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martedì 28 aprile 2026

Come leggere 'Amy' di Bianca Marconero: una recensione personale

Buongiorno lettori, se siete di casa qui su Chronicles of a bookaholic, sapete quanto sia importante per me la penna di Bianca Marconero. È un'autrice di incredibile talento e lo dimostra il fatto che libro dopo libro si getta a capofitto sempre in nuove storie e avventure, raccontando l'amore e la vita in maniera tanto simile alla realtà da rendere i suoi libri moderne fiabe.
Dopo la felice accoglienza di Mister Pride e Lady Prejudice e l'incredibile successo de Il mercante di vendette, Bianca Marconero 'saluta' la sua retelling era con una riscrittura corale di Piccole Donne, Amy - The March Sisters. 



Volubile, superficiale, vanitosa e vendicativa: Amelia Curtis March si è sempre sentita l'ultima - in ogni senso - delle sorelle March, definita da etichette che pesano come fardelli. Mentre Jo, Meg e Beth sembrano aver già trovato il loro posto nel mondo, lei sa collezionare solo inciampi e dopo la negata riammissione al MassArt di Boston, dubita persino di essere un'artista. Ora, però, si è stancata dei giudizi degli altri. Quando si presenta l'occasione di andare a Londra per prendersi cura della casa di zia March, Amy la coglie al volo, portando con sé solo il prezioso taccuino dove realizza le sue vignette sarcastiche e lo zaino da esploratrice. La capitale britannica sembra un set perfetto per ricominciare: l'incontro con l'affascinante Frank Vaughn, un tirocinio in una casa d'aste, una nuova versione di sé tutta da costruire. Peccato che tra i corridoi eleganti della galleria spunti Laurie. Quel Laurie. L'amico di sempre ma anche il suo primo, indimenticabile amore. Il ragazzo che ha sempre avuto occhi solo per Jo, e che adesso affoga nei rimpianti. Cosa succede quando due vite fuori fuoco si ritrovano nello stesso quadro? Quando un'attrazione impensabile diventa sempre più forte? Amy dovrà scegliere: restare sullo sfondo o tracciare, senza più paura, i contorni vividi della sua scena. Nel secondo volume di The March Sisters , l'inimitabile penna di Bianca Marconero riscrive con divertente sagacia e profondità la più originale delle sorelle, alle prese con il coraggio necessario per scoprire chi è davvero. E farlo brillare.

Ci sono due modi per raccontare questo romanzo.

Il primo è quello che vede in questo romanzo una semplice storia d'amore. 
A mio avviso, questa è la visione più superficiale e forse quella che funziona meno. 
Bianca Marconero scrive incredibili e appassionate, però in questo romanzo mi è mancata la scintilla con Laurie, il protagonista maschile. L'ho trovato poco a fuoco, un po' perso e il legame con Amy ne ha risentito. In più, ci sono state alcune dinamiche che non ho particolarmente apprezzato tra i due all'inizio della storia. 

Poi c'è il modo in cui io ho letto il romanzo e che a mio avviso, racconta meglio quanto sia incredibile la penna dell'autrice. 
Amy nasce con l'intento di raccontare di una giovane donna alla scoperta di se stessa e del mondo. Si allontana da casa 'piccola' nelle azioni e nei pensieri, diventa 'donna' durante il romanzo, dimostrando di essere una persona determinata, forte, ma anche sensibile e accogliente. 

Sin da bambina, ultima di una famiglia numerosa, Amy si è sentita definire volubile, superficiale, vendicativa e vanitosa. Questi aggettivi hanno sedimentato in lei la convinzione che non fossero definizione di altri, ma fotografia di sè. 
È in questo stato di cose che, dopo la perdita del padre, Amy decide di scappare, di partire e diventare la custode della casa di Londra della zia March. 
La sua è una fuga dalla pressione della famiglia, ma soprattutto dal rapporto simbiotico di Jo e Laurie che rischia di diventare un per sempre che non è disposta a tollerare.
Ma poichè a volte i cuori sono bugiardi, Laurie viene respinto e torna a Londra a leccare le proprie ferite in maniera decisamente poco sana. 

Amy e Laurie si scontrano più volte perché la ragazza è il promemoria vivente dei suoi fallimenti: quello con la sua migliore amica, ma soprattutto quello con la musica, la sua passione, la sua essenza. 
In questo sono esseri simili, sono artisti, sono giovani e sono appassionati. Vivere della propria arte è un privilegio di cui non tutti possono godere e talvolta la paura del fallimento diventa paralizzante. 

Con le vignette, metto in ordine nei sentimenti che provo e nel modo in cui vedo il mondo. Con le storie cerco di tenere traccia di chi sono stata, nella speranza di capire chi vorrei diventare. 

Da questo punto di vista, per entrambi l'amore diventa lo snodo per poter guardare dentro se stessi e capire ciò che conta davvero. 
Amy ha lo sviluppo più promettente e quello più onesto: il suo 'Journey', la graphic novel in cui racconta il suo viaggio parlando con il suo papà defunto, diventa un viaggio dentro il proprio io più nascosto. Amy passa attraverso il lutto, la perdita, la sofferenza e si impegna costantemente nel reiventarsi, dimostra di essere intraprendente e volitiva. 
Le persone che ci amano non ci lasciano mai davvero, ma la loro presenza indubbiamente ha il potere di farci sentire giuste. Per me i discorsi tra Amy e suo padre sono state un balsamo per il cuore perché a certe mancanze non puoi davvero porre rimedio. 

In fondo, la nostalgia è la maledizione di chi ha conosciuto la felicità. 

Laurie ha la musica nel sangue, è la sua ossessione e la sua medicina, eppure sembra sempre pronto a metterla da parte per qualcos'altro: la gratitudine per suo nonno, la relazione con Amy, la paura di non essere abbastanza. 
Da questo punto di vista, impara poco, ma le promesse fatte a chi ami hanno più potere di quanto uno possa aspettarsi. È così che grazie a Amy, Laurie riscrive la sua vita. 

Il finale è romantico, in pieno stile Bianca, ma è tutto il viaggio che è valso davvero la pena. 
Per me l'autrice voleva scrivere un romanzo di formazione più che un romanzo d'amore e senza la pretesa che sia un capolavoro, ci riesce perfettamente perchè i protagonisti sono complessi, sfaccettati, imperfetti e suscettibili di errori. Oserei dire che Bianca Marconero ha scritto questo libro per se stessa e per coloro che ancora stanno cercando la propria strada. 
L'amore è un motore gigantesco, ma a volte per trovare la strada dobbiamo camminare da soli. Questa è la vera lezione del suo romanzo. 


Verdetto: 
Dipendente



Ringrazio Bianca per la consueta fiducia riposta in me, sono onorata e felice che parte del mio viaggio sia condito delle tue storie. 

Avete letto il nuovo romanzo di Bianca Marconero? Cosa ne pensate?
Vostra appassionata
Cris


 

lunedì 7 aprile 2025

Recensione: 'Il Mercante di vendette' di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, buon lunedì. Dopo aver lasciato sedimentare l'esperienza di lettura che è stata Il mercante di vendette di Bianca Marconero, sono pronta a condividere con voi le mie impressioni sul retelling edito Giunti scritto da una delle mie autrici del cuore.

Tra feste in maschera, duelli di scherma e baci rubati, un retelling dell’Otello di Shakespeare dove l’amore è più forte della vendetta e il cattivo può diventare l’eroe della storia. Fino a sacrificare tutto per riscriverne il finale.

La Stratford non è una scuola come le altre: nelle sue aule antiche e prestigiose circolano leggende inquietanti. La più dibattuta è quella che ruota intorno al Mercante di Vendette, una figura misteriosa che si occupa di regolare i conti per chi ne fa richiesta attraverso una chat clandestina sul dark web. Non tutti, però, credono nella sua esistenza. Non ci crede il futuro duca Otello Spencer, il ragazzo più popolare della scuola e fidanzato gelosissimo di Desdemona, e non ci crede il suo braccio destro, l’enigmatico Iago McGregor. Al contrario, Bianca Duchamp, la studentessa migliore del corso di Giornalismo, non ha dubbi ed è determinata a smascherare il Mercante. Quando inizia a indagare, subito si scontra con l’imprevista ostilità di Iago, che sembra pronto a tutto pur di fermarla. Cosa nasconde?

Sempre gentile verso gli amici, con Bianca diventa sprezzante e crudele. Ma, quando Bianca viene aggredita, lui rischia la vita per salvarla. E mentre la verità sul Mercante è sempre più vicina, lei capisce che il vero enigma è il cuore di Iago. Chi è davvero questo ragazzo, impassibile e sfuggente? Perché Bianca non riesce a toglierselo dalla testa? Perché quando lui le è vicino si sente risuonare l’anima?

“Se hai paura di colpire il tuo nemico, lo colpirò per te. Il mercato delle vendette ha aperto le sue porte.”

Che Bianca Marconero sia una delle autrici italiane più talentuose degli ultimi dieci anni è una verità riconosciuta. Che sia perfettamente in grado di scrivere un retelling è stato dimostrato con l'accoglienza da parte del pubblico di Lady pride and Mister Prejudice. 
Che potesse superarsi, invece, con un retelling di Otello è stato un coup de théâtre.

D'altronde, se di tragedia si tratta, l'autrice c'entra il bersaglio, riscrivendo la celebre opera di Shakespeare, capovolgendo la prospettiva e introducendo una lente particolare su quel personaggio secondario da cui dipendono le fila del racconto, Iago. 

Il mercante di vendette, il sottotitolo del romanzo, dice tanto del protagonista di Bianca Marconero. 
Iago è consumato dalla vendetta, la propria e quella degli altri. Assorbito del tutto dalle vicende dei suoi compagni, dalle loro relazioni sociali e personali, Iago osserva, manipola, tesse trappole e intreccia fili per poter conquistare la libertà tanto agognata. Un occhio di bue che rifiuta si accenda su di lui prima del gran finale, Tabula Rasa. 
Ma Iago non è solo questo, è un ragazzo brillante, intelligente, empatico. La sofferenza radicata in lui lo rende un personaggio sfaccettato, difficile e proprio per questo, amabile. 
Non compie scelte eticamente corrette e non si nasconde dietro una concezione universale di giustizia. É perfettamente consapevole della sua posizione, delle sue decisioni, del male che arreca e di quello che subisce. 
Iago non è un eroe, è un vendicatore. Ma nessuno è innocente. 

«Tu non hai la sensazione che siamo tutti su un grande palcoscenico, intrappolati in ruoli e aspettative?» chiese Julian. «Non ti senti come un attore con un copione in mano?»
 «L’importante è che tu sia l’autore di quel copione. Che sia padrone, se non della tua vita, almeno delle tue maschere.» 

Il romanzo, come la controparte teatrale, è ricco di personaggi secondari che acquisiscono rilevanza all'interno del testo non solo come pedine del gioco. Entrano in gioco infatti anche i sentimenti, le relazioni, i rapporti umani. 
Alla fine della lettura sarà difficile lasciare andare personaggi come Desdemona, Julian e perfino Otello che vivono grandi trasformazioni in corso d'opera. 

Se il protagonista è Iago, il sole del romanzo è Bianca.
Pura, genuina, determinata, coraggiosa, intraprendente, Bianca è il personaggio più lineare. 
Non mente mai a se stessa, prende sempre le situazioni di petto, non si sottrae alle sfide. 
Studentessa di giornalismo, la sua missione di smascherare Il mercante diventa una necessità. Il suo fiuto per una grande storia le vale rischi e sofferenze, ma non accetta compromessi, non consente ai no di decidere la sua strada. 
Bianca fa la differenza: con ostinazione e ingenuità, il suo punto di vista arricchisce la vita di Iago e rende l'esperienza di lettura più concreta e verosimile. Consente di non dimenticare qual è la via giusta da seguire, diventa la bussola morale della storia. 

I personaggi funzionano presi singolarmente, ma ciò che impedisce di mettere giù questo romanzo in realtà sono i rapporti che si intrecciano tra loro. 
É un gioco di luci e ombre. 
Amore, amicizia, affetto, fratellanza, ma anche vendetta, passione, desiderio, rancore, odio, rabbia. 
I sentimenti sono vividi, reali, brutalmente onesti. 
Ed è per questo motivo che si arriva all'epilogo completamente devastati. 
Il cuore trabocca di vita, di lacrime e di sorrisi. 
L'autrice distilla con sapienza il veleno da offrire al lettore che, preso dalla foga, si trova in una spirale di così grande piacere per una tragedia indimenticabile che sfida il tempo e si rende moderna. 

Bianca Marconero ha un talento.
Il suo modo di raccontare l'amore, di trasmettere la vita attraverso la carta, è un dono. 
Sono pochi gli autori in grado di non limitarsi a raccontare la storia, ma a lasciarla sedimentare dentro i propri lettori. Bianca ci riesce sempre, con ogni suo lavoro, dimostrando di poter vincere ogni volta anche contro se stessa. 
Ho raccolto citazioni, ho urlato nel testo, ho pianto e ho riso. 
Questo è tutto ciò che voglio da un libro. 

Prova superata. Maxima cum laude.


Verdetto: Assuefatta

sabato 25 marzo 2023

Recensione: 'Dream Kiss' di Bianca Marconero

Buon sabato lettori, settimana scorsa ho avuto la fortuna di terminare in anteprima il nuovo romanzo di Bianca Marconero e ad essere onesti, ho fatto fatica a scrivere una recensione che riuscisse a contenere tutte le emozioni che la lettura di Dream Kiss mi ha fatto provare. 


«Hai cinque secondi di tempo, Holly».
«E poi?»
«Poi ti bacerò».

Occhi sulla palla!
Nel caso di Kevin Young, giovane stella dei Royal London Knights, la frase è da prendere alla lettera.
Sopravvissuto a un’infanzia di dolore, segnato nel profondo dell’anima, ha un solo obiettivo: diventare il miglior calciatore di sempre.
Le ragazze vanno bene, ma l’amore no. I cuori spezzati possono sempre rompersi due volte, e nessuna distrazione è concessa a uno sportivo come lui.
Ma una sera, in un esclusivo Club di Londra, quando la cameriera più maldestra e più bella del mondo gli finisce addosso, non rovina solo la sua T-shirt, ma gli devasta il cuore.
Lei è Holly Wallace e uno come Kevin non l’ha mai incontrato. Uno che le entra sottopelle. Uno così rovente da farle desiderare di essere nuda.
Però Kevin è famoso e Holly non può cedere a qualcuno che vive sotto i riflettori.
Perché chi si nasconde non può correre il rischio di essere visto.
Ma fino a quando si può fuggire dalla passione, dal desiderio e da baci che sembrano la prima pennellata di un capolavoro?
Si può davvero rinunciare all’unica persona in grado di farci battere il cuore?

La prima cosa che ho ammirato durante la lettura è stata la capacità di Bianca Marconero di dare concretezza e intensità alla storia attraverso un uso delle parole eccezionale. 
Se c'è una persona nata per scrivere, sicuramente è lei. 
Nonostante abbia ormai pubblicato più di dieci libri, l'autrice non smette mai di mettersi alla prova e dopo aver concluso - almeno per ora - la serie dei Serristori, ha lanciato Dream Kiss, uno sport romance legato al mondo del calcio. 
Ho letto diversi sport romance, come la serie celeberrima di Elle Kennedy, e li ho sempre trovati perfetti per staccare e ideali per provare leggerezza e gaiezza dopo una giornata pesante. 
Dream Kiss fa di più. Non solo ti coinvolge a pieno nella vita dei personaggi, ma ti trasporta nell'atmosfera di Londra, facendoti vivere a pieno la bellezza del calcio. 

Non è una novità osservarlo con un pallone, ma è stato mentre ne aveva uno che ho visto il suo primo sorriso. Ed è un po' come la prima volta che vedi l'alba. Dopo non te la scordi più. 

Kevin è uno degli attaccanti di punta dei Londonite, è legato alla squadra da un forte senso di responsabilità e lealtà perchè è nato dal niente, abbandonato dai propri genitori, ma con un animo nobile e un cuore profondamente generoso. 
E' il perno della squadra e della società, si spende dentro e fuori dal campo per il mondo che ama e a cui sente di dovere la propria serenità. 
Holly, invece, è una mina vagante, un'anima perduta, sofferente, che cela oscuri segreti e che mira a restare invisibile. Il loro incontro è scintillante - non solo perché accade in un club esclusivo - quanto piuttosto per l'attrazione tra i due. 

Cattura la mia bocca con la sua. Mi sfiora come farebbe una preghiera soffiata da un condannato, come la prima parola di un romanzo cancellata un milione di volte. Perchè l'inizio di una storia è un'emozione a cui non sappiamo rinunciare. 

Come nel calcio, la loro storia è una partita lunga in cui si gioca di rimpalli, di calci d'angolo, di corse e inseguimenti. 
Kevin non molla mai, sa ciò che vuole e sa che il motivo per cui lo desidera tanto è giusto e fa di tutto per conquistare il goal.
Holly è restia, a tratti crudele, ma la sua è una forma di difesa, di protezione per l'orrore, il dispiacere e la vergogna che ha subito. 
Tra tira e molla, tra cene romantiche e sessioni d'amore in ripostigli angusti, i due ragazzi fanno sognare, soffrire ed emozionare. 
Non solo la narrazione è scorrevole, ma i personaggi sono costruiti, elaborati sul modello della realtà, non sono semplici apparizioni, ma hanno un background, un vissuto, delle passioni. Riusciamo a delinearne il carattere, i modi di fare, percepiamo persino come potrebbero reagire. E' incredibile. 

Tu sei quello che si lancia su un pallone, quando nessuno ci crede più e ributta la palla al centro per qualcuno che verrà portato in trionfo. Tu costruisci la felicità intorno alle persone. E sei così bello dentro e fuori, Kevin, così fantastico, che chiunque ti veda per quello che sei torna ad aver fiducia nell'umanità. Tu ci metti tutti in salvo. 

Tra una partita e l'altra, Bianca ci fa un ulteriore regalo scrivendo personaggi secondari intriganti e stuzzicanti che intrecciano il proprio essere a quello della storyline principale. 
Faith e Gabriel, lo scavezzacollo e la brava ragazza, migliori amici su un filo, in bilico tra amore e affetto.
Poi c'è il principe Arthur che non si limita ad essere di sangue blu, ma che dimostra con i fatti la sua incredibile generosità e lealtà. A vederlo sempre in modo negativo Victoria, la sorella di Holly, con cui i rapporti sono tesi come corde di violino, celando sentimenti brillanti come diamanti. 

L'autrice è riuscita a creare storie nella storia, a costruire personaggi, a delinearne pensieri e azioni con dovizia e accuratezza e lo ha fatto con maestria, piacevolezza, senza sforzo. 
Usa la scrittura come il tocco di Re Mida: non scrive libri, scrive oro. 


 Verdetto: Assuefatto!

Un libro da leggere subito, parola di Cri!
Baci




venerdì 22 luglio 2022

Tre motivi per leggere la dilogia di Bianca Marconero - in collab con We found wonderland in books

Buongiorno lettori! Io e Silvy del blog We found wonderland in books facciamo parte delle Bianca's Ultras, fedeli e accanite fan di Bianca Marconero. Per questo motivo, abbiamo deciso di unire le forze per festeggiare la pubblicazione di Dillo alla Pioggia e Cuore di Neve, i libri dei Serristori Junior, la conclusione di una serie iniziata ormai anni fa, che ha conquistato migliaia di lettori e raccontarvi perché proprio non potete perdervi questi romanzi!



I miei tre motivi
1) La capacità di descrivere le relazioni.
Bianca ha un modo di raccontare l'amore, la famiglia, l'amicizia, che è allo stesso tempo intenso eppure reale. Quando ti butti nelle sue pagine, grazie a un indubbio talento nell'usare le parole, tutto ciò che accade ti sembra travolgente e non puoi che sentire a pieno tutto ciò che accade nel romanzo. 

2) I personaggi maschili.
Che si tratti di Niccolò o di Jacopo, di Brando o di Alex, di Fosco o Marco, i personaggi maschili dell'autrice hanno una dimensione tridimensionale. 
Hanno pregi e difetti chiari, nitidi, il che consente, soprattutto in letture crossover come questa di riuscire sempre a distinguerli, di riconoscerli nella loro interezza, di comprenderli e di sapere prima di loro stessi cosa faranno e quale emozione li spingerà in quella direzione.
Senza contare che, i suoi personaggi maschili, pur non essendo sempre 'bravi ragazzi', non sono mai espressione di una mascolinità tossica, ma sono pronti a sostenere, supportare e sacrificarsi per la persona che amano. 

3) L'intreccio mai banale. 
Sia in Dillo alla pioggia che in Cuore di Neve, succedono molte cose, a volte nella coppia, più spesso nell'intera famiglia. 
Questo modo di gestire molti personaggi, la capacità di tenere le fila delle vite di tanti soggetti, senza per questo appiattirli l'uno sull'altro, è un talento ineguagliabile. 
Pur essendo difficile scrivere libri corposi, l'autrice ha accettato la sfida senza tirarsi indietro e si è dimostrata capace di superare tutti i limiti di una storia d'amore.


                                                             I tre motivi di Silvy

1)Stile. Innanzitutto, i libri di Bianca si divorano in un giorno, e questa serie non è da meno: ormai, ogni volta che deve uscire un suo romanzo, io so già che per un paio di giorni non vorrò far altro che leggerlo. E non importa quante pagine abbia, se 200 o 600, sono certa che massimo in 48 ore l'avrò terminato. Lo stile semplice ma accattivante, con l'aggiunta di molti colpi di scena e cliffhanger alla fine dei capitoli, rendono i suoi libri super scorrevoli e impossibili da chiudere. Senza contare il fatto che sono ricchi di citazioni bellissime da sottolineare ed evidenziare, e sono anche perfetti per uscire dal blocco del lettore, perché una volta terminati ne vorreste subito un altro!

 

2)Personaggi. Quello che adoro dei personaggi creati da Bianca è che sono perfettamente imperfetti: hanno molti difetti, la metà delle volte vorreste prenderli a sberle per farli ripigliare, ma è impossibile non voler loro un mondo di bene, perché sono VERI. Certo, a volte le situazioni in cui sono coinvolti sembrano un po’ irrealistiche (credo sia impossibile essere così sfortunati! 😂), ma non si può non empatizzare con loro, aver voglia di abbracciarli e trattarli come se fossero i nostri migliori amici. Niccolò, Jacopo, Clara, Cecilia, Ulisse e tutti gli altri sono riusciti a insinuarsi nel mio cuore e non ne sono più usciti.

 


 3)Angst e drama. So che per alcuni questo è un tasto dolente, perché non a tutti piacciono i troppi drammi nei libri e l'eccessivo angst. Ma poiché a volte io sono una di quelle persone, potete fidarvi di me quando vi dico che Bianca li sa gestire: ad esempio, il trope della miscommunication è uno di quelli che mi piace di meno, ma come lo usa Bianca è tutta un'altra storia. Sono propri questi continui drammi che rendono i suoi romanzi così emozionanti e intensi, tanto da versare sempre mille lacrime. Per quanto riguarda questa serie, l'angst è concentrato soprattutto in "Dillo alla Pioggia", mentre "Cuore di neve" è più leggero e spensierato, e si avvia verso l'happy ending generale. Mi sento di consigliarvi questi libri se vi piace il "dramma" tipico di Colleen Hoover. 


Se vi va, vi aspettiamo anche su instagram per continuare a parlare insieme di Bianca e dei suoi libri!
Baci, 
Cris




 

lunedì 11 aprile 2022

Recensione: 'Dillo alla pioggia' di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, il lunedì sa rivelarsi traumatico, ma ad allietarlo ci penso io con la recensione del nuovo meraviglioso libro di Bianca Marconero, Dillo alla pioggia.


Una notte: è bastata una notte perché Niccolò Serristori perdesse la sua amata Cecilia. Lei ha scelto la danza e Londra. E ha scelto di partire con Jacopo, il fratello perfetto di Niccolò.

24 ore: sono sufficienti 24 ore perché Niccolò abbandoni la boxe e il sogno di diventare un professionista e perché suo padre, Brando, gli confessi qualcosa che Niccolò non avrebbe mai voluto sentire.

9 mesi: nove mesi non bastano per ritrovare la felicità e Niccolò si accontenta di vivere in un garage, esserci per i suoi fratelli e rimediare una birra e una ragazza. Una qualsiasi sarebbe la scelta migliore, ma è difficile resistere alla persona più sbagliata, se questa rappresenta la vendetta perfetta. Una vendetta che ha armi di seduzione imprevedibili.

Una festa in giardino: basta una festa di fidanzamento in giardino perché Niccolò sbatta contro l’evidenza che la vita è un gioco di specchi bugiardi e nessun riflesso racconterà mai la verità.

Ogni singolo istante: il tempo che Niccolò sacrificherà per ricomporre i cuori che ha spezzato in una notte di follia.

Sullo sfondo di una Roma che va dai sampietrini ai tetti dei palazzi patrizi, tra ring di periferia e i templi della danza, tra baci proibiti e cadute nel peccato, Niccolò dovrà battersi per salvare ciò che ama e trovare il coraggio di buttare il cuore al di là dell’ostacolo, con il rischio di perderlo per sempre.

Fino all’ultimo respiro. E oltre.

Niccolò è una testa calda, è impulsivo e a volte eccessivo nelle reazioni. 
E' così che ci è stato presentato nei Preludi, le novelle che preparano alle avventure dei Serristori junior, ma non poteva esserci solo questo. 

Niccolò doveva e poteva essere di più. 
Ne ero convinta prima di leggere il suo romanzo e ne ho la consapevolezza piena dopo aver vissuto queste montagne russe insieme a lui e alla sua famiglia. 

Cecilia è a Londra per girare il talent che le ha portato un certo grado di visibilità nell'ambiente della danza con Jacopo che si è preso cura di lei come un fratello. 
I due hanno un bellissimo rapporto, si capiscono al volo, sono amici e trascorrono molto tempo insieme. 

E' per questo che Niccolò è ormai convinto che i due abbiano una relazione e il suo cuore spezzato lo porta a compiere una serie di sbagli che gli costano parte della sua vita. 

I mesi volano e la verità viene a galla. 
Jacopo è innamorato di Matilde Barberini ed è a lei che vota la sua vita. 
La consapevolezza finalmente abbraccia Niccolò e Cecilia che per lungo tempo si sono rincorsi senza trovarsi. 
L'amore così a lungo taciuto trova il modo di sbocciare nel modo più vero e impaziente possibile. 

A questo punto, penserete bene che essendo un romance la storia potesse concludersi qui, ma Bianca Marconero ha creato un intreccio a più piani. 
Nella storia i personaggi secondari non si limitano a comparire, prendono il loro spazio e riescono a dire la propria, influenzando il comportamento dei protagonisti. 

Se nel rapporto con Cecilia, Niccolò è ancora impulsivo e insicuro, si dimostra una roccia per i suoi fratelli, Isabella e Lorenzo. 
Il modo in cui mette a nudo se stesso e gli altri è dirompente e riesce in questo modo a ricucire il rapporto con le persone che ama di più e che allo stesso tempo lo hanno ferito più a lungo, Jacopo e Brando. 

Se Brando spicca per la sua ingenuità, anche a distanza di vent'anni dalla sua prima comparsa, catturando il pubblico femminile e facendosi amare nonostante gli sbagli, Jacopo perde punti. Fotocopia di Agnese, una madre tanto generosa quanto algida, Jacopo vive seguendo degli standard da cui fatica ad uscire. 
Ha sempre parole dure per Niccolò, ma non risparmia scortesie anche verso altri membri della famiglia. 
Insomma, Jacopo avrà molto da farsi perdonare. 

Di Cecilia abbiamo visto la crescita. 
Innamorata della danza, insegue i suoi sogni con tenacia e passione, la stessa che usa verso il ragazzo che ama, a cui non risparmia critiche e lontananza quando necessario. 
Si fa spazio nella storia con generosità d'animo, lealtà verso la famiglia e pazienza. 
Il suo rapporto con Niccolò è intenso, puro, vero. 
Hanno negato tanto a se stessi da non poter fare meno l'uno dell'altra dopo essersi ritrovati. 

Il plot twist finale è stato doloroso, una stilettata al cuore. 
L'autrice sembrava pronta a rimettere tutto in subbuglio a poche pagine dalla fine e non ho potuto fare a meno di leggere voracemente fino all'epilogo incredibilmente toccante. 

Nonostante la mole - è uno dei romanzi più lunghi dell'autrice - ho trascorso dodici ore con i Serristori senza riuscire a fermarmi per prendere fiato. 
Quando ho letto il punto di chiusura, mi sono sentita preda di emozioni diverse ma ugualmente intense e su tutte prevaleva la necessità di riprendere dall'inizio e tornare ancora una volta tra loro. 

E' stato un viaggio bellissimo, sorprendente e completo. 
Per me Bianca è una garanzia, ma stavolta ha preso ogni mi aspettativa e ne ha fatto molto di più. 

Verdetto: Assuefatto!

Non vedo l'ora di leggere il libro di Jacopo, e voi? Cosa state aspettando? Andate a comprare Dillo alla pioggia!
Bacini, 
Cris

 


mercoledì 15 luglio 2020

Recensione: 'Stand by me' di Bianca Marconero

Ci sono scrittrici che parlano direttamente al tuo cuore, che riescono a incantarti e sedurti con le parole, è quello che mi accade ogni volta che leggo ciò che scrive Bianca Marconero. Oggi esce Stand by me, la storia di Gregorio e Arianna e voi non potete proprio perdervela.



Gregorio ha tutto quello che gli altri vorrebbero: amici, denaro e talento nel basket. Trascorre le estati collezionando ragazze, ma finisce per rimettersi sempre con Carolina, la sua fidanzata storica, non appena si avvicina il Natale.
Non ha desideri a parte uno: vendicarsi di Arianna, la figlia del custode.

Arianna non ha niente di ciò che gli altri vorrebbero. È quasi invisibile, ha un’unica amica e un padre spesso oggetto di commenti feroci. Arianna vuole diplomarsi e trasferirsi negli Stati Uniti per frequentare il college dei suoi sogni.
Ha molti desideri e una speranza: sopravvivere alla vendetta di Gregorio.
E magari scoprire perché è tanto arrabbiato con lei.

Eppure, tra una partita di basket e una corsa in moto, tra compiti in classe e feste in piscina, qualcosa nei loro sguardi comincia a cambiare. E se è vero che fuggire da quelle occhiate può sembrare doloroso, fermarsi e ricambiare rischia di essere straziante.

Perché Arianna ha un ragazzo in California.

Perché Gregorio ha già deciso di tornare con Carolina, entro Natale.

Perché, quando entrano in gioco i sentimenti, si può solo sperare di non soffrire troppo.


Una storia di amicizie che sfidano tutto, di abbracci rubati, di baci impressi sul cuore e di un odio dichiarato che però assomiglia tantissimo all'amore.

Dopo ''L'ultima notte al mondo'', con ''Stand by me'' torniamo a Bologna, tra le vie del Quartiere Saragozza, a conoscere Gregorio e Arianna. 
Gregorio è un ragazzo viziato, prepotente, incapace di gestire i cambiamenti e la propria rabbia, ha una paura folle dei cambiamenti e per molti di questi motivi, ce l'ha con Arianna. 
Stessa età, stesso liceo e persino stessa casa, visto che è la figlia del giardiniere, la ragazza subisce le angherie del figlio del capo di suo padre, aggrappandosi a pochi piccoli piaceri: la possibilità di frequentare Medicina ad Harvard, la vita insieme a suo padre fatta di abitudini consolidate e necessarie e la sua migliore amica Marina.
Peccato che tornata dal suo anno all'estero, la sua vita è destinata solo a peggiorare: Gregorio sfrutta il suo potere e i suoi amici per farle stupidi scherzi, per lasciarle compiti faticosi e ingrati e riesce persino a distruggere quel poco che era rimasto dell'affetto di Marina. 
La giovane promessa del basket è però un notorio combina guai, insensibile ai sentimenti altrui e incapace di gestire la propria vita senza creare dissapori, in campo e in famiglia. 
Sotto la minaccia di finire in un terribile collegio svizzero, Greg si trova costretto ad ascoltare Arianna, a imparare l'umiltà e il rispetto, a comprendere che nonostante il talento, la sua è ancora una vita in divenire. 

Perchè è questo che fanno i suoi baci, riempiono il mio silenzio di canzoni. 

Questo è un romanzo di crescita e di formazione: non a caso torniamo al liceo, tra quei banchi di scuola di cui abbiamo avuto a lungo timore, in compagnia degli amici che credevamo sarebbero stati per sempre o in preda alle insicurezze per il futuro.

Guardarsi non ha sempre lo stesso valore. Guardarsi, a volte, è come incontrarsi per la prima volta. Guardarsi, a volte, più che mettere in chiaro le trasmissioni dell'altra persona, incasina le tue. 

E' la storia di Arianna, della sua fede incrollabile nell'amicizia e nei buoni sentimenti, la storia di una ragazza che ha fatto della famiglia il suo punto fermo senza smettere di puntare alle stelle. 
E' la storia di Gregorio, un ragazzo tremendo, problematico che, pur di non perdere le proprie certezze, scopre qual è il modo giusto per essere umano, per essere vero.
E' la storia che racconta il viaggio verso la maturità, la voglia di cambiare, la necessità di scoprirsi e di cambiare, è la paura di non farcela e la voglia di buttare il cuore oltre l'ostacolo. 

Non cambiare mai strada, Gregorio, non cercare altrove. Voglio essere il tuo posto preferito. 

L'autrice ha una penna perfetta: le pagine volano una dietro l'altra in uno stile scorrevole e mai banale, alternando momenti di tensione a scorci di divertimento e romanticismo.
Bianca Marconero ci ha condotto tra i banchi di scuola, ci fa tornare adolescenti senza perdere la talentuosa capacità di tracciare una storia romantica e vera. 

                                                       Verdetto: Assuefatto!

Se la recensione non vi è bastata, rimanete sintonizzati sul mio account instagram perchè c'è una sorpresa meravigliosa per voi!
Bacini, Cris


lunedì 29 giugno 2020

A tu per tu con...Bianca Marconero| Stand by me, Eredità e scrittura


Buongiorno lettori! Ecco svelata la sorpresa: ho riunito tre grandi scrittrici romance italiane per una chiacchierata sui romanzi, sulla scrittura e sul ruolo dei loro lettori. 
La prima ad essere intervistata è Bianca Marconero, considerata unanimemente regina del romance italiano, autrice di Albion, fantasy ispirato al ciclo bretone e di molti grandi bestseller come L'ultima notte al mondo e Un maledetto per sempre. 
Ciao Bianca, grazie di aver accettato il mio invito. Sono sempre onorata di avere la regina del romance sul mio blog.
L’onore è tutto mio.
 Come stai? Come ha reagito la tua scrittura alla pandemia? Blocco creativo o maggiore tempo a disposizione per elaborare le tue storie?
La pandemia ha richiesto un notevole sforzo organizzativo famigliare. Gli slot su cui contavo per svolgere il mio lavoro sono stati ridefiniti, così come le ore di lezione a distanza e i compiti. Ma abbiamo cercato di stare bene e di preservare un minimo di serenità. La pandemia mi ha portato a rallentare il ritmo della scrittura, infatti ci ho messo cinque mesi interi a finire Stand By Me, libro che nei miei piani doveva arrivare a una chiusura in 90-100 giorni al massimo.
 Hai annunciato pochi giorni fa l'uscita di un nuovo romanzo, Stand by me,  a luglio. Cosa ci puoi dire di Gregorio e Arianna?
Credo sia il libro più romantico che ho scritto. Superate le difficoltà iniziali, Gregorio e Arianna si mettono in gioco con grande generosità. Arrivano a un grado di complicità che va oltre i loro gesti o le loro parole. Come forse avrai dedotto, mi trovo sempre a mio agio con le storie di persone che non parlano, credo siano molto oneste nel rappresentare un limite comunque alle relazioni, forse perfino connaturato negli esseri umani. Gregorio e Arianna però sono atipici, per me, perché da un certo punto in avanti sono estremamente onesti, vicini e supportivi. Come puoi immaginare, non sarà rose e fiori, ci saranno vari impedimenti alla loro storia, che non ti anticipo, ma il rapporto di amicizia e solidarietà che si crea tra di loro credo non abbia precedenti nelle storie che ho scritto.
   Dopo la novella di Natale di casa Serristori, siamo tutti in attesa di conoscere meglio i figli maggiori, Jacopo e Niccolò. Le loro storie sono già in stesura?
Sì. Con Niccolò sono a un terzo circa della prima stesura. Jacopo è “plottato” nei minimi dettagli e questo ridurrà i tempi di stesura. Sono piuttosto fiduciosa che usciranno entrambi in autunno.
 Tasto dolente: Albion. I tuoi fan 'storici' amano la storia di questi moderni Cavalieri di Artù e sei stata in grado di creare un'atmosfera e una squadra davvero formidabile.
Albion è una grande sfida personale, è una promessa che continuo a rimandare. So che potrebbero ancora succedere un mucchio di cose, compresi i miracoli, ma credo che questa situazione si sbloccherà solo quando il miracolo me lo creerò da sola, come dice il nostro Tiziano Ferro. Il mercato editoriale non vuol sentir parlare di fantasy italiano, per cui ci dobbiamo rimboccare le maniche. Da soli. E prima o poi succederà.
E' possibile pensare di rivedere Marco, Helena, Lance e gli altri presto?
       Come forse ricorderai il piano originale era composto da i Libri del Primo Anno, tutti editi, e il Ciclo della Cerca, che chiudeva la saga. La materia narrativa del Ciclo della Cerca è stata risistemata in due libri: Eredità e Re in Eterno. Il primo di questi è a uno stadio avanzato e lo si potrebbe chiudere in due mesi di lavoro. Il secondo purtroppo ne richiederebbe almeno sei. Il problema è trovare una finestra di otto mesi in un calendario super pieno come il mio. L’unica cosa che posso dirti con certezza che NON farò sarà pubblicare Eredità senza aver finito Re in Eterno. Una eventuale pubblicazione di questo finale dovrebbe fornire i due volumi in contemporanea o quasi. 
 Cosa ne pensi dei 'bookinfluencer'? Trovi che siano riusciti ad aiutarti a diffondere il tuo talento?
Chiunque parli di libri e ne veicoli la diffusione aiuta gli autori, gli editori e il mondo delle pubblicazioni che siano essere con casa editrice o autori indipendenti. Io non riuscirei a pensare a un’uscita senza pensare contemporaneamente a una rete di blog che mi accompagna. Parlo di blog, nello specifico, perché sono ancora molto legata a questo tipo di formato, ma ho percepito, negli ultimi anni, la tendenza (sia di chi crea contenuti, sia di chi ne usufruisce) a spostarsi verso social più visivi e verbali. La sensazione è che si preferisca mostrare, piuttosto che descrivere e siano tutti più orientati sul parlato che sullo scritto. Pagine Instagram e canali YouTube hanno raggiunto un certo livello di popolarità. Di contro i blog si sono rafforzati con il formatto collettivo, a più redattori, e appoggiandosi a gruppi facebook dedicati che sono spesso molto partecipati e attivi. Nel mio caso specifico il supporto degli influencer mi ha aiutato tantissimo ma il vero vantaggio è stato l’arricchimento umano e personale. Sono estremamente grata al “movimento” e soprattutto grata a chi ha ricambiato con trasparenza l’affetto sincero che io provavo per loro.
Tornando indietro, c'è qualche cosa che cambieresti nei tuoi romanzi? Se sì, cosa?
Questa è una domanda impegnativa perché io sono una che cambia tutto, sempre ( e ti cito ancora Tiziano Ferro)! Riscriverei per due terzi Non è detto che mi manchi. Non perché abbia individuato problemi particolari ma perché la lavorazione è stata frettolosa, le scadenze imposte pazzesche e io non mi sono mai liberata dalla sensazione che avrei potuto ottenere molto di più da quella storia se fossi uscita a settembre, come inizialmente previsto, e non anticipata a Luglio. Il libro che riscriverei mille volte, ma solo perché mi ha divertito a livelli inimmaginabili, è Un maledetto per sempre. La lo riscriverei sempre uguale perché è il mio preferito. Il libro di cui a distanza di anni non cambierei neanche una virgola è Ombre, che io ritengo quello più riuscito. 
Quali sono le tre regole per costruire un buon romanzo?
Te le riassumo in tre parole onestà, rigore, coraggio.
L’onestà racchiude alcuni moniti importanti: devi scrivere di ciò che conosci, devi averne voglia, devi avere una visione tua, devi proporre solo storie in cui sei il primo a credere. 

Il rigore abbraccia sia l’intreccio che lo stile. La trama deve essere testata, la lingua rodata. La forma per quanto personale deve essere abbracciata con consapevolezza. Magari anche con la coscienza dell’errore, perché, se vuoi sbagliare un congiuntivo, puoi, ma devi sapere che stai infrangendo una norma.

Infine c’è il coraggio. Lo devi mettere in conto, perché se ti fai prendere dal panico, se ti chiedi come reagirà chi ti legge, se cominci a chiederti come verrà accolto il tuo libro, lo modificherai in senso peggiorativo. Non sarà più un romanzo onesto, ma un romanzo timido, che ricalca vie battute da altri.  Quindi mi viene da pensare che tutti i romanzi davvero “buoni” originino da un atto di coraggio di chi li ha scritti.
 Come funziona il tuo brainstorming: usi schemi, riassunti, schede personaggi?
Sì, uso tutto quello che posso per razionalizzare l’ispirazione, ben sapendo che la creatività tende a fregarsene dei miei piani. Più materiale preparatorio raccolgo, più la stesura sarà veloce. So di persone che scrivono in preda al furor, che lasciano fare ai personaggi. Io no. Con i personaggi ci dialogo e ci litigo, come qualsiasi scrittore bipolare, posso venire a patti, farmi sorprendere, ma non mi siederò mai al computer senza sapere, con minimi margini di incertezza, ciò che sto per scrivere. Magari io e i personaggi l’abbiamo concordato prima, ma di certo non lascio che la storia si scriva da sola.
Grazie di aver condiviso i tuoi pensieri con me e i miei lettori, in bocca al lupo! Un abbraccio, Cris

venerdì 24 gennaio 2020

5 libri di autori con cui vorrei prendere un caffè| 5 cose che...

Buongiorno lettori, torna una delle mie rubriche preferite e oggi parliamo di libri di autori con cui prenderei volentieri un caffè, non solo per parlare delle loro opere ma anche per conoscere meglio le persone il cui talento mi meraviglia continuamente 



Chiaramente, la prima persona che mi viene in mente è l'autrice di Harry Potter, J.K. Rowling.
L'autrice ha scritto delle cose piuttosto discutibili nell'ultimo periodo ma proprio per questo, il tema non servirebbe unicamente a sviscerare un mondo tanto amato ma anche a confrontarci su temi di attualità, come l'omosessualità e i trasngender. 


La seconda autrice è la mia adorata Bianca Marconero. 
Nonostante siano passati quasi diversi anni da quando è nata la nostra amicizia, non ci siamo mai incontrate da vicino. Sarebbe meraviglioso prendere un caffè insieme e magari cantare le canzoni di Tiziano e Ultimo. 


La terza autrice con cui mi piacerebbe chiacchierare è Victoria Schwab. 
Questa autrice non solo scrive libri originali, importanti, complessi ma lancia spesso messaggi di auto accettazione e contro l'ansia nel gestire i propri impegni. 
Sarebbe meraviglioso imparare di più su di lei e sul mondo che ha dentro. 


Alessia Esse è un'autrice italiana che nel tempo mi ha fatto crescere come lettrice e come persona. I suoi messaggi sono innovativi, a volte difficili, aprono a domande che non siamo soliti porci. Mi manca leggere qualcosa di suo e se avessi la possibilità di incontrarla, vorrei farlo con la sua famiglia al completo, anche con Tata!


L'ultima autrice con cui uscirei volentieri è Victoria Aveyard. 
La serie Regina Rossa è una delle serie a cui sono più affezionata, sia per il mondo che per i personaggi. 
Lei è giovanissima, penso quasi mia coetanea, quindi mi divertirei molto con lei. 

Bonus non richiesto: Hunger Games


A maggio uscirà il prequel di Hunger Games e l'hype è a mille, anche se si divide a metà con la paura che rovini qualcosa della mia serie distopica preferita. 
Incontrare la Collins sarebbe fantastico!


Per oggi è tutto, ditemi quali autori avreste scelto voi. 
Un abbraccio, Cris








venerdì 15 novembre 2019

Recensione: 'L'ultimo bacio' di Bianca Marconero | Esclusiva segnalibro

Buongiorno lettori, sono molto emozionata. Esce oggi uno dei romanzi più belli del 2019, L'ultimo bacio di Bianca Marconero. 
Insieme a me, tante preziose amiche vi condurranno nella storia di Alex e Alice e vi presenteranno i sei segnalibri che abbiamo fatto realizzare per voi da due abili grafiche,Denise Aronica e Clarissa di Words of Books. 
Siete curiosi?




Premessa doverosa: se non avete letto Le nostre prime sette volte, di cui trovate la recensione sul blog, sconsiglio di leggere questa recensione. 



«È una contraddizione in termini, Alice. Un bacio tra di noi non potrà mai essere l’ultimo».

Alex e Alice non lavorano più insieme. Dopo l’ultimo licenziamento, le loro strade si sono divise.
Sono trascorsi nove mesi e Alice tenta di tenere insieme i pezzi della sua vita, si barcamena tra mille lavori e cerca di andare avanti. Ma pensa ancora ad Alessandro.
Sono trascorsi nove mesi e Alessandro ha preso le redini del progetto internazionale del Gruppo Francalanza Visconti, dirige la nuova sede di Parigi e ha una relazione stabile con Carlotta, una ricca ereditiera indicata da tutti come la sua compagna ideale. Ma pensa sempre ad Alice.
Sono trascorsi nove mesi e tutto è pronto per il matrimonio di Emilia e Fosco, la location è stata scelta, gli inviti mandati e la chiesa addobbata.
Sono trascorsi nove mesi e per Alex e Alice, entrambi testimoni degli sposi, è venuto il momento di rivedersi.
Nella cornice da sogno di un antico monastero sul lago di Como, tra balli mancati e un duello di sguardi, si delinea un accordo imprevisto: scambiarsi un ultimo bacio e poi ognuno andrà per la sua strada.
Ma un bacio tra due persone che si vogliono ancora, nonostante proclamino di non volersi affatto, non potrà mai essere l’ultimo.
Soprattutto se il destino trama e li porta a lavorare per l’ennesima volta uno accanto all’altra nella città più romantica del mondo.
Ma è davvero possibile capirsi, quando il passato minaccia di tornare? E come si può trovare il perdono quando emerge un segreto in grado di separarli per sempre?

Tra una salita sulla butte di Montmartre una passeggiata ai giardini del Lussemburgo, tra serate all’Opéra Garnier e shopping sulla rive gauche, Alex e Alice avranno la loro occasione per scoprire il vero significato dell’ultimo bacio.

Quanto tempo è necessario per comprendere che l'amore fa paura ma è la nostra unica salvezza?
A volte, mesi, altre volte, anni. Quattro, per la precisione. 
Quattro anni in cui Alex e Alice, tra inganni e battibecchi, hanno preferito raccontarsi bugie e tormentare i loro cuori piuttosto che ammettere una verità semplice, sotto gli occhi di tutti. 
Alessandro, dopo l'ennesima incomprensione, non sa più nulla di Alice: dove vive, cosa fa, chi frequenta eppure solo sentire il suo nome riesce a mettere sottosopra il suo cuore. 
Lunghi mesi sono passati e Alex si è arreso alla prospettiva di un futuro che tutti credono già scritto: ricco, dannatamente bello, con un carriera promettente, destinato a sposare la sua amica di sempre ed ereditiera, Carlotta. 
La verità è che Alessandro ha perso il senso delle cose, la misura delle sue aspettative, accontentandosi di annientare il dolore e la sofferenza in qualcosa di sicuro, piacevole, in cui i desideri dell'anima non sono contemplati. 

Di notte non ci sono spettatori. Finché sono l'unico a conoscere l'abisso della mia nostalgia, il compromesso è accettabile. 

Il matrimonio di Fosco ed Emilia è il punto di snodo, la svolta, perché quando Alessandro vede, litiga, balla e bacia Alice, tutto il mondo sembra riacquistare colore. 
La lontananza forzata, i sentimenti repressi e qualche bicchierino di troppo spingono Alice e Alex a scambiarsi un bacio, l'ultimo, l'addio che non si sono mai detti.
In quel bacio che alimenta il desiderio, la passione, il bisogno, quel bacio in cui annegano i loro cuori in astinenza, si raccontano l'ennesima bugia. 

Da vicino le bugie non reggono. Il respiro di Alice mi ricorda quanto ho desiderato sentirmelo sulla pelle. Questa è una distanza che non perdona. Mi torna in mente com'era non toccarla mia e sentirmela comunque addosso. 

La vita ha altri piani e quando una fortunata coincidenza riporta le loro vite su strade parallele, gli scontri saranno inevitabili. Ancora. E anche l'amore lo sarà.
Alice non si aspetta che Alessandro abbia imparato la lezione, che non sia più disposto a nascondere i suoi sentimenti e l'irruenza, l'impulsività, il vortice emotivo in cui sarà trascinata, le faranno riconoscere la magia di due cuori che battono all'unisono. 
Questo romanzo ha un focus essenziale: la fiducia. 

Innamorarsi è come dare una pistola carica in mano a qualcuno. Devi solo sperare che non scelga di sparare. 

L'amore si fonda sulla fiducia, sulla consapevolezza con la quale offri a qualcuno tutto ciò che hai , sulla speranza di aver scelto la persona giusta a cui cedere il tuo cuore. 
Il problema della fiducia è la sua natura di miracolo evanescente e Alex ha sbagliato così tante volte che i dubbi di Alice saranno difficili da scardinare. 
Il risultato è un rapporto fragile, delicato come un fiore che cresce tra le pieghe di una terra finora rimasta arida. 
Non voglio aggiungere altro, è necessario che arriviate a questa storia, godendovi ogni singola emozione: gioia, sofferenza, ansia e tristezza.
Affronterete un viaggio emotivo che varrà ogni singola parola, che vi farà sospirare per ogni scena e amerete la vulnerabilità, il mettersi a nudo di Alex e la tenerezza e la dolcezza di Alice.

Ci sono troppe cose che potevamo essere e non siamo stati. Siamo un incompiuto ingombrante. 

Voglio che siate a pronti a questa meravigliosa descrizione che l'autrice fa dell'amore. 
Fosco e Emilia non sono relegati a mere comparse, aspetto che ho amato profondamente. 
Nonostante la storia sia incentrata su Alex e Alice, Bianca è stata capace di dare uno spazio anche a due personaggi che mi hanno preso il cuore tempo fa, regalando ai suoi lettori una delle scene più belle ed emozionanti del romanzo. 

Fosco ed Emilia stanno ballando. Ma non sono sulla pista. Sono qui dietro, protetti dall'ombra. Lui le ha appoggiato la fronte sulla sua e qualunque cosa le abbia detto deve essere stata quella giusta, perché lei lo ha abbracciato. Ho visto Emilia stringerlo in punta di piedi. Ho visto Fosco piegarsi per accoglierla tutta. Vorrei sapere qual è la parola che ti fa ottenere un abbraccio come quello. Vorrei aver avuto un abbraccio che assomigliasse a quello, una volta sola nella mia vita. 

L'autrice non si fa scappare l'occasione e ci regala anche un piccolo cameo di Brando e del senatore Altavilla, segno che dalla serie Fucking non è ancora uscita. E nemmeno noi, che ci troveremo a sorridere guardando lo scanzonato frontman di cui abbiamo amato pregi e difetti. 
Non plus ultra e sorpresa del romanzo è stata Carlotta. In questa storia dovrebbe vestire i panni dell'antagonista, ma non è stato così. Ho avvertito piuttosto una incapacità naturale di amare e di credere nell'amore, colpa anche di una famiglia pronta a tutto per il prestigio e il potere. Ho rivisto nella sua vita, in un certo qual modo, qualcosa di Agnese prima che scoprisse l'amore vero, prima di Brando e Jacopo. 
Ammetto che non mi dispiacerebbe leggere ancora di lei, Alex la descrive come un faro abbagliante, perfetta e in grado di rendere oro ciò che tocca. Esistono poche persone così al mondo; il problema è che,essendo state a lungo luce di riferimento, hanno dimenticato quanto sia importante avere qualcosa di fisso in cui rifugiarsi. 
Un ultimo commento sull'epilogo: non poteva esserci più dolcezza ed emozione di così. 
Ho pianto di gioia ed è stato incredibile e intenso. 

Il contrasto è la massima espressione dell'amore. La necessità di una lite è la gemella separata alla nascita della voglia di fare pace. Il conflitto non è la negazione dell'armonia, è la ricerca disperata dell'armonia. 

                                                          Verdetto: Assuefatto!

Ed ora, veniamo alla sorpresa che io e Asia abbiamo elaborato un mesetto fa.
Dopo aver scandagliato in lungo e largo le opere di Bianca, abbiamo pensato che fosse giunto il momento di fare qualcosa di diverso.
Una sorta di riconoscimento della effettiva popolarità di questa meravigliosa autrice. 
Così, insieme alle altre preziose Bianca's Ultras, abbiamo scelto delle citazioni da usare per creare dei segnalibri. 
Ogni blogger vi presenterà un segnalibro creato dalle sapienti mani di Denise Aronica e Clarissa di Words of books che potrete stampare e utilizzare.
Voglio ringraziarle pubblicamente perché nonostante il lavoro, gli impegni personali e il blog, sono state perfette nel realizzare quanto avevo chiesto loro e con tempi strettissimi. 
La mia gratitudine è vera e sincera, non so davvero come avrei fatto senza di voi. Siete state speciali! 

Ed ora, passiamo al mio segnalibro. Qualcuno aveva dubbi che io scegliessi una citazione a tema Albion? Ovviamente no! 
Clarissa mi ha proposto due versioni diverse della stessa frase e non sapendo proprio quale scegliere, ho pensato di lasciare a voi la possibilità di scaricare quello che preferite.
Se l'idea vi ha stuzzicato, passate a vedere anche quelli delle altre perché sono meravigliosi!
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