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lunedì 7 aprile 2025

Recensione: 'Il Mercante di vendette' di Bianca Marconero

Buongiorno lettori, buon lunedì. Dopo aver lasciato sedimentare l'esperienza di lettura che è stata Il mercante di vendette di Bianca Marconero, sono pronta a condividere con voi le mie impressioni sul retelling edito Giunti scritto da una delle mie autrici del cuore.

Tra feste in maschera, duelli di scherma e baci rubati, un retelling dell’Otello di Shakespeare dove l’amore è più forte della vendetta e il cattivo può diventare l’eroe della storia. Fino a sacrificare tutto per riscriverne il finale.

La Stratford non è una scuola come le altre: nelle sue aule antiche e prestigiose circolano leggende inquietanti. La più dibattuta è quella che ruota intorno al Mercante di Vendette, una figura misteriosa che si occupa di regolare i conti per chi ne fa richiesta attraverso una chat clandestina sul dark web. Non tutti, però, credono nella sua esistenza. Non ci crede il futuro duca Otello Spencer, il ragazzo più popolare della scuola e fidanzato gelosissimo di Desdemona, e non ci crede il suo braccio destro, l’enigmatico Iago McGregor. Al contrario, Bianca Duchamp, la studentessa migliore del corso di Giornalismo, non ha dubbi ed è determinata a smascherare il Mercante. Quando inizia a indagare, subito si scontra con l’imprevista ostilità di Iago, che sembra pronto a tutto pur di fermarla. Cosa nasconde?

Sempre gentile verso gli amici, con Bianca diventa sprezzante e crudele. Ma, quando Bianca viene aggredita, lui rischia la vita per salvarla. E mentre la verità sul Mercante è sempre più vicina, lei capisce che il vero enigma è il cuore di Iago. Chi è davvero questo ragazzo, impassibile e sfuggente? Perché Bianca non riesce a toglierselo dalla testa? Perché quando lui le è vicino si sente risuonare l’anima?

“Se hai paura di colpire il tuo nemico, lo colpirò per te. Il mercato delle vendette ha aperto le sue porte.”

Che Bianca Marconero sia una delle autrici italiane più talentuose degli ultimi dieci anni è una verità riconosciuta. Che sia perfettamente in grado di scrivere un retelling è stato dimostrato con l'accoglienza da parte del pubblico di Lady pride and Mister Prejudice. 
Che potesse superarsi, invece, con un retelling di Otello è stato un coup de théâtre.

D'altronde, se di tragedia si tratta, l'autrice c'entra il bersaglio, riscrivendo la celebre opera di Shakespeare, capovolgendo la prospettiva e introducendo una lente particolare su quel personaggio secondario da cui dipendono le fila del racconto, Iago. 

Il mercante di vendette, il sottotitolo del romanzo, dice tanto del protagonista di Bianca Marconero. 
Iago è consumato dalla vendetta, la propria e quella degli altri. Assorbito del tutto dalle vicende dei suoi compagni, dalle loro relazioni sociali e personali, Iago osserva, manipola, tesse trappole e intreccia fili per poter conquistare la libertà tanto agognata. Un occhio di bue che rifiuta si accenda su di lui prima del gran finale, Tabula Rasa. 
Ma Iago non è solo questo, è un ragazzo brillante, intelligente, empatico. La sofferenza radicata in lui lo rende un personaggio sfaccettato, difficile e proprio per questo, amabile. 
Non compie scelte eticamente corrette e non si nasconde dietro una concezione universale di giustizia. É perfettamente consapevole della sua posizione, delle sue decisioni, del male che arreca e di quello che subisce. 
Iago non è un eroe, è un vendicatore. Ma nessuno è innocente. 

«Tu non hai la sensazione che siamo tutti su un grande palcoscenico, intrappolati in ruoli e aspettative?» chiese Julian. «Non ti senti come un attore con un copione in mano?»
 «L’importante è che tu sia l’autore di quel copione. Che sia padrone, se non della tua vita, almeno delle tue maschere.» 

Il romanzo, come la controparte teatrale, è ricco di personaggi secondari che acquisiscono rilevanza all'interno del testo non solo come pedine del gioco. Entrano in gioco infatti anche i sentimenti, le relazioni, i rapporti umani. 
Alla fine della lettura sarà difficile lasciare andare personaggi come Desdemona, Julian e perfino Otello che vivono grandi trasformazioni in corso d'opera. 

Se il protagonista è Iago, il sole del romanzo è Bianca.
Pura, genuina, determinata, coraggiosa, intraprendente, Bianca è il personaggio più lineare. 
Non mente mai a se stessa, prende sempre le situazioni di petto, non si sottrae alle sfide. 
Studentessa di giornalismo, la sua missione di smascherare Il mercante diventa una necessità. Il suo fiuto per una grande storia le vale rischi e sofferenze, ma non accetta compromessi, non consente ai no di decidere la sua strada. 
Bianca fa la differenza: con ostinazione e ingenuità, il suo punto di vista arricchisce la vita di Iago e rende l'esperienza di lettura più concreta e verosimile. Consente di non dimenticare qual è la via giusta da seguire, diventa la bussola morale della storia

I personaggi funzionano presi singolarmente, ma ciò che impedisce di mettere giù questo romanzo in realtà sono i rapporti che si intrecciano tra loro. 
É un gioco di luci e ombre. 
Amore, amicizia, affetto, fratellanza, ma anche vendetta, passione, desiderio, rancore, odio, rabbia. 
I sentimenti sono vividi, reali, brutalmente onesti. 
Ed è per questo motivo che si arriva all'epilogo completamente devastati. 
Il cuore trabocca di vita, di lacrime e di sorrisi. 
L'autrice distilla con sapienza il veleno da offrire al lettore che, preso dalla foga, si trova in una spirale di così grande piacere per una tragedia indimenticabile che sfida il tempo e si rende moderna. 

Bianca Marconero ha un talento.
Il suo modo di raccontare l'amore, di trasmettere la vita attraverso la carta, è un dono. 
Sono pochi gli autori in grado di non limitarsi a raccontare la storia, ma a lasciarla sedimentare dentro i propri lettori. Bianca ci riesce sempre, con ogni suo lavoro, dimostrando di poter vincere ogni volta anche contro se stessa. 
Ho raccolto citazioni, ho urlato nel testo, ho pianto e ho riso. 
Questo è tutto ciò che voglio da un libro. 

Prova superata. Maxima cum laude.


Verdetto: Assuefatta

martedì 28 novembre 2023

Review Party: 'La custode di parole. L'occhio della verità' di Alric e Jennifer Twice

Buona sera lettori, scusate l'enorme ritardo ma è stata una giornata folle e non è ancora finita! Oggi vi parlo di un omaggio a sorpresa della Mondadori, La custode di parole, L'occhio della verità dei coniugi Twice.

Si regge sempre. Soprattutto per le persone che amiamo. Sono la nostra àncora di salvezza. Senza quel piccolo barlume saremmo persi. La Città Sommersa non ha lasciato indenni Arya e i suoi compagni. Tornata sulla Narciso , forte dei suoi nuovi poteri e del legame indistruttibile che la lega a tutti coloro che la accompagnano nel suo viaggio, è sempre più convinta che prima o poi riuscirà a trovare la sua famiglia e gli eredi di Hélianthe. Tuttavia, nel corso del viaggio, si troverà di fronte a una realtà completamente diversa. La minaccia dei Soldati di Vetro, nel frattempo, si sta diffondendo come un veleno nelle terre di Hélios. Il pericolo cresce di giorno in giorno, così come la consapevolezza di Arya che il suo destino sarà segnato dai legami del cuore e dalle verità che via via porterà alla luce. Età di lettura: da 12 anni.

Devo ammettere che se la Mondadori non mi avesse omaggiato della copia non avrei letto questo secondo volume visto che La custode di parole mi aveva lasciato più dubbi e perplessità che sensazioni positive. 

Più di ogni altra cosa, lo stile di scrittura mi aveva annoiato moltissimo, l'avevo trovato prolisso, eccessivamente descrittivo e il carattere della protagonista non aveva aiutato. 

Fortunatamente nel sequel gli autori hanno saputo calibrare meglio l'evoluzione dei personaggi e la narrazione, garantendo un ritmo abbastanza fluido, sebbene trovi nella storia ancora diversi difetti, primo fra tutti la ridondanza di alcune scene.

Arya mi ha piacevolmente sorpreso: il suo carattere si è fortificato, la sua bontà non è più un ostacolo ma un pregio, i suoi poteri crescono con lei. Il feeling con Killian, il ladro che la accompagna, è palpabile e anche poterlo conoscere più a fondo, conoscere le sue radici, ha rappresentato un elemento che ha fatto la differenza. 

Il romanzo mantiene un ritmo alto, non ci si annoia mai e anzi, il lettore resta costantemente con il fiato sospeso in attesa della prossima scena. In definitiva, questo secondo volume è riuscito a convincermi a dare una seconda possibilità alla serie. 

Ci si legge al terzo volume!

Verdetto: (Più che) Stuzzicante


Ringrazio la Mondadori per la copia cartacea e le mie compagne per la preziosa compagnia durante l'evento. Fatemi sapere se ancche voi lo avete letto o se vi incuriosisce. 
Baci, 
Cris


giovedì 16 novembre 2023

Review Party: 'Renegades. Identità segrete' di Marissa Meyer

Buongiorno lettori, torna una delle scrittrici più amate del panorama fantasy, Marissa Meyer, con il primo volume di una nuova trilogia, Renegades di Marissa Meyer.


L'Era dell'Anarchia avrebbe potuto proseguire all'infinito. Poi, quasi all'improvviso… la speranza. La speranza che risplendeva luminosa, vestita con mantelli e maschere. La speranza, bellissima e piena di gioia, che prometteva di risolvere tutti i problemi, di trafiggere i nemici con la spada della giustizia. La speranza che prendeva il nome di Rinnegati. Sono passati ormai dieci anni da quando i Rinnegati, un gruppo di giovanissimi Prodigi, uomini e donne dotati di poteri straordinari, decisero di usare le loro capacità per contrastare il caos generato dal governo degli Anarchici su Gatlon City, e riportare ovunque pace e stabilità. Da quel momento i Rinnegati sono diventati per tutti i paladini della giustizia, un simbolo vivente di fiducia nel futuro e coraggio. Per tutti tranne ovviamente per gli Anarchici superstiti che, a loro volta dotati di poteri, sono fuggiti dalla città e per anni, di nascosto, hanno cercato di riorganizzarsi per portare a compimento il progetto originale del loro defunto leader Ace. Tra loro adesso c'è anche Nova, la nipote diciassettenne dell'uomo. Lei stessa un Prodigio, è affamata di vendetta e pronta a tutto pur di ottenerla. Anche a partecipare a un'operazione di infiltrazione tra le fila nemiche. L'incontro con Adrian, un Rinnegato dall'animo ribelle che crede fermamente nella giustizia, però, potrebbe rischiare di sconvolgere i suoi piani: a un passo dalla grande battaglia che attende Rinnegati e Anarchici, i sentimenti infatti possono diventare un nemico spietato...

Ogni volta che la Meyer esce con un nuovo libro, io divento impaziente perché per me è un'autrice con un talento unico, capace di prendere un tema, un topic ben conosciuto e renderlo originale e unico. 
L'ha fatto con le favole ne Le cronache lunari, l'ha fatto con la Regina di cuori e ora lo fa con i supereroi. 

Naturalmente i riferimenti sono facilmente intuibili, quello dei supereroi e dei super-poteri è un mondo scandagliato fino al midollo, soprattutto con le grandi produzioni Marvel e DC. 
Ciononostante, il libro trascina il lettore inconsapevole e grazie a una prosa fluida, scorrevole, senza pause lo conduce in un'avventura senza regole. 


Il tema fondamentale è l'accettazione del diverso. 
Gli Anarchici si sono sollevati contro il mondo perché incompresi, bistrattati, esclusi, ma hanno finito per gettare Gatlon City nel caos totale. 
Le persone che hanno forza e mezzi hanno soggiogato il resto della popolazione. 
E' a questo punto che agli Anarchici si sono opposti i Rinnegati.
Finalmente la calma sembra pronta a scendere sulla città, ma la fazione sconfitta non ha smesso di tramare nell'ombra.

Nova, nipote di Ace, colui che diede vita alla ribellione degli Anarchici è pronta a fare la sua parte, a entrare nelle file nemiche per combatterli dall'interno.
Come spesso succede quando cresciamo nella erronea convinzione di sapere tutto, incontrare qualcuno che mini tutte le nostre certezze è sconvolgente. 
Adrian è il figlio dei capi dei Rinnegati, ma ha un profondo senso della giustizia e una dolcezza che non lascerà Nova indifferente. 
Il sentimento tra di loro è pericoloso perchè mette a rischio la missione e tutto ciò per cui ha duramente lavorato.

La verità è che nessuno nutre all'interno solo il bene o solo il male, siamo fatti di luce e buio e le decisioni che prendiamo possono condizionare sia noi che le persone che ci circondano. 

Sebbene il finale fosse nell'aria, ho adorato questo romanzo (che avevo acquistato in inglese già ai tempi dell'uscita senza mai decidermi a leggerlo) e non vedo l'ora di sapere come continuerà la loro storia. 
Ho timore che Archenemies sia un po' un libro traghettatore, ma nell'attesa non posso non consigliarvi di leggere Renegades!

Verdetto: Dipendente



Ringrazio la casa editrice per la copia e le mie colleghe per la compagnia durante questa lettura!
Baci, Cris







domenica 12 novembre 2023

Review Tour: 'Divini rivali' di Rebecca Ross

Buon pomeriggio lettori, buona domenica! Da me piove e fa freddo, l'ideale per leggere un buon libro. Sapete cosa dovreste leggere? Divini rivali di Rebecca Ross che ho iniziato e finito in un giorno, catturata completamente dalla magia di Iris e Roman. 

Ma andiamo con ordine e preparatevi alla mia recensione entusiasta!


Due giornalisti rivali uniti da un legame magico intrecceranno per sempre i loro destini attraverso l’inferno della guerra e l’incanto della passione. Si dice che l’amore vinca su tutto, ma può trionfare anche in uno scontro tra divinità?
Nessuna divinità
Nessuna creatura
Nessuna guerra
potrà mettersi tra di loro.
Mentre una sanguinosa guerra tra divinità infuria nel paese, la diciottenne Iris Winnow cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Il fratello è partito per la guerra e non dà notizie di sé, la madre annega i dispiaceri nell’alcol, il lavoro da giornalista non le dà soddisfazioni. Sogna un futuro in cui la sua scrittura farà la differenza grazie alla promozione a editorialista, ma per ottenerla deve competere con l’affascinante e scontroso Roman Kitt. L’unica valvola di sfogo, per Iris, è la sua macchina da scrivere, dono dell’amata nonna, con cui spera di mettersi in contatto con il fratello scomparso, ma le lettere che infila sotto al guardaroba finiscono proprio nelle mani di Roman, che decide di risponderle anonimamente avviando così un rapporto epistolare. Questo legame speciale e inaspettato farà nascere tra i due complicità e attrazione, trascinandoli nel vivo di un conflitto che deciderà le sorti non solo del loro paese ma anche del loro amore.

Prima di commentare il libro, voglio fare una doverosa premessa. Ho letto tutto ciò che è stato edito in italiano di Rebecca Ross, quindi a ragione posso dire che Divini rivali mostra un notevole miglioramento stilistico dell'autrice. La Ross, infatti, ha una fantasia invidiabile, le sue storie sono incredibilmente originali, mai simili tra loro, ma allo stesso tempo, sono in gran parte caratterizzate dall'assenza di quella scintilla in grado di farti pensare al termine del libro che è nata una stella. 

Divini rivali individua invece un punto di svolta nella carriera dell'autrice. La sensazione di spaesamento e affetto viscerale per Iris e Roman che ho provato durante la lettura può essere solo spiegata con il raggiungimento di una consapevolezza personale e l'aggiunta di un quid che facesse la differenza. 

L'ambientazione è magnifica: la narrazione si dipana a cavallo tra storia e mito, poiché un terribile dio, Dacre, si è risvegliato dal suo sonno eterno per muovere guerra contro colei che un tempo fu la sua amata, Enva. La storia dei due dii si intreccia in un climax di violenza e inganno, ma influenza le vite di milioni di persone che si schierano dall'una o dall'altra parte. La guerra è crudele, porta via molte anime e con esse le loro storie, i loro sentimenti, i loro ricordi. Il fatto che avvenga tra due divinità la rende solo più dolorosa e sciocca delle altre, ma anche più evocativa e magica. 

La magia si srotola in questo romanzo attraverso le lettere di Iris e Roman, i protagonisti del romanzo. Iris ha salutato suo fratello Foster con la promessa che la guerra sarebbe finita in breve tempo, ma dopo sei mesi non solo non ha ricevuto sue notizie, ma ha perso sempre più la presa sulla sua vita. Non ha terminato la scuola, la madre è ormai fuori controllo e i soldi non bastano per mangiare e vivere. La sua unica consolazione sono le lettere che scrive al fratello, piene di amore, ma anche rammarico e odio per il suo abbandono. 

Incredibile che a riceverle sia la sua nemesi, Roman Kitt, il giovane e ricco privilegiato che lotta con lei per la posizione di editorialista. I duelli verbali, gli scontri accesi, l'attrazione trattenuta sono una lenta danza di corteggiamento che sanno intraprendere con sorprendente grazia. I loro sentimenti si accostano, infiammano ingarbugliano per tutto il romanzo fino al raggiungimento della completa gioia quando tutto il mondo sembra poter finire da un momento all'altro. E' allora che l'autrice ci regala un finale doloroso, non del tutto imprevedibile, ma che lascia con l'immediata esigenza di leggerne ancora.

Se dovessi cercare l'elemento perfetto di Divini rivali, lo individuerei nelle lettere come catalizzatore di una romantica fantasia in cui è possibile trovare la felicità nei momenti più bui, avendo coraggio e speranza. 

L'ho finito ieri, ma questo romanzo e i suoi personaggi mi tormenteranno ancora per molto giorni a venire. Leggetelo e lasciatevi conquistare dalla pena delicata e scorrevole di Rebecca Ross. 

                                                Verdetto: (quasi) Assuefatto


Voglio ringraziare le mie colleghe per lo scambio proficuo durante e dopo la lettura e la casa editrice per la copia digitale del romanzo. Non è stata una campagna pubblicitaria gestita nel migliore dei modi - tra la questione della copertina e quella degli overlays ai soli PR - ma mi auguro che questo possa essere d'insegnamento per il futuro. I lettori sono l'anima del mercato editoriale ed è necessario attivarsi per mostrarsi trasparenti e corretti sotto ogni aspetto, soprattutto quando l'offerta è così vasta. Ad ogni modo, copertina o no, il libro merita.

Dategli un'occasione!

Baci, Cris





martedì 31 ottobre 2023

Recensione: 'Tutta la mia rabbia. All my rage' di Sabaa Tahir

Buon giorno lettori, come state? Mi sembra incredibile, dopo la fine di An ember in the ashes, tornare a parlarvi di Sabaa Tahir. Autrice di una delle mie serie preferite di sempre, torna in Italia con un libro di narrativa contemporanea, classificato YA, che parla di temi universali, senza target. Vincitore di un premio, arriva in Italia grazie alla Fanucci editore che mi ha lasciato con fiducia organizzare questo evento. 


Lahore, Pakistan. Passato. Dopo che una tragedia sconvolge la loro vita, i novelli sposi Misbah e Toufiq si trasferiscono negli Stati Uniti dove aprono il Riposo delle Nuvole, sperando in un nuovo inizio.Juniper, California. Presente. Salahudin e Noor sono più che migliori amici: sono una famiglia. Cresciuti come emarginati nella piccola città desertica di Juniper, si conoscono meglio di chiunque altro. Fino alla “Lite”, che distrugge il loro legame con la repentina furia di un’esplosione. Ora Sal si affanna a gestire il motel di famiglia mentre la salute della madre si deteriora e il padre si abbandona all’alcolismo. Noor, invece, vive una situazione incerta e straziante: lavora nel negozio dello zio e nasconde il suo progetto di iscriversi al college e andarsene per sempre da Juniper. Quando i tentativi di Sal di salvare il motel falliscono, lui e Noor devono chiedersi quale sia il valore dell’amicizia e cosa sia necessario fare per sconfiggere sia i mostri del passato sia quelli che affollano il loro presente.

Tutta la mia rabbia è un libro dalla trama abbastanza semplice e intuitiva, ma con una portata tematica davvero forte.
I protagonisti sono due ragazzi di origine pakistana, Salahudin e Noor, appartenenti a una minoranza così piccola da diventare ben presto migliori amici.
In realtà, è molto più di così. Noor sente la nostalgia di casa, è sola in un Paese di cui non capisce la lingua, tra persone che la deridono perché non è abbastanza simile a loro. Trovarsi non è una scelta, quanto una necessità: il desiderio viscerale di essere visto oltre ogni velo o guscio.

Noor è una ragazza eccellente, un talento a scuola e ha un cuore indomito, coraggiosa, dedito agli altri. 
Salahudin è invece un ragazzo buono, ma a pezzi dopo la morte della madre e con un padre inservibile a causa dell'alcool. 
Le loro vite, legate da anni, subiscono uno scossone dopo la Lite, ma quando Misbah, la madre di Sal muore, si riattorcigliano nuovamente in una spirale di bugie, segreti e attrazione.
 
Questo romanzo è per una parte un libro d'amore: l'amore filiale, l'amore familiare, l'amore passionale, ma in realtà offre molti spunti di riflessione. 

Il primo e più evidente è la religione: la fede di Sal, di Misbah e di Noor li ha salvati molte volte, li ha guidati, sorretti e sostenuti nelle difficoltà. E' una fede potente che porta pace e rasserena lo spirito. E' una sensazione di profonda devozione che arriva sinceramente al lettore. Mi sono trovata a interrogarmi sulla mia fede, sulla forza che essa mi trasmette e ne ho ricavato un grande benessere. 

Tuttavia, ciò che mi ha profondamente addolorata è la violenza e il razzismo che traspaiono dalle pagine. Non importa quanto si possa nascondere, alla fine la vera natura delle persone viene fuori. Può essere la persona più vicina a te o qualcuno da cui tenevi le distanze, un familiare o uno sconosciuto, ma l'odio veicola e raggiunge la superficie. 
E' stato penoso leggere ciò che questi ragazzi subivano, il modo in cui erano costretti a sopravvivere alle difficoltà della vita. 
Questo non deve farvi immaginare un libro tedioso o pesante, anzi, la capacità dell'autrice è quella di raccontare tutto con una fluidità e un'intensità disarmanti. 

Non c'è rischio di annoiarsi o bloccarsi con la penna della Tahir, che in questo romanzo ha messo tanto di se stessa e delle battaglie che combatte. 
Riuscire ad essere personale senza svelarsi, emozionare il lettore, trascinarlo in un mondo diverso, educarlo è molto difficile in un libro per giovani ragazzi, eppure la Tahir ci è riuscita trasformando All my rage in un messaggio universale. 

Verdetto: Dipendente

Ringrazio la casa editrice per le copie e la fiducia, l'evento si svolge anche su instagram dove troverete approfondimenti e curiosità. 
Bacini, 
Cris





venerdì 1 settembre 2023

Recensione: 'Quello che non siamo stati' di Alice Kellen

Buongiorno lettori, bentrovati! Come sono andate le vacanze?
Dopo un fantasy, non c'è nulla di meglio che una nuova uscita New Adult. 

Alice Kellen, autrice spagnola della dilogia, ha scalato le classifiche con il self prima di essere messa sotto contratto da una casa editrice e poi tradotta in tanti paesi, incluso il nostro. 

La storia di Axel e Leah merita? Volete saperne di più?
Allora non potete perdervi la recensione in basso.

Tutto mi sembrò diverso. Io ero diversa. Non sentivo più nulla. L’incidente aveva lasciato dentro di me un vuoto immenso e desolante su cui era impossibile costruire, perché erano scomparse le fondamenta. Non “sentivo” più niente. E non volevo più tornare a sentire. Meglio vivere così, in letargo, che nel dolore. Leah era una ragazza solare, piena di entusiasmo, di sogni. Ora, a diciannove anni e a distanza di molti mesi dall’incidente che le ha strappato i genitori, è irriconoscibile. Distrutta, non crede più in niente. Ha rinunciato persino alla sua passione più grande, dipingere, perché nulla, ai suoi occhi, ha più senso. Qualcosa, però, sta per cambiare. A causa del lavoro, infatti, il fratello Oliver è costretto a trasferirsi a Sydney e, non volendola allontanare dal luogo in cui è cresciuta, chiede ad Axel, il suo migliore amico, di ospitarla a casa sua e di prendersene cura in sua assenza. Dopo tutto, il ragazzo è uno di famiglia, e stare con lui, uno spirito libero, spensierato, che passa le sue giornate tra lavoro, uscite con gli amici e il surf, non potrà che fare bene a Leah. Axel poi prende sul serio il compito che Oliver gli ha affidato e cerca in ogni modo di aiutare la ragazza a ritrovarsi e a rimettere insieme i pezzi della sua vita. Quello che ignora, però, è che Leah è innamorata di lui da sempre. E che starle accanto potrebbe cambiare non solo la sua vita, ma quella di entrambi. Perché lei è luce, nonostante tutto, e non può che attrarre il suo sguardo. Perché lei è proibita, ma risveglia la sua pelle come nessuna. Perché lei è il mare, le notti stellate e i vinili dei Beatles. Perché soprattutto, a volte, ci sono solo due scelte a disposizione, prendere o lasciare. E perché in certi casi bisogna rischiare tutto perché delle scintille di felicità esplodano come uno spettacolo di fuochi d’artificio.

Il primo aspetto che voglio evidenziare è lo stile narrativo. Capisco perché l'autrice abbia avuto tanto successo, prima con il passaparola e poi con la grande pubblicazione. Grazie a capitoli brevi e concisi e una narrazione fluida, i suoi romanzi si divorano. Non usa un linguaggio banale, tenta sempre di descrivere le emozioni in maniera profonda e delicata e devo dire che il suo intento riesce per gran parte della lettura.

Passando alla trama vera e propria, stiamo parlando di una storia d'amore tra il migliore amico del fratello più grande e una ragazza che lo ha sempre desiderato e trovato irraggiungibile. Non c'è pazienza in questa storia, né delicatezza. E' una storia ruvida come il suo protagonista. Axel non è un personaggio cattivo o tossico, è rude, impaziente, caparbio e da un punto di vista strettamente realistico, non gestisce al meglio il trauma di Leah.

Quando una persona che ami perde tutto e non ricorda più come si fa a vivere, a volte tenti il tutto per tutto, anche ferendola. 

Axel è irruento e passionale: vuole che Leah torni a dipingere, a esprimere il suo mondo a colori, vuole che viva. Ma la ragazzina che vuole far risorgere dall'incidente d'auto che ha ucciso i suoi genitori non c'è più e al suo posto, ora c'è una donna emotiva, imprevedibile ed esuberante che mette a soqquadro la sua vita e le sue certezze. 

L'amore di Leah è così luminoso da richiamare pennellate di giallo, rosso e arancione che illuminano l'animo libero di Axel. Tuttavia Leah è ancora una ragazzina, ingenua per certi versi, ancora sofferente per altri e l'amore non sempre basta. 

A volte c'è bisogno di perdersi per ritrovarsi. 

Questo è il libro di Leah, del suo passato, del suo presente e del suo futuro. E' il libro del lutto, del dolore, della sofferenza. E' anche il libro della rassegnazione, dell'accettazione, della forza. E' il libro dell'amore e della delusione. Leah passa attraverso una gamma infinita di emozioni ed è così che rinasce e unisce il suo passato e il suo presente. La separazione è brusca, crudele, ma necessaria perché anche se alcuni legami sono destinati ad essere, è più saggio non fermarsi in un posto solo e cercare la propria vita fuori dalla propria bolla. 

Non è un libro perfetto perché i personaggi sono imperfetti, ma è un libro che incuriosisce, intrattiene ed emoziona. E' un libro che racconta tante forme d'amore, che descrive la famiglia e per questo, nonostante alcune pecche, a me è piaciuto. 

Verdetto: (più che) Stuzzicante

3.5 cuoricini


Mi sembra doveroso aggiungere una postilla a questa recensione. Spesso libri così, che hanno bisogno dell'altro per completarsi, sono inscindibili. Valutare l'uno senza l'altro è come sentire una storia a metà e interrompersi sul più bello. Tuttavia, dovendo comunque dare un giudizio, ho cercato di essere quanto più possibile oggettiva. Questo romanzo è imperfetto e in alcune circostanze mi ha fatto arrabbiare, ma è anche dolce, intenso ed erotico. Non fermatevi alla prima impressione e continuate a leggere di Axel e Leah perché vale la pena sapere come continuerà il loro amore. 

Ringrazio di cuore Silvia per aver organizzato l'evento e la casa editrice per la copia del romanzo, ci risentiamo il 7 settembre per la recensione di Quello che siamo insieme, seguito della dilogia. 




venerdì 21 luglio 2023

Recensione: 'Scholomance. La cerchia d'oro' di Naomi Novik

Buon pomeriggio lettori, oggi si torna per l'ultima volta nel mondo della Scholomance, da un'idea folle di Naomi Novik.

Fuggire dalla Scholomance sembrava un sogno impossibile, invece, in qualche modo, si è avverato per El e i suoi compagni di classe, anche se alla ragazza è costato molto caro. Oltretutto il mondo non è affatto diventato un posto sicuro per tutti i maghi, anzi. La pace e l’armonia sono ancora un traguardo lontano per le cerchie di ogni Paese. Perché qualcuno ha raccolto il progetto di distruggerle una volta per tutte e lo sta portando avanti con fermezza. A questo punto, dopo tanta fatica fatta per uscirne, l’unica soluzione per El sembra proprio tornare indietro, trovare un modo cioè per rientrarci, alla Scholomance.

Scholomance è una serie a cui ci affeziona con il tempo. Se avessi dovuto decidere di continuare dopo il primo libro, probabilmente la prima impressione mi avrebbe fermato e sarebbe stato un peccato perché dopo aver concluso la trilogia, posso dire con certezza che è una delle serie fantasy dark academia più valide in circolazione. 

Una delle cose con cui si deve venire a patti è il cinismo, il sarcasmo e il flusso di coscienza che ci inonda sin dalle prime pagine. Galadriel, El, è unica. Ha un buon cuore, ma è introversa e diffidente. Se nel primo volume essere nella sua mente ci pare disorientante e spesso frustrante e nel secondo volume comprendiamo meglio il suo carattere e il suo modo di relazionarsi, nel terzo volume siamo finalmente a nostro agio. 

El, dopo aver perso Orion, lasciato indietro a combattere contro Pazienza, è triste e apatica perchè proprio nel momento in cui ha cominciato a fare progetti per il futuro con il suo stupido eroe, vede la realtà disfatta davanti ai suoi occhi. 

Ma il tempo per meditare e rannicchiarsi nel torpore è poco. Uno stregone è deciso a distruggere tutte le cerchie ed El sembra l'unica abbastanza potente da provare a fermarlo. Questo libro, a differenza dei precedenti, non si svolge nella Scholomance, ma in giro per il mondo, consentendo una maggiore comprensione sia del funzionamento dei circoli sia del mondo magico in cui El è calata. 

Presa dalla lotta, El non potrà dimenticare che sul suo capo pende una pericolosa profezia mentre dentro di lei si mantiene viva la speranza che Orion sia vivo. Proprio quest'ultimo godrà di una certa rilevanza in questo volume, così come le amicizie e le alleanze che El ha instaurato nell'anno precedente. El non è più sola contro il mondo e coloro che ama sono pronti a ricordarglielo.

Scholomance non è un fantasy ordinario, ma offre un'esperienza singolare senza sforzi, senza fronzoli, senza uno stile troppo arzigogolato. E' onesto, diretto, sui generis. La forza della trilogia è la sua protagonista, El, ma non basta. E' la sua crescita, la sua evoluzione, la vita e le scelte che intraprende che arricchiscono il lettore e rendono questo finale adatto alla serie. 

Verdetto: (Più che) Dipendente


Grazie alla casa editrice per la copia del romanzo in anteprima e a Silvia per aver organizzato l'evento. Passate anche dalle mie amiche per leggere la loro opinione, baci
Cris



lunedì 19 giugno 2023

Recensione: 'Il cuore del principe corvo' di Tessonja Odette

Buongiorno lettori, come state? Ho finito un libro che aspettavo da tanto tempo, Il cuore del principe corvo, retelling di Cenerentola, edito da Saga Edizioni per Tessonja Odette.


Il principe Franco, erede al trono della corte della Luna, è il sogno di ogni arrampicatrice sociale. Qualsiasi donna in età da marito farebbe follie per un briciolo della sua attenzione. E così Franco è costretto a inventare sotterfugi via via più creativi per sfuggire all'orda di ammiratrici che lo assedia. Intrappolata in un patto scellerato, Ember Montgomery brama la libertà, ed è disposta a tutto pur di sfuggire dalle grinfie della sua perfida matrigna. Persino a stringere un patto ancor più rischioso. Con la stagione mondana alle porte, l'incontro fortuito tra Ember e il Principe Corvo porterà a un'alleanza pericolosa per eludere trame matrimoniali sgradite, in un castello di glamour e bugie sempre più precario.
Ma cosa succederà una volta tolte le maschere?


Se c'è una favola bellissima ma sottovalutata è quella di Cenerentola. 
Tessonja Odette si conferma una buona scrittrice di retelling perché ricalca la storia originale mantenendo una certa dose di innovazione. 
La storia d'amore di Franco e Ember è epica in modo simile all'originale, ma se al ballo Cenerentola e il principe si erano appena conosciuti, qui l'autrice si prende tutto il tempo necessario per creare un rapporto vero, sincero, che va persino oltre l'aspetto fisico. 
E' un libro scorrevole, che si divora e da cui si fa fatica a staccarsi e che racconta l'amore, ma non solo. 
Racconta l'insicurezza, il senso di colpa e di inadeguatezza, narra delle passioni, della crescita personale, del perdono, dei buoni sentimenti. 
E' un libro davvero completo che può solo convincere anche i più scettici. 
Ember è una ragazza coraggiosa, determinata, generosa, un'eroina disposta a tutto in nome della libertà. 
Franco è un mosaico di personalità, è vulnerabile e affascinante, giocoso e tenero, appassionato e insicuro. 
La loro storia che prende piede da un ballo in maschera e da un patto spinoso si evolve in un regno d'amore e di generosità.
Anche questa vola abbiamo avuto un'ulteriore assaggio del mondo di Faerwyvae, ci troviamo alla Corte della Luna dove regna un eterno crepuscolo. 
Il palazzo è incantato, meravigliosa, costruito su dettagli: serre incantate, stanze ricche di letti di piume e vasche bollenti, sale da ballo ampie e discrete. 
Mi sono sentita travolgere dall'amore di Ember per la musica, grata di poter vivere in un posto tanto speciale un'avventura che non risparmia pochi e prevedibili colpi di scena. 
Una cosa intrigante riguarda anche l'eventuale fonte di ispirazione dell'autrice. Se infatti La maledizione del re lupo aveva dei richiami al classico Jane Eyre, in questo libro ho sentito in Ember e Franco la costruzione di Lizzy e Darcy di Orgoglio e Pregiudizio. 
Rilevante per il prossimo libro della serie è il personaggio secondario della principessa del mare Maise, di cui Ember prende il posto. 
E' una selkie e fugge via dal palazzo Selene quasi subito, lasciandoci in preda alle domande: cosa le sarà accaduto? Da chi si trova costretta a fuggire?
E' uno scenario allettante, sarà chiaramente un retelling della Sirenetta e questo mi porta subito alla prossima domanda: quando uscirà il seguito?
Chiaramente avrete capito che per me l'autrice è promossa a pieni voti!

Verdetto: (più che) Dipendente
4.5 cuoricini

Grazie alla casa editrice per la copia digitale e al blog Gli occhi del lupo per aver organizzato questo review, è stata una vera boccata d'aria fresca. 
Cris



venerdì 9 giugno 2023

Review Party: 'My killer vacation' di Tessa Bailey

Buona sera lettori, perdonate il ritardo ma sono giorni folli e pieni di impegni. Ad ogni modo, oggi si cambia genere e torniamo al mio primo amore, i romance con un'autrice osannata da tutti e un palmare di libri molto apprezzati. Sto parlando di Tessa Bailey e del suo My Killer Vacation. 


Tutto quello che desidera Taylor, una giovane insegnante annoiata da giornate sempre uguali e senza sorprese, è trascorrere una vacanza esclusiva nella soleggiata Cape Cod insieme al fratello Jude, con in testa un unico pensiero: l'abbronzatura. Certo, non può immaginare che a pochi minuti dal suo arrivo nella villa da sogno che ha affittato (e che, nota bene, le è costata anni di faticosi risparmi) incapperà in un cadavere con un proiettile conficcato in fronte. No, questo non è decisamente nei piani. Né lo è ritrovarsi tra i piedi Myles, un rozzo ex detective e ora cacciatore di taglie, assoldato dalla sorella del morto per fare luce sull'omicidio e possibilmente catturare l'assassino. Uno talmente pieno di sé da rifiutare, con aria infastidita, la gentile offerta di Taylor di dare una mano a risolvere il caso. Un atteggiamento inaccettabile, perché prima di tutto lei non è disposta a ricevere un no come risposta, inoltre ne sa a bizzeffe di omicidi visto che ha passato un'infinità di ore ad ascoltare podcast true crime. E poi, chi meglio di una maestra di seconda elementare sopravvissuta all'insegnamento in tempi di pandemia può districare situazioni complesse al limite dell'impossibile? Dopotutto, forse, la vacanza di Taylor non è rovinata come sembra. Anzi, chissà?, questa piccola deviazione rispetto ai programmi potrebbe portarle persino qualcosa di più interessante (ed eccitante?) del previsto, quel brivido che le manca da molto, troppo tempo nella vita.

Le cover carine riescono ad attrarre i lettori come falene, se poi tutti ne parlano bene, sembra inevitabile non cascare nel tranello del libro 'trend'. 
My killer vacation nasce come romance con venature thriller, anzi, le prime pagine del romanzo impostano molto bene il giallo. 

Taylor ha affittato una casa vacanze nell'esclusiva Cape Cod, peccato che al suo ingresso nella residenza faccia un'amara scoperta: spioncini in stanza e un cadavere in lavanderia. 
Il proprietario guardone è morto con un foro di proiettile in testa e la vacanza sembra avere assunto tinte fosche. 
Tuttavia il risvolto mistery abbastanza interessante riduce la sua rilevanza appena arriva Myles, il coprotagonista e interesse amoroso di Taylor. 

Sono sicuramente diventata troppo grande per l'instalove, ma l'abbinamento cacciatore di taglie/maestra elementare è stato veramente molto divertente.
L'attrazione fisica è necessaria per una coppia e non mi infastidiscono le scene spinte, ma se ci si concentra solo su quello, sinceramente finisco per perdere interesse. 
Invece qui l'autrice utilizza il sesso per creare un legame più profondo e anche se non è il modo in cui preferisco venga raccontata una storia d'amore, per My Killer Vacation funziona.

Mi è piaciuta molto Taylor, una giovane maestra mai uscita dalla propria zona di comfort. E' altruista, disponibile, giudiziosa e ama con tutto il cuore, impossibile non volerle ben e tifare per lei. 
Myles mi è piaciuto un pelino meno, non solo perchè è chiaramente meno a fuoco di Taylor, ma anche perchè - e questo è un aspetto del tutto soggettivo - i suoi modi di fare burberi mi hanno spesso irritato.

Lo stile è scorrevole, il libro si legge in una giornata, motivo per cui lo consiglierei tra i libri da portare al mare. Un pizzico di mistery (che poteva essere gestito meglio), una coppia agli opposti con un'ottima chimica e il gioco è fatto. Il relax è assicurato.

Verdetto: Dipendente 

Grazie alla casa editrice per la copia digitale e a Silvia per l'evento. Vi invito a leggere le recensioni delle mie colleghe che hanno davvero amato questo libro! Fatemi sapere se vi piacerà!
Cris







mercoledì 7 giugno 2023

Review Party: 'Come disinnamorarsi perdutamente' di Jana Casale

Buon pomeriggio lettori, attirata dalla copertina e dalla trama, ho deciso di leggere Come disinnamorarsi perdutamente di Jana Casale, in uscita per la Mondadori. 
Pensavo di leggere una storia di consapevolezza e di amor proprio, ma ho trovato qualcosa di completamente diverso.


Ogni volta che si guarda allo specchio, Joy riesce a vedere solo la pancia che sporge dai jeans. È abbonata ai ragazzi sbagliati e inizia a rendersi conto che forse non è mai stata realmente innamorata e che no, non è vero che sta bene da sola. Annie, invece, ha una relazione stabile con Jason, che però non sembra metterci lo stesso impegno. È circondata da amiche che si sposano e fanno figli, mentre il suo ragazzo è sempre più distratto e assente. Spesso sparisce, senza farsi vivo neanche con un messaggio, quando a lei basterebbe una faccina sorridente.

Quando, per abbattere le spese dell’appartamento che condividono, decidono di affittare una stanza a un coetaneo, la vita di una di loro cambia. Joy infatti si innamora perdutamente di Theo, un ragazzo carino, gentile e sensibile con cui passa ore a chiacchierare e serate sul divano a guardare film, che la convince a fare dispetti ai vicini rumorosi e che inizia a chiamarla con un nomignolo affettuoso. Anche se tra di loro non accade mai niente, Joy continua a sperare che prima o poi l’amicizia diventi qualcosa di più, ed è disposta a tutto: lo aspetta sveglia, cucina per lui, gli fa il bucato, pulisce al posto suo, si accontenta della sua semplice compagnia, costruendo con le sue stesse mani una pericolosa trappola emotiva. Finché una sera Theo porta a casa Celine, una fidanzata di cui non aveva mai fatto parola e per di più bellissima…

Con ironia e sensibilità, Jana Casale racconta la storia di tre giovani donne che devono fare i conti con le proprie insicurezze e che impareranno una delle lezioni più importanti della vita: mai permettere a una relazione di far passare l’amore per se stesse al secondo posto.

La pura e semplice verità sulla mia esperienza con questo romanzo è che mi ha messo tristezza e angoscia nella migliore delle ipotesi e mi ha suscitato rabbia in quella peggiore.

Leggendo delle vite di Joy e Annie, a cui poi si aggiunge Celine mi è sembrato di avere davanti un film muto. Ho provato l'esigenza di entrare nel libro, scrollare queste ragazze e chiedergli cosa stavano facendo, perchè tacevano, perchè non si mettevano al primo posto, perchè restavano immobili in situazioni scomode e disagevoli. 
La loro vita è triste. Lavorano, mangiano, vivono, ma tutto gli scivola senza alcuno sprazzo di gioia o vitalità. Si raccontano bugie per rendere la realtà più appetibile, si sforzano di restare in silenzio per non farsi notare o sono così aggrappate a uomini indifferenti da non vedere il problema. 

Joy è la ragazza con cui ho empatizzato di più e che allo stesso tempo mi ha fatto innervosire. 
Anche io come lei odio il mio corpo, sono costantemente a dieta per poi ricadere nella tecnica yo-yo. Anche io guardo le altre e mi sento imperfetta, brutta, grassa. Anche io mi prendo la pancia e piango. O rifuggo i camerini dei negozi con le loro luci crudeli. 
Ma non ho mai permesso che questo condizionasse la mia vita o il mio rapporto con le persone. Si può essere affascinanti anche solo con le parole, con i modi di fare, con la gioia di vivere. Si può amare la propria vita e viverla a pieni polmoni anche odiando parti di sè. Si può amare ed essere riamati anche se la bilancia non è nostra amica. 
Lei neanche ci prova. Si nasconde, si tiene tutto dentro, si piega su se stessa. E' sempre confusa, incerta, non sa che direzione prendere, soffre la solitudine ma non lo ammette a se stessa e quindi, non fa nulla per cambiare le cose. 

Annie è semplicemente crudele. Non tollera Joy, pur definendosi sua amica, ama sentirsi superiore a lei, agli altri, manca di tatto e gentilezza. Eppure accetta dal suo ragazzo ogni forma di trattamento: non lo sente per giorni, ricompare dal nulla con emoticon e faccine senza dare spiegazioni. Vive un amore a senso unico. Per non parlare delle sue ambizioni, del suo desiderio di scrivere che non ha mai coltivato. Il lavoro in radio paga bene e appaga il desiderio di essere riconosciuta, ma indica la sua incapacità di desiderare di più per se stessa.
Ho apprezzato del resto le sue riflessioni a proposito del linguaggio, di come il potere venga veicolato dal pene, come l'autorità si debba conquistare a suon di muso duro perché le donne non vengono trattate con la stessa serietà che hanno per diritto di nascita gli uomini. Mi è piaciuto il suo coraggio e la sua determinazione a farsi valere quanto meno in ufficio. 

Ultima per apparizione è Celine. Di lei mi ha affascinato la mente, è la giovane donna bella che sa di esserlo e che si rende conto di come in un mondo sessista questo plasmi la sua vita. 
Non è sempre una cosa piacevole, specie quando subisci molestie per strada o quanod la gente diventa insistente con le sua avances, ma sa anche essere un aspetto favorevole perché nonostante tutto, il mondo è ancora dettato dagli uomini, è ancora governato dai loro genitali e sono ancora in grado di farti sentire piccola. 
Che tua sia bella o brutta, che tu sia timida o estroversa, che tu sia curata o sciatta, che tu sia vanitosa o semplice, loro troveranno sempre il modo di farti sentire inadeguata. Dovrai farci i conti sempre. 

In sostanza, io non so giudicare questo libro. Metà del tempo avrei scrollato queste ragazze per convincerle a prendersi il mondo, a non accontentarsi, ma sono stata anche triste e demoralizzata perchè sono loro coetanea e non voglio pensare alla mia vita come a qualcosa di incompiuto. Voglio arrivare a trent'anni e anche senza marito o figli, voglio sentire felice, voglio fare quello che amo, voglio essere ambiziosa, viaggiare, ridere, amare senza paura. 
Se questo libro mi ha dato qualcosa, è la voglia di non essere Joy o Annie o Celine perchè sono io a costruire la mia vita. Non il caso. 


Ringrazio la casa editrice per la copia digitale, Silvia per aver organizzato l'evento e le mie colleghe per i loro interessanti spunti. Fatemi sapere cosa ne pensate, baci
Cris


 

mercoledì 31 maggio 2023

Review Party: 'C'era una volta un libro' di Naoki Matayoshi e Shinsuke Yoahitake

Buongiorno lettori, ben trovati sul blog con l'ultima recensione di maggio. Oggi vi parlerò di una graphic novel particolare, C'era una volta un libro, edita dalla Mondadori, che purtroppo non mi ha conquistato.


Questa favola è per tutti i cacciatori di storie. È un omaggio alla lettura e narra con ironia l'amore per i libri e il loro straordinario potere. Questa è la storia di un re molto anziano, avido lettore di libri, che decide di mandare due dei suoi sudditi in giro per il mondo a caccia di storie. I due uomini si mettono in viaggio e al loro ritorno, nell'arco di tredici notti, raccontano al re i libri che hanno scovato: c'è il libro che nessuno riesce a leggere perché va troppo veloce. Il libro ricercato in tutto il paese con la polizia alle calcagna. Il libro abbandonato sullo scaffale di una libreria dell'usato: felice, nonostante le pagine logore, perché ha accompagnato la vita di un uomo che lo ha letto mille volte. Ci sono libri che ridono, mangiano, salvano. Pagine che parlano e frusciano. Storie che devono ancora essere scritte e altre che non spariranno mai. E che, soprattutto, insegnano ad amare la complessità e la varietà del mondo.

Il motivo per cui non leggo letteratura orientale è perché raramente ho trovato qualcosa che mi piacesse. Anche quando la trama sembrava promettere per il meglio, ho sempre trovato lo stile di scrittura eccessivamente descrittivo, decisamente aulico e incapace di suscitare in me qualsivoglia emozione.
Purtroppo nemmeno questa graphic novel è riuscita a farmi cambiare idea. 

Le premesse erano buone: un libro che racconta di altri libri: libri buoni, libri cattivi, libri saggi e libri leggeri, libri di avventure e libri di insegnamenti.
Si trattava sulla carta di un'ode ai libri e cosa c'è di meglio per un'amante della lettura?

Ebbene, purtroppo, la metà delle storie mi è risultata incompleta o peggio, insignificante. Non mi è piaciuto lo stile delle tavole né i colori dei disegni.
A onor del vero, devo considerare che ci sono stati anche racconti molto emozionanti. 
In particolare, due mi hanno scavato dentro e portato alle lacrime. 
Un libro può parlare dell'amore, della sofferenza, della gioia, del lutto, della tristezza ed essere bellissimo. 
E' ciò che accade con questi stralci. 
Tuttavia, non posso considerare sufficiente un lavoro solo sulla base di poche, pochissime pagine e due sole storie, diverse dal resto.

La graphic novel avrebbe dovuto convincermi nella sua interezza, ma così non è stato. 
L'ho trovata noiosa da leggere, ripetitiva. 
L'ho finita comunque in breve tempo perché ogni tipo di libro non ruba più di due pagine, quindi è abbastanza scorrevole. 
Anche il finale, per quanto ''giusto'', non mi ha soddisfatto.

Probabilmente non sono la persona più adatta per questo tipo di storie, ma se amate i libri, provate a sbirciare il contenuto di quest'opera. 
Magari a voi invece scalderà il cuore.

Verdetto: Tollerante

Grazie a Silvia per aver organizzato l'evento e alla Mondadori per la copia digitale della graphic novel. 
Un abbraccio, 
Cris





sabato 27 maggio 2023

Recensione: 'Fable' di Adrienne Young

Buongiorno lettori, buon sabato! Questi sono giorni ricchi per il blog perché vi sto portando recensioni di libri completamente diversi tra loro. Oggi infatti vi conduco all'addiaccio con Fable di Adrienne Young. 


Figlia del più potente trafficante dello Stretto, la giovane Fable ha conosciuto un solo luogo che possa chiamare "casa": una nave ormai colata a picco. Quattro anni prima ha visto la madre annegare durante una terribile tempesta; il giorno seguente il padre l'ha abbandonata su un'isola covo di furfanti. Per sopravvivere Fable ha dovuto imparare a badare a se stessa, senza fidarsi di nessuno e contando solo su ciò che sua madre le ha insegnato. A tenerla viva è il desiderio di lasciare l'isola, ritrovare il padre e rivendicare il proprio posto al suo fianco. Ad aiutarla nell'intento c'è West, un giovane mercante. Fable però si accorge presto che durante la sua permanenza sull'isola i nemici del padre e i rischi connessi alla sua attività si sono moltiplicati; e, come se non bastasse, West non è chi dice di essere. Ma la ragazza non ha scelta: se vuole rimanere viva, dovrà lottare insieme a lui contro pericoli ben peggiori degli uragani che flagellano lo Stretto.

Nonostante la bellissima copertina ed edizione di Oscar Vault, avevo un certo timore di approcciarmi alla lettura di Fable perché ne avevo sentito parlare più male che bene e quindi pensavo di aver riposto poco saggiamente le mie aspettative. Invece, una volta cominciato il libro, non sono più riuscito a metterlo giù. 

Ho apprezzato Fable dalla prima pagina per la sua forza, la sua resilienza e il modo in cui nonostante il dolore, il lutto e l'abbandono, sia riuscita a mantenere dentro di sè integro il valore dell'amore. Fable desidera riscatto, apprezzamento e affetto. Ha dedicato quattro anni della sua vita a quest'unico obiettivo e la sua determinazione è incrollabile. 

Ad esclusione della protagonista, però, non c'è una grande caratterizzazione dei personaggi secondari e mi dispiace perché il libro si concentra sulla nave di West, capitano misterioso e ambiguo della nave che la conduce fuori da Jeval, l'isola dove Fable è stata abbandonata. Tra West e Fable sembrerebbe esserci una certa intesa, ma non è affrettata anche perchè tanti sono i segreti che si celano sulla Marigold. 

Avrei approfondito soprattutto la ciurma perchè Fable riesce a legare con loro e sarebbe stato carino che ci venissero date più informazioni o un buon background per ciasucno in modo che il lettore si senta parte integrante dell'avventura. 

Ad ogni modo, credo che i pregi di Fable siano essenzialmente due. 

Innanzitutto, l'autrice è stata capace di ricreare un'ambientazione particolare, quella del mare e delle navi, che per quanto uno possa sforzarsi, non sempre può riuscire. Il mare, i suoi sommersi tesori, sono soprattutto elementi visivi, riuscire a renderli con le parole è un compito arduo, ma se riuscito, può portare il lettore a sentire l'odore del mare. 

Sarà che amo il mare, ma io sono stata trasportata nel libro. Ho avvertito il cullare dell'amaca, l'odore del mare, il tanfo del pesce, la puzza di chiuso delle cambuse, il vociare dei porti, la fretta dei mercanti. E' stato bellissimo. 

Proprio questo mette in evidenza il secondo pregio del libro, lo stile gradevole e scorrevole di Adrienne Young. Ho letto senza fatica e divorato le pagine una dietro l'altra.  Mi rendo conto che sono presenti una grande quantità di termini nautici, motivo per cui sarebbe stato meglio inserire un glossario per aiutare il lettore meno esperto, ma per me non è stato un problema eccessivamente fastidioso. Possedendo qualche rudimento di base, ho potuto apprezzare l'intenzione dell'autrice di non raccontare, ma mostrare la vita su una nave che non è solo misteri e avventure. 

In definitiva, Fable è uno young adult che non manca di difetti ma che potrebbe regalarvi piacevoli ore di lettura, sia che siate in sessione e sogniate il mare, sia che al mare ci siate già e vi spinga a prendere maschera e muta da sub alla ricerca dei fondali marini. 

Verdetto: Dipendente

Ringrazio la casa editrice per aver fornito la copia digitale, Franci per la precisa organizzazione, le mie colleghe per i loro vivaci confronti. 

Vi invito a leggere anche le loro recensioni per capire se il romanzo fa per voi.


Bacini, 

Cris