Buongiorno lettori, sono di ritorno dalle ferie e anche se ho una nostalgia incredibile per il mare, sono pronta a riprendere le attività quotidiane. Quindi, con questo buon proposito, ho pensato di lasciarvi subito la recensione di uno degli ultimi libri letti in vacanza, La mesmerista di Sara Simoni.
lunedì 24 agosto 2026
Recensione: 'La Mesmerista' di Sara Simoni
martedì 28 aprile 2026
Come leggere 'Amy' di Bianca Marconero: una recensione personale
Avete letto il nuovo romanzo di Bianca Marconero? Cosa ne pensate?
mercoledì 1 aprile 2026
Un tuffo nel mondo di Liz Tomforde: come ho divorato tre libri in tre giorni
Kai è un giocatore di baseball professionista, ma trovare un equilibrio con la vita privata da quando è arrivato suo figlio Max è diventato sempre più difficile.
lunedì 12 gennaio 2026
Recensione: 'Blood of Hercules' di Jasmine Mas
Buongiorno lettori, come state? Uno dei buoni propositi per questo 2026 è riprendere il blog, tornare a scrivere con più regolarità e recensire i libri che leggerò. Non credo sia semplicissimo, specie con i tempi sempre incastrati, ma di sicuro voglio provarci.
Quindi, conscia di questo rinvigorito spirito recensore, sono pronta a raccontarvi Blood of Hercules, un dark fantasy acclamato dal booktok che a me ha lasciato invece sensazioni molto contrastanti.
martedì 24 giugno 2025
Recensione: 'Daydream' di Hannah Grace
Buongiorno lettori, torno con una nuova recensione. Siamo al terzo volume di Maple Hills e dopo Icebreaker e Wildfire, tocca a Daydream di Hannah Grace.
Sarò sincera, ho deciso di scrivere questa recensione, soprattutto perchè su Goodreads le persone non hanno capito questo libro. Lo so che l'esperienza di lettura è soggettiva e che può capitare che un libro non piaccia, ma è frustrante quando viene richiesta più rappresentazione e alla fine davanti alla stessa ci si dimostra superficiali.
Daydream è una buona storia. Non è un hate to love, non ha problemi di comunicazione nè angst, ma è comunque una buona, buonissima storia.
Henry Turner, capitano della squadra di hockey e protagonista del romanzo, è una persona neurodivergente ed è un punto essenziale per comprendere perchè il rapporto con Halle sia privo di conflitti e nasca in maniera naturale e affettuosa.
Henry odia il rumore, soffre se viene sovra stimolato, detesta i posti eccessivamente carichi di luci e colori. A ciò si aggiungono le sue responsabilità da capitano che gli rendono giocare a hockey molto più difficile di quanto sia sempre stato per lui. Non ama chiedere aiuto, ma tiene in considerazione i sentimenti delle persone. Si chiede sempre se il suo è un comportamento giusto e rispettoso, è dolce, premuroso e presente.
Capirete bene che non stiamo parlando del tipico Alfa, ma di un ragazzo che fa della tranquillità, della quotidianità il suo posto sicuro.
Halle, con la sua dolcezza, la sua tenerezza, la sua insicurezza, diventa quel conforto. Il sentimento che nasce tra loro è tanto più profondo perchè è legato alla profonda necessità di essere se stessi senza filtri. Halle, che si è sempre presa cura degli altri, a scapito della propria vita, può finalmente lasciarsi andare, accettare che qualcuno metta al primo posto lei, che qualcuno la ami così com'è, con i suoi biscotti, i suoi libri e la sua generosità altruista.
É un libro nel quale si sviluppa una crescita e un'evoluzione, soprattutto della controparte femminile. All'inizio del romanzo, vediamo una ragazza sola, gentile, ma incapace di dire no. Halle, invece, avrà modi di scoprire chi è, cosa può fare e cosa ha da dire.
Non c'è conflitto tra loro perchè la tensione è già in loro stessi, nel lottare contro le proprie debolezze e i propri limiti.
Questo, secondo alcuni, renderebbe il libro meno godibile, ma non è così. Una storia d'amore appassiona anche senza liti, porte sbattute in faccia o allontanamenti.
Halle e Henry si innamorano senza fretta, con tenerezza, rispetto, consenso, creando una situazione di calda intimità. Per me è stato romantico, dolce, delicato.
E poi, questo è il romanzo della famiglia. Si parla di quella in cui cresci, di quella che ti crei e quella in cui ti senti finalmente libera da ogni forma di paura e pregiudizio. Chiedere aiuto è complicato, soprattutto se non vuoi deludere nessuno, se sei sempre avvezzo alle responsabilità, sei sei generoso con il tuo tempo. Ma a volte è necessario.
Tendere la mano e sapere che ci sarà sempre qualcuno pronto a coglierla è una grande ricchezza. Halle e Henry non sono soli, possono contare sugli amici, sulla squadra, persino su allenatori burberi, perchè quella è la famiglia che hanno costruito, quella che li ha accolti e li ha amati da subito.
Questo libro urla GREEN FLAG da ogni pagina e mi spiace che sia relegato a semplice sport romance perchè è molto di più. Daydream traduce letteralmente il suo titolo: è una piccola nuvola amorevole e soffice, è fantasticare, sognare ad occhi aperti, è abbracciare l'amore in ogni sua forma.
Per me una chicca. Leggetelo a cuore aperto.
Verdetto: Dipendente
lunedì 7 aprile 2025
Recensione: 'Il Mercante di vendette' di Bianca Marconero
Buongiorno lettori, buon lunedì. Dopo aver lasciato sedimentare l'esperienza di lettura che è stata Il mercante di vendette di Bianca Marconero, sono pronta a condividere con voi le mie impressioni sul retelling edito Giunti scritto da una delle mie autrici del cuore.
mercoledì 10 luglio 2024
Recensione: 'Come Darcy' di Erika Pomella
Gentili lettori, mi siete mancati.
Quando la vita diventa complicata e nemmeno i libri riescono a compiere la magia, vuol dire che la cosa più giusta da fare è riposare, recuperare le proprie energie, mettersi in discussione e accettare che ci sono momenti che non possiamo governare. Mi fa strano che il primo post del 2024 sia datato 10 luglio, è così anomalo e se qualcuno mi avesse detto una cosa del genere quando ho iniziato il mio percorso da book blogger quasi dieci anni fa probabilmente non ci avrei creduto.
Eppure, nonostante tutto, sono tornata. Perché se c'è una cosa che mi fa stare bene, che mi mette sempre di buonumore, mi rende allegra e gioiosa è parlare di libri. Ovviamente, nonostante il blocco del lettore, ho letto durante questi mesi e quindi tornerò con tantissime recensioni per aggiornarvi, ma riprendere il blog raccontando l'ultimo libro di un'amica mi è sembrata la cosa più onesta che potessi fare.
Erika, nonostante i miei alti e bassi, mi ha concesso ancora una volta la sua fiducia e onorata per la sua attestazione di stima e affetto, merita una recensione alla 'vecchia maniera'.
Elizabeth Bennett ha in comune più di una cosa con l'eroina di Orgoglio e Pregiudizio. Non solo il nome, non solo l'avere una sorella maggiore di nome Jane, ma anche una madre che la vuole accasata e felice. Ma Lizzie è felice soprattutto quando è al lavoro, alla guida del Piccadilly Davies Hotel. Peccato che la sua serenità è messa a dura prova quando si trova a dover lavorare a stretto contatto con il proprietario della struttura, Alexander William Davies. Alexander Davies ha sempre messo la reputazione della sua famiglia al primo posto e ora è più che mai determinato a portare al successo la nuova struttura alberghiera che ha aperto al centro di Londra. Razionale e preciso, Alexander pensa di essere pronto a tutto. L'unica cosa che non ha previsto nella sua vita è l'irruenza di una donna orgogliosa come Elizabeth Bennett che è testarda quanto lui e determinata ad avere sempre l'ultima parola. Quando, complici una zia impicciona e i tabloid inglesi, i due sono costretti a fingere di essere fidanzati tanto Elizabeth quanto Alexander capiranno che forse il lavoro non è tutto. Tra migliori amici traumatizzati, sorelle dal cuore spezzato, prime pagine di giornale e vecchie conoscenze che fanno ritorno, Alexander ed Elizabeth si troveranno a combattere spesso dalla stessa parte della barricata, prima che i pregiudizi dell'uno e l'orgoglio dell'altra minino la possibilità di andare incontro alla felicità.
Orgoglio e pregiudizio è forse il classico più letto al mondo, ha ispirato e ispira milioni di uomini e donne nel globo e credo che nemmeno Jane Austen si aspettasse che duecento anni dopo la pubblicazione ci sarebbero state scrittrici che sarebbero state condizionate tanto dall'esperienza dei suoi eterni personaggi.
Negli anni si sono susseguiti spin off, sequel, prequel, what if, rivisitazioni in giallo e tanti retelling. Nonostante questo panorama inflazionato, confrontarsi con l'originale è sempre una difficile sfida. Si deve tenere conto dei personaggi nella loro interezza, della struttura del romanzo e soprattutto si deve essere credibili.
Ebbene, Come Darcy riesce nella sfida e racconta una storia di orgoglio, pregiudizio e amore nel ventunesimo secolo con tutte le implicazioni della mondanità. I personaggi dell'autrice colgono l'essenza dei loro ancestrali antenati e mostrano in maniera anche forse più evidente le loro sfumature.
Elizabeth è dedita al lavoro, non solo per dovere ma per autentica passione. Adora occuparsi degli altri, che siano dipendenti o clienti del caratteristico albergo che dirige ma non sempre dimostra saggezza nei rapporti interpersonali. E' estremamente legata alla famiglia, soprattutto a sua sorella Jane, ma dimostra di essere caparbia, permalosa e una propensione a giudicare erroneamente le persone.
Alex, d'altro canto, cresciuto da una zia altera e austera, indossa una maschera di freddezza che impedisce agli altri di avvicinarsi. Una volta a suo agio, tuttavia, dimostra un carattere pacato, generoso, altruista e dolce. Inutile dirvi che anche in questa rivisitazione il mio cuore è andato a lui. Alex, come Lizzie, ha a cuore gli amici e la famiglia, è soprattutto il ricordo della madre a spingerlo a co-dirigere l'hotel di Piccadilly.
Complice un errore del primo giorno, i rapporti tra i due diventeranno molto tesi fino a che un uragano chiamato lady Catherine non spingerà i due a fingersi fidanzati e innamorati. Lo scapolo d'oro dovrà venire a patti con una dipendente irascibile e determinata a detestarlo, ma il passo dalla finzione alla realtà è certamente troppo breve.
Il romanzo convince per due aspetti. Il primo riguarda la capacità dell'autrice di scrivere ciò che sa, è il suo terzo romanzo e in ciascuno di essi Erika Pomella ha saputo dosare concretezza e passione inserendo in ciascun libro aspetti di se stessa. In Semper Fidelis la protagonista era una giornalista, in Un fidanzato per Natale tutto ruotava intorno all'amore per i libri, mentre in Come Darcy affronta uno dei suoi libri preferiti e supera brillantemente il confronto.
Questo porta al secondo punto. L'autrice non si limita a seguire il canovaccio dell'originale ma crea momenti che pur richiamandolo alla memoria, in realtà sono perfettamente integrati nella storia. Non sono forzati o dettati da un'esigenza di correttezza, ma disciplinatamente introdotti nel contesto che occorre. Innesca le coincidenze al punto giusto e grazie al trope del finto fidanzamento tiene le redini della storia e la conduce a compimento.
Al di là dell'aspetto narrativo, l'autrice ha lavorato anche sull'aspetto stilistico: con capitoli brevi e il doppio punto di vista garantisce al lettore un'esperienza dinamica e godibile. Il libro si fa leggere piacevolmente, la narrazione è scorrevole e bastano poche ore per trovarsi all'epilogo.
Come Darcy è il romanzo ideale per le nostalgiche di Jane Austen, ma non solo. Chiunque abbia voglia di leggere una storia d'amore con incomprensioni, acerrimi rivali, la meravigliosa ambientazione londinese e una sana dose di divertimento potrà godere di questa lettura.
Verdetto: Dipendente
martedì 28 novembre 2023
Review Party: 'La custode di parole. L'occhio della verità' di Alric e Jennifer Twice
Buona sera lettori, scusate l'enorme ritardo ma è stata una giornata folle e non è ancora finita! Oggi vi parlo di un omaggio a sorpresa della Mondadori, La custode di parole, L'occhio della verità dei coniugi Twice.
Si regge sempre. Soprattutto per le persone che amiamo. Sono la nostra àncora di salvezza. Senza quel piccolo barlume saremmo persi. La Città Sommersa non ha lasciato indenni Arya e i suoi compagni. Tornata sulla Narciso , forte dei suoi nuovi poteri e del legame indistruttibile che la lega a tutti coloro che la accompagnano nel suo viaggio, è sempre più convinta che prima o poi riuscirà a trovare la sua famiglia e gli eredi di Hélianthe. Tuttavia, nel corso del viaggio, si troverà di fronte a una realtà completamente diversa. La minaccia dei Soldati di Vetro, nel frattempo, si sta diffondendo come un veleno nelle terre di Hélios. Il pericolo cresce di giorno in giorno, così come la consapevolezza di Arya che il suo destino sarà segnato dai legami del cuore e dalle verità che via via porterà alla luce. Età di lettura: da 12 anni.
Devo ammettere che se la Mondadori non mi avesse omaggiato della copia non avrei letto questo secondo volume visto che La custode di parole mi aveva lasciato più dubbi e perplessità che sensazioni positive.
Più di ogni altra cosa, lo stile di scrittura mi aveva annoiato moltissimo, l'avevo trovato prolisso, eccessivamente descrittivo e il carattere della protagonista non aveva aiutato.
Fortunatamente nel sequel gli autori hanno saputo calibrare meglio l'evoluzione dei personaggi e la narrazione, garantendo un ritmo abbastanza fluido, sebbene trovi nella storia ancora diversi difetti, primo fra tutti la ridondanza di alcune scene.
Arya mi ha piacevolmente sorpreso: il suo carattere si è fortificato, la sua bontà non è più un ostacolo ma un pregio, i suoi poteri crescono con lei. Il feeling con Killian, il ladro che la accompagna, è palpabile e anche poterlo conoscere più a fondo, conoscere le sue radici, ha rappresentato un elemento che ha fatto la differenza.
Il romanzo mantiene un ritmo alto, non ci si annoia mai e anzi, il lettore resta costantemente con il fiato sospeso in attesa della prossima scena. In definitiva, questo secondo volume è riuscito a convincermi a dare una seconda possibilità alla serie.
Ci si legge al terzo volume!
Verdetto: (Più che) Stuzzicante
domenica 12 novembre 2023
Review Tour: 'Divini rivali' di Rebecca Ross
Buon pomeriggio lettori, buona domenica! Da me piove e fa freddo, l'ideale per leggere un buon libro. Sapete cosa dovreste leggere? Divini rivali di Rebecca Ross che ho iniziato e finito in un giorno, catturata completamente dalla magia di Iris e Roman.
Ma andiamo con ordine e preparatevi alla mia recensione entusiasta!
Prima di commentare il libro, voglio fare una doverosa premessa. Ho letto tutto ciò che è stato edito in italiano di Rebecca Ross, quindi a ragione posso dire che Divini rivali mostra un notevole miglioramento stilistico dell'autrice. La Ross, infatti, ha una fantasia invidiabile, le sue storie sono incredibilmente originali, mai simili tra loro, ma allo stesso tempo, sono in gran parte caratterizzate dall'assenza di quella scintilla in grado di farti pensare al termine del libro che è nata una stella.
Divini rivali individua invece un punto di svolta nella carriera dell'autrice. La sensazione di spaesamento e affetto viscerale per Iris e Roman che ho provato durante la lettura può essere solo spiegata con il raggiungimento di una consapevolezza personale e l'aggiunta di un quid che facesse la differenza.
L'ambientazione è magnifica: la narrazione si dipana a cavallo tra storia e mito, poiché un terribile dio, Dacre, si è risvegliato dal suo sonno eterno per muovere guerra contro colei che un tempo fu la sua amata, Enva. La storia dei due dii si intreccia in un climax di violenza e inganno, ma influenza le vite di milioni di persone che si schierano dall'una o dall'altra parte. La guerra è crudele, porta via molte anime e con esse le loro storie, i loro sentimenti, i loro ricordi. Il fatto che avvenga tra due divinità la rende solo più dolorosa e sciocca delle altre, ma anche più evocativa e magica.
Incredibile che a riceverle sia la sua nemesi, Roman Kitt, il giovane e ricco privilegiato che lotta con lei per la posizione di editorialista. I duelli verbali, gli scontri accesi, l'attrazione trattenuta sono una lenta danza di corteggiamento che sanno intraprendere con sorprendente grazia. I loro sentimenti si accostano, infiammano ingarbugliano per tutto il romanzo fino al raggiungimento della completa gioia quando tutto il mondo sembra poter finire da un momento all'altro. E' allora che l'autrice ci regala un finale doloroso, non del tutto imprevedibile, ma che lascia con l'immediata esigenza di leggerne ancora.
Se dovessi cercare l'elemento perfetto di Divini rivali, lo individuerei nelle lettere come catalizzatore di una romantica fantasia in cui è possibile trovare la felicità nei momenti più bui, avendo coraggio e speranza.
L'ho finito ieri, ma questo romanzo e i suoi personaggi mi tormenteranno ancora per molto giorni a venire. Leggetelo e lasciatevi conquistare dalla pena delicata e scorrevole di Rebecca Ross.
Verdetto: (quasi) Assuefatto
Baci, Cris






