martedì 28 aprile 2026

Come leggere 'Amy' di Bianca Marconero: una recensione personale

Buongiorno lettori, se siete di casa qui su Chronicles of a bookaholic, sapete quanto sia importante per me la penna di Bianca Marconero. È un'autrice di incredibile talento e lo dimostra il fatto che libro dopo libro si getta a capofitto sempre in nuove storie e avventure, raccontando l'amore e la vita in maniera tanto simile alla realtà da rendere i suoi libri moderne fiabe.
Dopo la felice accoglienza di Mister Pride e Lady Prejudice e l'incredibile successo de Il mercante di vendette, Bianca Marconero 'saluta' la sua retelling era con una riscrittura corale di Piccole Donne, Amy - The March Sisters. 



Volubile, superficiale, vanitosa e vendicativa: Amelia Curtis March si è sempre sentita l'ultima - in ogni senso - delle sorelle March, definita da etichette che pesano come fardelli. Mentre Jo, Meg e Beth sembrano aver già trovato il loro posto nel mondo, lei sa collezionare solo inciampi e dopo la negata riammissione al MassArt di Boston, dubita persino di essere un'artista. Ora, però, si è stancata dei giudizi degli altri. Quando si presenta l'occasione di andare a Londra per prendersi cura della casa di zia March, Amy la coglie al volo, portando con sé solo il prezioso taccuino dove realizza le sue vignette sarcastiche e lo zaino da esploratrice. La capitale britannica sembra un set perfetto per ricominciare: l'incontro con l'affascinante Frank Vaughn, un tirocinio in una casa d'aste, una nuova versione di sé tutta da costruire. Peccato che tra i corridoi eleganti della galleria spunti Laurie. Quel Laurie. L'amico di sempre ma anche il suo primo, indimenticabile amore. Il ragazzo che ha sempre avuto occhi solo per Jo, e che adesso affoga nei rimpianti. Cosa succede quando due vite fuori fuoco si ritrovano nello stesso quadro? Quando un'attrazione impensabile diventa sempre più forte? Amy dovrà scegliere: restare sullo sfondo o tracciare, senza più paura, i contorni vividi della sua scena. Nel secondo volume di The March Sisters , l'inimitabile penna di Bianca Marconero riscrive con divertente sagacia e profondità la più originale delle sorelle, alle prese con il coraggio necessario per scoprire chi è davvero. E farlo brillare.

Ci sono due modi per raccontare questo romanzo.

Il primo è quello che vede in questo romanzo una semplice storia d'amore. 
A mio avviso, questa è la visione più superficiale e forse quella che funziona meno. 
Bianca Marconero scrive incredibili e appassionate, però in questo romanzo mi è mancata la scintilla con Laurie, il protagonista maschile. L'ho trovato poco a fuoco, un po' perso e il legame con Amy ne ha risentito. In più, ci sono state alcune dinamiche che non ho particolarmente apprezzato tra i due all'inizio della storia. 

Poi c'è il modo in cui io ho letto il romanzo e che a mio avviso, racconta meglio quanto sia incredibile la penna dell'autrice. 
Amy nasce con l'intento di raccontare di una giovane donna alla scoperta di se stessa e del mondo. Si allontana da casa 'piccola' nelle azioni e nei pensieri, diventa 'donna' durante il romanzo, dimostrando di essere una persona determinata, forte, ma anche sensibile e accogliente. 

Sin da bambina, ultima di una famiglia numerosa, Amy si è sentita definire volubile, superficiale, vendicativa e vanitosa. Questi aggettivi hanno sedimentato in lei la convinzione che non fossero definizione di altri, ma fotografia di sè. 
È in questo stato di cose che, dopo la perdita del padre, Amy decide di scappare, di partire e diventare la custode della casa di Londra della zia March. 
La sua è una fuga dalla pressione della famiglia, ma soprattutto dal rapporto simbiotico di Jo e Laurie che rischia di diventare un per sempre che non è disposta a tollerare.
Ma poichè a volte i cuori sono bugiardi, Laurie viene respinto e torna a Londra a leccare le proprie ferite in maniera decisamente poco sana. 

Amy e Laurie si scontrano più volte perché la ragazza è il promemoria vivente dei suoi fallimenti: quello con la sua migliore amica, ma soprattutto quello con la musica, la sua passione, la sua essenza. 
In questo sono esseri simili, sono artisti, sono giovani e sono appassionati. Vivere della propria arte è un privilegio di cui non tutti possono godere e talvolta la paura del fallimento diventa paralizzante. 

Con le vignette, metto in ordine nei sentimenti che provo e nel modo in cui vedo il mondo. Con le storie cerco di tenere traccia di chi sono stata, nella speranza di capire chi vorrei diventare. 

Da questo punto di vista, per entrambi l'amore diventa lo snodo per poter guardare dentro se stessi e capire ciò che conta davvero. 
Amy ha lo sviluppo più promettente e quello più onesto: il suo 'Journey', la graphic novel in cui racconta il suo viaggio parlando con il suo papà defunto, diventa un viaggio dentro il proprio io più nascosto. Amy passa attraverso il lutto, la perdita, la sofferenza e si impegna costantemente nel reiventarsi, dimostra di essere intraprendente e volitiva. 
Le persone che ci amano non ci lasciano mai davvero, ma la loro presenza indubbiamente ha il potere di farci sentire giuste. Per me i discorsi tra Amy e suo padre sono state un balsamo per il cuore perché a certe mancanze non puoi davvero porre rimedio. 

In fondo, la nostalgia è la maledizione di chi ha conosciuto la felicità. 

Laurie ha la musica nel sangue, è la sua ossessione e la sua medicina, eppure sembra sempre pronto a metterla da parte per qualcos'altro: la gratitudine per suo nonno, la relazione con Amy, la paura di non essere abbastanza. 
Da questo punto di vista, impara poco, ma le promesse fatte a chi ami hanno più potere di quanto uno possa aspettarsi. È così che grazie a Amy, Laurie riscrive la sua vita. 

Il finale è romantico, in pieno stile Bianca, ma è tutto il viaggio che è valso davvero la pena. 
Per me l'autrice voleva scrivere un romanzo di formazione più che un romanzo d'amore e senza la pretesa che sia un capolavoro, ci riesce perfettamente perchè i protagonisti sono complessi, sfaccettati, imperfetti e suscettibili di errori. Oserei dire che Bianca Marconero ha scritto questo libro per se stessa e per coloro che ancora stanno cercando la propria strada. 
L'amore è un motore gigantesco, ma a volte per trovare la strada dobbiamo camminare da soli. Questa è la vera lezione del suo romanzo. 


Verdetto: 
Dipendente



Ringrazio Bianca per la consueta fiducia riposta in me, sono onorata e felice che parte del mio viaggio sia condito delle tue storie. 

Avete letto il nuovo romanzo di Bianca Marconero? Cosa ne pensate?
Vostra appassionata
Cris


 

mercoledì 1 aprile 2026

Un tuffo nel mondo di Liz Tomforde: come ho divorato tre libri in tre giorni

Buongiorno lettori, sto provando a sperimentare nuovi format sia sul blog che su instagram.
Così visto che a marzo ho divorato tre libri della Windy city series, ho deciso di raccontarvi come mai questa autrice ha avuto così tanta presa su di me. 



Dopo aver letto Mile High appena uscito e The Right move qualche mese fa, ho aspettato a continuare la serie, nonostante fossi davvero curiosa di andare avanti perché i libri dell'autrice sono piuttosto corposi. Stiamo parlando di circa 400 pagine a romanzo e questo evidenzia ancora di più la magia di questa autrice.
Ma andiamo con ordine. 

Per chi non conoscesse l'autrice, la Windy city è una serie sport romance in cui i protagonisti sono giocatori professionisti di hockey su ghiaccio, baseball e basket. 
Tutto comincia con Stevie, l'assistente di volo della squadra di hockey di Zanders. La loro storia d'amore si sviluppa in Mile High e da questo romanzo si intrecciano ed evolvono i rapporti tra i vari protagonisti che fanno gruppo e diventano una bellissima famiglia allargata. 
Stevie ha un fratello gemello a cui è estremamente legata e una migliore amica dolce e romantica, Indy. Sono loro ad essere i protagonisti di The Right Move.

Da qui passiamo a parlare di Caught Up - incastro vincente


Kai è un giocatore di baseball professionista, ma trovare un equilibrio con la vita privata da quando è arrivato suo figlio Max è diventato sempre più difficile. 
L'ansia di non dedicargli abbastanza tempo dopo aver perso già sei mesi del piccolo lo tiene incatenato e nonostante ami il lavoro che fa, la sua priorità è la famiglia. 
Kai non ha avuto un'infanzia facile, anzi, ha dedicato tutto se stesso al suo fratellino, Isaiah e ora che giocano insieme nella stessa squadra, vorrebbe essere felice ma il desiderio di essere un buon padre, o almeno, migliore del suo, lo tormenta. 
Da questo punto di vista l'autrice è stata bravissima perché ha costruito Kai in modo perfetto, delineando il suo background, i suoi timori, la sua ansia senza forzature. 
I suoi pensieri sono chiari e condivisibili e al di là dei primi screzi con Millie, è un ragazzone dolce e sensibile. 
Millie è un autentico tornado: appassionata, selvaggia, pungente è letteralmente il contrario di ciò che Kai vorrebbe come babysitter per suo figlio. 
Eppure Max con lei è felice, si sente a suo agio e nonostante provi a negarlo, la sua vitalità è ciò che fa bene anche a lui. 
Il rapporto tra Millie e Kai si sviluppa su un terreno semplice, quello della quotidianità. 
Trascorrono tempo insieme non solo perchè Millie fa da babysitter a Max, ma anche e soprattutto perché non vorrebbero essere in nessun altro posto. 
Millie è una pasticceria di grande fama, ma sta attraversando un momento di forte crisi personale. La posizione che aveva faticosamente raggiunto si è presto trasformata in una gabbia per la sua creatività. 
Vivere con Kai e Max significa per lei avere qualcuno a cui tornare, mettere radici, rifiutarsi di scappare e soprattutto lasciarsi amare.

Questo è forse il libro più maturo della serie. Kai e Millie si parlano chiaramente fin dall'inizio, sanno che il loro tempo è limitato e nonostante i loro sentimenti si facciano sempre più intensi, non prevaricano mai i desideri dell'altro. 
Le scene tra Millie e Max sono di una dolcezza disarmante, vedere come si apre e si innamora prima di tutto di lui, della sua tenerezza, della sua gioia, della sua meraviglia rende il romanzo una scommessa vinta. 
So che il trope del single dad è piuttosto diffuso, ma in questo romanzo non è solo il rapporto amoroso di Kai e Miller ad essere raccontato, ma anche quello tra lei e un bambino che pur non essendo suo figlio, finirà per amare esattamente come se lo fosse. 

Il libro termina con un colpo di scena che anticipa la trama di Play Along - Gioco Perfetto



Isaiah Rhodes adora Kennedy Key dalla prima volta che l'ha vista dopo la sua assunzione come preparatrice atletica della sua squadra di baseball. 
Kennedy dovrebbe in realtà essere il secondo medico della squadra, ma il suo capo è ostile e non manca mai di assegnarle le mansioni più umili per punirla di aver accettato il posto. Nonostante siano passati anni, Kennedy è ancora ferma lì in attesa di un posto di lavoro migliore che le dia la posizione che merita. 
Purtroppo un viaggio a Las Vegas e tanti bicchieri di troppo sembrano mandare tutto in fumo quando lei e Isaiah si sposano. 
Potrebbe perdere il lavoro e così accetta la proposta di Isaiah di tenere in piedi il matrimonio fino a quando non sarà riuscita a ottenere il lavoro dei suoi sogni. 
Kennedy è restia, soprattutto perchè Isaiah è un affascinante playboy, ma con lei si dimostra fin da subito premuroso, gentile, dolce. 
Nella sua vita non ha conosciuto l'affetto disinteressato, l'amore appassionato, le attenzioni. 
Così con il tempo quel marito scanzonato che ha sposato per errore diventa la sua ancora emotiva. 
Isaiah è pazzo di Kennedy, ma soprattutto è gentile e generoso. 
Nonostante sia cotto di lei da tempo, quando finalmente può conoscerla meglio, la sua missione diventa venerarla, dimostrarle con parole e fatti che l'amore esiste e che sono loro. 
Nonostante Kennedy sia una protagonista particolare (non sempre ho simpatizzato con lei), Isaiah farebbe sciogliere qualsiasi donna ai suoi piedi. 
Questo libro è stato il mio cinque stelle pieno.
La vicinanza dettata dal lavoro si trasforma in attrazione, complicità, confidenza. 
L'amore non scatta come una molla, anzi, si nutre di rispetto e sboccia per stima e devozione. 
Il sentimento di Isaiah è così autentico e rispettoso da essere semplicemente irresistibile. 
Piano piano, con pazienza e presenza, scardinerà ogni muro di Kennedy e porterà la sua finta moglie a desiderare di esserlo davvero e stavolta, per sempre. 

In questa marea di ragazzoni, manca il più dolce di tutti, il miglior amico di Indy e compagno di squadra di Zanders, Rio De Luca, 
Con lui si chiude un cerchio in Rewind it back - Per sempre io e te 


Si può amare la stessa persona per sempre?
In questo capitolo finale, facciamo un tuffo nel passato di Rio e incontriamo l'unica ragazza che abbia mai amato, Hallie Hart. 
Rio conosce Hallie quando diventa la sua vicina da adolescente e se ne innamora perdutamente. 
Hallie è creativa, intelligente e ha un modo di stare nel mondo che è tutto suo. 
Adora la musica e le playlist diventano il modo in cui comunicano i loro sentimenti fino a quando qualcosa si spezza. 
Vite che prima sembrano intrecciate a doppio filo si slegano e sogni che sembravano pronti a tramutarsi in realtà svaniscono. 
Sono passati ormai cinque anni e Rio non riesce a trovare qualcuno di cui innamorarsi. 
Adora i suoi amici, le loro famiglie ma ormai si sente più un incomodo che altro. 
Quello che ha sempre desiderato è una persona con cui costruire qualcosa di profondo e vero. Ma tutte sembrano interessate più a conoscere ciò che rappresenta, un giocatore ricco e famoso, che quello che è.
Hallie torna nella sua vita in modo del tutto inaspettato e all'inizio i conflitti e le incomprensioni sono più forti del desiderio di riscoprirsi. 
Ma quando qualcuno ha condiviso tutto con qualcuno, si può davvero cancellare con un colpo di spugna?
Rio e Hallie devono passare attraverso i motivi della loro separazione se vogliono avere un futuro insieme e questo porta con sè verità scomode e dolorose conseguenze. 
Nonostante il sentimento che ancora li accomuna e che brucia più forte che mai, Rio e Hallie non sono più bambini e dal passato non si può tornare indietro. 
I sensi di colpa, l'abbandono, la solitudine sono sentimenti che sia Rio che Hallie conoscono e con cui devono far pace prima di raggiungere il loro meritato lieto fine. 

we’re all a bunch of transplants from other places who found a home in the windy city…and with each other

Nelle singole recensioni ho parlato poco del rapporto dei protagonisti con gli altri membri del 'cast', ma una delle cose che mi ha commosso di più in Rewind it back è stato proprio il finale. 
Vedere questi amici che si sono scelti come famiglia, che hanno il desiderio sincero di viversi nella quotidianità, di condividere dei momenti insieme e di crescere con le rispettive famiglie è meraviglioso. 
Probabilmente è il romanzo più 'stanco' della serie, avrei preferito un maggiore approfondimento, ma mi ha lasciato dentro una tenerezza e un vuoto tipico solo delle serie a cui lasci un pezzettino di cuore. 


Fatemi sapere se avete letto la Windy City series o se vi ho convinto a leggerla!
Bacini, 
Cris