mercoledì 22 giugno 2022

WWW Wednesday #74

Buongiorno lettori, com'è iniziata la vostra settimana? Oggi sarò a Roma per il concerto di Mengoni, ma ho pensato di lasciarvi con un breve aggiornamento di lettura. 

What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Ho iniziato per il Dungeons of readers La principessa delle ceneri di Laura Sebastian. 
Sono alle primissime pagine, quindi non ho ancora un'impressione sul romanzo e sulla sua protagonista. 

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Ho terminato Loro volevano essere noi di Jessica Goodman, di cui uscirà la recensione tra qualche giorno. E' un mistery discreto, mi aspettavo qualcosa in più, soprattutto circa l'identità del colpevole. 

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?


Non vedo l'ora di leggere il seguito di Catturiamo la fiamma, mi è piaciuto molto e voglio sapere cosa accadrà a Nasir e Zafira. 

Per oggi è tutto! Fatemi sapere cosa state leggendo nei commenti. 
Un abbraccio, 
Cris









mercoledì 15 giugno 2022

Recensione: 'Catturiamo la fiamma. Le sabbie Arawiya' di Hafsah Faizal

 Buongiorno lettori, su instagram ho creato un gruppo di lettura per Catturiamo la fiamma di Hafsah Faizal, un fantasy che avevo già adocchiato in inglese e che mi incuriosiva moltissimo. Nonostante la divisione in tappe, il libro mi ha sorpreso ed ero così curiosa che ho finito per terminarlo in un paio d'ore. Siete pronti a visitare con me il regno di Arawyia?


La gente continuava a vivere perché lei uccideva. La gente moriva perché lui viveva.

L'amore è per i bambini, disse la ragazza. La morte è per gli sciocchi, disse l'ombra. Il buio è il mio destino, disse il ragazzo. La lealtà è la mia rovina, disse l'aquila. La sofferenza è la nostra sorte, disse la bella. E si sbagliavano tutti quanti.

Zafira è il Cacciatore: vestita da uomo, si procaccia il cibo perché la sua gente non muoia di fame nella foresta maledetta dell'Arz. Nasir è il Principe della Morte, incaricato di uccidere chiunque sia tanto folle da sfidare suo padre, il dispotico sultano. Se qualcuno scoprisse che Zafira è una ragazza, tutto ciò che ha guadagnato andrebbe perduto; se Nasir dovesse dimostrare compassione, suo padre lo punirebbe nel modo più feroce. Entrambi sono leggende nel regno di Arawiya. Loro malgrado.

Non so dire di no a un'ambientazione araba che strizza l'occhio alla magia e che combina il concetto del viaggio con l'evoluzione dei personaggi. 
Catturiamo la fiamma è infatti la storia di Zafira e Nasir, della luce e del buio che nascondono dentro di sè, del bisogno d'amore e d'accettazione per cui lottano. 

Questo è uno degli aspetti che ho preferito: l'introspezione dei personaggi. 
Mi rendo conto che la prima parte possa per questo risultare lenta, l'autrice si prende del tempo per presentare Zafira e Nasir come singoli. 
Ci mostra uno spaccato della loro vita, un occhio di bue sui loro pensieri, un modo per mostrare le loro fragilità, le loro paure anche i desideri inespressi e i sogni nascosti. 
Essendo una dilogia, credo che queste pagine introduttive siano necessarie per dare tridimensionalità ai personaggi, per non lasciare che appaiano banali, già visti.
 
A partire dal loro incontro, la situazione si smuove e diventa più ricca: di azione, di informazioni e di sensazioni.
Zafira e Nasir devono cercare il manufatto che riporterà la magia nel regno di Arawiya e che eliminerà per sempre la foresta dell'Arz. 
Tempo addietro, le Sei Sorelle, esseri dotati di grandi poteri, hanno combattuto con coraggio contro il Leone della Notte ma non sono più tornate da Sharr, l'isola prigione dell'essere fatto di ombra e buio. 
Così ad ogni califfato è spettata una maledizione, in quello di Zafira è la neve perenne. 
E' per questo che caccia nell'Arz nonostante in pochi siano stati in grado di fare ritorno: per aiutare la sua famiglia e i villaggi vicini, ma tiene nascosta la propria identità. 
Non può essere una donna a salvare tante vite. 

Nasir è un burattino, un assassino, un hashshin crudele. 
Principe eppure tenuto all'oscuro di tutto, è disprezzato dal padre, è umiliato, allontanato da tutti. Non si concede gioia o divertimento o amore. 
Solo. 

Pur essendo nemici sulla carta, i due protagonisti instaurano una complicità e una chimica esplosive. La costruzione della coppia è appena accennata, ma ho apprezzato il fatto che siano presenze positive l'una per l'altro. Riescono a spingersi oltre la zona di comfort solo quando sono nell'orbita del proprio opposto. 
E' intrigante ed emozionante.

E' invece nella solitudine che scoprono il valore della zumra, di una squadra, di persone disposte a guardarti le spalle, proteggerti, sacrificarsi per te, in nome di un bene superiore. 
Altair, Kifah, Benyamin arricchiscono e alleggeriscono la narrazione con le loro personalità forti, piacevoli, con intermezzi buffi e allegri, tipici degli amici.

Il worldbuilding è interessante anche se la struttura viene dispiegata poco per volta. 
Volendo effettivamente trovargli un difetto, si può ritenere che sia costruito un po' superficialmente, sebbene gran parte delle rilevazioni arrivino con i capitoli finali. 
Mi aspetto quindi che questo aspetto sia maggiormente approfondito nel secondo libro. 

E' un fantasy ben scritto, appassionante, mai noioso nè banale, con degli ottimi protagonisti, non posso che consigliarlo e aspettare con ansia di leggere il secondo!

Verdetto: Dipendente

Allora cosa ne pensate? Potrebbe piacervi? Vi piacciono i libri dall'ambientazione araba?
Baci, 
Cris









giovedì 9 giugno 2022

Review Tour: 'Ancora una fermata' di Casey McQuinston

Buongiorno lettori, sono molto indietro con le recensioni, ma oggi vi parlo del nuovo romanzo
di Casey McQuinston, autrice di Rosso, bianco e sangue blu, Ancora una fermata. 


August Landry ha ventitré anni e ha trascorso gli ultimi cinque spostandosi da una città – e università – a un’altra. Cinica e disincantata, non si fida di nessuno e porta sempre con sé un coltellino svizzero perché, come le ha insegnato sua madre, “è meglio non farsi cogliere impreparate”. Quando decide di trasferirsi a New York, non ha grandi aspettative. Dopotutto è cresciuta pensando che non ci sia alcuna “magia” nella vita, che le storie d’amore tanto celebrate nei film non esistano e, soprattutto, che possiamo contare solo su noi stessi perché, in fondo, siamo soli al mondo. Mai e poi mai potrebbe immaginare che proprio nei suoi eccentrici coinquilini troverà la famiglia che le è sempre mancata e un posto da poter finalmente chiamare casa. E, soprattutto, che i suoi viaggi quotidiani in metropolitana diventeranno qualcosa di eccitante. Chi poteva pensare, infatti, che nella sua vita sarebbe piombata lei, Jane, la ragazza con la giacca di pelle nera che August incontra ogni volta che prende la linea Q. Jane, la parte migliore della sua giornata. Sarebbe davvero tutto perfetto se non fosse che la ragazza sembra incapace di scendere, da quel vagone della metro. Ma August non è una che si arrende facilmente e farà di tutto, compreso ciò che del suo passato aveva cercato di lasciarsi alle spalle, pur di “salvarla”. E forse salvare anche se stessa imparando che, alla fine, vale la pena iniziare a credere in qualcosa. E negli altri.


Ho letto Bianco, rosso e sangue blu pochi mesi fa e nonostante la trama di base mi sia piaciuta, lo stile della McQuinston non mi aveva convinto a pieno. Il libro necessitava di tagli  per diventare più scorrevole e fruibile.

Quando mi sono avvicinata al nuovo romanzo, Ancora una fermata, non sapevo cosa aspettarmi se non una storia d'amore.
Questo libro, invece, tocca piani diversi, lasciando spazio al realismo magico e a piccoli misteri.

Come la prima volta, il libro non mi è dispiaciuto, ma non ho avvertito connessioni particolari con i personaggi.
Credo che lo stile dell'autrice non riesca a tirare le giuste corde del mio animo da lettrice e ho terminato il romanzo non coinvolta quanto avrei voluto.

August, una ragazza continuamente in fuga da sè stessa, cerca a New York di trovare un posto dove valga la pena restare, dove trovare la sua strada. Cresciuta con una madre sui generis, appassionata di indagini, incontra primo giorno di università sulla metro una ragazza ai suoi occhi incredibile, Jane.

Ogni volta che si incontrano August prova emozioni nuove, calde, che sanno di 'casa'.
Quel meraviglioso senso di appartenenza che non pensava avrebbe mai provato nella vita. Un sentimento instillato anche dai suoi coinquilini che seppur particolari, le dimostrano da subito comprensione e affetto.

È un libro dolce, sui legami, sulla solidità dei rapporti umani.
Da leggere se volete buttarvi in una storia dia tratti particolari.

Verdetto: Stuzzicante (3 stelle)


martedì 7 giugno 2022

Review Party: 'Manuale per signorine in cerca di un marito (ricco)' di Sophie Irwin

Buongiorno lettori, come state? Ho letto qualche settimana fa un romanzo bellissimo e non stavo nella pelle, dovevo parlarvene il prima possibile. Si tratta di una nuova uscita Mondadori, Manuale per signorine in cerca di un marito ricco, un romanzo storico che regala un'atmosfera romantica e leggera come la serie Bridgerton. 


Kitty Talbot ha bisogno di una fortuna. O meglio, ha bisogno di un marito che possieda una fortuna. È il 1818, dopotutto, e solo gli uomini hanno il privilegio di poter accumulare ricchezze. Abbandonata dal fidanzato tre mesi prima del matrimonio, senza soldi per pagare i debiti di gioco di suo padre, è destinata, con le sue quattro sorelle, a una rovina sicura. Ma Kitty non si è mai tirata indietro di fronte alle sfide e decide di affrontare il campo di battaglia più pericoloso di tutti: la Stagione londinese, il periodo dell'anno in cui avviene il debutto in società. Sa bene che il rischio fa parte del gioco ed è assolutamente risoluta a trovare uno scapolo ricco per salvare la famiglia Talbot dalla miseria. Ha solo dodici settimane di tempo e deve usare ogni grammo di astuzia e ingegno che possiede. L'unica cosa che non prevede è Lord Radcliffe. Da vero uomo di mondo, Radcliffe vede Kitty per la cacciatrice di fortune che è in realtà, ed è determinato a mandare all'aria i suoi piani a tutti i costi. Ma il destino ha altri progetti.

E se per una volta fossimo dalla parte di Wickham?
Kitty deve sposare un uomo ricco per salvare la sua casa e le sue sorelle dalla rovina. 
I suoi genitori sono morti e hanno lasciato così tanti debiti che la casa di famiglia e i loro pochi beni sono in pericolo. L'unico modo per tenere tutti al sicuro è offrirsi al miglior partito possibile. 
E' astuta, temeraria e scaltra: una vera cacciatrice di dote.
Ma cosa rende peggiore le sue motivazioni rispetto a un lord indebitato disposto a sposare una ragazza di umili origini ma con un notevole patrimonio?
E' il senso pratico a guidarli, la necessità di trovare una soluzione a problemi a volte insormontabili. 
Kitty fa ridere, se non altro per la sua incrollabile fiducia. 
Non è un personaggio 'buono' nel senso comune del termine, ma poiché anche gli altri personaggi non lo sono. Appaiono come caricature eccentriche di una società fatta di ipocrisia e regole ferree. 
Kitty riscrive le regole, non si accontenta, raggiungendo l'obiettivo e conquistando il diamante della stagione, lo scapolo più desiderato. 
Lord Radcliffe ha combattuto nella guerra di Waterloo ed è stato così fortunato da poterla raccontare. Tornato a casa alla morte del padre per guidare la sua famiglia, James intuisce le intenzioni di Kitty che con la sua perseveranza e la sua determinazione, riesce a conquistare il giovane. 

Kitty è cieca di fronte al risultato, non ascolta sua sorella Cecily nè l'amica di famiglia Dorothy e per questo motivo, tormenta Lord Radcliffe con richieste assurde e alle ore più insolite.
Gli scambi tra Kitty e James sono simpatici, divertenti, battibecchi che terminano in conversazioni a cuore aperto che dimostrano la sensibilità che nonostante tutto si cela dietro i loro comportamenti rudi. 
Il libro si divora, l'autrice, nonostante sia al suo esordio, ha uno stile scorrevole, veloce, dinamico. 
E' abbastanza rispettosa degli usi e costumi dell'epoca nonostante qualche licenza narrativa. 
Ho letto tanti romanzi storici, ma non sempre sono convincenti perché la scrittura è inadeguata o perché i personaggi sono scritti inadeguatamente. 
Portato quasi in contemporanea con l'uscita in lingua, Manuale per signorine vi regalerà ore di leggerezza e simpatia e sfogliata l'ultima pagina, sentirete la nostalgia dei romanzi di Jane Austen. 

Verdetto: (più che) Dipendente

Passate a leggere le altre recensioni e fatemi sapere se vi ho convinto a dare una possibilità al romanzo. 
Bacini, 
Cris





mercoledì 1 giugno 2022

Review Party: 'Voce del mare' di Natasha Bowen

Buongiorno lettori, buon mercoledì! Al posto del solito aggiornamento di lettura, oggi vi parlerò di una recente uscita Mondadori, Voce del Mare di Natasha Bowen, un retelling della Sirenetta ispirato alla mitologia africana.


Un tempo, quando era ancora umana, Simi pregava gli dèi. Ora che è una sirena, una Mami Wata, è al loro servizio, anche se non riesce a rinunciare ai ricordi della sua vita precedente. Il suo compito, come quello delle sue sei sorelle, è di cercare e raccogliere le anime degli uomini e delle donne gettati in mare dalle imbarcazioni cariche di schiavi dirette al Nuovo Mondo; e, dopo averle onorate, fare in modo che possano tornare, benedette, alla loro terra d'origine. Ma un giorno, quando da una di quelle navi viene buttato in acqua un ragazzo ancora in vita, avviene l'impensabile. Simi decide di portarlo in salvo, contravvenendo così a una delle più antiche e inviolabili disposizioni divine. Per fare ammenda, sarà costretta a recarsi al cospetto di Olodumare, il Creatore Supremo, ma per poterlo incontrare, dovrà prima affrontare un viaggio pieno di ostacoli, nel corso del quale incontrerà terre ricche di insidie e creature leggendarie e si ritroverà ancora una volta a sfidare gli dèi, mettendo a rischio non solo il destino di tutte le Mami Wata ma anche quello del mondo così come lo ha conosciuto fino ad allora.

Voce del Mare è chiaramente ispirato alla Sirenetta di Hans Christian Andersen, ma a differenza dei romanzi che siamo soliti leggere in merito alle sirene, si aggrappa fortemente alle tradizioni e alla mitologia africana. 
L'autrice, in una nota finale molto commovente, ricorda come la rappresentazione è importante, come la storia dell'Africa non parta dal colonialismo e dalla schiavitù europea, come leggende e costumi siano parte di una cultura che merita di essere riscoperta. 
Questo romanzo è, quindi, innanzitutto un modo per coinvolgere il lettore e incuriosirlo, portarlo fuori dalla zona di comfort e instillare in lui la curiosità.

Ed è quello che è successo a me. 
Leggendo Voce del mare ho potuto conoscere gli orisha, i potenti dei africani, e le loro infinite capacità: le tempeste, le burrasche, il mare, l'inganno, la misericordia. 
Ho camminato nella giungla africana, riempiendomi gli occhi dell'acqua fresca dei fiumi e dell'oceano. Sono entrata in molte vite: in quella di Simi, sirena con un cuore da umana, quella di Kola, l'amore per la sua famiglia e il villaggio, in quella di Issa, dolce folletto disposto a tutto per il bene degli altri. 

Yemoja ha creato Simi, che come altre sei Mami Wata svolge il compito di benedire le anime dei rapiti, dei torturati, dei venduti prima del loro ritorno al Sommo Creatore, Olodumare. 
La pietà di questa dea verso l'umanità che ama, il suo coraggio nell'affrontare le conseguenze della demarcazione tra i loro mondi, sono ciò che instilla in Simi una cieca lealtà. 
Ed è in nome di questa fiducia che la ragazza dovrà mettersi in viaggio per ottenere il perdono di Oludamare. 
Salvando Kola dagli abissi, ha superato un confine invalicabile. 
Il vero problema sarà resistere ai sentimenti che durante innumerevoli peripezie si scateneranno tra loro. 
Se Simi cederà il suo cuore a un umano, diventerà spuma di mare. 

Sebbene non sia il focus principale, le interazioni tra Simi e Kola mi sono piaciute molto. 
Due ragazzi giovani, con un profondo senso di giustizia e una devozione al sacrificio, si incontrano e pur appartenendo a mondi diversi, sviluppano quel calore tipico del primo amore. 
Senza fare più che sfiorarsi e prendersi cura l'uno dell'altro, i due protagonisti mi hanno scatenato un dolce sentimento di tenerezza e amore.
Simi è una sirena coraggiosa, intraprendente, generosa. 
Il modo in cui ha gestito il suo errore, il suo cuore e le sue scelte l'hanno resa una protagonista irresistibile. 

E' un fantasy semplice, lo stile è semplice e senza pretese. Esclusi i protagonisti, i personaggi sono appena accennati, ma sono i messaggi che sottintende, il mondo che rappresenta a evidenziarne la forza. 
Non mi aspettavo nulla e invece ne sono rimasta affascinata. 
Più di una volta, avrei voluto tuffarmi nell'acqua insieme alle altre Mami Wata e lasciarmi trasportare dalle correnti.
Un romanzo perfetto per queste prime torride giornate d'estate, un libro capace di spingersi oltre le acque conosciute, in un regno ancora da esplorare. 

Verdetto: (Più che) Dipendente
4.5


Un grazie alla casa editrice per la copia digitale del romanzo e a Nia per aver organizzato l'evento. 
E' stata una bellissima scoperta, spero che il libro piaccia anche a voi. 
Bacini, 
Cris