solitudine. 


...E fuori nevica!


Commedia del napoletano Vincenzo Salemme, rappresenta per casa il momento delle risate per eccellenza. Grazie a Cico e a battute intramontabili, è nel cuore di tutti noi.
(Se non lo conoscete, recuperatelo, ma non il film, la commedia!)



Anastasia


Feste e balli, fantasia
E' il ricordo di sempre
Tu, con me, amor mio
Quando viene Dicembre...
Lei è la regina di Dicembre, ma in generale di tutti i cartoni, la mia preferita di sempre.
C'è qualcuno che non ha letto la citazione cantando?

Bonus new entry: Klaus


Film d'animazione Netflix uscito nel 2019, è un film perfetto tra vecchia e nuova animazione e ha le vibes dei grandi classici, scalda il cuore ed emoziona ridando auge al buon mito di San Nicola. 

Per oggi ho finito, quali sono i vostri film natalizi imperdibili e che rivedete ogni anno? 

Bacini, Cris







mercoledì 27 novembre 2019

Recensione 'Piccole donne'| Piccole donne sul piccolo e grande schermo

Bentrovati lettori, perdonate il ritardo nella pubblicazione di questo post ma non sono stata capace di liberarmi prima.
Oggi parliamo di Piccole Donne, un capolavoro tra i classici della letteratura, a cui la Oscar Vault ha anche donato una nuova veste grafica. 


Divenuta subito un classico, la storia di Jo, Meg, Amy e Beth ha avvinto intere generazioni. Questo volume presenta il ciclo completo dei quattro romanzi.

Piccole donne è un storia che mi ha sempre scaldato il cuore. 
Una famiglia unita, quattro sorelle dal carattere diverso e a tratti incompatibile, disposte per affetto ad essere sempre una il sostegno delle altre. 
Meg, dolce e remissiva, la sorella maggiore, il punto di riferimento per tutte. 
Jo, testarda e impulsiva, generosa e intelligente, la sorella in cui tutti almeno una volta nella vita si sono immedesimati. 
Beth, dolce e ingenua, la sorella più amata. 
Amy, vivace e superba, la sorella creativa, la più folle e determinata. 
Ciascuna di loro ha conquistato lettera dopo lettera un posto nel mio cuore, ma è soprattutto il loro rapporto che mi ha conquistata. 
La meravigliosa sensazione di aver un'alleata con la quale condividere tutte le tue emozioni, la tua intera esistenza.
In questo bellissimo ciclo, la vita delle ragazze si intreccia e le conduce da giovani fino alla vita adulta.
Sono particolarmente legata a questa storia perché il chiasso, i litigi, l'affetto e l'amore familiare mi hanno sempre ricordato la mia famiglia. 
Sono stata fortunata e lo è chiunque abbia la fortuna di poter dire di avere una sorella o un fratello con cui condividere tutto ciò che la vita ci porrà davanti.


Piccole donne è un libro bellissimo e l'hanno sempre saputo anche i produttori cinematografici che ggià nel 1918, quando ancora il cinema non aveva suono, rappresentarono la storia masterpiece di Louisa Alcott.
Il film segnò il debutto di Conrad Nagel, che sarebbe diventato una grande star del cinema muto, che interpretava il ruolo di Laurie Lawrence.
Nonostante non sia una delle trasposizione più famose, ha il pregio di avere un'ambientazione quasi originale perché il film fu girato in parte proprio a casa dell'autrice, a Conrad, in Massachusetts. 

Nel 1933, Piccole Donne tornò sul piccolo schermo con la regia di George Cukor. 
Il film, in bianco e nero, accorpò Piccole donne e Piccole donne crescono, creando una vera e propria pellicola di formazione che, a cavallo tra i ruggenti anni '20 e gli anni '30, voleva lanciare una nuova idea di donna, coraggiosa, ribelle e indipendente come Jo, intepretata da Katherine Hepburn. 
Fu un successo: vinse l’Oscar per la Migliore sceneggiatura non originale ed ebbe altre candidature, tra cui quella per l’interpretazione della Hepburn.


La trasposizione del 1949, come le precedenti, rispetta lo stile e la storia della Alcott, ma viene ricordata soprattutto per l'interpretazione di AMy a cura di Elizabeth Taylor. 
La donna, una vera diva, garantì al film un successo nazionale. 
A differenza del film precedente, in questa pellicola, il registra ha preferito concentrarsi sulle relazioni personali tra i protagonisti piuttosto che sulla psicologia e quindi sulla natura 'formativa' del romanzo. 

A distanza di dieci anni,tra il 1978 e il 1988, vennero pubblicate una nuova serie TV di Piccole Donne per Universal e una serie animata, arrivata in Italia con il titolo 'Una per tutte, tutte per una', la cui sigla è cantata dalla sempreverde Cristina D'avena.
La serie TV ha vinto ben due Emmy e la serie animata, prodotta in Giappone, ha avuto il pregio di saper avvicinare le bambine di tutto il mondo ad un romanzo leggendario, fissando in modo iconico la storia di Jo e delle sue sorelle e conferendogli leggerezza, pur senza dimenticare di approfondire le vicissitudini della famiglia March. 


La versione del 1994 arrivò per volere di una grande icona degli anni'90, Winona Ryder, che desiderò per sé il ruolo di Jo.
Nonostante il cast pregevole, la critica riscontrò nel film una eccessiva leggerezza poichè concentrata sulle dinamiche relazionali più che a quelle sociali. Il film si concentra sul matrimonio di Laurie, sulla contrapposizione di Jo e Amy e sulla identificazione del pubblico femminile nell'una o nell'altra. Manca la contestualizzazione delle ragazze che devono imparare a contemperare la loro natura con gli insegnamenti materni, le regole sociali, le aspirazioni e i sogni. 

Ultima, ma non per importanza, è la nuova pellicola del 2019, in Italia nei primi mesi del 2020. 
Non vi meraviglierà sapere che non ho dubbi che diventerà il mio preferito. 
Nel cast, ci sono due delle mie attrici preferite: Emma Watson che interpreterà Meg e Meryl Streep che sarà zia March.
Sono sicura che questa nuova trasposizione metterà in evidenza tutte le sfumature dell'essere donna, il carattere e lo spirito che governa le sorelle March.


Spero che questo viaggio nel cinema vi sia piaciuto e vi invito a leggere tutti i post delle amiche che mi hanno fatto partecipare a questa bellissima iniziativa. 
Classici come questi sono la culla della nostra esistenza. 


Buona serata a tutti, un abbraccio
Cris










lunedì 8 ottobre 2018

Welcome Party: 'Sarah. Vita di Sarah Jessica Parker' di Roberta Zeta

Buongiorno lettori e buon lunedì!
Oggi iniziamo la settimana con una segnalazione bellissima, sto parlando del libro edito da Hop! Edizioni che racconta la vita di Sarah Jessica Parker.


Chi non conosce Sarah Jessica Parker? Icona di stile e di indipendenza in una New York,città dalle mille possibilità, questa attrice ci ha accompagnato nell'adolescenza attraverso relazioni finite e incontri fortunati, una passione smodata per scarpe e borse e il celeberrimo Mr. Big in Sex and the City come Carrie Bradshaw.
Ma qual è la sua vita? Quella che scorre tra eventi glamour e la tranquillità del proprio appartamento?
Hop!Edizioni e l'autrice Roberta Zeno ci mostrano la sua brillante vita attraverso le pagine di questo nuovo libro illustrato, edito nella collana Per Aspera ad Astra.

 
Carrie Bradshaw, protagonista della serie TV “Sex and the City”, ha regalato a Sarah Jessica Parker una notorietà planetaria e un destino non immaginabile, stando almeno alle premesse. C’era una volta, prima di Carrie, Sarah: una bambina intelligente e vivace, nata in Ohio, da una famiglia poverissima, ma convinta dell’importanza dell’arte nella vita di ogni persona. Nonostante un’infanzia da romanzo di Dickens, Sarah ha coltivato, con immensi sacrifici, la propria vocazione artistica e cominciato prestissimo a recitare in teatro e poi al cinema. Fino alla consacrazione in quel ruolo che l’ha resa notissima in tutto il mondo, in una delle serie TV che hanno cambiato il volto della televisione e per cui i suoi ruoli, non solo di protagonista ma anche di produttore esecutivo, sono stati fondamentali. Dopo la fortunata parentesi del serial, Sarah Jessica Parker, insieme alla carriera di attrice, porta avanti diversi progetti personali in ambito umanitario, culturale e imprenditoriale con l’equilibrio e la pacatezza che la contraddistinguono. C’è molto della bambina di Nelsonville nella Sarah di oggi: una donna intelligente, pragmatica e di grande cuore. Ottava uscita della collana “Per aspera ad astra. La forza delle donne”
 
Ma chi è Roberta Zeta, autrice di questa opera meravigliosa?
 
Casualmente laureata in legge, disegna da sempre e dal 2007 lavora come illustratrice per moda e magazine. Tra i suoi clienti figurano Harper Collins, Mondadori, Saatchi & Saatchi. Le sue illustrazioni sono state incluse dalla Triennale di Milano nel Nuovo vocabolario della moda italiana. Ha pubblicato libri per bambini e ragazzi con Kite Edizioni, Edizioni EL e con le case editrici francesi Pocket e Pocket Jeunesse. Per Hop! ha pubblicato il volume Audrey, per questa stessa collana. Collabora come content editor per Picame, web magazine impostosi come punto di riferimento per la visual art e l’illustrazione. La sua è una tecnica mista a matita su carta, acquerelli, disegno vettoriale e colore digitale 
L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridonoÈ questo che succede con gli obiettivi. Quando ci concentriamo troppo sul risultato, ci perdiamo il divertimento del viaggio. Ci perdiamo la deviazione che ci porterà a qualcosa di ancor più gratificante. Ci piace stabilire degli obiettivi perché ci danno la sensazione di avere il controllo. Ma il controllo è solo un'illusione. Perché a volte a terra gira e dobbiamo cavarcela nel posto in cui siamo finiti, che sia sulla terra o no.
                                                                                                                       Carrie Bradshaw