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lunedì 24 agosto 2026

Recensione: 'La Mesmerista' di Sara Simoni

Buongiorno lettori, sono di ritorno dalle ferie e anche se ho una nostalgia incredibile per il mare, sono pronta a riprendere le attività quotidiane. Quindi, con questo buon proposito, ho pensato di lasciarvi subito la recensione di uno degli ultimi libri letti in vacanza, La mesmerista di Sara Simoni. 


1920. Costretta ad abbandonare la valle trentina dove è nata a causa degli ideali politici della sua famiglia, la giovane Lena, ladra, bugiarda e mesmerista, ora vive di espedienti a Livorno, sul confine con le terre occupate dall’impero austroungarico, uscito vittorioso dalla Grande Guerra. Quando quello che avrebbe dovuto essere il colpo della vita si rivela un fiasco colossale, Lena finisce nelle mani della guardia regia. L’unico modo per evitare una condanna è diventare la pedina di un ispettore disposto a tutto pur di cancellare la minaccia mesmerista dal regno, anche a usare i loro stessi poteri. Lena dovrà infiltrarsi nel palazzo e nella vita di Bastiano Adimari, uno degli uomini più ricchi della città, per rubare una preziosa arma che potrebbe cambiare gli equilibri europei. Ma Bastiano non è quello che Lena immaginava e, tra segreti e scelte terribili, il gioco dell’inganno rischia di intrappolare anche lei...

Ho acquistato il libro dell'autrice al Salone del libro, volevo sostenere le piccole case editrici italiane e Acheron books offriva una promozione che mi consentiva di gettarmi nel fantasy italiano conoscendo così nuove penne. 
Di questo libro, poi, avevo sentito parlare benissimo da molte mie amiche, così quando si è presentata l'occasione, mi sono decisa a cominciarlo. 

Lena è una giovane donna che, spinta dalle avversità, è costretta a rubare per poter realizzare il suo sogno: riunirsi alla sua famiglia che si trova a Trento. É una mesmerista, è capace cioè di usare il 'magnetismo animale' che ognuno di noi possiede per piegare la volontà delle persone che rientrano nel suo campo d'azione. Molti la definiscono stregoneria, per me è magia.
Quando il colpo più importante della sua vita non va a segno, ma anzi, si trova imprigionata e messa sotto accusa, Lena è costretta a una decisione difficile. 
Al servizio dell'ispettore Doria, dovrà spiare Bastiano Adimari, sospettato di possedere La Calamita, un potente manufatto magico in grado di amplificare il potere di un mesmerista. 
Un'arma del genere in mano ai nemici potrebbe essere un dramma soprattutto per la guerra sul confine con l'impero austriaco. 

La vita insieme a Bastiano, però, si rivela essere diversa da come se lo aspettava e le indagini che i due protagonisti, inconsapevolmente, avviate su rette parallele, portano a conseguenze devastanti. 

Il rapporto tra Bas e Lena è bellissimo: nonostante lei gli stia mentendo, quando è con lui, si sente veramente se stessa. Si apre, racconta parti della sua vita che ormai teneva ben sepolte dentro il suo cuore e si sente protetta, al sicuro.
Bas è meraviglioso, è uno studioso, un amante dei libri, della storia, della letteratura e con la morte di suo fratello, è catapultato all'interno di un mondo nuovo, di oscure alleanze ed esperimenti crudeli. La sua serenità viene interrotta dalle strette convenzioni sociali, dal ricordo di un fratello assente e dalla costante delusione della gemella Emilia. Lena è l'unica luce che lo spinge fuori dalla sua zona di comfort, è la ragazza per cui tutto sembra avere senso e la fiducia che ripone in lei è così assoluta da far battere più forte il cuore, quello della ladra bugiarda e ovviamente delle lettrici. 



Se Bas è uno dei punti forti di questo fantasy, l'altro è sicuramente la componente magica: il mesmerismo è affascinante e attraverso il romanzo, Sara Simoni fa in modo che non sia solo un 'trucco di magia', ma che sia effettivamente reso credibile e scientificamente verosimile.
 
Anche l'ambientazione funziona: di solito leggiamo solo fantasy stranieri, ma l'Italia con i suoi porti, il mare e le montagne si presta benissimo a un racconto come questo che intesse storia e magia.

Il romanzo alterna rivelazioni importanti a momenti di dolcezza e malinconia e questo lo rende un libro che funziona, che non si arena solo sulla storia d'amore, ma che anzi, ha il suo perno principale nel mesmerismo, nella Calamita e nel desiderio i alleati e nemici di possederla.

Il finale rocambolesco è stato avvincente e adrenalinico, la battaglia è risultata quasi vivida ai miei occhi. Viste le conseguenze dello scontro, non posso non chiedermi cosa ha in serbo per me il prossimo volume. 

Verdetto: Dipendente




Lo avete letto? Leggete fantasy italiano? 
Scrivetemi nei commenti, bacini
Cris






martedì 28 aprile 2026

Come leggere 'Amy' di Bianca Marconero: una recensione personale

Buongiorno lettori, se siete di casa qui su Chronicles of a bookaholic, sapete quanto sia importante per me la penna di Bianca Marconero. È un'autrice di incredibile talento e lo dimostra il fatto che libro dopo libro si getta a capofitto sempre in nuove storie e avventure, raccontando l'amore e la vita in maniera tanto simile alla realtà da rendere i suoi libri moderne fiabe.
Dopo la felice accoglienza di Mister Pride e Lady Prejudice e l'incredibile successo de Il mercante di vendette, Bianca Marconero 'saluta' la sua retelling era con una riscrittura corale di Piccole Donne, Amy - The March Sisters. 



Volubile, superficiale, vanitosa e vendicativa: Amelia Curtis March si è sempre sentita l'ultima - in ogni senso - delle sorelle March, definita da etichette che pesano come fardelli. Mentre Jo, Meg e Beth sembrano aver già trovato il loro posto nel mondo, lei sa collezionare solo inciampi e dopo la negata riammissione al MassArt di Boston, dubita persino di essere un'artista. Ora, però, si è stancata dei giudizi degli altri. Quando si presenta l'occasione di andare a Londra per prendersi cura della casa di zia March, Amy la coglie al volo, portando con sé solo il prezioso taccuino dove realizza le sue vignette sarcastiche e lo zaino da esploratrice. La capitale britannica sembra un set perfetto per ricominciare: l'incontro con l'affascinante Frank Vaughn, un tirocinio in una casa d'aste, una nuova versione di sé tutta da costruire. Peccato che tra i corridoi eleganti della galleria spunti Laurie. Quel Laurie. L'amico di sempre ma anche il suo primo, indimenticabile amore. Il ragazzo che ha sempre avuto occhi solo per Jo, e che adesso affoga nei rimpianti. Cosa succede quando due vite fuori fuoco si ritrovano nello stesso quadro? Quando un'attrazione impensabile diventa sempre più forte? Amy dovrà scegliere: restare sullo sfondo o tracciare, senza più paura, i contorni vividi della sua scena. Nel secondo volume di The March Sisters , l'inimitabile penna di Bianca Marconero riscrive con divertente sagacia e profondità la più originale delle sorelle, alle prese con il coraggio necessario per scoprire chi è davvero. E farlo brillare.

Ci sono due modi per raccontare questo romanzo.

Il primo è quello che vede in questo romanzo una semplice storia d'amore. 
A mio avviso, questa è la visione più superficiale e forse quella che funziona meno. 
Bianca Marconero scrive incredibili e appassionate, però in questo romanzo mi è mancata la scintilla con Laurie, il protagonista maschile. L'ho trovato poco a fuoco, un po' perso e il legame con Amy ne ha risentito. In più, ci sono state alcune dinamiche che non ho particolarmente apprezzato tra i due all'inizio della storia. 

Poi c'è il modo in cui io ho letto il romanzo e che a mio avviso, racconta meglio quanto sia incredibile la penna dell'autrice. 
Amy nasce con l'intento di raccontare di una giovane donna alla scoperta di se stessa e del mondo. Si allontana da casa 'piccola' nelle azioni e nei pensieri, diventa 'donna' durante il romanzo, dimostrando di essere una persona determinata, forte, ma anche sensibile e accogliente. 

Sin da bambina, ultima di una famiglia numerosa, Amy si è sentita definire volubile, superficiale, vendicativa e vanitosa. Questi aggettivi hanno sedimentato in lei la convinzione che non fossero definizione di altri, ma fotografia di sè. 
È in questo stato di cose che, dopo la perdita del padre, Amy decide di scappare, di partire e diventare la custode della casa di Londra della zia March. 
La sua è una fuga dalla pressione della famiglia, ma soprattutto dal rapporto simbiotico di Jo e Laurie che rischia di diventare un per sempre che non è disposta a tollerare.
Ma poichè a volte i cuori sono bugiardi, Laurie viene respinto e torna a Londra a leccare le proprie ferite in maniera decisamente poco sana. 

Amy e Laurie si scontrano più volte perché la ragazza è il promemoria vivente dei suoi fallimenti: quello con la sua migliore amica, ma soprattutto quello con la musica, la sua passione, la sua essenza. 
In questo sono esseri simili, sono artisti, sono giovani e sono appassionati. Vivere della propria arte è un privilegio di cui non tutti possono godere e talvolta la paura del fallimento diventa paralizzante. 

Con le vignette, metto in ordine nei sentimenti che provo e nel modo in cui vedo il mondo. Con le storie cerco di tenere traccia di chi sono stata, nella speranza di capire chi vorrei diventare. 

Da questo punto di vista, per entrambi l'amore diventa lo snodo per poter guardare dentro se stessi e capire ciò che conta davvero. 
Amy ha lo sviluppo più promettente e quello più onesto: il suo 'Journey', la graphic novel in cui racconta il suo viaggio parlando con il suo papà defunto, diventa un viaggio dentro il proprio io più nascosto. Amy passa attraverso il lutto, la perdita, la sofferenza e si impegna costantemente nel reiventarsi, dimostra di essere intraprendente e volitiva. 
Le persone che ci amano non ci lasciano mai davvero, ma la loro presenza indubbiamente ha il potere di farci sentire giuste. Per me i discorsi tra Amy e suo padre sono state un balsamo per il cuore perché a certe mancanze non puoi davvero porre rimedio. 

In fondo, la nostalgia è la maledizione di chi ha conosciuto la felicità. 

Laurie ha la musica nel sangue, è la sua ossessione e la sua medicina, eppure sembra sempre pronto a metterla da parte per qualcos'altro: la gratitudine per suo nonno, la relazione con Amy, la paura di non essere abbastanza. 
Da questo punto di vista, impara poco, ma le promesse fatte a chi ami hanno più potere di quanto uno possa aspettarsi. È così che grazie a Amy, Laurie riscrive la sua vita. 

Il finale è romantico, in pieno stile Bianca, ma è tutto il viaggio che è valso davvero la pena. 
Per me l'autrice voleva scrivere un romanzo di formazione più che un romanzo d'amore e senza la pretesa che sia un capolavoro, ci riesce perfettamente perchè i protagonisti sono complessi, sfaccettati, imperfetti e suscettibili di errori. Oserei dire che Bianca Marconero ha scritto questo libro per se stessa e per coloro che ancora stanno cercando la propria strada. 
L'amore è un motore gigantesco, ma a volte per trovare la strada dobbiamo camminare da soli. Questa è la vera lezione del suo romanzo. 


Verdetto: 
Dipendente



Ringrazio Bianca per la consueta fiducia riposta in me, sono onorata e felice che parte del mio viaggio sia condito delle tue storie. 

Avete letto il nuovo romanzo di Bianca Marconero? Cosa ne pensate?
Vostra appassionata
Cris


 

mercoledì 1 aprile 2026

Un tuffo nel mondo di Liz Tomforde: come ho divorato tre libri in tre giorni

Buongiorno lettori, sto provando a sperimentare nuovi format sia sul blog che su instagram.
Così visto che a marzo ho divorato tre libri della Windy city series, ho deciso di raccontarvi come mai questa autrice ha avuto così tanta presa su di me. 



Dopo aver letto Mile High appena uscito e The Right move qualche mese fa, ho aspettato a continuare la serie, nonostante fossi davvero curiosa di andare avanti perché i libri dell'autrice sono piuttosto corposi. Stiamo parlando di circa 400 pagine a romanzo e questo evidenzia ancora di più la magia di questa autrice.
Ma andiamo con ordine. 

Per chi non conoscesse l'autrice, la Windy city è una serie sport romance in cui i protagonisti sono giocatori professionisti di hockey su ghiaccio, baseball e basket. 
Tutto comincia con Stevie, l'assistente di volo della squadra di hockey di Zanders. La loro storia d'amore si sviluppa in Mile High e da questo romanzo si intrecciano ed evolvono i rapporti tra i vari protagonisti che fanno gruppo e diventano una bellissima famiglia allargata. 
Stevie ha un fratello gemello a cui è estremamente legata e una migliore amica dolce e romantica, Indy. Sono loro ad essere i protagonisti di The Right Move.

Da qui passiamo a parlare di Caught Up - incastro vincente


Kai è un giocatore di baseball professionista, ma trovare un equilibrio con la vita privata da quando è arrivato suo figlio Max è diventato sempre più difficile. 
L'ansia di non dedicargli abbastanza tempo dopo aver perso già sei mesi del piccolo lo tiene incatenato e nonostante ami il lavoro che fa, la sua priorità è la famiglia. 
Kai non ha avuto un'infanzia facile, anzi, ha dedicato tutto se stesso al suo fratellino, Isaiah e ora che giocano insieme nella stessa squadra, vorrebbe essere felice ma il desiderio di essere un buon padre, o almeno, migliore del suo, lo tormenta. 
Da questo punto di vista l'autrice è stata bravissima perché ha costruito Kai in modo perfetto, delineando il suo background, i suoi timori, la sua ansia senza forzature. 
I suoi pensieri sono chiari e condivisibili e al di là dei primi screzi con Millie, è un ragazzone dolce e sensibile. 
Millie è un autentico tornado: appassionata, selvaggia, pungente è letteralmente il contrario di ciò che Kai vorrebbe come babysitter per suo figlio. 
Eppure Max con lei è felice, si sente a suo agio e nonostante provi a negarlo, la sua vitalità è ciò che fa bene anche a lui. 
Il rapporto tra Millie e Kai si sviluppa su un terreno semplice, quello della quotidianità. 
Trascorrono tempo insieme non solo perchè Millie fa da babysitter a Max, ma anche e soprattutto perché non vorrebbero essere in nessun altro posto. 
Millie è una pasticceria di grande fama, ma sta attraversando un momento di forte crisi personale. La posizione che aveva faticosamente raggiunto si è presto trasformata in una gabbia per la sua creatività. 
Vivere con Kai e Max significa per lei avere qualcuno a cui tornare, mettere radici, rifiutarsi di scappare e soprattutto lasciarsi amare.

Questo è forse il libro più maturo della serie. Kai e Millie si parlano chiaramente fin dall'inizio, sanno che il loro tempo è limitato e nonostante i loro sentimenti si facciano sempre più intensi, non prevaricano mai i desideri dell'altro. 
Le scene tra Millie e Max sono di una dolcezza disarmante, vedere come si apre e si innamora prima di tutto di lui, della sua tenerezza, della sua gioia, della sua meraviglia rende il romanzo una scommessa vinta. 
So che il trope del single dad è piuttosto diffuso, ma in questo romanzo non è solo il rapporto amoroso di Kai e Miller ad essere raccontato, ma anche quello tra lei e un bambino che pur non essendo suo figlio, finirà per amare esattamente come se lo fosse. 

Il libro termina con un colpo di scena che anticipa la trama di Play Along - Gioco Perfetto



Isaiah Rhodes adora Kennedy Key dalla prima volta che l'ha vista dopo la sua assunzione come preparatrice atletica della sua squadra di baseball. 
Kennedy dovrebbe in realtà essere il secondo medico della squadra, ma il suo capo è ostile e non manca mai di assegnarle le mansioni più umili per punirla di aver accettato il posto. Nonostante siano passati anni, Kennedy è ancora ferma lì in attesa di un posto di lavoro migliore che le dia la posizione che merita. 
Purtroppo un viaggio a Las Vegas e tanti bicchieri di troppo sembrano mandare tutto in fumo quando lei e Isaiah si sposano. 
Potrebbe perdere il lavoro e così accetta la proposta di Isaiah di tenere in piedi il matrimonio fino a quando non sarà riuscita a ottenere il lavoro dei suoi sogni. 
Kennedy è restia, soprattutto perchè Isaiah è un affascinante playboy, ma con lei si dimostra fin da subito premuroso, gentile, dolce. 
Nella sua vita non ha conosciuto l'affetto disinteressato, l'amore appassionato, le attenzioni. 
Così con il tempo quel marito scanzonato che ha sposato per errore diventa la sua ancora emotiva. 
Isaiah è pazzo di Kennedy, ma soprattutto è gentile e generoso. 
Nonostante sia cotto di lei da tempo, quando finalmente può conoscerla meglio, la sua missione diventa venerarla, dimostrarle con parole e fatti che l'amore esiste e che sono loro. 
Nonostante Kennedy sia una protagonista particolare (non sempre ho simpatizzato con lei), Isaiah farebbe sciogliere qualsiasi donna ai suoi piedi. 
Questo libro è stato il mio cinque stelle pieno.
La vicinanza dettata dal lavoro si trasforma in attrazione, complicità, confidenza. 
L'amore non scatta come una molla, anzi, si nutre di rispetto e sboccia per stima e devozione. 
Il sentimento di Isaiah è così autentico e rispettoso da essere semplicemente irresistibile. 
Piano piano, con pazienza e presenza, scardinerà ogni muro di Kennedy e porterà la sua finta moglie a desiderare di esserlo davvero e stavolta, per sempre. 

In questa marea di ragazzoni, manca il più dolce di tutti, il miglior amico di Indy e compagno di squadra di Zanders, Rio De Luca, 
Con lui si chiude un cerchio in Rewind it back - Per sempre io e te 


Si può amare la stessa persona per sempre?
In questo capitolo finale, facciamo un tuffo nel passato di Rio e incontriamo l'unica ragazza che abbia mai amato, Hallie Hart. 
Rio conosce Hallie quando diventa la sua vicina da adolescente e se ne innamora perdutamente. 
Hallie è creativa, intelligente e ha un modo di stare nel mondo che è tutto suo. 
Adora la musica e le playlist diventano il modo in cui comunicano i loro sentimenti fino a quando qualcosa si spezza. 
Vite che prima sembrano intrecciate a doppio filo si slegano e sogni che sembravano pronti a tramutarsi in realtà svaniscono. 
Sono passati ormai cinque anni e Rio non riesce a trovare qualcuno di cui innamorarsi. 
Adora i suoi amici, le loro famiglie ma ormai si sente più un incomodo che altro. 
Quello che ha sempre desiderato è una persona con cui costruire qualcosa di profondo e vero. Ma tutte sembrano interessate più a conoscere ciò che rappresenta, un giocatore ricco e famoso, che quello che è.
Hallie torna nella sua vita in modo del tutto inaspettato e all'inizio i conflitti e le incomprensioni sono più forti del desiderio di riscoprirsi. 
Ma quando qualcuno ha condiviso tutto con qualcuno, si può davvero cancellare con un colpo di spugna?
Rio e Hallie devono passare attraverso i motivi della loro separazione se vogliono avere un futuro insieme e questo porta con sè verità scomode e dolorose conseguenze. 
Nonostante il sentimento che ancora li accomuna e che brucia più forte che mai, Rio e Hallie non sono più bambini e dal passato non si può tornare indietro. 
I sensi di colpa, l'abbandono, la solitudine sono sentimenti che sia Rio che Hallie conoscono e con cui devono far pace prima di raggiungere il loro meritato lieto fine. 

we’re all a bunch of transplants from other places who found a home in the windy city…and with each other

Nelle singole recensioni ho parlato poco del rapporto dei protagonisti con gli altri membri del 'cast', ma una delle cose che mi ha commosso di più in Rewind it back è stato proprio il finale. 
Vedere questi amici che si sono scelti come famiglia, che hanno il desiderio sincero di viversi nella quotidianità, di condividere dei momenti insieme e di crescere con le rispettive famiglie è meraviglioso. 
Probabilmente è il romanzo più 'stanco' della serie, avrei preferito un maggiore approfondimento, ma mi ha lasciato dentro una tenerezza e un vuoto tipico solo delle serie a cui lasci un pezzettino di cuore. 


Fatemi sapere se avete letto la Windy City series o se vi ho convinto a leggerla!
Bacini, 
Cris




lunedì 12 gennaio 2026

Recensione: 'Blood of Hercules' di Jasmine Mas

Buongiorno lettori, come state? Uno dei buoni propositi per questo 2026 è riprendere il blog, tornare a scrivere con più regolarità e recensire i libri che leggerò. Non credo sia semplicissimo, specie con i tempi sempre incastrati, ma di sicuro voglio provarci. 

Quindi, conscia di questo rinvigorito spirito recensore, sono pronta a raccontarvi Blood of Hercules, un dark fantasy acclamato dal booktok che a me ha lasciato invece sensazioni molto contrastanti. 


Alexis lotta per sopravvivere in un mondo infestato dai Titani e governato dagli Spartani, esseri immortali appartenenti a dodici casate reali con poteri divini e ricchezze sfrenate. È una trovatella povera, timida e balbuziente, che tiene la testa bassa, nasconde le sue ferite e fa di tutto per eccellere negli studi. O almeno ci prova. Ma poi tutto cambia. Un esame del sangue svela che in realtà appartiene all’élite. È una di loro. Una Spartana. Costretta a frequentare l’Accademia Spartana della Guerra, deve sottoporsi a durissime prove per verificare se ha ciò che serve per essere immortale. C’è solo qualche problema. Achille e Patroclo sono i suoi terrificanti mentori. Caronte, il traghettatore dei morti, e Augusto, l’erede della casata della guerra, i suoi spaventosi professori. Ed è abbastanza sicura che ci sia qualcuno che la segue ovunque vada o che stia perdendo il lume della ragione. Ha il sospetto che entrambe le cose siano vere.

Alexis è una giovane ragazza di diciannove anni che vive insieme a suo fratello Charlie nella più assoluta povertà. É costretta a vivere in condizioni estreme, non può lavarsi o prendersi cura di sè. Vive in uno scatolone con il suo fratellino e il loro trovatello Fluffy e fa ripetizioni di tanto in tanto per poter mangiare qualcosa. 
La situazione è davvero precaria, ma di fatto non può che peggiorare perchè Alexis scopre di essere una Spartana, costretta a combattere senza alcuna formazione per affermarsi nell'Accademia della guerra. 

Più che un'accademia militare, in realtà è un autentico centro di torture e privazioni, fisiche e mentali. 
Nessuno scommetterebbe su di lei, nemmeno i suoi mentori, i celebri Achille e Patro, il Duo Cremisi. Eppure, giorno dopo giorno, di settimana in settimana, Alexis dimostra la sua incredibile forza di volontà, la sua determinazione e il suo coraggio. 
Le prove da affrontare sono difficili, nessuno Spartano è stupido perché semplicemente chi non è forte abbastanza non sopravvive. Nella nuvola di disperazione e sofferenza, Alexis è però una fiamma splendente. Non parlo tanto delle sue capacità o dei poteri di cui nemmeno è a conoscenza, ma della sua personalità ingenua e schiva e del suo forte umorismo. 

Alexis è divertente e Nyx, la sua migliore amica, nonchè potente e velenoso serpente, rappresenta un'ottima spalla. I loro siparietti sono essenziali per alleggerire il clima opaco e funereo dell'Accademia.

A peggiorare le cose si aggiungono le personalità del suo professore, Augustus e del traghettatore, Caronte per i quali Alexis sente da subito un insieme di attrazione e repulsione. 
Augustus, figlio di Afrodite e Ares, in presenza di altri Olimpi indossa una maschera di gentilezza e raziocinio che poco si sposa con gli sguardi truci e le battute sgradevoli che indirizza alla giovane protagonista. 
Caronte è un essere terribile. Non ci sono altri modi per descriverlo, è un cacciatore e Alexis diventa la sua preda. É assetato di sangue e i suoi poteri sono terribili, accompagnato anche dai suoi Mastini infernali. 

Questo libro aveva tutte le carte per potermi piacere. Una protagonista che scopre di essere meno normale di ciò che pensa, un'accademia militare con un worldbuilding ispirato al mondo greco, una lotta intestina tra dei.
Purtroppo per me non è scattata la scintilla. 

Lo dico subito e a scanso di equivoci: è un libro che si fa leggere. 
Dopo le prime cento pagine che mi hanno lasciato una certa perplessità, ho divorato in un pomeriggio il resto del libro.
 É un libro che non si prende sul serio. É palesemente un fantasy d'intrattenimento, l'obiettivo dell'autrice è quello di divertire, magari appassionare.

Alexis è la concreta dimostrazione di questa filosofia. Nonostante le situazioni dolorose in cui si trova, non è mai patetica (nel senso greco di pathos, cioè l'intensità atta a suscitare emozioni). É la prima ad alleggerire il proprio carico fisico ed emotivo con battute pungenti o pensieri sarcastici. 
Inoltre, non c'è alcuna valutazione morale. 
In questo libro non ci sono brave persone.
Nessuno è un eroe, ma alcuni più di altri commettono terribili atrocità. 
Tuttavia, al di là di quello che può suscitare nel lettore, nella scrittura non è veicolato un giudizio. 
Non c'è giustizia perché nessun partecipante attivo della storia può avanzare pretese. 
In questo senso, è un dark fantasy puro. 

Allora, cos'è che non è andato? 
Sostanzialmente sono due i punti che non mi hanno convinto, uno di tipo stilistico e uno di tipo narrativo. 

La prima parte del romanzo è totalmente caotica e confusionaria. La scena nel Colosseo è illeggibile, un'accozzaglia di pugni e calci difficile da visualizzare. Inoltre, la spiegazione del worldbuilding è del tutto casuale. Non c'è una continuità perché dopo poche pagine di 'adattamento' veniamo trasportati insieme alla protagonista nell'Accademia sulle Dolomiti e la possibilità di comprendere meglio le dinamiche di potere o il significato dietro la separazione tra Olimpi e Spartani sono lasciate all'immaginazione del lettore.

Da un punto di vista prettamente narrativo, odio Augustus e Caronte con tutto il cuore. 
Sono orribili, assetati di sangue, crudeli e manipolatori. 
Non c'è una scena in cui li abbia apprezzati, non c'è una pagina in cui non abbia pensato che la protagonista dovesse scappare a gambe levate. 
Non c'è nulla tra i tre che non sia pura e semplice attrazione fisica e quella è facile visto che sono tutti bellissimi e immortali. Stiamo parlando di divinità dopotutto.

Tutto ciò che succede nel libro capita a discapito di Alexis, della sua ingenuità, della sua ignoranza e della sua sofferenza. É orribile e per me imperdonabile.
Probabilmente le uniche cose che salvo di questo threesome sono le scene spicy perchè sono scritte bene, ma non basta. 

In una storia che parla anche d'amore, desidero sentire, emozionarmi. É mancata del tutto ogni connessione, anzi, sul finale le ulteriori scoperte di Alexis mi hanno fatto arrabbiare ancora di più. Non riesco a perdonargli il modo possessivo, presuntuoso e arrogante con cui hanno ottenuto ciò che volevano. 

Se fossi una Spartana, probabilmente sarei andata a prenderli a badilate sui loro visi perfetti. 

Inoltre, ma questo è veramente un neo rispetto al resto, la quantità di imperfezioni sull'utilizzo della mitologia greca e della lingua latina hanno messo a dura prova la mia pazienza. 
Tanto per dirne una, carus è maschile singolare, se vuoi usare il femminile DEVI SCRIVERE cara. Non è una libertà che puoi prenderti se vuoi usare una lingua morta su cui si fonda parte della civiltà occidentale.
Perchè gli americani sono ossessionati dal distruggere il mondo greco?
E perchè io sono così ingenua da cadere in ogni trappola del marketing che riguarda questo tipo di romanzi? 

Comunque un premio sento di conferirlo agli animali protettori, siete stati la parte più divertente e normale dei vostri padroni.

Verdetto: Stuzzicante


Ovviamente not my cup of tea, ma ci ho provato. 
Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Vi è piaciuto?
Cris

martedì 24 giugno 2025

Recensione: 'Daydream' di Hannah Grace

Buongiorno lettori, torno con una nuova recensione. Siamo al terzo volume di Maple Hills e dopo Icebreaker e Wildfire, tocca a Daydream di Hannah Grace. 



Il penultimo anno a Maple Hills si prospetta particolarmente duro per Henry Turner: a causa della sua cronica attitudine alla procrastinazione è finito nel corso dell’insegnante che detesta, che subito gli ha dato un pessimo voto. Ma ora che è capitano della squadra di hockey non può permettersi in alcun modo di fallire. Un aiuto sembra arrivargli da Halle Jacobs, timida studentessa modello, aspirante scrittrice e animatrice di un book club. Henry ha bisogno di una mano per preparare l’esame, lei di fare nuove esperienze per scrivere il suo romanzo: la base per un accordo perfetto. L’importante è seguire rigorosamente le regole che si sono imposti, soprattutto la n. 4: Non innamorarsi.

Sarò sincera, ho deciso di scrivere questa recensione, soprattutto perchè su Goodreads le persone non hanno capito questo libro. Lo so che l'esperienza di lettura è soggettiva e che può capitare che un libro non piaccia, ma è frustrante quando viene richiesta più rappresentazione e alla fine davanti alla stessa ci si dimostra superficiali. 

Daydream è una buona storia. Non è un hate to love, non ha problemi di comunicazione nè angst, ma è comunque una buona, buonissima storia. 

Henry Turner, capitano della squadra di hockey e protagonista del romanzo, è una persona neurodivergente ed è un punto essenziale per comprendere perchè il rapporto con Halle sia privo di conflitti e nasca in maniera naturale e affettuosa. 

Henry odia il rumore, soffre se viene sovra stimolato, detesta i posti eccessivamente carichi di luci e colori. A ciò si aggiungono le sue responsabilità da capitano che gli rendono giocare a hockey molto più difficile di quanto sia sempre stato per lui. Non ama chiedere aiuto, ma tiene in considerazione i sentimenti delle persone. Si chiede sempre se il suo è un comportamento giusto e rispettoso, è dolce, premuroso e presente. 

Capirete bene che non stiamo parlando del tipico Alfa, ma di un ragazzo che fa della tranquillità, della quotidianità il suo posto sicuro. 

Halle, con la sua dolcezza, la sua tenerezza, la sua insicurezza, diventa quel conforto. Il sentimento che nasce tra loro è tanto più profondo perchè è legato alla profonda necessità di essere se stessi senza filtri. Halle, che si è sempre presa cura degli altri, a scapito della propria vita, può finalmente lasciarsi andare, accettare che qualcuno metta al primo posto lei, che qualcuno la ami così com'è, con i suoi biscotti, i suoi libri e la sua generosità altruista.

É un libro nel quale si sviluppa una crescita e un'evoluzione, soprattutto della controparte femminile. All'inizio del romanzo, vediamo una ragazza sola, gentile, ma incapace di dire no.  Halle, invece, avrà modi di scoprire chi è, cosa può fare e cosa ha da dire. 

Non c'è conflitto tra loro perchè la tensione è già in loro stessi, nel lottare contro le proprie debolezze e i propri limiti. 

Questo, secondo alcuni, renderebbe il libro meno godibile, ma non è così. Una storia d'amore appassiona anche senza liti, porte sbattute in faccia o allontanamenti. 

Halle e Henry si innamorano senza fretta, con tenerezza, rispetto, consenso, creando una situazione di calda intimità. Per me è stato romantico, dolce, delicato.

E poi, questo è il romanzo della famiglia. Si parla di quella in cui cresci, di quella che ti crei e quella in cui ti senti finalmente libera da ogni forma di paura e pregiudizio. Chiedere aiuto è complicato, soprattutto se non vuoi deludere nessuno, se sei sempre avvezzo alle responsabilità, sei sei generoso con il tuo tempo. Ma a volte è necessario.

Tendere la mano e sapere che ci sarà sempre qualcuno pronto a coglierla è una grande ricchezza. Halle e Henry non sono soli, possono contare sugli amici, sulla squadra, persino su allenatori burberi, perchè quella è la famiglia che hanno costruito, quella che li ha accolti e li ha amati da subito. 

Questo libro urla GREEN FLAG da ogni pagina e mi spiace che sia relegato a semplice sport romance perchè è molto di più. Daydream traduce letteralmente il suo titolo: è una piccola nuvola amorevole e soffice, è fantasticare, sognare ad occhi aperti, è abbracciare l'amore in ogni sua forma.

 Per me una chicca. Leggetelo a cuore aperto.


Verdetto: Dipendente



lunedì 7 aprile 2025

Recensione: 'Il Mercante di vendette' di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, buon lunedì. Dopo aver lasciato sedimentare l'esperienza di lettura che è stata Il mercante di vendette di Bianca Marconero, sono pronta a condividere con voi le mie impressioni sul retelling edito Giunti scritto da una delle mie autrici del cuore.

Tra feste in maschera, duelli di scherma e baci rubati, un retelling dell’Otello di Shakespeare dove l’amore è più forte della vendetta e il cattivo può diventare l’eroe della storia. Fino a sacrificare tutto per riscriverne il finale.

La Stratford non è una scuola come le altre: nelle sue aule antiche e prestigiose circolano leggende inquietanti. La più dibattuta è quella che ruota intorno al Mercante di Vendette, una figura misteriosa che si occupa di regolare i conti per chi ne fa richiesta attraverso una chat clandestina sul dark web. Non tutti, però, credono nella sua esistenza. Non ci crede il futuro duca Otello Spencer, il ragazzo più popolare della scuola e fidanzato gelosissimo di Desdemona, e non ci crede il suo braccio destro, l’enigmatico Iago McGregor. Al contrario, Bianca Duchamp, la studentessa migliore del corso di Giornalismo, non ha dubbi ed è determinata a smascherare il Mercante. Quando inizia a indagare, subito si scontra con l’imprevista ostilità di Iago, che sembra pronto a tutto pur di fermarla. Cosa nasconde?

Sempre gentile verso gli amici, con Bianca diventa sprezzante e crudele. Ma, quando Bianca viene aggredita, lui rischia la vita per salvarla. E mentre la verità sul Mercante è sempre più vicina, lei capisce che il vero enigma è il cuore di Iago. Chi è davvero questo ragazzo, impassibile e sfuggente? Perché Bianca non riesce a toglierselo dalla testa? Perché quando lui le è vicino si sente risuonare l’anima?

“Se hai paura di colpire il tuo nemico, lo colpirò per te. Il mercato delle vendette ha aperto le sue porte.”

Che Bianca Marconero sia una delle autrici italiane più talentuose degli ultimi dieci anni è una verità riconosciuta. Che sia perfettamente in grado di scrivere un retelling è stato dimostrato con l'accoglienza da parte del pubblico di Lady pride and Mister Prejudice. 
Che potesse superarsi, invece, con un retelling di Otello è stato un coup de théâtre.

D'altronde, se di tragedia si tratta, l'autrice c'entra il bersaglio, riscrivendo la celebre opera di Shakespeare, capovolgendo la prospettiva e introducendo una lente particolare su quel personaggio secondario da cui dipendono le fila del racconto, Iago. 

Il mercante di vendette, il sottotitolo del romanzo, dice tanto del protagonista di Bianca Marconero. 
Iago è consumato dalla vendetta, la propria e quella degli altri. Assorbito del tutto dalle vicende dei suoi compagni, dalle loro relazioni sociali e personali, Iago osserva, manipola, tesse trappole e intreccia fili per poter conquistare la libertà tanto agognata. Un occhio di bue che rifiuta si accenda su di lui prima del gran finale, Tabula Rasa. 
Ma Iago non è solo questo, è un ragazzo brillante, intelligente, empatico. La sofferenza radicata in lui lo rende un personaggio sfaccettato, difficile e proprio per questo, amabile. 
Non compie scelte eticamente corrette e non si nasconde dietro una concezione universale di giustizia. É perfettamente consapevole della sua posizione, delle sue decisioni, del male che arreca e di quello che subisce. 
Iago non è un eroe, è un vendicatore. Ma nessuno è innocente. 

«Tu non hai la sensazione che siamo tutti su un grande palcoscenico, intrappolati in ruoli e aspettative?» chiese Julian. «Non ti senti come un attore con un copione in mano?»
 «L’importante è che tu sia l’autore di quel copione. Che sia padrone, se non della tua vita, almeno delle tue maschere.» 

Il romanzo, come la controparte teatrale, è ricco di personaggi secondari che acquisiscono rilevanza all'interno del testo non solo come pedine del gioco. Entrano in gioco infatti anche i sentimenti, le relazioni, i rapporti umani. 
Alla fine della lettura sarà difficile lasciare andare personaggi come Desdemona, Julian e perfino Otello che vivono grandi trasformazioni in corso d'opera. 

Se il protagonista è Iago, il sole del romanzo è Bianca.
Pura, genuina, determinata, coraggiosa, intraprendente, Bianca è il personaggio più lineare. 
Non mente mai a se stessa, prende sempre le situazioni di petto, non si sottrae alle sfide. 
Studentessa di giornalismo, la sua missione di smascherare Il mercante diventa una necessità. Il suo fiuto per una grande storia le vale rischi e sofferenze, ma non accetta compromessi, non consente ai no di decidere la sua strada. 
Bianca fa la differenza: con ostinazione e ingenuità, il suo punto di vista arricchisce la vita di Iago e rende l'esperienza di lettura più concreta e verosimile. Consente di non dimenticare qual è la via giusta da seguire, diventa la bussola morale della storia. 

I personaggi funzionano presi singolarmente, ma ciò che impedisce di mettere giù questo romanzo in realtà sono i rapporti che si intrecciano tra loro. 
É un gioco di luci e ombre. 
Amore, amicizia, affetto, fratellanza, ma anche vendetta, passione, desiderio, rancore, odio, rabbia. 
I sentimenti sono vividi, reali, brutalmente onesti. 
Ed è per questo motivo che si arriva all'epilogo completamente devastati. 
Il cuore trabocca di vita, di lacrime e di sorrisi. 
L'autrice distilla con sapienza il veleno da offrire al lettore che, preso dalla foga, si trova in una spirale di così grande piacere per una tragedia indimenticabile che sfida il tempo e si rende moderna. 

Bianca Marconero ha un talento.
Il suo modo di raccontare l'amore, di trasmettere la vita attraverso la carta, è un dono. 
Sono pochi gli autori in grado di non limitarsi a raccontare la storia, ma a lasciarla sedimentare dentro i propri lettori. Bianca ci riesce sempre, con ogni suo lavoro, dimostrando di poter vincere ogni volta anche contro se stessa. 
Ho raccolto citazioni, ho urlato nel testo, ho pianto e ho riso. 
Questo è tutto ciò che voglio da un libro. 

Prova superata. Maxima cum laude.


Verdetto: Assuefatta

mercoledì 10 luglio 2024

Recensione: 'Come Darcy' di Erika Pomella

Gentili lettori, mi siete mancati.

Quando la vita diventa complicata e nemmeno i libri riescono a compiere la magia, vuol dire che la cosa più giusta da fare è riposare, recuperare le proprie energie, mettersi in discussione e accettare che ci sono momenti che non possiamo governare. Mi fa strano che il primo post del 2024 sia datato 10 luglio, è così anomalo e se qualcuno mi avesse detto una cosa del genere quando ho iniziato il mio percorso da book blogger quasi dieci anni fa probabilmente non ci avrei creduto. 

Eppure, nonostante tutto, sono tornata. Perché se c'è una cosa che mi fa stare bene, che mi mette sempre di buonumore, mi rende allegra e gioiosa è parlare di libri. Ovviamente, nonostante il blocco del lettore, ho letto durante questi mesi e quindi tornerò con tantissime recensioni per aggiornarvi, ma riprendere il blog raccontando l'ultimo libro di un'amica mi è sembrata la cosa più onesta che potessi fare. 

Erika, nonostante i miei alti e bassi, mi ha concesso ancora una volta la sua fiducia e onorata per la sua attestazione di stima e affetto, merita una recensione alla 'vecchia maniera'.


Elizabeth Bennett ha in comune più di una cosa con l'eroina di Orgoglio e Pregiudizio. Non solo il nome, non solo l'avere una sorella maggiore di nome Jane, ma anche una madre che la vuole accasata e felice. Ma Lizzie è felice soprattutto quando è al lavoro, alla guida del Piccadilly Davies Hotel. Peccato che la sua serenità è messa a dura prova quando si trova a dover lavorare a stretto contatto con il proprietario della struttura, Alexander William Davies. Alexander Davies ha sempre messo la reputazione della sua famiglia al primo posto e ora è più che mai determinato a portare al successo la nuova struttura alberghiera che ha aperto al centro di Londra. Razionale e preciso, Alexander pensa di essere pronto a tutto. L'unica cosa che non ha previsto nella sua vita è l'irruenza di una donna orgogliosa come Elizabeth Bennett che è testarda quanto lui e determinata ad avere sempre l'ultima parola. Quando, complici una zia impicciona e i tabloid inglesi, i due sono costretti a fingere di essere fidanzati tanto Elizabeth quanto Alexander capiranno che forse il lavoro non è tutto. Tra migliori amici traumatizzati, sorelle dal cuore spezzato, prime pagine di giornale e vecchie conoscenze che fanno ritorno, Alexander ed Elizabeth si troveranno a combattere spesso dalla stessa parte della barricata, prima che i pregiudizi dell'uno e l'orgoglio dell'altra minino la possibilità di andare incontro alla felicità.

Orgoglio e pregiudizio è forse il classico più letto al mondo, ha ispirato e ispira milioni di uomini e donne nel globo e credo che nemmeno Jane Austen si aspettasse che duecento anni dopo la pubblicazione ci sarebbero state scrittrici che sarebbero state condizionate tanto dall'esperienza dei suoi eterni personaggi.

Negli anni si sono susseguiti spin off, sequel, prequel, what if, rivisitazioni in giallo e tanti retelling. Nonostante questo panorama inflazionato, confrontarsi con l'originale è sempre una difficile sfida. Si deve tenere conto dei personaggi nella loro interezza, della struttura del romanzo e soprattutto si deve essere credibili. 

Ebbene, Come Darcy riesce nella sfida e racconta una storia di orgoglio, pregiudizio e amore nel ventunesimo secolo con tutte le implicazioni della mondanità. I personaggi dell'autrice colgono l'essenza dei loro ancestrali antenati e mostrano in maniera anche forse più evidente le loro sfumature. 

Elizabeth è dedita al lavoro, non solo per dovere ma per autentica passione. Adora occuparsi degli altri, che siano dipendenti o clienti del caratteristico albergo che dirige ma non sempre dimostra saggezza nei rapporti interpersonali. E' estremamente legata alla famiglia, soprattutto a sua sorella Jane, ma dimostra di essere caparbia, permalosa e una propensione a giudicare erroneamente le persone. 

Alex, d'altro canto, cresciuto da una zia altera e austera, indossa una maschera di freddezza che impedisce agli altri di avvicinarsi. Una volta a suo agio, tuttavia, dimostra un carattere pacato, generoso, altruista e dolce. Inutile dirvi che anche in questa rivisitazione il mio cuore è andato a lui. Alex, come Lizzie, ha a cuore gli amici e la famiglia, è soprattutto il ricordo della madre a spingerlo a co-dirigere l'hotel di Piccadilly. 

Complice un errore del primo giorno, i rapporti tra i due diventeranno molto tesi fino a che un uragano chiamato lady Catherine non spingerà i due a fingersi fidanzati e innamorati. Lo scapolo d'oro dovrà venire a patti con una dipendente irascibile e determinata a detestarlo, ma il passo dalla finzione alla realtà è certamente troppo breve. 

Il romanzo convince per due aspetti. Il primo riguarda la capacità dell'autrice di scrivere ciò che sa, è il suo terzo romanzo e in ciascuno di essi Erika Pomella ha saputo dosare concretezza e passione inserendo in ciascun libro aspetti di se stessa. In Semper Fidelis la protagonista era una giornalista, in Un fidanzato per Natale tutto ruotava intorno all'amore per i libri, mentre in Come Darcy affronta uno dei suoi libri preferiti e supera brillantemente il confronto. 

Questo porta al secondo punto. L'autrice non si limita a seguire il canovaccio dell'originale ma crea momenti che pur richiamandolo alla memoria, in realtà sono perfettamente integrati nella storia. Non sono forzati o dettati da un'esigenza di correttezza, ma disciplinatamente introdotti nel contesto che occorre. Innesca le coincidenze al punto giusto e grazie al trope del finto fidanzamento tiene le redini della storia e la conduce a compimento. 

Al di là dell'aspetto narrativo, l'autrice ha lavorato anche sull'aspetto stilistico: con capitoli brevi e il doppio punto di vista garantisce al lettore un'esperienza dinamica e godibile. Il libro si fa leggere piacevolmente, la narrazione è scorrevole e bastano poche ore per trovarsi all'epilogo. 

Come Darcy è il romanzo ideale per le nostalgiche di Jane Austen, ma non solo. Chiunque abbia voglia di leggere una storia d'amore con incomprensioni, acerrimi rivali, la meravigliosa ambientazione londinese e una sana dose di divertimento potrà godere di questa lettura. 

                                                     Verdetto: Dipendente


Ringrazio la Triskell edizioni per la copia ebook in omaggio e a Erika per la fiducia.
Spero che la recensione vi sia piaciuta e che siate contenti che sia tornata. 
Un abbraccio,
sempre vostra
Cris




martedì 28 novembre 2023

Review Party: 'La custode di parole. L'occhio della verità' di Alric e Jennifer Twice

Buona sera lettori, scusate l'enorme ritardo ma è stata una giornata folle e non è ancora finita! Oggi vi parlo di un omaggio a sorpresa della Mondadori, La custode di parole, L'occhio della verità dei coniugi Twice.

Si regge sempre. Soprattutto per le persone che amiamo. Sono la nostra àncora di salvezza. Senza quel piccolo barlume saremmo persi. La Città Sommersa non ha lasciato indenni Arya e i suoi compagni. Tornata sulla Narciso , forte dei suoi nuovi poteri e del legame indistruttibile che la lega a tutti coloro che la accompagnano nel suo viaggio, è sempre più convinta che prima o poi riuscirà a trovare la sua famiglia e gli eredi di Hélianthe. Tuttavia, nel corso del viaggio, si troverà di fronte a una realtà completamente diversa. La minaccia dei Soldati di Vetro, nel frattempo, si sta diffondendo come un veleno nelle terre di Hélios. Il pericolo cresce di giorno in giorno, così come la consapevolezza di Arya che il suo destino sarà segnato dai legami del cuore e dalle verità che via via porterà alla luce. Età di lettura: da 12 anni.

Devo ammettere che se la Mondadori non mi avesse omaggiato della copia non avrei letto questo secondo volume visto che La custode di parole mi aveva lasciato più dubbi e perplessità che sensazioni positive. 

Più di ogni altra cosa, lo stile di scrittura mi aveva annoiato moltissimo, l'avevo trovato prolisso, eccessivamente descrittivo e il carattere della protagonista non aveva aiutato. 

Fortunatamente nel sequel gli autori hanno saputo calibrare meglio l'evoluzione dei personaggi e la narrazione, garantendo un ritmo abbastanza fluido, sebbene trovi nella storia ancora diversi difetti, primo fra tutti la ridondanza di alcune scene.

Arya mi ha piacevolmente sorpreso: il suo carattere si è fortificato, la sua bontà non è più un ostacolo ma un pregio, i suoi poteri crescono con lei. Il feeling con Killian, il ladro che la accompagna, è palpabile e anche poterlo conoscere più a fondo, conoscere le sue radici, ha rappresentato un elemento che ha fatto la differenza. 

Il romanzo mantiene un ritmo alto, non ci si annoia mai e anzi, il lettore resta costantemente con il fiato sospeso in attesa della prossima scena. In definitiva, questo secondo volume è riuscito a convincermi a dare una seconda possibilità alla serie. 

Ci si legge al terzo volume!

Verdetto: (Più che) Stuzzicante


Ringrazio la Mondadori per la copia cartacea e le mie compagne per la preziosa compagnia durante l'evento. Fatemi sapere se ancche voi lo avete letto o se vi incuriosisce. 
Baci, 
Cris


domenica 12 novembre 2023

Review Tour: 'Divini rivali' di Rebecca Ross

Buon pomeriggio lettori, buona domenica! Da me piove e fa freddo, l'ideale per leggere un buon libro. Sapete cosa dovreste leggere? Divini rivali di Rebecca Ross che ho iniziato e finito in un giorno, catturata completamente dalla magia di Iris e Roman. 

Ma andiamo con ordine e preparatevi alla mia recensione entusiasta!


Due giornalisti rivali uniti da un legame magico intrecceranno per sempre i loro destini attraverso l’inferno della guerra e l’incanto della passione. Si dice che l’amore vinca su tutto, ma può trionfare anche in uno scontro tra divinità?
Nessuna divinità
Nessuna creatura
Nessuna guerra
potrà mettersi tra di loro.
Mentre una sanguinosa guerra tra divinità infuria nel paese, la diciottenne Iris Winnow cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Il fratello è partito per la guerra e non dà notizie di sé, la madre annega i dispiaceri nell’alcol, il lavoro da giornalista non le dà soddisfazioni. Sogna un futuro in cui la sua scrittura farà la differenza grazie alla promozione a editorialista, ma per ottenerla deve competere con l’affascinante e scontroso Roman Kitt. L’unica valvola di sfogo, per Iris, è la sua macchina da scrivere, dono dell’amata nonna, con cui spera di mettersi in contatto con il fratello scomparso, ma le lettere che infila sotto al guardaroba finiscono proprio nelle mani di Roman, che decide di risponderle anonimamente avviando così un rapporto epistolare. Questo legame speciale e inaspettato farà nascere tra i due complicità e attrazione, trascinandoli nel vivo di un conflitto che deciderà le sorti non solo del loro paese ma anche del loro amore.

Prima di commentare il libro, voglio fare una doverosa premessa. Ho letto tutto ciò che è stato edito in italiano di Rebecca Ross, quindi a ragione posso dire che Divini rivali mostra un notevole miglioramento stilistico dell'autrice. La Ross, infatti, ha una fantasia invidiabile, le sue storie sono incredibilmente originali, mai simili tra loro, ma allo stesso tempo, sono in gran parte caratterizzate dall'assenza di quella scintilla in grado di farti pensare al termine del libro che è nata una stella. 

Divini rivali individua invece un punto di svolta nella carriera dell'autrice. La sensazione di spaesamento e affetto viscerale per Iris e Roman che ho provato durante la lettura può essere solo spiegata con il raggiungimento di una consapevolezza personale e l'aggiunta di un quid che facesse la differenza. 

L'ambientazione è magnifica: la narrazione si dipana a cavallo tra storia e mito, poiché un terribile dio, Dacre, si è risvegliato dal suo sonno eterno per muovere guerra contro colei che un tempo fu la sua amata, Enva. La storia dei due dii si intreccia in un climax di violenza e inganno, ma influenza le vite di milioni di persone che si schierano dall'una o dall'altra parte. La guerra è crudele, porta via molte anime e con esse le loro storie, i loro sentimenti, i loro ricordi. Il fatto che avvenga tra due divinità la rende solo più dolorosa e sciocca delle altre, ma anche più evocativa e magica. 

La magia si srotola in questo romanzo attraverso le lettere di Iris e Roman, i protagonisti del romanzo. Iris ha salutato suo fratello Foster con la promessa che la guerra sarebbe finita in breve tempo, ma dopo sei mesi non solo non ha ricevuto sue notizie, ma ha perso sempre più la presa sulla sua vita. Non ha terminato la scuola, la madre è ormai fuori controllo e i soldi non bastano per mangiare e vivere. La sua unica consolazione sono le lettere che scrive al fratello, piene di amore, ma anche rammarico e odio per il suo abbandono. 

Incredibile che a riceverle sia la sua nemesi, Roman Kitt, il giovane e ricco privilegiato che lotta con lei per la posizione di editorialista. I duelli verbali, gli scontri accesi, l'attrazione trattenuta sono una lenta danza di corteggiamento che sanno intraprendere con sorprendente grazia. I loro sentimenti si accostano, infiammano ingarbugliano per tutto il romanzo fino al raggiungimento della completa gioia quando tutto il mondo sembra poter finire da un momento all'altro. E' allora che l'autrice ci regala un finale doloroso, non del tutto imprevedibile, ma che lascia con l'immediata esigenza di leggerne ancora.

Se dovessi cercare l'elemento perfetto di Divini rivali, lo individuerei nelle lettere come catalizzatore di una romantica fantasia in cui è possibile trovare la felicità nei momenti più bui, avendo coraggio e speranza. 

L'ho finito ieri, ma questo romanzo e i suoi personaggi mi tormenteranno ancora per molto giorni a venire. Leggetelo e lasciatevi conquistare dalla pena delicata e scorrevole di Rebecca Ross. 

                                                Verdetto: (quasi) Assuefatto


Voglio ringraziare le mie colleghe per lo scambio proficuo durante e dopo la lettura e la casa editrice per la copia digitale del romanzo. Non è stata una campagna pubblicitaria gestita nel migliore dei modi - tra la questione della copertina e quella degli overlays ai soli PR - ma mi auguro che questo possa essere d'insegnamento per il futuro. I lettori sono l'anima del mercato editoriale ed è necessario attivarsi per mostrarsi trasparenti e corretti sotto ogni aspetto, soprattutto quando l'offerta è così vasta. Ad ogni modo, copertina o no, il libro merita.

Dategli un'occasione!

Baci, Cris