Buongiorno lettori, come state? Uno dei buoni propositi per questo 2026 è riprendere il blog, tornare a scrivere con più regolarità e recensire i libri che leggerò. Non credo sia semplicissimo, specie con i tempi sempre incastrati, ma di sicuro voglio provarci.
Quindi, conscia di questo rinvigorito spirito recensore, sono pronta a raccontarvi Blood of Hercules, un dark fantasy acclamato dal booktok che a me ha lasciato invece sensazioni molto contrastanti.
Alexis lotta per sopravvivere in un mondo infestato dai Titani e governato dagli Spartani, esseri immortali appartenenti a dodici casate reali con poteri divini e ricchezze sfrenate. È una trovatella povera, timida e balbuziente, che tiene la testa bassa, nasconde le sue ferite e fa di tutto per eccellere negli studi. O almeno ci prova. Ma poi tutto cambia. Un esame del sangue svela che in realtà appartiene all’élite. È una di loro. Una Spartana. Costretta a frequentare l’Accademia Spartana della Guerra, deve sottoporsi a durissime prove per verificare se ha ciò che serve per essere immortale. C’è solo qualche problema. Achille e Patroclo sono i suoi terrificanti mentori. Caronte, il traghettatore dei morti, e Augusto, l’erede della casata della guerra, i suoi spaventosi professori. Ed è abbastanza sicura che ci sia qualcuno che la segue ovunque vada o che stia perdendo il lume della ragione. Ha il sospetto che entrambe le cose siano vere.
Alexis è una giovane ragazza di diciannove anni che vive insieme a suo fratello Charlie nella più assoluta povertà. É costretta a vivere in condizioni estreme, non può lavarsi o prendersi cura di sè. Vive in uno scatolone con il suo fratellino e il loro trovatello Fluffy e fa ripetizioni di tanto in tanto per poter mangiare qualcosa.
La situazione è davvero precaria, ma di fatto non può che peggiorare perchè Alexis scopre di essere una Spartana, costretta a combattere senza alcuna formazione per affermarsi nell'Accademia della guerra.
Più che un'accademia militare, in realtà è un autentico centro di torture e privazioni, fisiche e mentali.
Nessuno scommetterebbe su di lei, nemmeno i suoi mentori, i celebri Achille e Patro, il Duo Cremisi. Eppure, giorno dopo giorno, di settimana in settimana, Alexis dimostra la sua incredibile forza di volontà, la sua determinazione e il suo coraggio.
Le prove da affrontare sono difficili, nessuno Spartano è stupido perché semplicemente chi non è forte abbastanza non sopravvive. Nella nuvola di disperazione e sofferenza, Alexis è però una fiamma splendente. Non parlo tanto delle sue capacità o dei poteri di cui nemmeno è a conoscenza, ma della sua personalità ingenua e schiva e del suo forte umorismo.
Alexis è divertente e Nyx, la sua migliore amica, nonchè potente e velenoso serpente, rappresenta un'ottima spalla. I loro siparietti sono essenziali per alleggerire il clima opaco e funereo dell'Accademia.
A peggiorare le cose si aggiungono le personalità del suo professore, Augustus e del traghettatore, Caronte per i quali Alexis sente da subito un insieme di attrazione e repulsione.
Augustus, figlio di Afrodite e Ares, in presenza di altri Olimpi indossa una maschera di gentilezza e raziocinio che poco si sposa con gli sguardi truci e le battute sgradevoli che indirizza alla giovane protagonista.
Caronte è un essere terribile. Non ci sono altri modi per descriverlo, è un cacciatore e Alexis diventa la sua preda. É assetato di sangue e i suoi poteri sono terribili, accompagnato anche dai suoi Mastini infernali.
Questo libro aveva tutte le carte per potermi piacere. Una protagonista che scopre di essere meno normale di ciò che pensa, un'accademia militare con un worldbuilding ispirato al mondo greco, una lotta intestina tra dei.
Purtroppo per me non è scattata la scintilla.
Lo dico subito e a scanso di equivoci: è un libro che si fa leggere.
Dopo le prime cento pagine che mi hanno lasciato una certa perplessità, ho divorato in un pomeriggio il resto del libro.
É un libro che non si prende sul serio. É palesemente un fantasy d'intrattenimento, l'obiettivo dell'autrice è quello di divertire, magari appassionare.
Alexis è la concreta dimostrazione di questa filosofia. Nonostante le situazioni dolorose in cui si trova, non è mai patetica (nel senso greco di pathos, cioè l'intensità atta a suscitare emozioni). É la prima ad alleggerire il proprio carico fisico ed emotivo con battute pungenti o pensieri sarcastici.
Inoltre, non c'è alcuna valutazione morale.
In questo libro non ci sono brave persone.
Nessuno è un eroe, ma alcuni più di altri commettono terribili atrocità.
Tuttavia, al di là di quello che può suscitare nel lettore, nella scrittura non è veicolato un giudizio.
Non c'è giustizia perché nessun partecipante attivo della storia può avanzare pretese.
In questo senso, è un dark fantasy puro.
Allora, cos'è che non è andato?
Sostanzialmente sono due i punti che non mi hanno convinto, uno di tipo stilistico e uno di tipo narrativo.
La prima parte del romanzo è totalmente caotica e confusionaria. La scena nel Colosseo è illeggibile, un'accozzaglia di pugni e calci difficile da visualizzare. Inoltre, la spiegazione del worldbuilding è del tutto casuale. Non c'è una continuità perché dopo poche pagine di 'adattamento' veniamo trasportati insieme alla protagonista nell'Accademia sulle Dolomiti e la possibilità di comprendere meglio le dinamiche di potere o il significato dietro la separazione tra Olimpi e Spartani sono lasciate all'immaginazione del lettore.
Da un punto di vista prettamente narrativo, odio Augustus e Caronte con tutto il cuore.
Sono orribili, assetati di sangue, crudeli e manipolatori.
Non c'è una scena in cui li abbia apprezzati, non c'è una pagina in cui non abbia pensato che la protagonista dovesse scappare a gambe levate.
Non c'è nulla tra i tre che non sia pura e semplice attrazione fisica e quella è facile visto che sono tutti bellissimi e immortali. Stiamo parlando di divinità dopotutto.
Tutto ciò che succede nel libro capita a discapito di Alexis, della sua ingenuità, della sua ignoranza e della sua sofferenza. É orribile e per me imperdonabile.
Probabilmente le uniche cose che salvo di questo threesome sono le scene spicy perchè sono scritte bene, ma non basta.
In una storia che parla anche d'amore, desidero sentire, emozionarmi. É mancata del tutto ogni connessione, anzi, sul finale le ulteriori scoperte di Alexis mi hanno fatto arrabbiare ancora di più. Non riesco a perdonargli il modo possessivo, presuntuoso e arrogante con cui hanno ottenuto ciò che volevano.
Se fossi una Spartana, probabilmente sarei andata a prenderli a badilate sui loro visi perfetti.
Inoltre, ma questo è veramente un neo rispetto al resto, la quantità di imperfezioni sull'utilizzo della mitologia greca e della lingua latina hanno messo a dura prova la mia pazienza.
Tanto per dirne una, carus è maschile singolare, se vuoi usare il femminile DEVI SCRIVERE cara. Non è una libertà che puoi prenderti se vuoi usare una lingua morta su cui si fonda parte della civiltà occidentale.
Perchè gli americani sono ossessionati dal distruggere il mondo greco?
E perchè io sono così ingenua da cadere in ogni trappola del marketing che riguarda questo tipo di romanzi?
Comunque un premio sento di conferirlo agli animali protettori, siete stati la parte più divertente e normale dei vostri padroni.
Verdetto: Stuzzicante
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