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mercoledì 5 aprile 2023

Review Tour: 'Poster girl' di Veronica Roth

Buongiorno lettori, come state? Oggi vi parlo di un distopico recentemente uscito per la Mondadori, Poster girl, di Veronica Roth, che torna finalmente alla ribalta grazie a una prosa asciutta e riflessioni importanti.


Sonya Kantor conosce molto bene questo motto, visto che ha ispirato, meglio condizionato, gran parte della sua vita. In realtà queste parole hanno condizionato la vita di tutti gli abitanti della megalopoli di Seattle-Portland-Vancouver. Per anni, infatti, hanno dovuto adattarsi a un codice morale molto rigido e a una costante sorveglianza da parte della Delegazione, resa possibile da una sofisticata tecnologia. Poi la rivolta ha cambiato tutto. La Delegazione è stata rovesciata e sostituita da un nuovo governo. Tutti coloro che avevano avuto un ruolo nel regime precedente sono stati rinchiusi insieme alle proprie famiglie nell’Apertura, una vera e propria prigione alla periferia della città. Gli altri, finalmente liberi, hanno potuto proseguire con le loro esistenze. Sonya, figlia di uno dei membri di spicco della Delegazione e diventata famosa per essere stata, da adolescente, il volto dei manifesti propagandistici affissi per tutta la città, è imprigionata da anni nell’Apertura. Un giorno, un vecchio nemico si presenta da lei con una proposta: se troverà Grace Ward, sottratta alla famiglia dalla Delegazione quando era ancora una bambina, sarà libera. Per portare a termine la missione Sonya sarà obbligata a muoversi in un mondo che non riconosce, di cui ignora i meccanismi, estraneo (ed estremamente corrotto). E, soprattutto, a scavare a fondo nel passato, compreso quello della propria famiglia, anche più di quanto vorrebbe, portando alla luce verità dolorose e difficili da accettare.

La Roth con le ultime pubblicazioni, specie The Chosen Ones, non mi aveva propriamente convinto. Non vi nego che quando mi sono approcciata a Poster girl ero assai titubante ed infatti le prime pagine non mi stavano piacendo. 
Poi, per fortuna, ho continuato e ho potuto ricredermi completamente. 
Credo che sia uno dei libri più belli e maturi dell'autrice, una sorta di evoluzione di Divergent, toccata inevitabilmente dai tempi che cambiano. 

Andando con ordine, il libro è raccontato in prima persona da Sonya, una donna di 27 anni che da dieci vive come prigioniera nell'Apertura. 
Sonya ha l'unica colpa, come tanti altri, di essere stata la figlia del regime, della Delegazione. Suo padre ricopriva un ruolo di prestigio, come la famiglia del suo promesso e quella di tanti altri amici. Non si è mai fatta tante domande, viveva secondo i dettami prescritti calcolando come agire, cosa dire, come apparire per mantenere intatta la sua immagine di Ragazza Poster. 

Sonya è il viso della Delegazione, anche dopo dieci anni. Quando la ragazza riceve la proposta di trovare una secondogenita illegale portata via ai suoi genitori, non può rifiutare e comincia una serie di investigazioni, più o meno pericolose che la condurranno su territori inesplorati e metteranno in crisi tutto ciò che Sonya pensava di sapere.

Questo romanzo funziona per diversi aspetti. In primo luogo, la storia comincia dove il solito distopico finisce. Non è il momento in cui avviene la rivoluzione, ma quello immediatamente successivo. Cosa accade a coloro che sono stati leali? O che sono stati al comando? C'è una punizione esemplare o la morte è la soluzione ideale?
E' stato interessante leggere cosa succede 'dopo' perché la verità è che qualunque scelta, più o meno garantista, ti lascerebbe con l'amaro in bocca.
L'Apertura è di fatto una prigione, non c'è nulla che cresca, non ci sono rifornimenti giornalieri o settimanali, è semplicemente lasciata a se stessa, come i suoi abitanti che crescono sapendo di essere destinati solo alla morte. E' doloroso, ma è comprensibile guardando a chi invece quei soprusi li ha subiti. 

Un altro aspetto che ho trovato interessante è stata la scelta dell'autrice di raccontare una protagonista imperfetta, che ha commesso degli errori quasi imperdonabili, che è disposta a vendere parti di sé per guadagnarsi la libertà. Sonya è stata una bambina nelle mani di un regime, ma ha scelto e con quelle decisioni dovrà convivere tutta la vita, nonostante la fatica e il dolore nell'andare avanti.

Non da ultimo, la Roth ha parlato anche di tecnologia e analogico. Il progresso può essere regresso, è uno dei temi scottanti della nostra società. Quanto i nostri dispositivi sono intrusivi? Quanto governnao le nostre scelte, le nostre relazioni? Quanto siamo consapevoli di essere osservati o di stare cedendo diritti sulla nostra vita privata? Siamo così immersi nella tecnologia che il confine tra realtà e virtuale ci sfugge. Sebbene questo aspetto rimanga un po' sullo sfondo, una brava autrice è capace di instillare comunque nel lettore attento una riflessione sull'argomento. Senza dubbio, Veronica Roth lo è. 
La prosa è come sempre asciutta e senza fronzoli, non il tipo di stile che preferisco, ma ad un certo punto, entrando nel vivo della storia si va avanti senza dubbi o incertezza. Un buon libro, un'autentica sorpresa. 

Verdetto: Dipendente


Grazie a Silvia per aver organizzato l'evento, alla Mondadori per la copia digitale e seguite le mie amiche per leggere anche la loro opinione. 
Baci, 
Cris





mercoledì 8 luglio 2020

WWW Wednesday #70

Buongiorno lettori, come va? Avete già iniziato le vostre letture estive? Io sono impegnata su più fronti e non vedo l'ora di raccontarvi le ultime novità della settimana!

   What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Sappiate che le mie attuali letture sono un delirio, tanto per cominciare sto leggendo insieme a Mon di Ikigai quattro capitoli al giorno di Geekerella, un retelling meravigliosamente nerd di Cenerentola e lo sto amando. 
Poi, per il Wizard Squad Gdl sto rileggendo HP e la Camera dei segreti che a me piace da matti, è forse uno dei miei preferiti della serie. 


Ho poi iniziato in anteprima questi due fantasy che usciranno a brevissimo: con entrambe queste sutrici ho un rapporto di amore e odio. Quindi mi auguro che i romanzi mi piaceranno!

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Settimana scorsa ho riletto il mio libro preferito di sempre e per me non c'è altro libro che riesca a darmi tanto nonostante sia la quinta  sesta volta che lo leggo. Darcy e Lizzie sono incantevoli. 

 What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?


Dopo questa scorpacciata di fantasy, sento il bisogno di staccare per un po' e di farmi vincere dal richiamo di un buon thriller o uno storico. Vi terrò aggiornati!

E voi? Cosa state leggendo?
Baci, 
Cris





lunedì 29 gennaio 2018

5 motivi per leggere 'Carve the Mark' di Veronica Roth

Buongiorno a tutti lettori, come state? Com'è andato il vostro weekend? 
In questo lunedì pieno di impegni di studio ho deciso di proporvi un post diverso dal solito che ha per oggetto una lettura (la prima dell'anno) che mi ha entusiasmato, fatto emozionare e a cui ho ripensato per molto tempo. Sto parlando di 'Carve the mark', il nuovo romanzo di Veronica Roth, già autrice di Divergent.


In una galassia lontana, dove la vita degli uomini è dominata dalla violenza e dalla vendetta, ogni essere umano possiede un "donocorrente", ovvero un potere unico e particolare, in grado di determinarne il futuro. Ma mentre la maggior parte degli uomini trae un vantaggio dal dono ricevuto in sorte, Akos e Cyra non possono farlo. Al contrario, i loro doni li hanno resi vulnerabili al controllo altrui.   Cyra è la sorella del brutale tiranno Shotet Ryzek. Il suo donocorrente, ovvero la capacità di trasmettere dolore agli altri attraverso il semplice contatto fisico, viene utilizzato dal fratello per controllare il loro popolo e terrorizzare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani di un tiranno. La verità è che la ragazza è molto più forte e in gamba di quanto Ryzek pensi.   Akos appartiene al pacifico popolo dei Thuve, e la lealtà nei confronti della famiglia è assoluta. Quando lui e il fratello vengono catturati dai soldati Shotet di Ryzek, l'unico suo pensiero è di riuscire a liberarlo e a portarlo in salvo, costi quel che costi. Quando poi viene costretto a entrare a far parte del mondo di Cyra, l'ostilità tra i loro due popoli sembra diventare insormontabile, tanto da costringere i due ragazzi a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro.

Veronica Roth non è mai stata una delle mie autrici preferite. Il suo primo lavoro, la serie Divergent, non mi era piaciuta o meglio non mi aveva lasciato delle buone sensazioni. Così non ero sicura che leggere un altro suo libro fosse una buona idea. Invece, quando è stata rivelata la trama e la copertina mi sono lasciata attrarre. L'ho iniziato solo dopo, in occasione della nostra Challenge, proprio perchè non era in cima alla mia TBR. Ho iniziato il libro e l'ho finito dopo poco perchè mi ha semplicemente estasiato. Infatti quando ho terminato questo libro, avevo deciso di scrivere una recensione nell'immediato per non perdere nessuna delle emozioni che mi aveva fatto provare. Trascorso qualche giorno, mi sono accorta che non sarei stata in grado di rendere giustizia a quanto questo libro mi abbia catturato, avrei dovuto spiegare analiticamente cosa mi era piaciuto. 
Da qui è nata l'idea dei 5 motivi per cui dovreste leggere questo libro. 
In sostanza, una recensione a punti!

1. Il worldbuilding
Il libro è uno sci-fi, è ambientato nello spazio. Ma non nell'universo così come noi immaginiamo di conoscerlo bensì in un luogo dove tutto dipende dalla Corrente che elargisce doni a tutti coloro che lo abitano. 
Ogni pianeta ha caratteristiche distinte, così come i suoi abitanti: il pianeta dell'acqua, il pianeta della tecnologia..E tutto è curato nei minimi dettagli. 
Lo stesso pianeta su cui si verifica la storia (Thuve) ha due popoli, con tradizioni e lingue diverse. La Corrente però non è vissuta solo come un fenomeno scientifico ma soprattutto spirituale, oserei dire religioso. Nel mondo della Roth, infatti, abbiamo a che fare con profezie, oracoli e destini incrociati. 
Ho apprezzato che fosse tutto estremamente dettagliato, che tu potessi essere in grado di immaginare lo spazio, i pianeti, la Corrente e che potessi scegliere di identificarti con gli Shotet ovvero con il popolo di Thuve. 

2. I personaggi
La Roth ha saputo creare dei personaggi magistrali e non mi riferisco solo ai protagonisti, Akos e Cyra, ma anche alle loro famiglie, ai loro amici,persino alle comparse. 
Riusciamo a comprendere cosa spinge una persona a muoversi in un modo, a reagire con un atteggiamento di chiusura, riusciamo a scorgere qualche verità persino dietro figure eccentriche e misteriose. 
I miei preferiti sono stati sicuramente Akos e Cyra. 
Akos,bello, altruista, generoso, coraggioso e legato in maniera radicale alla sua famiglia, in qualche modo obbligato a vergognarsi di se stesso per alcune azioni compiute, non solo per la propria sopravvivenza. 
Cyra, una fiamma cresciuta all'ombra di un tiranno. Fuori dagli schemi, cinica, determinata, in grado di uccidere con il suo semplice tocco. 

3. La storia d'amore

Uno dei motivi per cui ho amato questa storia è l'evoluzione della storia d'amore, senza forzature. Un rapporto che nasce prima sulla diffidenza, poi sul bisogno reciproco di uscire dalla gabbia che rappresenta la vita e infine sulla stima, sul rispetto. 
L'amicizia che nasce tra i due divampa in una forte attrazione fisica e poi, quando sei disposto a sacrificare tutto per salvare quella persona, l'amore. 
Ho apprezzato che l'autrice abbia lasciato che in un mondo costruito su intrighi e su profezie, nel mezzo dello spazio, si costruisse una storia d'amore semplice, normale, così come potrebbe essere tra due ragazzi giovani. 

"E' viva."

Lui chiuse gli occhi un istante, permettendosi di pensare di nuovo a lei. Era viva nella sua memoria, mentre combatteva nella palestra come se la guerra fosse una danza, mentre cercava finestre nello spazio nero come fossero dipinti. Rendeva belle le cose brutte, e lui non avrebbe mai capito come ci riusciva. Ma era viva.

4. I colpi di scena

Il libro è dinamico, non ci sono momenti 'morti' o privi d'azione. Ha un ritmo molto serrato, costruito sulla velocità degli eventi, che ti sorprendono continuamente e che ti emozionano. 
Scene che ti straziano l'anima, scene che ti lasciano gli occhi a cuoricino ma nulla dato per scontato.
Il finale lascia diversi quesiti a cui rispondere, molte sono le teorie elaborate perchè nulla è scontato e c'è ancora molto da vivere, molto da leggere. 

5. La presenza di politica, etica e morale
La Roth non disegna semplicemente una storia,  ma riesce a dare ad ogni azione, evento,una giustificazione politica e i suoi personaggi si muovono seguendo le loro coscienze, attraverso l'etica e la morale. 
Ciò vuol dire che l'autrice ha saputo creare dei personaggi che non fossero solo verosimili ma che in qualche modo fossero 'umani', 'nel senso che il lettore riesce a identificarsi con loro, riesce a comprendere i motivi che muovono i loro comportamenti. 

In definitiva, come avete potuto capire, una nuova serie decisamente da non perdere! 


Questa è la copertina del sequel 'The fates divide', che uscirà in lingua il 10 aprile 2018. 
La Mondadori probabilmente lo pubblicherà il 5 giugno 2018, secondo quanto affermato dal sito della Feltrinelli, invece Libreria universitaria parla di aprile 2018. 
Appena avrò notizie più certe, vi aggiornerò! Intanto correte a leggere Carve The Mark!

Bacioni, Cris