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martedì 13 aprile 2021

Incontro con Jennifer Niven - Intervista ''Respiro solo se tu''

Buongiorno lettori, ieri, dodici aprile, si è tenuto l'incontro con Jennifer Niven, autrice di grandi bestseller come Raccontami di un giorno perfetto e L'universo nei tuoi occhi. Oggi esce Respiro solo se tu, un romanzo YA che affronta ancora una volta l'adolescenza e le sue mille sfaccettature, confermando l'autrice come una delle migliori del genere.

Ho riscritto per voi le domande che noi blogger abbiamo potuto farle in anteprima, sperando che vi incuriosisca.

1) Come si sviluppa il tuo momento creativo? Hai un momento preferito per scrivere durante la giornata?

Avviene tutto in modo naturale, in generale cerco di scrivere sempre, di ritagliarmi il mio momento dedicato alla creazione ogni giorno. Preferisco comunque lavorare il pomeriggio o la sera. 

2) Com'è ti è venuta l'idea per Respiro solo se tu? C'è qualcosa di te?

Il libro segue due filoni tematici: il primo riguarda la separazione dei genitori che Claude scopre proprio durante quella che avrebbe dovuto essere l'estate perfetta insieme ai suoi amici e al ragazzo per cui ha una cotta. Il secondo riguarda ciò che la protagonista vivrà sull'isola. In entrambi, c'è molto della mia vita personale: proprio come Claude, ho affrontato la separazione dei miei genitori l'ultimo estate prima dell'università. Inoltre, proprio sull'isola, molti anni più tardi, ho conosciuto quello che sei medi dopo sarebbe diventato mio marito. 

3) Come hai scelto i nomi dei protagonisti?

Bella domanda. In realtà non so da dove vengono. Il nome di Jeremiah mi è arrivato prima ancora che concepissi le caratteristiche del personaggio stesso. Per la protagonista femminile volevo un nome un po' da maschiaccio, qualcosa che esprimesse forza e coraggio, un nome che fosse poco frequente. Un giorno stavo ascoltando questa artista francese, Claudine e ho pensato che sarebbe stato perfetto. Prima avevo pensato a Louise, Lou. 

4) Ti sei concentrata soprattutto sulla lettura per ragazzi. Come fai a raccontare così bene le loro emozioni?

Grazie per il complimento. La verità è che internamente io mi sento ancora una quindicenne! Sono ancora la migliore amica del mio migliore amico del liceo, parliamo di tutto, dagli argomenti più seri come la politica o la pandemia a quelli più frivoli. Capita che a volte ricordiamo un evento passato e ridiamo di ciò che è accaduto e ci chiediamo come sia effettivamente capitato. Questo mi aiuta tanto a ricordare cosa provavo da adolescente: volevo ESSERE VISTA, essere ascoltata, non sentirmi sola. Le prime volte sono importanti: il primo bacio, la prima guida, la prima festa...Sono loro a plasmarti in ciò che sei oggi. 

5) Quali sono state le scene più difficili da scrivere?

Sicuramente quelle più personali, che sentivo più vicine alla mia esperienza. In particolare, la scena in cui il papà di Claude le comunica della separazione, ho rivissuto le stesse emozioni. 

6) Come ti senti rispetto ai tuoi personaggi?

Per me rappresentano una famiglia, sono come degli amici che vivono lontano, magari in un'altra città e che ogni tanto tornano nella mia vita. Restano dentro di me e quando torno da loro, come sto facendo ora con i personaggi de L'universo nei tuoi occhi, è come se fossero di nuovo miei.


7) Questo libro lancia un messaggio importante. Cosa diresti ai ragazzi che stanno affrontando la separazione dei genitori e soffrono?

Ragazzi, parlatene, raccontate, sfogatevi con i vostri genitori, i vostri amici, con chiunque sia disposto ad ascoltarvi. Non tenetevi tutto dentro perché fa solo più male. Ricordo che mio papà non voleva che ne parlassi con nessuno fino a che lui non mi avesse dato il permesso ed è stato doloroso per me, ho dovuto trattenere il dolore e l'ho interiorizzato. 

8) Hai detto che cerchi di scrivere ogni giorno. Ci riesci anche nei momenti no?

Provo a scrivere sempre perché a volte può aiutare ma ci sono giorni in cui devi solo prendere una pausa. Dal pc, dal desktop, dal cellulare. Devi solo uscire e fare una passeggiata all'aria fresca o vedere i tuoi amici, fare la maratona di una serie Tv. Semplicemente devi prendere del tempo per te stesso. 

9) Claude viene allontanata dalla sua vita senza che abbia voce in capitolo. Le è servito avere una nuova prospettiva?

Claude aveva bisogno di cambiare. Se fosse rimasta in Ohio, tutto il passaggio per lei sarebbe stato molto più difficile. Crolla il pavimento sotto i suoi piedi e tocca a lei ricostruirlo, così come deve fare con il rapporto con i suoi genitori. Tornare ad avere fiducia nei confronti della mamma è più facile perché con lei ha sempre avuto un rapporto stretto. Invece con il padre è molto più difficile, anche perché ha un'altra donna. 


10) Qual è il tuo libro preferito?

Tra i miei o in generale? Credo che sia Alice nel Paese delle Meraviglie e Alice Attraverso lo specchio perché è il primo che abbia mai letto. Mi faceva sentire come se potessi andare ovunque, fare qualunque cosa volessi e sono state queste infinite possibilità ad aprire la strada per il desiderio di diventare autrice. 

11) E tra i tuoi libri qual è il preferito? Com'è essere adolescenti oggi?

Sebbene sia molto difficile scegliere, Raccontami di un giorno perfetto è il libro che mi ha cambiato la vita, sia dal punto di vista personale che lavorativo. 

Gli adolescenti oggi stanno affrontando l'isolamento, la sofferenza. Ho due figli di dodici anni, conosco tanti adolescenti, molti mi raccontano le loro storie sul mio blog, quindi ho quotidianamente a che fare con loro. Sono la mia speranza per il mondo, sono più intelligenti, più evoluti, più maturi, più partecipi e coinvolti. Alla loro età non ero così. Credo in loro. 

12) Scrivi spesso d'amore. Cosa pensi di questo sentimento? E' vero che l'amore salva o bisogna prima salvarsi da soli?

Mia mamma mi diceva 'Non puoi stare in coppia se prima non hai imparato a stare da sola'. 

Devi prima conoscerti, costruire le tue certezze, trovare un equilibrio. Se sei centrata, se sei pronta a dare amore, allora sarai pronta a riceverlo. Quando ho incontrato mio marito, ci siamo resi conto subito di tutto ciò che avevamo perso e che ci ha condotto l'uno di fronte all'altra. Ci siamo innamorati profondamente e anche se non avessimo condiviso questo passato, lo avrei comunque riconosciuto come quello giusto, la mia persona. 

L'amore può salvarti certo, perché ti apre, ti rende socievole, ti mostra il mondo con colori diversi, ma non solo l'amore romantico, anche quello per gli amici, per la famiglia. Io ci credo davvero. 

13) Questo libro, come ci hai accennato, è molto personale. Lo hai scritto in modo terapeutico o solo per aiutare gli altri?

Direi entrambe le cose. All'inizio volevo solo aiutare i ragazzi che stavano vivendo quel disagio, che stavano soffrendo. Volevo mostrare che li vedo, che li sento. Al contempo, molte cose mi hanno fatto riflettere sul mio passato, sulla mia vita e a come l'ho superata. 

14) Hai mai vissuto il tuo personale giorno perfetto?

A dire il vero, molte volte. Sono grata per queste giornate in cui sono qui, mi diverto insieme a voi, blogger fantastiche che provengono dall'altro lato del mondo. Giorni perfetti sono anche quelli in cui faccio cose divertenti insieme a mio marito. Sono felice e grata anche per le giornate imperfette. 

15) Ambientare la storia su un'isola è sicuramente una scelta insolita, ma affascinante. E' stato difficile?

Quando scrivi una storia simile, ti devi calare completamente nelle atmosfere del luogo.  Questa storia aveva tanto della mia vita personale; quando i miei si sono separati, io sono andata con mia mamma in montagna in North Carolina, ma questo non è un memoir e così ho cambiato meta per Claude. Mi trovavo a Los Angeles e ho pensato a questa isola della Georgia, dove poi ho conosciuto mio marito, e ho pensato fosse perfetta. Volevo un luogo di totale isolamento, un posto in cui non prendesse il telefono, in cui Claude dovesse vivere ogni esperienza. E' un posto magico. 

16) I tuoi libri partono sempre da un personaggio che è passato attraverso il dolore, il cui spirito si è in qualche modo spezzato. Come mai?

Penso che dipenda dalle mie esperienze di vita. Ho perduto molto e ho sempre visto questa sofferenza come un percorso di vita. Mi affascinano le storie di persone la cui vita cambia drasticamente e decidono di ricostruirla. Mi piace la riscoperta di sé, della propria forza


interiore. 

17) Chiudiamo l'intervista con un'ultima domanda. Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho diversi progetti in ballo. Ho appena finito di scrivere uno Young Adult a quattro mani con un altro autore del genere. Non posso dirvi ancora nulla perchè verrà annunciata la pubblicazione tra tre settimane. Nel frattempo, sto scrivendo un altro young adult, stavolta da sola. E poi, sto lavorando alla sceneggiatura de L'universo nei tuoi occhi. Anche Breathless ( Respiro solo se tu) è stato opzionato ma non sarò io ad occuparmi della sceneggiatura perchè sto già lavorando su quella del romanzo precedente e non riuscirei a fare tutto. 


Grazie mille a Jennifer Niven per la sua gentilezza e cordialità, grazie a Monica per aver fatto da interprete nonostante sia noi che l'autrice fossimo logorroiche e grazie al team della Dea Planeta per questo bellissimo incontro. Speriamo che possa essercene un altro e stavolta di persona, pandemia permettendo. Grazie ovviamente a tutte le mie colleghe che hanno posto domande lucide e interessanti. 

Vi abbraccio, 

Cris


martedì 7 luglio 2020

A tu per tu...con Angela Contini | E' solo una stupida storia d'amore?

Buona sera lettori, siamo arrivati alla fine di questo bellissimo appuntamento con tre autrici di punta del panorama italiano. Angela spazia dal romance puro a quello storico, al paranormal, al fantastico. E' un concentrato di energia e di scrittura. Se non avete ancora letto nulla di suo, potete conoscerla meglio con le domande di oggi. 

Ciao Angela, grazie per aver accettato il mio invito!

Grazie a te per la gentile ospitalità nel tuo blog.

E' un periodo davvero prolifico per te. Dopo 'Fino alla fine del cielo', hai pubblicato 'Winter
Sonata' e stai per pubblicare un terzo romanzo. Come ti senti al riguardo?

Mi sento bene, come ogni volta che pubblico un romanzo nuovo. Per me è quasi vitale farlo,
per una serie di motivi: primo fra tutti mi piace. Amo tutto ciò che concerne la preparazione di una pubblicazione, quell'ansia buona che ti prende all'idea di proporre al pubblico una nuova storia.
Certo, c’è anche l’ansia di non piacere, ma per fortuna non è quella a prevalere. D’altra parte, se lo fosse, non farei questo mestiere. Inoltre scrivere è il mio unico lavoro, quindi la mia unica fonte di guadagno. Se non pubblico, non vedo un centesimo e di questi tempi, non è auspicabile.

Il self publishing concede sicuramente una maggiore libertà rispetto agli oneri contrattuali. E'un sollievo per te o hai paura di non arrivare al grande pubblico senza il supporto di una CE?

Grazie di avermi posto questa domanda, mi dà modo di piegare come la penso. È assolutamente un sollievo. Ho scelto di lasciare Newton proprio perché mi sentivo ingabbiata in una rete di idee che erano in collisione con le mie, per tanti aspetti che riguardavano la pubblicazione, il marketing e la diffusione dei romanzi. Ho sempre avuto molta libertà di scelta nello scrivere, su questo non posso recriminare nulla, ma per quanto riguarda il resto, è sempre stata fonte di profondo stress per me. L’ansia buona di cui ti parlavo prima era diventata ansia e basta. Arrivare al grande pubblico non è mai stato il mio obiettivo. Il mio obiettivo è divertirmi mentre scrivo e far divertire chi mi legge, gestire me stessa e il mio lavoro in modo che non mi causi stress, e perché no, guadagnarci anche se i miei libri meritano di essere acquistati.

Fino alla fine del cielo è la storia dell'ultimo della famiglia Mackenzie e di Chelsea. L'aspetto che ho preferito di questo romanzo sono state le descrizioni del ballo, le ho trovate molto sensuali. Perchè hai scelto questa professione per loro?

Il ballo è sempre stata una mia passione “segreta”. Da ragazzina e anche non tanto ragazzina, ho trascorso interi pomeriggi ballando davanti allo specchio. Seguo il balletto classico, le sue declinazioni moderne, quindi è stata quasi una scelta scontata. Scrivere di ballo, mi dava anche l’opportunità di osare di più nelle descrizioni di contatto fisico, infatti se lo hai notato, in questo romanzo, rispetto al mio solito, le scene cosiddette “Hot”, sono un po’ più presenti.

Winter Sonata è uno storico che richiama per certi versi Orgoglio e Pregiudizio, come hai deciso di tuffarti nel passato?

In definitiva scrivo di ciò che mi piace. Il passato, soprattutto il periodo vittoriano, mi ha sempre affascinata. Ho scritto diverse fan fiction a riguardo, scrivere anche un romanzo ambientato in quell'epoca era solo questione di tempo.

A cosa stai lavorando? Quali progetti hai in serbo per i tuoi lettori?

Adesso sto lavorando a una commedia romantica di prossima pubblicazione. Ho tanti altri
progetti già cominciati che attendono solo di essere completati. Ho intenzione di riprendere le Cronache di Edenir, rieditare il romanzo di narrativa che ha segnato il mio esordio quando ancora ero una sconosciuta nel 2010, insomma, tante cosette che spero prima o poi vedranno la luce.

Come pensi sia cambiato il tuo stile di scrittura nel tempo? Hai dei rituali, dei modi in cui decidi di buttar giù la bozza del libro?

Penso di essere cresciuta rispetto a quando ho cominciato, ho smussato alcuni fastidiosi angoli, imparato le tecniche di scrittura, evito errori che prima facevo di continuo. Ma la strada è ancora e sempre in salita. Purtroppo e per fortuna, questo è un mestiere in cui non si finisce mai di imparare. Quando scrivo devo essere sempre accompagnata dalla musica. Mi ispira e mi rende più facile scrivere. Scrivo anche senza se non mi è possibile ascoltarla, ma con è molto meglio.

Di cosa non riesci a fare a meno quando scrivi?

Come sopra: della musica. E delle mie cuffie e/o auricolari. Mi piace sentire la musica “dentro”.

Cos'è per te l'amore? Come porti questa tua visione nei tuoi romanzi?

Ci sarebbe da scrivere un romanzo solo per rispondere a questa domanda. Cos'è l’amore?
Dedizione, rispetto, libertà, condivisione, nessuno che prevale sull'altro, nessun sesso forte,
nessun sesso debole, parità assoluta, ma allo stesso tempo cura dell’altro. Silenzio quando
serve, parole se sono necessarie. Carezze sempre. Penso questo dell’amore, vivo questo, scrivo di questo.

Grazie di aver condiviso le tue opinioni con me e i miei lettori. 

Grazie a te per le bellissime domande. Un abbraccio a te e a chiunque leggera questa intervista.

Spero che queste chiacchiere con l'autrice vi siano piaciute e ne approfitto per presentarvi il suo nuovo romanzo in uscita il 20 luglio, Una stupida storia d'amore.

Jessie Ryan lavora come paparazzo per una nota rivista scandalistica e quando il suo capo le chiede di rubare scatti a Jack Remington, il divo del momento, non si tira indietro. Diventa un compito più ingrato del solito quando conosce Jack di persona e, invece di una foto, scatta la proverbiale scintilla.
Emma Beggins è l’assistente personale del divo in questione e per due anni non ha fatto altro che sperare che Jack mettesse la testa a posto e tenesse la zip dei pantaloni sollevata. Quando lui sembra perdere la testa per Jessie, Emma combatte la frustrazione e l’amore non corrisposto a colpi di liste pro e contro Jack, sul suo fedele diario.
Michael è un promettente scrittore che sogna di scrivere grandi sceneggiature a Hollywood. Jessie è la sua dirimpettaia, ma non solo: è un’amica, una confidente e a un certo punto diventa qualcosa di più a causa di una pizza ai peperoni e un film porno alla TV.
E Jack? Jack tiene le cose importanti per sé, tipo un piccolo segreto che potrebbe mettere tutto in discussione.
Il gioco delle coppie diventerà complicato e le carte si mescoleranno. Alla fine qualcuno di loro sarà in grado di capire chi ama chi, oppure no? Sullo sfondo dell’assolata Los Angeles quattro personaggi racconteranno le loro storie complicate, ingarbugliate, disordinate e confuse, fino a chiarirle del tutto. Forse.

Con una trama così, è difficile non desiderare di averlo subito tra le mani!
Vi abbraccio, 
Cris

mercoledì 1 luglio 2020

A tu per tu con...Felicia Kingsley| Romance, scrittura e tanto altro

Buon pomeriggio lettori, come vi avevo anticipato lunedì, dopo l'intervista a Bianca Marconero ci sono altre due he hanno risposto con simpatia alle mie domande. 
Oggi tocca alla spumeggiante Felicia Kingsley, diventata la Sophie Kinsella italiana con i suoi splendidi romanzi chick lit. 


Ciao Felicia, grazie per aver accettato il mio invito. Chronicles of a bookaholic è molto felice di ospitarti. Partiamo subito con le domande.
    
Prima regola: non innamorarsi è stato accolto con grande favore dal pubblico. Cosa si prova a ricevere tanto affetto dai propri fan?
In realtà non mi aspettavo un’accoglienza così entusiasta e calorosa perché stavolta ho scritto qualcosa di molto particolare ed ero consapevole della possibilità di spiazzare i lettori più affezionati. Vedere quanto è stato apprezzato Prima regola: non innamorarsi per me ha ancora dell’incredibile.
    Come ti è venuta in mente l'idea per la storia di Nick e Silvye che intreccia divertimento, romanticismo e mistero?
Ero in palestra e stavo facendo braccia sulla panca… Io sono un’amante dei caper movie, tutti quei film a tema “colpo grosso” e volevo scrivere qualcosa di simile e con due protagonisti fuori dai classici schemi del romance. Da lì ho cominciato la ricerca per comporre la trama mistery che si intreccia a quella rosa.
 Nick e Sylvie hanno fatto da poco la loro comparsa ma proprio come tutti i dipendenti, i fan attendono già un tuo nuovo libro. Stai già lavorando a una nuova storia?
Sono sempre al lavoro; devo ultimare il romanzo a cui sto lavorando ora e sto raccogliendo le idee per il progetto successivo che sarà molti impegnativo perché è una cosa che non ho mai fatto (sempre rosa, eh)… vedremo cosa verrà fuori.
Gestisci una rubrica efficace sulla scrittura: quali sono le tre regole perché secondo te un libro funzioni?
Sono tante e devono tutte coesistere insieme, per questo ho dedicato ai consigli di scrittura non un articolo, bensì una rubrica intera a cadenza settimanale. I temi sono tanti e vanno analizzati uno per uno. Tre regole, così a braccio, direi: scrivi perché ti fa stare bene, abbi l’umiltà di correggere-cambiare-riscrivere il tuo romanzo; costruisciti una community a cui presentarlo.
 Finora ti sei cimentata con i romanzi rosa ma con la storia di Silvye e Nick hai dimostrato di saper giostrare anche su altri generi. Prevedi di allargare i tuoi orizzonti?
Oggi non saprei fare questo tipo di previsione ma mai dire mai.
   Quale è il percorso che rende un lettore uno scrittore?
In realtà è l’idea. A un certo punto un’idea bussa con forza chiedendo di essere messa su carta (o su computer). Lo scrivere però è un esercizio costante che serve a migliorare nel tempo. Non credo che un giorno, così, dal nulla ci si svegli scrittori. È una cosa che deve aver sempre fatto parte di te.
 Con la tua personalità spumeggiante, credo sia facile riconoscere un po' di te in ognuna delle tue protagoniste sempre determinate, spassose e con l'ultima parola sempre pronta. In quale ti riconosci di più e quale si allontana di più dalla tua quotidianità?
In verità io mi riconosco più nei protagonisti maschili. Scoop.
 Quale domanda non ti è mai stata fatta e avresti voluto ti facessero?
“Dove possiamo versarti dieci milioni di euro?”
 Ti va di farci salutare da Nick e Sylvie?
Nick e Silvye in questo momento credo che siano impegnati a risolvere un altro mistero artistico e a bisticciare su chi dei due ha ragione.
Grazie di aver risposto alle mie domande, spero ti sia divertita!
E voi lettori? Conoscete Felicia Kingsley?

lunedì 29 giugno 2020

A tu per tu con...Bianca Marconero| Stand by me, Eredità e scrittura


Buongiorno lettori! Ecco svelata la sorpresa: ho riunito tre grandi scrittrici romance italiane per una chiacchierata sui romanzi, sulla scrittura e sul ruolo dei loro lettori. 
La prima ad essere intervistata è Bianca Marconero, considerata unanimemente regina del romance italiano, autrice di Albion, fantasy ispirato al ciclo bretone e di molti grandi bestseller come L'ultima notte al mondo e Un maledetto per sempre. 
Ciao Bianca, grazie di aver accettato il mio invito. Sono sempre onorata di avere la regina del romance sul mio blog.
L’onore è tutto mio.
 Come stai? Come ha reagito la tua scrittura alla pandemia? Blocco creativo o maggiore tempo a disposizione per elaborare le tue storie?
La pandemia ha richiesto un notevole sforzo organizzativo famigliare. Gli slot su cui contavo per svolgere il mio lavoro sono stati ridefiniti, così come le ore di lezione a distanza e i compiti. Ma abbiamo cercato di stare bene e di preservare un minimo di serenità. La pandemia mi ha portato a rallentare il ritmo della scrittura, infatti ci ho messo cinque mesi interi a finire Stand By Me, libro che nei miei piani doveva arrivare a una chiusura in 90-100 giorni al massimo.
 Hai annunciato pochi giorni fa l'uscita di un nuovo romanzo, Stand by me,  a luglio. Cosa ci puoi dire di Gregorio e Arianna?
Credo sia il libro più romantico che ho scritto. Superate le difficoltà iniziali, Gregorio e Arianna si mettono in gioco con grande generosità. Arrivano a un grado di complicità che va oltre i loro gesti o le loro parole. Come forse avrai dedotto, mi trovo sempre a mio agio con le storie di persone che non parlano, credo siano molto oneste nel rappresentare un limite comunque alle relazioni, forse perfino connaturato negli esseri umani. Gregorio e Arianna però sono atipici, per me, perché da un certo punto in avanti sono estremamente onesti, vicini e supportivi. Come puoi immaginare, non sarà rose e fiori, ci saranno vari impedimenti alla loro storia, che non ti anticipo, ma il rapporto di amicizia e solidarietà che si crea tra di loro credo non abbia precedenti nelle storie che ho scritto.
   Dopo la novella di Natale di casa Serristori, siamo tutti in attesa di conoscere meglio i figli maggiori, Jacopo e Niccolò. Le loro storie sono già in stesura?
Sì. Con Niccolò sono a un terzo circa della prima stesura. Jacopo è “plottato” nei minimi dettagli e questo ridurrà i tempi di stesura. Sono piuttosto fiduciosa che usciranno entrambi in autunno.
 Tasto dolente: Albion. I tuoi fan 'storici' amano la storia di questi moderni Cavalieri di Artù e sei stata in grado di creare un'atmosfera e una squadra davvero formidabile.
Albion è una grande sfida personale, è una promessa che continuo a rimandare. So che potrebbero ancora succedere un mucchio di cose, compresi i miracoli, ma credo che questa situazione si sbloccherà solo quando il miracolo me lo creerò da sola, come dice il nostro Tiziano Ferro. Il mercato editoriale non vuol sentir parlare di fantasy italiano, per cui ci dobbiamo rimboccare le maniche. Da soli. E prima o poi succederà.
E' possibile pensare di rivedere Marco, Helena, Lance e gli altri presto?
       Come forse ricorderai il piano originale era composto da i Libri del Primo Anno, tutti editi, e il Ciclo della Cerca, che chiudeva la saga. La materia narrativa del Ciclo della Cerca è stata risistemata in due libri: Eredità e Re in Eterno. Il primo di questi è a uno stadio avanzato e lo si potrebbe chiudere in due mesi di lavoro. Il secondo purtroppo ne richiederebbe almeno sei. Il problema è trovare una finestra di otto mesi in un calendario super pieno come il mio. L’unica cosa che posso dirti con certezza che NON farò sarà pubblicare Eredità senza aver finito Re in Eterno. Una eventuale pubblicazione di questo finale dovrebbe fornire i due volumi in contemporanea o quasi. 
 Cosa ne pensi dei 'bookinfluencer'? Trovi che siano riusciti ad aiutarti a diffondere il tuo talento?
Chiunque parli di libri e ne veicoli la diffusione aiuta gli autori, gli editori e il mondo delle pubblicazioni che siano essere con casa editrice o autori indipendenti. Io non riuscirei a pensare a un’uscita senza pensare contemporaneamente a una rete di blog che mi accompagna. Parlo di blog, nello specifico, perché sono ancora molto legata a questo tipo di formato, ma ho percepito, negli ultimi anni, la tendenza (sia di chi crea contenuti, sia di chi ne usufruisce) a spostarsi verso social più visivi e verbali. La sensazione è che si preferisca mostrare, piuttosto che descrivere e siano tutti più orientati sul parlato che sullo scritto. Pagine Instagram e canali YouTube hanno raggiunto un certo livello di popolarità. Di contro i blog si sono rafforzati con il formatto collettivo, a più redattori, e appoggiandosi a gruppi facebook dedicati che sono spesso molto partecipati e attivi. Nel mio caso specifico il supporto degli influencer mi ha aiutato tantissimo ma il vero vantaggio è stato l’arricchimento umano e personale. Sono estremamente grata al “movimento” e soprattutto grata a chi ha ricambiato con trasparenza l’affetto sincero che io provavo per loro.
Tornando indietro, c'è qualche cosa che cambieresti nei tuoi romanzi? Se sì, cosa?
Questa è una domanda impegnativa perché io sono una che cambia tutto, sempre ( e ti cito ancora Tiziano Ferro)! Riscriverei per due terzi Non è detto che mi manchi. Non perché abbia individuato problemi particolari ma perché la lavorazione è stata frettolosa, le scadenze imposte pazzesche e io non mi sono mai liberata dalla sensazione che avrei potuto ottenere molto di più da quella storia se fossi uscita a settembre, come inizialmente previsto, e non anticipata a Luglio. Il libro che riscriverei mille volte, ma solo perché mi ha divertito a livelli inimmaginabili, è Un maledetto per sempre. La lo riscriverei sempre uguale perché è il mio preferito. Il libro di cui a distanza di anni non cambierei neanche una virgola è Ombre, che io ritengo quello più riuscito. 
Quali sono le tre regole per costruire un buon romanzo?
Te le riassumo in tre parole onestà, rigore, coraggio.
L’onestà racchiude alcuni moniti importanti: devi scrivere di ciò che conosci, devi averne voglia, devi avere una visione tua, devi proporre solo storie in cui sei il primo a credere. 

Il rigore abbraccia sia l’intreccio che lo stile. La trama deve essere testata, la lingua rodata. La forma per quanto personale deve essere abbracciata con consapevolezza. Magari anche con la coscienza dell’errore, perché, se vuoi sbagliare un congiuntivo, puoi, ma devi sapere che stai infrangendo una norma.

Infine c’è il coraggio. Lo devi mettere in conto, perché se ti fai prendere dal panico, se ti chiedi come reagirà chi ti legge, se cominci a chiederti come verrà accolto il tuo libro, lo modificherai in senso peggiorativo. Non sarà più un romanzo onesto, ma un romanzo timido, che ricalca vie battute da altri.  Quindi mi viene da pensare che tutti i romanzi davvero “buoni” originino da un atto di coraggio di chi li ha scritti.
 Come funziona il tuo brainstorming: usi schemi, riassunti, schede personaggi?
Sì, uso tutto quello che posso per razionalizzare l’ispirazione, ben sapendo che la creatività tende a fregarsene dei miei piani. Più materiale preparatorio raccolgo, più la stesura sarà veloce. So di persone che scrivono in preda al furor, che lasciano fare ai personaggi. Io no. Con i personaggi ci dialogo e ci litigo, come qualsiasi scrittore bipolare, posso venire a patti, farmi sorprendere, ma non mi siederò mai al computer senza sapere, con minimi margini di incertezza, ciò che sto per scrivere. Magari io e i personaggi l’abbiamo concordato prima, ma di certo non lascio che la storia si scriva da sola.
Grazie di aver condiviso i tuoi pensieri con me e i miei lettori, in bocca al lupo! Un abbraccio, Cris

mercoledì 19 giugno 2019

Interview Tour 'La mia estate indaco' | Nonni, genitori, figli, nipoti: tre generazioni per un romanzo

Buongiorno lettori e bentornati sul blog. 
Oggi ho l'onore di poter intervistare Marco Magnone, autore del libro edito dalla Mondadori 'La mia estate indaco'. 
Insieme ad altre quattro blogger, abbiamo delineato un percorso interpretativo dell'intervista così che i lettori possano vivere un'esperienza concentrata sui temi essenziali del romanzo.
Io mi occuperò dell'elemento che ho sentito maggiormente mio nel romanzo ed è legato alla famiglia, in particolar modo al legame tra le generazioni.  


Viola ha quattordici anni e custodisce un segreto legato al giorno peggiore della sua vita, che lei chiama il Giorno in Cui Ho Toccato Il Fondo. Finora ha sempre passato le vacanze in montagna, in roulotte con i suoi adorati nonni e in compagnia della sua migliore amica. Quest'anno però il nonno è in ospedale e Viola si è appena trasferita con i genitori in una città di provincia dove non conosce nessuno e la vita è grigia anche in pieno agosto. Si preannuncia un'estate da dimenticare, ma un pomeriggio tutto cambia, quando Viola si imbatte in un gruppo di ragazzi e ragazze che giocano a pallavolo e che potrebbero diventare i suoi nuovi amici. Tra loro c'è l'indecifrabile e magnetico Indaco, che sembra nascondere molti misteri e ben presto spinge Viola a sfidare le regole, costringendola a superare le sue più grandi paure. Età di lettura: da 10 anni.


Un aspetto che mi ha colpito durante la lettura è l'attaccamento di Viola nei confronti di suo nonno.
Talvolta sono proprio i nonni ad aiutare i genitori a portare avanti la casa, il lavoro e la famiglia,
aiutando con i bambini. Cosa ne pensa di questa risorsa? Che rapporto si instaura tra un bambino
e un adulto in età avanzata?

Un nonno per un ragazzo è una figura mitica, almeno così è stato per me. I miei nonni erano una
fonte inesauribile di storie che confinavano con le leggende. Erano una fonte di autorità sì, ma in
grado di opporsi a quella dei genitori, per cui spesso diventavano degli alleati per perorare le mie
cause. Ma non è solo questo. Un ragazzo si accorge che per qualche ragione i propri nonni
rispetto ai genitori sono più fragili, meno razionali, e più invecchiano più tornano a somigliare ai
bambini, ad aver bisogno magari anche del tuo aiuto. E questa loro tenerezza, data dall'età che

passa, non fa che stringere ancor di più i lacci del vostro rapporto.

Molto diverso è invece il rapporto tra Viola e i genitori. Secondo lei, perché a volte i genitori e i

figli si pongono su un territorio contrastante pur provando le medesime emozioni?

Forse perché a volte è inevitabile. Un po’ di conflitto tra figli e genitori credo sia un elemento
naturale del gioco delle parti: da una parte c’è qualcuno che fino a un certo punto ti ha detto cosa
fare e come farlo; dall'altra ci sei tu, che da un certo momento non hai più voglia di seguire quelle
regole. Perché vuoi provare a fartene di tue, o anche solo perché vuoi provare a vedere che gusto
c’è a rompere l’ordine costituito. Però non ha niente a che vedere con l’amore reciproco, quello

resta e niente potrà scalfirlo.

Ringrazio Marco per aver risposto alle mie domande e ad Elisa per aver coordinato al meglio questo evento, vi invito a seguire gli altri argomenti del romanzo e a restare sintonizzati per la recensione. 



Un abbraccio, Cris












sabato 4 maggio 2019

5 mesi di Un battito di cuore | Intervista a Chiara Rametta

Buongiorno lettori, oggi ospito la simpaticissima Chiara Rametta per un'intervista che ha lo scopo di promuovere l'antologia benefica 'Un battito di cuore',il cui ricavato andrà devoluto a favore dell’AIRC, per la ricerca e prevenzione contro il cancro, che la vede protagonista con il racconto ''La lettera che non ti ho mai dato''. 



Un libro per fare del bene e per uno scopo importante, l’intero ricavato dell’antologia andrà devoluto a favore dell’AIRC, per la ricerca e prevenzione contro il cancro. Un progetto generoso reso possibile da donne autrici, che vogliono aiutare tutte le altre meno fortunate per dar loro un’arma per poter vincere la loro battaglia più importante.Nell’antologia si rincorre il tema dell’amore in tutte le sue sfumature, oltre a far del bene, questa raccolta di racconti, darà anche emozioni a chi la vorrà leggere.Chi ha reso possibile tutto questo? È tempo di fare nomi:Asia Pichierri, Anisa Gjikhdima, Jane Rose Caruso, Barbara Graneris, Cristina Migliaccio, Chiara Rametta, Giovanna Tufano, Chiara K.Jones, Noemi Di Liberto, Rosanna Fontana, Antonella Maggio, Serena Brucculeri, Luana Arfani.





Ciao Chiara e benvenuta sul mio blog. Ti conosciamo come blogger appassionata ma quando hai iniziato a scrivere davvero? 

Ho iniziato a creare storie dal momento in cui alle elementari ho imparato a scrivere. All'inizio mi dilettavo con le poesie, poi per la prima comunione i miei nonni mi regalarono un PC e scrivevo delle storie fantastiche, mettendo dentro qualcosa della mia vita quotidiana. Insomma da qui è iniziato tutto.

I tuoi personaggi sono spesso spumeggianti. C'è qualcosa di te nelle tue protagoniste?

C'è sempre un po' di me nelle mie protagoniste. Ambra di (S)PIACEVOLI COINCIDENZE è il mio alter ego, Juliet di NON GIURARE SULLA LUNA è la vecchia me. Abbey de LA LETTERA CHE NON TI HO MAI DATO ha preso un po' del mio orgoglio. Magari un giorno riuscirò a scrivere una storia senza farmi coinvolgere troppo emotivamente.

Descrivi in 3 parole i protagonisti del tuo racconto 'La lettera che non ti ho mai dato': 

Questa è bella :') allora Abbey è ORGOGLIOSA, TESTARDA e FRAGILE. 
Mentre Cal è CODARDO (vedrete che ha davvero paura dei sentimenti) SCONTROSO, ma TENERO.

Come è nato il progetto Un battito di cuore?

Asia, mia amica virtuale da anni, mi chiese di partecipare alla raccolta. In quel momento era come se un cerchio si fosse chiuso, poiché a mia madre mesi prima le era stato diagnosticato un tumore all'utero. Lei ha sconfitto la malattia, merito anche dell'intervento tempestivo dei medici e della buona riuscita dell'operazione. Questo mi ha spinta ad omaggiare la sua storia.

- Mi sembra una cosa bellissima, aw **-

Ma adesso siamo curiose e vogliamo sapere. Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per il Festival Romance uscirà il mio chick-lit (S)PIACEVOLI COINCIDENZE. Al momento sto riscrivendo NON GIURARE SULLA LUNA e poi editerò il mio paranormale romance, sperando che la mia attuale casa editrice pubblichi anche quello. Non vedo l'ora di svelarvi tutto sul (S)PIACEVOLI COINCIDENZE  e grazie a te cara per l'ospitalità!

Grazie a Chiara per la gentilezza e simpatia con la quale si è prestata a questa bislacca intervista ( non vedo l'ora di leggere Spiacevoli Coincidenze!) e un abbraccio ad Asia che è stata meravigliosa nell'organizzare un evento così serio e importante.
Se siete curiose, potete leggere anche le interviste fatte alle altre autrici: scoprirete un'antologia che oltre allo scopo benefico ha il pregio di sfornare penne giovani ma di talento. 
Un abbraccio, Cris

venerdì 11 novembre 2016

Intervista ad Anna Premoli

Buon pomeriggio lettori, vi avevo già parlato dell'intervista che giusto una settimana fa ho fatto ad Anna Premoli in occasione della presentazione del suo libro 'E' solo una storia d'amore' alla Feltrinelli di Roma, grazie alla casa editrice Newton Compton.

Alessandra Di Piero, giornalista di Gioia, ha fatto una presentazione davvero interessante e divertente. Si è messo in evidenza come da una banalissima trama della storia d'amore standard (Niente è banale con la Premoli!)  ne è uscita una riflessione un po' più profonda su quello che è oggi la letteratura rosa. L'autrice che ha alle spalle 4 anni di esperienza in questo mondo ha messo in evidenza quali sono i classici commenti  di chi legge il romanzo con fare sorpreso e ne rimane colpito. Una lettura che piace e questo provare piacere per la lettura che pare eccezionale. 



1) Dal 2012 con 'Ti prego lasciati odiare' ad oggi sono stati pubblicati 8 libri, 9 con la novella. Un ritmo incalzante per una scrittrice, soprattutto perché scrivere una storia d'amore non è semplice. Qual è il segreto? E da dove trai ispirazione? 

Molto incalzante. La mia vita frenetica è uno dei fattori che mi portano a scrivere con questo ritmo demenziale. Nel senso che è veramente un antistress, ho bisogno la sera di questa boccata d'aria, di questo momento per me stessa, di questi personaggi che mi fanno divertire, perchè devono far divertire in primis me stessa. E' nata così la mia scrittura e così va avanti la mia scrittura. Visto che negli anni la mole di lavoro non è diminuita ma anzi è aumentata, ho sempre bisogno di scaricare lo stress. Scrivere è assolutamente è il modo che ho trovato, scrivo principalmente per motivi egoistici e poi per tutto il resto. 

2) Sei su un'isola deserta, puoi portare con te tre libri, quali sceglieresti?

Ah. Allora, indubbiamente porterei con me qualcosa di Agatha Christie tipo ''Dieci piccoli indiani'', che è un vero capolavoro. Sono una grande amante del sarcasmo di Svevo con  ''La coscienza di Zeno'' e infine nutro un amore sconfinato che pochi capiscono per il ''Maestro e Margherita'', perché c'è un sarcasmo dissacrante di fondo che a me piace tantissimo.

2.a) Un misto che per paradossale che sia non include nessun libro appartenente al genere che tu scrivi. 

Esatto. Perché certe letture le ho fatte serie quando ero più giovane. Quando si è giovani si studia, si ha più tempo di leggere con attenzione e quindi ti restano impresse. Magari ora, di fretta, con una vita ai limiti, mi rendo conto che oggi le mie letture mi prendono ma sono letture di svago. Ho bisogno di letture di svago.  Mi piacciono moltissimo ma non rimangono nel lungo termine. Ma è giusto così, nel senso che hanno questa funzione. 
Invece certe letture che ho tentato quando non avevo tutta questa vita caotica, sono rimaste a distanza del tempo che è passato.


3) Dell'amore ci si può stancare di scrivere?

Pensavo di sì e invece pare di no. Lo dice anche Laurel nel romanzo, nel senso che ogni storia anche all'apparenza banale ha questo ingrediente di eccezionalità per cui è sempre come la prima volta.

4) Il Premio Nobel per la letteratura quest'anno è stato assegnato a Bob Dylan però nel mondo dei letterati, come nel tuo romanzo, si distinguono ancora generi di serie A e di serie B . Come mai la critica non accetta ancora che la letteratura può essere tante forme? 

Anche io in parte capisco le critiche, se ce ne sono state. Nel senso che un conto è l'espressione e ce ne sono diverse, poiché anche la musica ha un grande potere sulla parola. Tuttavia viviamo una grande crisi della parola scritta, le nuove generazioni fanno un po' fatica ad affezionarsi a magari generi un po' più impegnativi. Il Nobel magari è l'occasione per calamitare l'attenzione su autori che altrimenti sarebbero bistrattati , neanche molto considerati. Secondo me è quindi un'occasione che non va sprecata. Si poteva dare il Nobel a una persona sconosciuta, anche un musicista, avrebbe avuto un altro effetto. Evidenziare una personalità che è già immensa di suo, già eterna di suo è sprecare un possibilità per far emergere qualcun altro che merita. Ci sono tantissimi scrittori che magari avrebbero bisogno di quella speciale attenzione, e stato un po' come sprecare questa possibilità. 

5) Qual è la maggiore difficoltà che incontri nella stesura di un testo?

Sono sincera, generalmente la scrittura mi viene abbastanza naturale, devo sentirla normale, semplice perché altrimenti sento che nella storia c'è qualcosa che non va, anche per la connotazione di antistress che ha la mia scrittura. E' una cosa che, rispetto ad altre cosa che sono più preparate, strutturate, mi viene spontanea, deve essere rilassante. 

6) Le tre linee guida che consiglieresti a un nuovo scrittore/ scrittrice?

Non che io sia la persona adatta perché penso che la scrittura sia una cosa terribilmente soggettiva, come anche la lettura. Un libro può avere effetti diversi sulle persone. Non esistono regole universali e valide. Il mio personale consiglio è di non caricare il libro di troppe aspettative. Un libro è un libro, lo scrittore  è una persona a parte che ha bisogno di vivere e trovare una connotazione a parte a prescindere da ciò che scrive. Deve essere persona prima che scrittore. Per cui non deve prendersi molto sul serio e non prendere nemmeno il proprio libro per quanto capolavoro sul serio.

7) C'è un personaggio dei tuoi libri a cui sei particolarmente affezionata? 

Uno ama tutti i propri libri,nel senso che ognuno di essi ti accompagna in un momento preciso della vita. Se sono nati è perché hanno colpito qualcosa in te, hanno fatto nascere un bisogno. Uno ama quello che sta scrivendo poi conclude un po' un ciclo e passa a quello successivo. Per cui personaggi che stai scrivendo sono quelli che senti più veri in quel momento, ma è appunto una fase. 

7.a) Quindi ami tutti?

Dei maschi non saprei chi scegliere. Delle ragazze probabilmente quello che ho adorato scrivere di più è Kayla di 'Un giorno perfetto per innamorarsi' perché è esattamente l'opposto di me.  

8) Ultima domanda. Verso che direzione si spinge la tua ispirazione? 

Ero molto tentata dallo scrivere la storia di Norman e Alex (la sorella di Aidan, protagonista di 'E' solo una storia d'amore, ndr) ma ultimamente fanno capolino nella mia testa le amiche scrittrici di Laurel. I personaggi devono diventare talmente reali che mi pare quasi di averli accanto, in quel momento so che sono pronta per scrivere la loro storia. 





''Perché i libri sono una forma di terapia: una dose di sogni ad occhi aperti spesso ti ripaga da molte infelici esperienze reali. Tutti hanno bisogno di dimenticarsi per un attimo la propria vita ''

da 'E' solo una storia d'amore



Spero che l'intervista vi sia piaciuta, bacioni, Cris

martedì 1 marzo 2016

Let's talk about #3

Buongiorno e bentrovati cari sognalettori! Dopo un lunedì NERO, oggi sono carica e dopo aver fatto le ore piccole per alcuni eventi molto importanti, approfitto della rubrica 'Let's talk about' per parlarvi di una delle mie autrici preferite, Bianca Marconero. 


Autrice di indiscusso talento, recentemente ha pubblicato con  la Newton Compton 'La prima cosa bella'. Felice della sua disponibilità, le ho posto alcune domande. Curiosi? Let's go! 


Ciao Bianca, sono felicissima di poter ospitare una scrittrice di enorme talento come te sul mio blog. Grazie mille per la tua gentilezza. 

Non vedevo l'ora , contenta di essere in tua compagnia.


Partiamo da ‘La prima cosa bella’ in uscita per la Newton il 9 febbraio, il libro è ricco di dettagli su film, fumetti e colonne sonore. Si può dire che Dante abbia molto di te? Anche tu sei una nerd!

Sono cresciuta in una fumettria, quando le fumetterie ruotavano  intorno alle opere di Hugo Pratt, Guido Crepax, Vittorio Giardino, Magnus, i manga non venivano tradotti, e nasceva il nuovo fumetto americano. L'identità nerd neanche esisteva. Quindi sono un nerd ante litteram. Lo sono oggi, con una figlia che una figlia che scrive fanfiction dei Pokemon  per Wattpad, un figlio che vuol vincere l'oscar con il proprio film "battaglie robotiche"  e un marito che ha una stanza dei giochi con trentacinque console di videogames e un suo canale YouTube. Non credo di aver mai vissuto un giorno della mia vita che non fosse immerso nella cultura pop.


Qual è il tuo film preferito?

Apollo 13. Sul serio.


 Invece, per i fumetti, sei più Marvel o DC Comics?

DC Comics. Ho spesso sentito dire che le storie DC sono più mature. Io  le trovo, semplicemente, più spiazzanti, più improbabili. Devi stare al gioco senza alcuna possibilità di immedesimarti.


Dante è davvero uno scapestrato, saresti la migliore amica o la fidanzata di un tipo così?

Nessuna delle due cose, perché Dante sono io. È raro andare d'accordo con se stessi, ma "fidanzarsi" sarebbe da folli.



La prima cosa bella nasce come self, quanto è difficile farsi largo nella narrativa italiana senza un supporto editoriale?

Io sono molto fatalista. Succedono le cose che devono succedere. Promuovo i miei libri LEB, perché dietro c'è un investimento nel quale ho il dovere morale di rientrare. Ma non credo che la promozione sia la chiave. Parlando di esordi, ci sono percorsi rapidi, che toccano, in genere, a libri generalisti,  comprensibili e immediati, e  percorsi lenti che toccano a libri più difficili da spiegare ed accettare.


Come ti sei sentita dopo aver firmato il contratto con la Newton? E’ un editore grande e la distribuzione è molto ampia.

Felice. Per cinque minuti.


Su un’intervista ho letto che non avresti piacere a lavorare ancora con la Newton, come mai?

Sì, non ne faccio mistero, per me l'esperienza con NC  si limiterà a La prima cosa bella. Non ho altre storie per loro.


 Continuando a parlare di CE, un editore che invece ha avuto da sempre piena fiducia in te è la LEB che ha pubblicato Albion e Ombre, che i tuoi fan venerano (Alza la mano e si agita per Marco). Quanto sei legata a questo progetto e a questa casa editrice?

Immensamente. L'etica  professionale  di LEB è, per la mia piccola esperienza, senza paragoni.



Passando al ciclo arturiano, Albion è il libro della scoperta, Ombre il libro della presa di coscienza e della maturazione.. Cosa dobbiamo aspettarci da Eredità?

Eredità secondo me è un libro di "avventura"  o un action, se preferisci. Si dedica un certo spazio alle interazioni tra i personaggi e alla loro evoluzione emotiva, ma non è più questo l'aspetto centrale della storia. Coi libri del Primo Anno (Albion e Ombre) ho potuto portare i personaggi dove volevo. Ora sono pronti per affrontare la storia che avevo in mente.



Hai scritto due novelle, una incentrata sul personaggio di Samira e una su quello di Riccardo, di cui aspettiamo l’uscita. Come ti sei rapportata a questi due personaggi? Sono sicuramente più complessi dei nostri amati protagonisti.

Samira  aveva bisogno di un suo spazio, perché non potevo raccontare il suo background. il principe spezzato invece  si occupa, come dici giustamente tu, di Riccardo, ma anche di Morgana. È a tutti gli effetti un prequel. Questo nasce da una motivazione molto personale. Nell'elaborazione del lutto esistono, secondo la psicologia, cinque fasi. Ecco, io sarei per aggiungerne una sesta: il bisogno di metabolizzare, attraverso l'invenzione, un'esperienza reale. Perché se vivi la morte di qualcuno che doveva invecchiare con te  quello diventa un punto fermo della vita che ti resta. E a distanza di anni il mio lutto è ancora lì. E questo libro è un modo per elaborarlo.

Lance sempre così perfetto, verrà scosso da qualcosa o da qualcuno? Se sì, quando?

Eccome! Deciderà di mettersi in gioco e rischiare, ma visto che la vita non si pianifica o decide non finirà come si era aspettato.


Ciao Lance! Hahaha 

Un aggettivo per ogni personaggio di Albion

Marco è elementare. 
Helena è impulsiva. 
Deacon, matto. 
Erek generoso e, infine,  Lance   è… Lance (aggettivato)


Qual è il personaggio di cui hai scritto a cui sei più legata? C’è un motivo in particolare?

Forse Deacon, gli sono grata per essere così straordinariamente chiaro nella mia testa, così pieno di manie e idiosincrasie, un mix impagabile (per me che scrivo) di comicità e tragedia. Anche Marco ha una gravità tragica e al contempo si presta, per la sua mancanza di perspicacia, alla linea comica, ma Deacon ha il vantaggio di essere più brillante, quindi, dal punto di vista narrativo, più interessante.


Qual è la tua ship preferita di Albion?

Marco e Helena. Mi fanno tenerezza, rabbia e pena. La mia versione, parafrasando, di I can't live with or without you.


Domanda un po’ più personale, da dove nasce il tuo pseudonimo?

Sono i nomi dei miei figli: Bianca Maria e Marco Nero.


Quali sono i tuoi progetti futuri? Dobbiamo aspettarci qualcosa oltre il ciclo arturiano?

Purtroppo no. Ho vincoli che mi legano e dureranno così tanto da farmi passare voglia e ispirazione. Fortunatamente  Albion è del tutto libero da questi vincoli.  Mi dedicherò a concludere le vicende dei miei ragazzi, consumando la tastiera del PC.
E, per la cronaca, i tasti davvero consumati sono I-O-L-M-N-A-C- e non a caso sono lettere presenti in "marco" e in "albion".

Il mio cuore si è spezzato dopo questa risposta! 

Grazie mille Bianca per tutto! Per aver risposto a queste domande, per essere sempre così disponibile, per essere un’autrice che amo con tutto il cuore, per i tuoi libri che adoro. GRAZIE!! 

Ma sono io che ti dico grazie, davvero, incappare in qualcuno che accetta le mie storie per quello che sono è stata la più grande fortuna che potesse capitare a me e ai miei libri.



                     Sperando che vi sia parsa interessante, vi mando un grande bacio! 
                                                                           Cris