martedì 7 settembre 2021

Review Party: 'Oculta' di Maya Motayne

Buongiorno lettori, nuovo giorno, nuova recensione: oggi parliamo di Oculta, il sequel del romando di Maya Motayne, Nocturna. 


Sono passati ormai quattro lunghi mesi da quando Finn e il principe Alfie hanno sconfitto l'antico e malvagio potere che minacciava di condurre il regno di Castallan alla rovina. Da allora, entrambi impegnati nelle proprie questioni personali e non, non si sono più visti. Alfie, in qualità di erede al trono di Castallan, è chiamato a occuparsi del delicato vertice con i reali englassiani per negoziare la cessazione delle ostilità e siglare la pace tra i due regni. Finn, da parte sua, sta cercando di godersi l'inedita libertà da Ignacio. Quando, per una serie di avvenimenti inaspettati, fa ritorno a San Cristobal, Finn scopre che, esattamente come sta accadendo a lei, anche per Alfie le cose non sembrano andare nel modo sperato. Il ragazzo, infatti, rischia di vedere vanificati i propri sforzi. A quanto pare, la misteriosa organizzazione responsabile della morte del fratello del principe è tornata nuovamente alla ribalta e il suo nuovo obiettivo sembra essere il fallimento proprio del vertice politico presieduto dal ragazzo. Ancora una volta, perciò, Finn e Alfie saranno costretti a unire le forze per seguire le tracce dell'assassino e preservare così l'unica possibilità che finalmente Castallan ed Englass trovino la pace. Ma saranno in grado di fermare i loro avversari prima che una nuova guerra minacci il loro regno?

Quando ho letto Nocturna, mi sono imbattuta in una storia piacevole con un'ambientazione latino - americana nuova e originale. Sebbene ci fossero alcuni elementi presi in prestito da altri romanzi più noti, il tipo di magia presentato dall'autrice era molto affascinante.
 
Oculta è stata una sorpresa e una conferma. Finn e Alfie non si vedono da quattro mesi, da quando hanno allontanato Sombra dal regno di Castallan. I morti sono stati tanti e il principe ne ha pagato il prezzo: il popolo non si fida più della famiglia reale perchè non sono stati in grado di proteggerli. In occasione del vertice di pace con gli ex coloni englassiani, questo rapporto si incrina sempre di più. Sebbene i regnanti si impegnino anche in onore di Demzin, a capo del progetto, tutto sembra pronto a crollare da un momento all'altro perchè una minaccia scuote il regno nell'ombra.

Anche la vita di Finn sembra essere migliorata lontana dal padre adottivo che l'aveva soggiogata, ma i giochi di potere la riportano a San Cristobàl nella capitale e soprattutto, la conducono di nuovo al principe Alfie. 
Il rapporto tra i due rimane sempre in equilibrio tra i sentimenti e il dovere. I pochi momenti che Maya Motaine ci regala sono emozionanti e forti e non vedo l'ora di capire come si evolveranno nel prossimo volume.

L'aspetto che ho preferito nel romanzo è stata la trama: è densa di avvenimenti, colpi di scena e un ultimo plot twist che mi ha lasciato senza parole. Gli intrighi di corte sono ben costruiti, anzi, ho percepito che l'intenzione dell'autrice fosse quella di mettere in scena la smania di potere degli europei colonialisti ( i bianchi, gli englassiani) nei confronti dell'America latina (le persone di colore, i castallani). 

Anche se i personaggi principali sono Finn e Alfie, i quali raccontano la storia, ho apprezzato l'approfondimento fatto su Luka e sui nuovi aspetti della sua personalità. Tra i personaggi secondari ho amato la vecchia Emeraude, che avrà un ruolo principale nelle scelte di Finn, una sorta di guida, una vieja molto saggia. 

Maya Motayne si conferma grazie a uno stile scorrevole, appassionante e semplice.
Ho apprezzato l'approfondimento sul proprio e sul modo in cui esso può allargarsi in senso sia creativo che distruttivo e la descrizione di alcuni elementi della tradizione dei regni, così che il lettore possa calarsi ancora di più in una storia tanto originale. 

In definitiva, è stata una lettura sorprendente, dinamica e entusiasmante. Non vedo l'ora che l'autrice scriva il terzo volume, sperando che non ci faccia aspettare troppo tempo, soprattutto viste le condizioni in cui ha lasciato Alfie, Finn e il loro regno. 

                                                Verdetto: Dipendente ( 4.5 stelline)

I ringraziamenti sono d'obbligo: voglio dire grazie alle ragazze che hanno partecipato all'evento e alla casa editrice per la fiducia concessa, nonché per la copia cartacea ricevuta in cambio di una onesta recensione.
Infine, un grazie a Carlotta per aver realizzato la grafica per l'evento.
Spero che darete una possibilità a questa storia, diversa dal solito, e che possiate appassionarvi come ho fatto io. 
Baci, Cris







lunedì 6 settembre 2021

Review Party: Unravel the Dusk di Elizabeth Lim

Buongiorno lettori, a distanza di una settimana torno con la recensione del sequel di Spin the Dawn, Unravel the Dusk, di Elizabeth Lim. Voi siete già andati in libreria a comprare la duologia?


Maia Tamarin ha già dimostrato di essere la più abile sarta del paese. Ha sbaragliato gli altri concorrenti nella gara con cui l'imperatore ha scelto il nuovo sarto imperiale. Ha viaggiato fino ai confini del mondo per procurarsi la risata del sole, le lacrime della luna e il sangue delle stelle. E con questi tesori ha cucito tre abiti magici, ciascuno degno di una dea. Ma le prove per lei non sono ancora terminate. Al ritorno dal suo viaggio, il regno è sull'orlo della guerra e Edan, il ragazzo che ama, è sparito. Forse per sempre. La guerra che impazza non è niente a confronto della battaglia che Maia combatte contro se stessa. Da quando è stata marchiata dal demone Bandur non è più la stessa... La posta in gioco è più alta che mai, ed è solo questione di tempo prima che Maia si perda completamente. Ma non si fermerà davanti a nulla pur di ritrovare Edan, proteggere la sua famiglia e garantire al suo paese una pace duratura.

Se avete letto la recensione di Spin the Dawn, sapete che l'avevo apprezzatp moltissimo. Salvo qualche piccolo difetto, ho legato con Maia, la sua storia e questo mondo fiabesco sin da subito, quindi per me è stato un vero dispiacere scoprire che questo secondo libro non era all'altezza. 


Le mie aspettative erano molto alte e anche se Unravel the Dusk si rivela essere comunque un buon libro, mi aspettavo qualcosa di diverso. 

Ma andiamo con ordine. Maia ha subito il marchio del demone Bandur ed è destinata ella stessa a trasformarsi, ma il suo amore per la famiglia, per la patria e per Edan rallentano il cambiamento. Da questo punto di vista, la protagonista si dimostra coraggiosa, leale, forte ma nelle prime cento pagine la narrazione risente di questa narrazione così incentrata su di lei.

Maia, grazie all'aiuto della magia, cerca di risolvere i problemi da sola, senza chiedere aiuto o ascoltare i consigli altrui. Non sempre le sue scelte si rivelano giuste o pragmatiche, ma conducono alla seconda parte del romanzo - quella che ho preferito di più -.

Maia parte alla ricerca di Edan affinché insieme possano trovare un modo per spezzare la maledizione del demone e insieme attraversano luoghi cruciali per la loro storia. 

Proprio la presenza della loro storia d'amore e di un legame così intenso ha reso la narrazione più piacevole, ma il ritmo scelto dall'autrice non ha subito rallentamenti. Credo che Elizabeth Lim abbia messo troppa carne a cuocere e nonostante il fatto che sia stata in grado di tessere bene insieme le fila, io avrei preferito più pazienza nel racconto, più tempo per i singoli avvenimenti, più dialoghi. 

Il romanzo infatti è attraversato dalle riflessioni e dal profondo dilemma di Maia, divisa tra la magia demoniaca e quella degli abiti della dea Amana. Questo aspetto, in parte interessante, ha appesantito la mia esperienza di lettura, allontanandomi emotivamente da Maia e dalla sua avventura. 

Sia Edan che lady Sarnai, personaggi secondari di un certo rilievo nel primo romanzo, qui perdono il loro smalto, finiscono per fare da comparse solo quando è strettamente necessario. Ciononostante ho avuto modo di apprezzare entrambi perchè Edan è dolce, gentile e premuroso mentre lady Sarnai una vera signora della guerra, aspetto da non sottovalutare visto che tutta A'landi è in pericolo.

Eccezion fatta per i piccoli nei evidenziati, Elizabeth Lim ha un modo evocativo di scrivere, scorrevole e accattivante, le pagine si divorano l'una dietro l'altra. Mi ha fatto molto piacere trovare alcuni riferimenti a Six Crimson Cranes, appena uscito in lingua e ambientato nello stesso worldbuilding, qualche tempo prima. 

Il finale è davvero molto dolce e credo sia la degna conclusione di questa storia. 

E' una duologia che a prescindere dai difetti vi consiglio perchè mi ha fatto sognare e ha saputo intrattenermi grazie a una narrazione fiabesca, a un mondo magico e a una certa originalità del racconto. 

                                                        Verdetto: Dipendente 


Non dimenticate di passare anche dalle altre ragazze per leggere le nostre recensioni!



martedì 31 agosto 2021

Review Party: Spin the Dawn di Elizabeth Lim

Buongiorno lettori, oggi in libreria escono davvero tanti libri interessanti ma per ora cominceremo a parlare del primo libro del dittico di Elizabeth Lim, Spin the Dawn. 
Onestamente era quello che attendevo con maggiore trepidazione perchè i retelling rappresentano una delle tipologie di romanzi che preferisco leggere e vi garantisco che l'attesa ne è valsa la pena. 


Maia Tamarin lavora come cucitrice nella bottega del padre, un tempo rinomato sarto. Ciò che desidera è diventare la migliore sarta del paese, ma sa che come donna il massimo cui può ambire è un buon matrimonio. Quando un messaggero reale convoca a corte il padre, gravemente malato, Maia finge di essere suo figlio e si reca al Palazzo d'Estate al suo posto. Sa che perderebbe la vita se venisse scoperta, ma correrà il rischio per salvare la famiglia dalla rovina e diventare sarta imperiale. C'è però un problema: Maia è solo una dei dodici che aspirano all'incarico. E nulla avrebbe mai potuto prepararla alla sfida che la attende: cucire tre abiti magici per la promessa sposa dell'imperatore, uno intessuto con la risata del sole, uno ricamato con le lacrime della luna e uno dipinto con il sangue delle stelle. In compagnia di Edan, il misterioso stregone di corte, i cui occhi penetranti sembrano vedere oltre il suo travestimento, Maia intraprenderà un viaggio che la porterà fino agli estremi confini del regno, alla ricerca del sole, della luna e delle stelle. Ma troverà qualcosa che non avrebbe potuto mai immaginare…

Spin the Dawn è la storia di una ragazza coraggiosa e fiera, di una giovane sarta alla disperata ricerca della felicità per la sua famiglia spezzata e del riconoscimento del proprio talento.
Maia è temeraria e forte e allo stesso tempo gentile, dolce e umana. 


Dopo la guerra che ha separato la sua famiglia portandogli via i due fratelli maggiori e lasciando il minore Keton con un disturbo motorio, Maia si raccapezza cercando di salvare la sartoria. Si dimostra abile e intelligente non solo con l'ago tra le mani, ma anche badando a suo padre, ormai di salute cagionevole, e agli affari, pronta persino a bussare alle porte in cerca di un rammendo. 

Il suo talento è inconfondibile, i suoi punti perfetti, i suoi disegni e le sue creazioni di rara bellezza, ma quando si presentano alla porta gli emissari del re per richiedere i servigi del padre, noto maestro, rifiutano di prenderla in considerazione. 
Maia taglia i capelli, indossa i vestiti rovinati del fratello Keton e parte per il Palazzo d'Estate dove sarà costretta a fronteggiare diverse sfide per diventare sarto imperiale. 
Le prove si dimostrano difficili, quasi impossibili, eppure Maia riesce a superarle tutte, non solo grazie alla sua abilità ma anche grazie all'aiuto di Edan, lo stregone di corte e a un paio di forbici dai poteri particolari che suo padre le ha donato prima di partire. 

Edan comprende il suo segreto, la consiglia, la protegge e si offre di accompagnarla quando
la figlia dello shansen, la futura imperatrice, lady Sarnai, le affida il più ingrato dei compiti. Dovrà realizzare gli abiti della dea Amana: u
n abito intessuto con la risata del sole, un altro imbevuto con le lacrime della luna e infine uno ricamato con il sangue delle stelle.
Tutto questo sembra assurdo ed impossibile, ma Maia non si lascia abbattere e passo dopo passo, sfida ogni regola del mondo così come lo immaginava. 
Un viaggio non ti lascia mai nello stesso modo in cui sei partita e la giovane protagonista ne è la prova: ad un certo punto, le sarà chiesto di scegliere il proprio destino.

Ho amato ogni pagina di questo libro.
L'autrice ha scritto la storia prendendo ispirazione da Mulan, ma poi ha delineato un worldbuilding originale, ricco e denso di magia, intrighi e cospirazioni.
Esplorando questa ambientazione, il lettore si bea della descrizione di posti strani e magnifici. E' calato nell'incanto della natura e allietato dalle sue leggende.
Chiunque abbia una passione per gli abiti, non potrà non apprezzare le splendide creazioni di Maia e il suo indiscutibile talento. 
Chiunque abbia mai avuto una passione così forte, un sogno così grande, non può non sentirsi ispirato dalla perseveranza e dal brillante spirito della ragazza. 

Anche il personaggio di Edan merita un plauso. All'inizio non mi fidavo di lui né dei suoi modi di fare, ma andando avanti, mi sono affezionata allo stregone. 
Il suo sorriso beffardo, la sua cura per Maia e infine l'ardente passione che sboccia tra i due rappresenta un valore aggiunto per una storia già gradevole. 

Ho trovato la scrittura della Lim perfetta: ha uno stile narrativo scorrevole, ma non essenziale. Si nota la dedizione con cui scrive le ambientazioni, intreccia mito e verità, la sua devozione verso i sentimenti dei protagonisti e dei lettori, creando un romanzo difficile da mettere giù. 
E' stato un viaggio meraviglioso e consiglio a tutti di intraprenderlo insieme a Maia.

Verdetto: Dipendente! (4 cuoricini e mezzo)



Spero che darete una possibilità a questa storia davvero magica e leggete le recensioni delle altre ragazze, vi bacio
Cris




 









venerdì 20 agosto 2021

Recensione: Le diecimila porte di January di Alix E. Harrow

Buongiorno lettori, come state? Siete in vacanza oppure a casa? In ogni caso, ho pensato di tenervi compagnia con la recensione di un libro che rientra sicuramente tra i miei preferiti dell'anno. Sto parlando de Le diecimila porte di January di Alix E. Harrow, che vi ricorda tornerà in libreria a fine agosto con il nuovo libro, Le streghe in eterno. 


Estate 1901. Un'antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti "di un valore singolare e unico", e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura... Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d'argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: "Le diecim por". Un libro che ha l'aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei...

Questo romanzo è il perfetto esempio di realismo magico che funziona. 
Non è il primo romanzo di questo genere che leggo, ma è sicuramente il primo che mi ha catapultato nella storia, lasciandomi una gamma di sensazioni meravigliose, difficili da spiegare. 

January ha appena sette anni quando scopre una porta blu, una porta magica che porta ad altri mondi, ma la sua immaginazione e i suoi sogni ad occhi aperti vengono messi a tacere dal signor Locke, suo tutore in assenza del padre Julian, alle prese con la ricerca di antichi manufatti in giro per il mondo. 
Crescendo, mette da parte le fantasticherie, ma non la sua sete del mondo: vorrebbe viaggiare accanto al padre, uscire fuori dai confini dell'unica dimora che abbia conosciuto e vivere delle avventure. Tutto le è precluso e si sente come uno dei reperti del suo tutore, messo sotto una teca per essere ammirato da altri. 


Qualcosa cambia quando January scopre un piccolo libro che sembra raccontare una grande storia che le risulta familiare, le solletica i sensi e le la porta a porsi sempre più domande. 
La giovane, dopo aver saputo della morte del padre, si troverà ad affrontare diverse avventure, alcune difficili per il corpo, altre per la mente ma dimostrerà un coraggio e una forza d'animo senza precedenti. 

Al suo fianco ci sono Bad, il suo adorato e pestifero cane e Sam, il figlio del fornaio con cui sin da piccola ha stretto un rapporto speciale. 
I pregi di questo libri sono innumerevoli: non solo abbiamo la costruzione di un metatesto lineare, chiaro, che si ricongiunge nelle pagine finali, ma anche la caratterizzazione di diversi personaggi secondari. 
L'autrice ha messo in primo piano January e la sua crescita fisica ed emotiva, ma ci ha presentato con destrezza anche il padre e il suo distacco, la sua sofferenza, l'indipendenza e la forza della madre perduta e la paura e le debolezze del signor Locke. 
Ciascuno di questi personaggi è intrecciato alla storia della protagonista che è giovane, ingenua e umana, ma anche determinata e leale. 

Oltre la trama e la costruzione dei personaggi, ho apprezzato anche lo stile narrativo. 
Non è scorrevole nè diretto, si prende il suo tempo per creare le giuste atmosfere e garantire una introspezione coerente di January. 
Durante la lettura si affrontano diversi argomenti scottanti, reali: il razzismo, la colonizzazione, il suprematismo bianco. 
Per questo motivo, nonostante non sia un romanzo 'semplice', credo che sia meravigliosamente calato nel ruolo che anela ad avere. 

Mi sento di aggiungere un ultimo punto: questo è un romanzo di speranza. 
E' un libro che elegge l'immaginazione, la fantasia, la creatività come perni della nostra esistenza. La possibilità che esistano porte che conducono in posti strani, nuovi, diversi è una sensazione eccitante da cogliere, non di cui avere paura. 
Imparare a distinguere l'altro non come un opposto, ma un complementare. 
E' questo il messaggio più profondo di questo libro ed è per questo che lo consiglio a chiunque cerchi nel mondo un po' di magia. 
A volte è nascosta in un libro. 

Verdetto: Assuefatto!



Vi ho incuriosito? Lo leggerete? Lo avete già letto? Scrivete nei commenti, 
un bacio
Cris



venerdì 13 agosto 2021

Recensione: La regina delle sirene di Alexandra Christo

Buongiorno lettori, come state? Vi state sciogliendo come me sulla sedia? Allora pensiamo al mare e alle onde e vi porto a conoscere Lira e Elian. 


La principessa Lira è una sirena regale e la più letale di tutte; con il cuore di diciassette principi nella sua collezione, è venerata in tutto il mare. Fino a quando uno scherzo del destino la costringe a uccidere uno della sua razza. Per punire sua figlia, la regina del mare trasforma Lira nell'unica cosa che detesta di più: un essere umano. Derubata del suo canto, Lira ha tempo fino al solstizio d'inverno per consegnare il cuore del principe Elian a sua madre o rimarrà un'umana per sempre. L'oceano è l'unico posto che il principe Elian chiama casa, anche se è l'erede del regno più potente del mondo. La caccia alle sirene è più di un hobby per lui: è la sua unica passione. Quando salva una donna che sta annegando nell'oceano, lei in cambio promette di aiutarlo a trovare la chiave per eliminare per sempre tutta la specie delle sirene. Ma può fidarsi di lei? E quanti accordi dovrà negoziare Elian per annientare il più grande nemico dell'umanità? Un fantasy romance e dark, la storia di una sirena con il gusto del sangue reale e di un principe che ha giurato di distruggerla. Per sempre.

Quando è uscito questo libro, dentro di me si sono alternati due emozioni diverse. La prima era di terrore puro perché avevo paura rovinasse la mia fiaba preferita con un retelling de La sirenetta poco adatto. La seconda era di gioia ed eccitazione perché leggerei qualsiasi libro sulle sirene senza stancarmene mai. 

La mia avventura con La regina delle sirene di Alexandra Christo è iniziata quindi in modo titubante. Sin dalle prime pagine, però, ho capito che potevo lasciarmi andare perché la storia creata dall'autrice mi ha rapita e portata in un mondo marino oscuro e magico. 

Lira è stata cresciuta come un'assassina spietata e letale, ha rapito e trafugato i cuori di diciassette principi, annientandoli. E' il Flagello dei Principi. Dalla chioma rossa e dagli occhi incantevoli, il suo canto, la sua grazia e la sua crudeltà sono temuti da chiunque. 

Il principe Elian non è dello stesso avviso. Più a suo agio in mare che sulla terraferma, sulla
sua nave piuttosto che a un ballo, ha una sola missione: eliminare le sirene e distruggere il Flagello dei Principi. Il suo sembrerebbe un desiderio nobile, ma un regno ha bisogno di una persona presente e disponibile verso i sudditi, così, mentre naviga alla ricerca della sua preda, stringe una pericolosa alleanza per il ben del suo popolo. 

Lira, punita dalla madre per non averle obbedito, viene privata della sua cosa e dei suoi poteri e viene salvata proprio da Elian. Inizia una lunga traversata in cui i due, pur diffidando l'una dell'altro, cominciano a sviluppare un tenero sentimento e a comprendere cosa c'è dietro i loro mondi. 

Il viaggio verso un prezioso amuleto porterà i due a una drammatica sfida e all'accettazione della verità. Sarà doloroso ma necessario. 


Questa storia mi ha letteralmente sollevato il cuore, la rabbia e l'incomprensione di Lira, l'amore tra lei ed Elian e il mare a fare da sfondo sono tutto ciò di cui ha bisogno questo fantasy per essere una storia affascinante e pregevole. 

L'autrice scrive benissimo: ho divorato il libro in soli due giorni. Ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi e la loro evoluzione, mi è piaciuto anche il doppio PoV che ha reso la storia più vera e interessante. Belli anche i legami costruiti dai protagonisti con i loro amici, è ciò che più di ogni altra cosa li rende umani e felici. 

Il finale è stato semplicemente perfetto e mi ha lasciato con una sensazione di benessere e felicità. E' uno stand-alone assolutamente valido e se come me amate la sirenetta non potete perdervelo!


                                                      Verdetto: Dipendente!


E voi avete letto La regina delle sirene? Vi piacciono i retelling?
Scrivetelo nei commenti, baci
Cris