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lunedì 10 gennaio 2022

To Be Read #1 - Cosa vorrei leggere a Gennaio

Buongiorno lettori, chi di voi non ha libri che da tempo prendono polvere sugli scaffali? 
Se, come me, siete arrivati a ben 150 libri non letti ( o anche meno), potete immaginare quanto sia necessario ridurre questo vergognoso numero, senza tuttavia lasciarsi scappare le uscite più ghiotte. 
Ho pensato che sarebbe stato carino condividere con voi gli obiettivi mese per mese e poi tirare le somme. 
Quindi da oggi parte l'appuntamento con To be Read, cosa vorrei leggere a Gennaio (sperando di non pubblicarlo sempre il 10 di ogni mese xD): via alle danze!


Per il The Opposite Gdl, organizzato insieme a Silvia di Di corvi e scrivanie, leggerò Red rising e Crescent City. Il libro della Maas è una rilettura in realtà per il mese di gennaio in occasione dell'uscita del secondo romanzo, mentre Red Rising sarebbe il libro di dicembre. Lo avevo anche cominciato, poi è rimasto a languire. 


Passiamo ora alle nuove uscite. 
Esce giusto oggi in tutte le librerie il nuovo romanzo della Kingsley, una rivisitazione toscana di Orgoglio e Pregiudizio. 
Ieri ho trovato in libreria una copia in anteprima e stamattina ho già cominciato a leggerlo, promette bene!
La Mondadori doveva pubblicare il 22 gennaio il primo libro della serie di Brigid Kemmerer, Un fato così ingiusto e solitario, ma è stato rimandato. 
Per fortuna la Oscar Vault sulla sua pagina, in occasione del Calendario dell'avvento, ha rilasciato in anteprima il pdf. L'ho adorato dalla prima all'ultima pagina. 
Quindi possiamo dire che almeno una casella della TBR è stata spuntata!


I sette mariti di Evelyn Hugo mi ha incuriosito sin dalla sua uscita, ma non ho avuto tempo finora di leggerlo, è arrivato il suo momento. 
Leggerò Il regno dei malvagi solo perché la mia amica Ileana ha insistito, ho paura della Maniscalco, ne vedremo delle belle!


Infine, vorrei recuperare questo romance scritto dalla bravissima Angela Contini, She's my drama, per la challenge di lettura Un anno in rosa. 

Si accettano scommesse, ce la farò?
Fatemi sapere cosa vi piacerebbe leggere a Gennaio o se non avete fatto ancora alcun programma, bacioni
Cris















martedì 3 novembre 2020

Blog Tour: 'A caccia del Diavolo' di Kerri Maniscalco | L'ambientazione


Buongiorno lettori, siamo al secondo post della giornata e stavolta stuzzicherò il vostro interesse parlando dell'ultimo libro della serie di Kerri Maniscalco. Vi ho già detto che mi è piaciuto molto, ma ora è venuto il momento di raccontarvi qualcosa in più sui luoghi del romanzo. Partiamo per questa nuova avventura!


Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono giunti in America, una terra audace, sfrontata, brulicante di vita. Ma, proprio come la loro Londra adorata, anche la città di Chicago nasconde oscuri segreti. Quando i due si recano alla spettacolare Esposizione internazionale, scoprono una verità sconcertante: l'evento epocale è minacciato da denunce di persone scomparse e omicidi irrisolti. Audrey Rose e Thomas iniziano a indagare, per trovarsi faccia a faccia con un assassino come non ne hanno mai incontrati prima. Scoprire chi sia è una cosa, ben altra faccenda è catturarlo, soprattutto all'interno del famigerato Castello degli Orrori che ha costruito lui stesso, un covo di torture labirintico e terrificante. Riuscirà Audrey Rose, insieme al suo grande amore, a porre la parola "fine" anche a questo caso? O soccomberà, preda del più subdolo avversario che abbia mai incontrato?

Dopo l'Inghilterra e la Romania, passando per la traversata sul RMS Etruria, i nostri brillanti detective sono arrivati in America.
La prima parte del romanzo si svolge per le strade di New York: nella scena di apertura Audrey Rose cammina con Liza per il mercato, in particolare quello della carne ( Il sangue non manca mai).



Poi, ci spostiamo nella residenza di famiglia di Audrey Rose, dove assistiamo al party per il compleanno di Thomas, con una gioiosa riunione di famiglia e una tenera new entry, il gatto Sir Isaac Mewton.
E non poteva mancare un giro alla centrale di polizia per il primo caso 'sospetto'.



Una delle scene più belle del romanzo, nonché una delle ultime che si svolge a New York, avviene nella bellissima chiesa di St. Paul. 

"Oltre la vita, oltre la morte; il cuor mio t'amerà in eterno"


Dopo New York, con a capo lo zio Jonathan, Audrey Rose e Thomas si spostano nella Città Bianca, Chicago nel periodo della Esposizione Universale, dopo aver trovato degli indizi nei taccuini di Nathaniel.




Percepivo un'atmosfera di grinta mista a speranza, talmente palpabile da entrarmi nelle ossa e spingermi a credere che, anche io laggiù, sarei potuta diventare chiunque avessi desiderato.

L'impressione di Audrey Rose non è errata: Chicago brulica di vita, dalla stazione giungono turisti da tutto il mondo per visitare La Città Bianca.
Infatti, nel 1893 si apre la bellissima Esposizione Universale (nel nostro romanzo le vicende sono anticipati per questioni narrative) illuminata interamente dalla corrente alternata, scoperta da Nikola Tesla. L'Expo copriva oltre 2,4 km quadrati e grazie ad essa furono costruiti oltre 200 nuovi edifici.
La maggior parte degli edifici della fiera di Chicago furono realizzati seguendo i dettami dello stile neoclassico. L’area della Court of Honor divenne nota come The White City perché le facciate degli edifici erano in gesso, cemento e in stucco. Gli edifici erano poi dipinti di bianco, qualità che conferiva una particolare “lucentezza”. L’illuminazione elettrica contribuiva al nome di White City, perché in questo modo i viali erano fruibili anche di notte.
L'Esposizione divenne famosa in tutto il mondo per aver ospitato la prima ruota panoramica del mondo e anche i protagonisti potranno trascorrerci qualche momento, seppur non romanticamente parlando.



Ed ora, vi lascio con una chicca finale: la resa dei conti avverrà in questo luogo terrificante. 
Non posso dirvi molto, se non che è chiamato da tutti Il castello degli orrori. 


Allora, con questa lugubre chiusura, vi ho incuriosito? Non vedo l'ora di sapere cosa ne pensate!
Per qualsiasi commento o curiosità, scrivetemi pure nei commenti. 
Bacini, Cris


















sabato 31 ottobre 2020

Recensione: A caccia del Diavolo di Kerri Maniscalco

Buongiorno lettori e buon Halloween, come state? Siete già in modalità festa a casa? O come me vi dedicherete a un buon libro e a un dolcetto? Oggi sono davvero entusiasta di parlarvi di A caccia del diavolo, l'ultimo romanzo della serie di Kerri Maniscalco che ci ha tenuto compagnia in questi tre mesi dalla sua pubblicazione e che si concluderà il 10 novembre con la sua uscita. 


Audrey Rose Wadsworth e Thomas Cresswell sono giunti in America, una terra audace, sfrontata, brulicante di vita. Ma, proprio come la loro Londra adorata, anche la città di Chicago nasconde oscuri segreti. Quando i due si recano alla spettacolare Esposizione internazionale, scoprono una verità sconcertante: l’evento epocale è minacciato da denunce di persone scomparse e omicidi irrisolti. Audrey Rose e Thomas iniziano a indagare, per trovarsi faccia a faccia con un assassino come non ne hanno mai incontrati prima. Scoprire chi sia è una cosa, ben altra faccenda è catturarlo, soprattutto all’interno del famigerato Castello degli Orrori che ha costruito lui stesso, un covo di torture labirintico e terrificante. Riuscirà Audrey Rose, insieme al suo grande amore, a porre la parola “fine” anche a questo caso? O soccomberà, preda del più subdolo avversario che abbia mai incontrato?

Come ricorderete, la serie della Maniscalco aveva suscitato in me un lieve tepore nei primi due romanzi, vedevo le opportunità di una storia mistery ambientata nell'Ottocento ma notavo fin troppi difetti nei protagonisti per poterle cedere il mio cuore da lettrice. Finalmente con l'avventura sulla RMS Etruria e l'aiuto di quel tenebroso principe di Thomas Cresswell, le mie resistenze si erano abbassate e con questo nuovo ed eccitante romanzo, sono state del tutto vinte. 

Thomas e Audrey Rose hanno raggiunto una sorta di maturità emotiva e dopo mesi di battute sconce, baci rubati e un corteggiamento irriverente, sono pronti a coronare il loro amore con il fidanzamento e il matrimonio. Tutto sembra andare secondo i piani, nonostante l'incidente che ha provocato un danno permanente alla ragazza, quando nuovi nemici nell'ombra meditano di rompere tale idillio. 

Parto da questa premessa 'sentimentale' perchè è innegabile che questo romanzo dei quattro, è sicuramente quello più vivo ed emozionante. Abbiamo visto questi ragazzi prendersi le misure, conoscersi e innamorarsi e la forza del loro cuore ha portato a diversi cambiamenti sia nel carattere freddo e scientifico di Thomas che nella indomita intraprendenza di Audrey Rose. In questo finale palpitante, la loro relazione sentimentale è sicuramente una parte preponderante della trama scritta dalla Maniscalco. 

E forse per questo è stato davvero incredibile per me leggerlo. Io non sono proprio riuscita a metterlo giù e senza vergogna ammetto che l'ho divorato in poco più di due giorni. La devozione di Thomas e lo struggimento di Audrey Rose mi hanno entusiasmato e ho adorato ogni singola pagina, sia nelle loro interazioni, che in quelle con i loro familiari e nostre vecchie conoscenze. La fortuna di questa serie si gioca tutta su questa ship, per la quale o si prende una sbandata o si fatica ad apprezzare. 


Passando all'aspetto più propriamente 'mistery', purtroppo devo ammettere che si dimostra flebile rispetto sia a Sulle Tracce di Jack Lo Squartatore che In fuga da Houdini. Se nel primo e nel terzo, gli omicidi perpetrati e il loro movente mi avevano intrigata e appassionata, tanto da lasciarmi intuire il colpevole e farmi sentire vicina alle loro agghiaccianti motivazioni, in questo romanzo la parte investigativa risente di una qualche debolezza, dettata sia dalla scarsa attenzione della protagonista che dalla mancanza di momenti solo investigativi.

L'aspetto più criticabile è sicuramente quello che riguarda la figura del Diavolo: l'autrice aveva iniziato bene, seguendo le tracce di una figura storicamente esistita come quella di Jack Lo Squartatore e il principe Vlad Dracula, ma già in Houdini avevo notato quanto questi richiami fossero via via sempre più labili. Non mi ha sorpreso, quindi, appurare quanto fosse discutibile lo stravolgimento della figura presa a riferimento.

E' stato interessante vedere come a soccorrere questa coppia in disgrazia siano stati alcuni dei legami stretti nei romanzi precedenti: torna Noah, studente dell'Accademia di Moldovenau in Romania, e Mefistofele, con i suoi ipnotici segreti. Per non parlare della completezza d'insieme: in Liza, Daciana e Ileana riconosciamo il sostegno familiare di cui ella ha bisogno, nello zio Jonathan, la zia Amelia e il padre di Audrey Rose, riconosciamo la ragazza che vuole essere, dentro e fuori casa. Può esser libera, può essere un'eccellenza dello studio forense, ma può essere anche una signora, una moglie, una Lady incredibile.

Per la prima volta, sono stata fiera di Audrey Rose e l'ho capita nelle sue lunghe elucubrazioni. Per me, che non mi aspettavo nulla, è stato emozionante. 

In definitiva, nonostante i difetti, che pure gli ho riconosciuti negli altri romanzi, ho trovato questo finale drammatico e romantico, con un tocco di 'drama' non necessario, ma comunque accattivante. 

                                              Verdetto: Dipendente ( 4.5 stelline)


Visto che siamo giunti quasi alla fine dell'evento, voglio ringraziare tutte le mie colleghe per questa entusiasmante avventura vissuta insieme, in particolare coloro che si sono dedicate ai banner e ai template e alle organizzatrici, Deb e Mariarita. Un abbraccio caloroso alla Mondadori e al suo team per le copie cartacee dei primi tre romanzi e la copia digitale di quest'ultimo.



Cosa ne pensate della serie della Maniscalco? Vi è piaciuta? Scoprirete cosa cela il finale?
Baci, Cris


 


giovedì 29 ottobre 2020

Blog tour "In fuga da Houdini" di Kerri Maniscalco | Il principe oscuro: le novelle

Buongiorno a tutti lettori, torniamo a parlare della serie della Maniscalco e stavolta ci catapultiamo nel mondo delle novelle, in particolar modo di quelle dedicate a Thomas, il protagonista maschile della quadrilogia che sembra aver fatto girare le teste delle lettrici.

Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l’America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata – compresa l’esibizione di un giovane e promettente artista della fuga – sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l’altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna – con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi – si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull’identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

Come ho già avuto modo di dirvi nella mia recensione, credo che questa serie avrebbe avuto una marcia in più se al PoV di Audrey Rose fosse stato alternato quello della sua controparte maschile. Thomas è una continua scoperta, sia dal punto di vista emotivo e personale che da quello logico deduttivo, difatti, durante le avventure in Europa e oltreoceano, dimostra una grande evoluzione caratteriale. 

Questo cambiamento si realizza attraverso varie scene bonus e la novella che ha scritto l'autrice tra un libro e l'altro. 

Per chi legge, faccio una precisazione: parlerò delle singole scene bonus dividendole in base al libro in cui sono pubblicate, conterranno degli spoiler, quindi se non avte eletto il libro a cui si fa riferimento, saltate a piè pari il passaggio. 

Cominciamo subito dalla prima scena bonus che potete trovare al termine del primo libro, Sulle tracce di Jack Lo squartatore. Vi presento Thomas Cresswell descrive alcuni capitoli del romanzo con gli occhi del protagonista maschile e ci danno una chiara idea del suo carattere e del colpo di fulmine con la sua controparte.  

"Il mio vero amore è la scienza. Mi considero già promessa a lei" 

Sin dalle prime battute, riconosciamo in Thomas un personaggio sui generis: ama la scienza e non ha legami affettivi rilevanti, mal sopporta il padre e il suo conflitto rispetto alle abitudini che la società londinese gli imporrebbe, non fa che aumentare il loro divario. 

Nel laboratorio del dottor Jonathan Wadsworth, si sente a suo agio, concentrato sui numeri, sulla logica, sulle deduzioni, fino a quando non incontra la giovane nipote del professore, Audrey Rose. 

"Rimasi a fissarla un secondo di troppo, e lei si voltò leggermente, nascondendomi le proprie emozioni. Avvertii una bruciante vampata nel petto dinnanzi a quel gesto di sfida, però lo soffocai immediatamente. Non dovevo, non potevo permettermi alcuna distrazione"

Al termine del secondo romanzo della serie, Alla ricerca del principe Dracula, è presente un divertente e delizioso scambio epistolare tra Daciana, sorella di Thomas, e il ragazzo dal titolo Cara Daciana, caro Thomas, che avviene tra le vicende di Jack Lo Squartatore e il loro arrivo a Parigi, prima di raggiungere la Romania. 

Se indagando su Jack Lo Squartatore, Thomas prova una forte attrazione e riconosce in Audrey Rose una sua pari per forza d'animo e intelligenza, nell'indagine su Dracula diventa più fisica e l'intesa si fa sempre più forte e finalmente scopriamo qualcosa di più sulla famiglia e sui pensieri di Thomas. In queste brevi lettere, possiamo notare il cambiamento emotivo che avviene durante le indagini del primo romanzo e quali siano i pensieri di Thomas prima degli omicidi truculenti nel castello di Bran.

"Temo di essere gravemente malato. O che qualcuno mi abbia somministrato di nascosto qualche strano elisir sconosciuto.  [...] Perchè dovrei essere emozionato? E' una sensazione così frivola! [..] Ho cercato di oppormi, giuro, ci ho provato ma, contro ogni buonsenso, sembra che stia sviluppando un attaccamento emotivo per un'altra persona"

In queste parole, si celano molti dei problemi relazionali di Thomas: ha perso la mamma quando era piccolo e teme di affezionarsi ad altre persone perché non vuole soffrire ancora. Non si è mai posto il problema di legarsi emotivamente a qualcuno perché non c'è mai stato chi ritenesse alla sua altezza da un punto di vista mentale e Audrey Rose ha abbassato le sue difese in un senso e nell'altro. E' intelligente, carismatica e bella, un mix ai suoi occhi semplicemente indomabile. Considera l'amore una debolezza, qualcosa da debellare. Ancora per poco. 

"Devo confidarti una cosa. E' possibile che stanotte l'abbia baciata. Be', in realtà è lei che ha baciato me. Immagino che si potrebbe definire un'azione simultanea, ecco. [...] E' meraviglioso come un piccolo cambio di prospettiva possa mutare ogni cosa. [...] Mi sto innamorando ogni giorno di più. Le ho detto cosa provo. Il segnale positivo è che ancora non è scappata via urlando." 

In queste lettere, si evidenzia anche il senso dell'umorismo che caratterizza Thomas che, magari nel primo libro, io stessa avevo preso per arroganza e sfacciataggine. 

Veniamo all'ultimo bonus, la vera e propria novella, La nascita del principe oscuro, che trovate sia alla fine di In fuga da Houdini che in edizione cartacea (una tiratura limitata per chi ha preordinato il primo romanzo sul sito della Mondadori). Questa novella è ambientata sulla RMS Etruria e vi consiglio caldamente di leggerla solo a fine romanzo. E' la prova dell'assoluto amore e devozione che Thomas prova per Audrey Rose e ammetto che mi ha fatto emozionare più di quanto mi aspettassi. 

"Nessuno avrebbe potuto negare l'intensità dei miei sentimenti. Quanto fossi follemente e perdutamente innamorato di lei, la realtà più solida e tangibile dell'universo intero. Mi calai una maschera di ghiaccio sul viso, celando l'inferno di fuoco che infuriava dentro di me. Volevo che mi scegliesse senza essere influenzata dai miei sentimenti."

In questo libro, i fuochi della gelosia si fanno sentire e Audrey Rose dimostra la sua immaturità volando da un lato all'altro del ponte della nave, incapace di prendere una vera decisione. Almeno fino alla sfida finale in cui come un'epifania comprende di chi ha davvero bisogno. (Katniss sei tu?)

"Resta con me, Wadsworth. Ti seguirò nell'oltretomba e ti riporterò qui con le mie stesse mani, se sarò costretto a farlo!"

Audrey Rose si lancia in difesa del suo giovane amore e quasi muore dissanguata per lui. E' in queste pagine che percepiamo tutta la disperazione di Thomas, il suo sentirsi inadeguato, un mostro, un principe oscuro. E' disposto a darle spazio, ad allontanarsi e a lasciarla a Mefisto, ma l'amore, quello vero, ti riporta sempre indietro. 

"Che cosa vuoi Thomas? [..] Voglio te. Voglio darti piacere, sia mentale che fisico, a ogni ora del giorno e della notte, per il resto delle nostre vite. Voglio essere la ragione per cui sorridi. [..] Voglio che la nostra passione avvolga il mondo intero tra le fiamme e faccia ingelosire persino le stelle." 

E' inutile che fingiate, sento che state sospirando anche da dietro lo schermo di un computer.
Ringraziamo la Maniscalco per aver creato un personaggio tanto imperfetto e generoso come Thomas e tenetevi pronti, tra qualche giorno si sbarca a Chicago!




















Avete letto la serie della Maniscalco? Cosa pensate di Thomas e Audrey Rose? 

Vi mando un abbraccio, 

Cris


venerdì 16 ottobre 2020

Recensione: 'In fuga da Houdini' di Kerri Maniscalco

Buona sera lettori, con questa recensione chiudiamo una settimana decisamente intensa, che vi ha condotto dalle strade di Londra all'antica Cina, fino ad oggi, dove vi imbarcherete sulla RMS Etruria in compagnia di Audrey Rose e Thomas. 


Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l'America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata - compresa l'esibizione di un giovane e promettente artista della fuga - sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l'altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna - con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi - si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull'identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

Ringrazio la Oscar Vault per la copia omaggio e le due organizzatrici, Debs e Mariarita!

    Il primo pensiero che ho avuto quando ho chiuso questo libro è stato: 'Finalmente l'autrice ha ingranato'. 

Dopo un primo romanzo piacevole ma senza particolari guizzi e un secondo dalle ambientazioni davvero terrificanti, questo terzo libro unisce la passione per la medicina forense a un'ambientazione magica e incantevole. 
Passeggiare sul ponte della RMS Etruria, in viaggio verso l'America, è una promessa per i giovani protagonisti di un futuro ricco di avventure. 
Se non fosse che, tra un dissoluto bacio e l'altro, Audrey Rose e Thomas incappano nell'ennesimo killer seriale. 
A differenza dei due volumi precedenti, ho trovato questi omicidi molto più efferati perchè volutamente scenografici. Penso che la scelta dell'autrice di combinare la magia del circo con l'omicidio si sia rivelata geniale. 
Grazie al direttore del Circo al chiaro di luna, Mefistofele, e ai vari incredibili artisti, Cassie l'Imperatrice, Anishaa la mangiatrice di fuoco e il celeberrimo Harry Houdini, l'atmosfera che si respira in ogni pagina è a metà tra l'incanto e il surrealismo. 

"Per lui è tutto uno spettacolo. Non scordartelo mai, mi raccomando. E' attraente, sono d'accordo, ma nel modo in cui può esserlo la fiamma di una candela. Crea l'atmosfera giusta, infonde una sensazione di calore, però se ti avvicini troppo finisci per scottarti". 

Proprio Mefistofele è stato l'elemento di maggiore interesse di questo romanzo, non solo per le ambigue interazioni con Audrey Rose ma anche per la sua enigmaticità. 
Presentando il circo, insegnando la magia - scienza alla protagonista, proteggendo i suoi artisti, seducendo giovani donne, egli assume un ruolo essenziale. 
Nonostante questo, è un personaggio di cui non ho subito il fascino, soprattutto grazie alla prestazione di Thomas. 
Se nel primo romanzo mi aveva infastidito e nel secondo mi aveva spinto a rivalutarlo, in questa terza avventura ho avuto prova della sua devozione verso Audrey Rose. 
Oltre ad essere intelligente, attento e generoso, Thomas non si pone mai sopra la ragazza ma sempre al suo fianco. 
Ho adorato le molte dichiarazioni che le riserva, per non parlare degli incontri clandestini, dei
baci passionali e delle battute irriverenti. 

"Signore, siete una visione celestiale stasera." Si mise una mano intorno all'orecchio e inclinò la testa. "Sentite anche voi questo rumore? Credo siano i cuori di tutte le dame nella sala che si infrangono in mille pezzi. Attenta a dove mettete i piedi, non vorrei calpestaste i cocci insanguinati"

E veniamo al punto dolente del libro, ma forse della serie, la geniale Audrey Rose. 
Sono convinta che questa serie sarebbe stata decisamente migliore se i PoV fossero stati alternati. Troppa AR insieme stroppia. Perchè? 
Perchè, nonostante si professi una donna moderna, baci il suo promesso 'non promesso' negli spazi bui e accolga senza imbarazzo l'omosessualità di un'amica, quando la sua preziosa cugina Liza fugge per unirsi allo stesso circo che sembra collegato agli omicidi, diventa una chioccia, a tratti iperprotettiva. 
Allontana Liza dal circo per poi esercitarsi lei stessa nei trucchi e nelle acrobazie. 
Dice a se stessa che a muoverla è l'intenzione di scoprire l'assassino, ma in verità è semplicemente affascinata da un mondo senza vincoli sociali.
Tra Thomas e Mefistofele, la ragazza non dimostra di essere decisa né di essere così rigorosa nei suoi studi come pensa di essere. 
Sono sicura che l'autrice avrebbe potuto fare molto di più con questo personaggio ed elevarla alla moderna eroina di cui tutti parlano. 
La Maniscalco scrive in modo semplice e diretto, i suoi romanzi sono un guilty pleasure che intriga e anima le serate più noiose, pur non brillando per profondità. 

Verdetto: Dipendente! (4.5 stelline)



Spero che la recensione vi sia piaciuta e vi abbai incuriosito. Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in merito! 
A bientot, 
Cris 







mercoledì 7 ottobre 2020

Blog Tour: 'Alla ricerca del principe Dracula' di Kerri Maniscalco | Colpo di scena: i nuovi personaggi

 Buongiorno lettori,  dopo la recensione uscita qualche giorno fa, torno a parlarvi di 'Alla ricerca del principe Dracula', secondo volume della serie di Kerri Maniscalco. 


Dopo aver scoperto con orrore la vera identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth lascia la sua casa nella Londra vittoriana per iscriversi - unica donna - alla più prestigiosa accademia di Medicina legale d'Europa. Ma è davvero impossibile trovare pace nell'oscuro, inquietante castello rumeno che ospita la scuola, un tempo dimora del malvagio Vlad l'Impalatore, altrimenti noto come Principe Dracula. Strane morti si susseguono, tanto da far mormorare che il nobile assetato di sangue sia tornato dalla tomba. Così Audrey Rose e il suo arguto compagno, Thomas Cresswell, si trovano a dover decifrare gli enigmatici indizi che li porteranno all'oscuro assassino. Vivo o morto che sia.

In questo secondo romanzo, ci siamo spostati da Londra in Romania e grazie al mistero di alcuni corpi ritrovato dissanguati o peggi, impilati con un paletto nel cure, Audrey Rose e Thomas incontrano dei nuovi personaggi che nella storia avranno non poca rilevanza. 


Daciana Cresswell è la sorella di Thomas e come suo fratello, è smaliziata, sfacciata e davvero bellissima. Sebbene nel romanzo compaia poco, in realtà ha un ruOlo importante sia nella risoluzione finale del mistero sia nell'avvicinamento tra i due protagonisti. Daciana è in giro per il Grand Tour, visitando varie città europee in compagnia di alcune amiche, ma ha un legame speciale con la Romania a causa delle sue radici materne. Affascinante e con un certo savoir faire, la giovane prenderà subito in simpatia Audrey Rose, non solo per il suo spirito determinato, ma anche perchè si è dimostrata in grado di sciogliere il cuore del giovane Thomas. 


Ileana è una giovane domestica rumena designata al servizio di Audrey Rose, per la sua intelligenza e gentilezza dimostra di essere la sua prima amica in un'accademia infida, circondata da uomini che si credono superiori e geniali. 
Ileana nasconde dei segreti e sebbene all'inizio si dimostri collaborativa ma un po' superstiziosa, dopo il suo misterioso allontanamento, i dubbi cominceranno ad attanagliare il cuore di Audrey Rose. Che si sia lasciata guidare di nuovo dalle emozioni e abbia sbagliato il suo giudizio?


Miss Anastasia è l'unica altra donna nell'accademia e ha una stanza vicina a quella di Audrey Rose. Nipote del direttore dell'Accademia Moldovenau, pur non ammessa alle lezioni, dimostra una intelligenza mordace e una forte tempra. Conosce tutti gli studenti e inizialmente, si comporta da guida verso la protagonista. 
Non le manca il piacere dell'avventura e la voglia di rivalsa. 







Questa triade di donne rappresenta i principali personaggi secondari del romanzo, quelli che in qualche modo fanno la differenza. 
Tuttavia non mancano altre figure interessanti: il professore di folklore, miti e leggende, Radu; il direttore Moldovenau, scorbutico e vendicativo; il principe Nicolae, che si scontra con Thomas e Audrey Rose sin dal primo momento e gli altri studenti tra cui spicca in particolar modo Noah, un giovane dal carattere assennato, mite e generoso. 

Senza l'entrata in scena di questi nuovi personaggi, il nostro duo di investigatori avrebbe avuto non pochi problemi a decollare. Invece, questo romanzo si dimostra più spaventoso del precedente e intrigante nel colpo di scena finale. 


Bacini, Cris


giovedì 1 ottobre 2020

Recensione: 'Alla ricerca del principe Dracula' di Kerri Maniscalco

 


Buongiorno lettori, con l'arrivo del mio mese preferito sono qui per parlarvi di un romanzo dalle tinte fosche, lugubri, adatto all'atmosfera autunnale. Si tratta del secondo romanzo della serie di Kerri Maniscalco, Alla ricerca del principe Dracula. 


Dopo aver scoperto con orrore la vera identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth lascia la sua casa nella Londra vittoriana per iscriversi – unica donna – alla più prestigiosa accademia di Medicina legale d’Europa. Ma è davvero impossibile trovare pace nell’oscuro, inquietante castello rumeno che ospita la scuola, un tempo dimora del malvagio Vlad l’Impalatore, altrimenti noto come Principe Dracula.

Strane morti si susseguono, tanto da far mormorare che il nobile assetato di sangue sia tornato dalla tomba. Così Audrey Rose e il suo arguto compagno, Thomas Cresswell, si trovano a dover decifrare gli enigmatici indizi che li porteranno all’oscuro assassino. Vivo o morto che sia.

Dopo aver scoperto la verità sugli omicidi di Jack Lo Squartatore, Audrey Rose subisce un vero e proprio tracollo emotivo: non riesce a stare accanto a un cadavere senza vedere ciò che è accaduto nel laboratorio, senza provare dolore ed è solo il profondo desiderio di realizzare se stessa negli studi di Medicina Legale che riesce a spingere la ragazza fuori dalla spirale di lutto che l'ha catturata. 
L'accademia in Romania che deve frequentare e ovviamente, il suo compagno di viaggio, l'affascinante Thomas Cresswell.
Peccato che anche in questo romanzo, la morte sembra seguire i due giovani protagonisti che si avventureranno nel villaggio di Brosov e nei meandri del castello per scoprire la verità.
Rispetto al primo romanzo, la storia subisce sicuramente un'evoluzione. 
Audrey Rose è la vera protagonista del romanzo e si lancia in avventure pericolose con forza di volontà e molta imprudenza a dimostrazione del fatto che il suo carattere irruento, la sua 'diversità' rispetto alle donne del suo tempo e sopra ogni cosa la sua intelligenza non sono semplici bandiere a cui lei si affida per affermare la propria libertà. 
Audrey Rose tiene davvero ai suoi studi, tanto da illuminarsi nel vedere tomi di scienze rilegati in pelle o studiare manuali di anatomia fino a tarda sera. 
Per lei, non è un gioco, è passione. 
Meno sicura è invece rispetto al suo compagno di viaggio, Thomas. 
In queste pagine, si dimostra davvero dolcissimo e profondamente innamorato e io non ho potuto fare a meno di apprezzarlo. Siamo stati abituati a vederlo freddo e calcolatore, a tenere le sue emozioni lontane, eppure quando c'è di mezzo una giovane donna dai capelli corvini e gli occhi verdi, anche il bel mascalzone tenebroso si scioglie. 
Ho trovato che il suo modo di dichiararsi a Audrey Rose sia stato davvero buffo in certe occasioni e dona una leggerezza a un'atmosfera altrimenti lugubre.
Tuttavia la ragazza è in dubbio, non sa se immaginare o meno un futuro insieme a lui e l'idea di sentirsi in gabbia, vincolata nei suoi movimenti e limitata nell'esprimere la sua opinione, osteggia spesso il reciproco affetto. Non ci sono dubbi, infatti, sul fatto che la protagonista sia innamorata. 
Questo aspetto , sebbene sia verosimile e importante ai fini della storia, non credo sia stato gestit al meglio. Audrey Rose finisce per sembrare volubile e uterina, per questo spesso ho faticato a sopportare i suoi continui tira e molla. 
La storia di Dracula, il temibile principe che succhiava i sangue dei suoi nemici, degli strigoi e della foresta incantata è descritta con dovizia di particolari e non vi nego che talvolta mi ha spiacevolmente impressionato. Com'è giusto che sia!
L'autrice non ha dimenticati lupi mannari e pipistrelli né altre leggende folkloristiche tipiche del

paese rumeno.
E' chiaro quindi che Kerri Maniscalco ha fatto tesoro delle critiche mosse al primo libro perché questo secondo volume è davvero convincente sotto ogni punto di vista: ambientazione, mistero, stile e personaggi secondari. 
Ebebne sì, in questo romanzo, facciamo la conoscenza di diversi personaggi secondari, in particolare di Daciana, la sorella di Thomas altrettanto affascinante e scanzonata e Ileana, una cameriera che diventerà una buona amica per Audrey Rose. 
Non posso dirvi di più senza in qualche modo svelare più del necessario, ma posso ritenere apprezzabile l'entrata in scena di elementi nuovi nella narrazione che consentono alla storia di non ruotare unicamente attorno ai dialoghi tra i due ragazzi, che avrebbero potuto stufare il lettore. 

Anastasia, poi, mi ha ricordato la cugina di miss Wadsworth, Liza, con un pizzico di senso dell'avventura in più. Aiuta che sia nipote del direttore dell'Accademia, Moldovenau, e che quindi abbia un accesso diretto a pettegolezzi e informazioni secondarie. 

Sono piuttosto soddisfatta di questa lettura perché ha rappresentato per me un'evoluzione sia dei personaggi che dell'impostazione 'mistery' della storia. Approvato

Verdetto: Dipendente (4.25)










giovedì 10 settembre 2020

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore | La condizione della donna in epoca vittoriana

Buongiorno a tutti lettori, fra poco meno di 5 giorni, potrete avere tra le mani la nuova serie di Kerri Maniscalco, Sulle tracce di Jack Lo Squartatore. Per tenervi compagnia, abbiamo organizzato un blogtour ricco di approfondimenti, oggi tocca a me parlarvi di un aspetto che nel libro ha un suo forte ascendente, ovvero la condizione della donna nell'epoca vittoriana. 

Audrey Rose, la nostra protagonista,tiene spesso a sottolineare come si configuri quale donna fuori dagli schemi rispetto al resto della società in cui deve convivere. Perchè?


Si definisce epoca vittoriana il periodo di storia inglese che vede sul trono la regina Vittoria,gli anni che vanno dal 1837 al 1900.
Sono anni di profondo mutamento, di grandi successi per la Gran Bretagna e da molti è considerata l'età d'oro della monarchia. 

La regina Vittoria ha un ruolo essenziale per stabilire quale fosse la condizione della donna. Ella rappresenta, infatti, una contraddizione ad interim: regina sovrana, forte e indipendente, in grado di tenere testa a numeri figli e al suo stesso consorte, richiedeva tuttavia da parte del popolo femminile un atteggiamento castigato e puro, rispettabile.

Promosso da Vittoria e in voga in tutte le case di alto lignaggio, era il libro di Mrs Beeton dal titolo 'Il generale della casa'. 
La donna, infatti, era considerata l'angelo del focolare domestico , una sorta di personalità eterea a cui spettava occuparsi della casa e del marito, dandogli una prole numerosa e provvedendo alla loro educazione. 
Nel caso in cui poi fosse di famiglia nobile, ella aveva anche il compito di organizzare eventi come balli o thè per intrattenere relazioni sociali che dessero lustro alla propria posizione sociale. 
In buona sostanza, il suo ruolo era quello di mero ornamento della società.



E' necessario, per completezza, fare una distinzione: la vita delle donne nobili e delle popolane era assai diversa, sebbene accomunata dall'assoluta soggezione all'uomo, che fosse padre, fratello, marito o figlio. 

Le donne nobili, infatti, avevano la possibilità di studiare: naturalmente, le attività consigliate erano lo studio di una o più lingue, la capacità di suonare uno strumento, il cucito, la grazia, la modestia e le buone maniere. Tutto quello che, oltre la bellezza, poteva rendere appetibile la ragazza agli occhi della controparte maschile. 

Le popolane, invece, erano trattate con minor riguardo: innanzitutto, non erano volute, rappresentavano cioè un peso per la propria famiglia e quindi avevano due sole possibilità: imparare un mestiere e sostenere economicamente la famiglia oppure erano costrette a prostituirsi. 
Sebbene le case di piacere non fossero viste con piacere dalla società inglese, erano assiduamente frequentate e si trovavano spesso anche ragazzine di età inferiore ai quindici anni. 

Nel 1888, la situazione parve migliorare con l'istituzione di una scuola per insegnare alle giovani donne il mestiere di istitutrice. 
Il progetto, fortemente voluto dalla regina Vittoria, ebbe il pregio di togliere molte ragazze dalla strada ma era completamente inibito lo studio della medicina, della fisica e dell'ingegneria. 

Una donna che si occupasse di queste materie veniva derisa e allontanata. 

Audrey Rose si occupa di medicina legale, quindi non solo qualcosa mal visto dalla società, ma che riguarda anche l'aspetto più macabro della vita, ovvero la morte. 
La sua forza di volontà, la voglia di dimostrare di essere qualcosa di più  di un mero ornamento è ciò che più l'ha fatta appassionare agli studi dello zio. 

Nel primo libro della Maniscalco, si citano le donne che subirono il martirio di Grembiule di cuoio. Dalla biografia risulta che esse avessero una famiglia, dei figli. Una di loro era solito alzare un po' il gomito ma non erano prostitute. 
Fu il bigottismo inglese a trasformare donne povere in strumenti del piacere dell'uomo, quasi 
a voler stemperare o giustificare l'autunno del terrore.

A conclusione di questa rassegna sulla condizione della donna, voglio fare due cenni sulla condizione giuridica della stessa. 
Dovete sapere che nell'ordinamento esistono due capacità attribuiti ai soggetti di diritto: la capacità giuridica e la capacità d'agire.

La capacità giuridica implica il riconoscimento della persona a esistere in quanto soggetto dell'ordinamento. 
La capacità d'agire è l'idoneità del soggetto a porre in essere atti di rilevanza giuridica ( esempi sono il voto o la semplice compravendita). 

In epoca vittoriana, le donne non avevano alcuna capacità d'agire. 
Non potevano votare, non potevano disporre dei propri bene che nell'immediato passavano dal padre al marito e non avevano alcun tipo di autonomia. Non gli  era riconosciuta nemmeno la potestà genitoriale in capo ai figli che loro stesse generavano.
La loro vita dipendeva interamente dalla volontà degli uomini della sua famiglia. 

A riprova di quanto detto finora, le donne non potevano divorziare. O per meglio dire, non ne avevano la possibilità perché non avevano nulla che potesse fungere da sostentamento nè potevano possedere proprietà o denaro senza che gli venisse lecitamente sottratto.
 

Non potevano commettere adulterio perché il marito poteva ripudiarle. Al contrario, gli uomini avevano spesso concubine, più o meno ufficiali. 
Sebbene la regina Vittoria invitasse alla fedeltà coniugale e ai valori della moderazione e della pudicizia, la condizione della donna era sicuramente molto infelice.
Si dovranno aspettare i movimenti delle Suffragette per notare i primi segni di un cambiamento graduale ma necessario.  

E' facile, dopo queste premesse, capire maggiormente l'irruenza di Audrey Rose e il fascino immediato di Thomas per la giovane. 
Rappresenta una eccezione, una donna caparbia e indipendente, non disposta a cedere sulla propria volontà. 


La mia tappa si conclude qui, spero che vi abbia incuriosito ed appassionato. 
Vi invito a leggere anche le tappe delle mie compagne d'avventura e a seguirci su instagram dove non mancheranno effetti speciali per l'uscita di questo romanzo. 
A bientòt, 
Cris





 



martedì 1 settembre 2020

Recensione: Sulle tracce di Jack Lo Squartatore di Kerri Maniscalco

Buongiorno a tutti lettori, ci siamo! E' settembre, è ufficialmente finita l'estate e sembra il momento giusto per ripartire e lanciarci in nuove e fantastiche avventure. Oggi posso finalmente parlarvi di una delle letture che mi ha tenuto compagnia questa estate: Stalking J The Ripper, tradotto dalla Oscar Vault come Sulle Tracce di Jack Lo Squartatore. 


È stata cresciuta per essere la perfetta dama dell’alta società vittoriana, ma Audrey Rose Wadsworth vede il proprio futuro in modo molto diverso. Dopo aver perso l’amatissima madre, è decisa a comprendere la natura della morte e i suoi meccanismi. Così abbandona l’ago da ricamo per impugnare un bisturi da autopsia, e in segreto inizia a studiare Medicina legale. Presto viene coinvolta nelle indagini sull’assassino seriale noto come Jack lo Squartatore e, con orrore, si rende conto che la ricerca di indizi la porta molto più vicina al suo mondo ovattato di quanto avrebbe mai creduto possibile.

Ispirato agli efferati crimini irrisolti che hanno insanguinato la Londra di fine Ottocento, lo strabiliante romanzo d’esordio di Kerri Maniscalco tesse un racconto ricco di atmosfera che intreccia bellezza e oscurità, in cui una ragazza vittoriana molto moderna scopre che non sempre i segreti che vengono sepolti lo rimangono per sempre.

Sono da sempre appassionata di medicina legale e di criminologia, non dico che non sverrei se fossi davanti a un cadavere ma di sicuro non mi manca la curiosità. 
Quando già in lingua si parlava di questa serie su crimini e mistero, me ne ero invaghita: avevo delle aspettative molto alte che, è stato chiaro sin dalle prime pagine, avrei fatto meglio a tenere più basse. 
Premessa: a me il libro è piaciuto, mi ha intrattenuto e mi ha fatto appassionare alle vicende di Jack Lo Squartatore ma devo ammettere che è un libro non scevro da difetti.
 
Bramavo il giorno in cui le ragazze avrebbero potuto truccarsi e indossare abiti di pizzo - o non truccarsi affatto e uscire con un sacco di iuta, se lo preferivano - per recarsi al lavoro dei propri sogni senza essere giudicate inappropriate.

Sarà meglio quindi andare con ordine. 
Sulle tracce di Jack Lo Squartatore è un libro molto scorrevole, merito di uno stile leggero, pensato per i giovani, non a caso è indirizzato a un pubblico young adult, con dialoghi simpatici, non molto carichi di riflessioni o di profondità ma ricco di descrizioni per ciò che riguarda l'ambientazione, gli usi, i costumi della società vittoriana. 
Superate le prime cento pagine, poi, il mistero attorno all'autore degli innumerevoli delitti si fa via via sempre più intrigante e nonostante gli indizi sembrino condurre all'assassino, ci troveremo a poche pagine dalla fine presi per il naso. 
L'autrice dimostra di saper giocare con le emozioni del lettore, con la sua testa e lo conduce proprio dove si aspetta che sia Audrey Rose, salvo poi svelare il tranello. 
Ed ecco il vero punto dolente: i protagonisti del romanzo, in particolar modo Audrey Rose, sono insopportabili. 
Ho provato a cercare un termine più congeniale ma non ne ho trovato uno che rendesse così bene la frustrazione che mi ha provocato la figura della nostra giovane ragazza. Audrey Rose è cresciuta all'interno di una gabbia, nascosta dalle ansie paterne, senza una figura materna che potesse spingerla ad essere ciò che davvero voleva. Questo aspetto, di forte disagio, viene espresso con una certa continuità all'interno del romanzo, eppure dimostra più di una volta un completo disinteresse per le regole del buon costume, per l'autorità del padre e per il decoro. 
Audrey Rose lamenta di non avere libertà, di essere ristretta nelle assurde condizioni dell'epoca ma in realtà marina i thè con la zia e la cugina a favore di lezioni private sui cadaveri dello zio, viene rinchiusa in camera ma esce di nascosto per presentarsi sulle scene del delitto e analizzare i cadaveri, frequenta manicomi e prigioni. 
Insomma, in gabbia sì ma con la chiave. 
Thomas è più leggibile: perduta la madre a causa di un trapianto non riuscito, si dimostra altero e superbo, ma in realtà è astuto e intelligente. 
Con orrore del padre, si diverte a spaventare le sue promesse e a simpatizzare con la servitù, almeno fino a che non incontra una ragazza testarda, coraggiosa e impavida come Audrey Rose. 
Devo ammetterlo: le loro interazioni non mi avevano fatto scattare subito la ship ma i capitoli bonus presentati dal PoV del ragazzo mi hanno fatto vedere la loro sintonia sotto un altro punto di vista. 
Per certi aspetti, sono due aberrazioni della società, due mostri perchè amano la conoscenza, sono appassionati della scienza e non si vergognano di essere 'stonati' in un coro di mondanità e pizzi. 

La passione e la stizza erano fuoco, e il fuoco era vivo e crepitante di energia, il fuoco respirava.

Sono riuscita a carpire con chiarezza quel profondo senso di appartenenza che si vive quando una persona condivide le tue passioni e le tue paure, Thomas vede Audrey Rose per quella che è davvero: qualcuno alla sua pari, per sagacia e carattere. 
Credo che l'autrice volesse costruire volutamente una protagonista scomoda per permettere al lettore di comprendere quanto fosse farraginoso e triste il mondo per una donna. 
Vincolate al padre, al marito o al fratello, erano meglio mansuete che intelligenti, servizievoli piuttosto che intrepide. 
Di questo sicuramente bisogna dargliene atto. 
Londra è sempre incantevole ma presa d'assalto dal circo o tinta di verde al parco, abitata da uomini e donne dai vestiti sgargianti, mi è sembrata semplicemente perfetta. 
Sebbene l'autrice non ci abbai risparmiato visite all'East End e in quartieri malfamati, l'ambientazione è forse uno degli aspetti più riusciti. 

Il finale aperto lascia presagire che una serie come questa può solo migliorare. 

Verdetto: Dipendente (3.75/4 stelline)


Se la recensione vi è piaciuta, scrivetemelo nei commenti e seguiteci nelle tappe del Blog tour.

3/09: L'autrice: chi è Kerri Maniscalco? - Milioni di particelle
4/09: Il personaggio di Audrey Rose - EvenestarJohanna
5/09: Il personaggio di Thomas - Debs Court of Dreams
6/09: La figura di Jack Lo Squartatore - La petite Pritt
7/09: L'ambientazione del romanzo - Captain Nelyafinwee
8/09: Analisi del genere - Bookish Brains
9/09: I toni del romanzo - Vittbooksbites
10/09: La condizione della donna nell'epoca vittoriana
11/09: Quelli che non sapevi sulle cover - Spill the book
12/09: Playlist per il romanzo - The golden reader


Bacini, 
Cris