lunedì 15 marzo 2021

Recensione: Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - Il ladro di fulmini di Rick Riordan

Buon giorno lettori, la settimana scorsa ho acquistato in libreria, complice qualche ora buca al tirocinio, un libro per ragazzi tra i più conosciuti, Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo del celeberrimo Rick Riordan. L'ho terminato nel giro di due giorni e ora ne parleremo insieme. 


Percy Jackson non sapeva di essere destinato a grandi imprese prima di vedere la professoressa di matematica trasformarsi in una Furia per tentare di ucciderlo. Le creature della mitologia e gli dei dell'Olimpo, in realtà, non sono scomparsi ma si sono semplicemente trasferiti a New York. L'ultimo dei loro bisticci rischia di trascinare il mondo nel caos: qualcuno ha rubato la Folgore di Zeus e qualcuno dovrà ritrovarla entro dieci giorni. Sarà proprio Percy a dover indagare sull'innocenza di Poseidone, dio del mare e padre perduto, che l'ha generato con una donna mortale facendo di lui un semidio. Nuove gesta e antichi nemici lo aspettano, e non saranno solo lo sguardo di Medusa e i capricci degli dei a ostacolare la ricerca della preziosa refurtiva, ma le parole dell'Oracolo e il suo oscuro verdetto: un amico tradirà, e il suo gesto potrebbe essere fatale… Gli dei dell'Olimpo sono ancora vivi.

Parlare di Percy Jackson è come parlare del Sacro Graal, è una serie molto amata dai ragazzi e il fatto che questo primo libro non mi abbia entusiasmato quanto mi aspettassi, mi è piuttosto dispiaciuto. 

Percy, dodicenne problematico, è abituato a passare da una scuola all'altra perché gli accadono continuamente cose strane, che lo allontanano dagli altri ragazzi della sua età. 
Alla Yancy, però, il ragazzo si sente relativamente tranquillo: ha per la prima volta un vero amico, Grover, e un professore che crede in lui, nonostante i suoi voti siano discreti.
Durante una gita, Percy finisce per scatenare le ire della professoressa Dodds che d'un tratto si trasforma in una creatura alata, terribile e famelica, una Furia. 
Alle domande del ragazzo non ci sono risposte, come se non avesse rischiato la vita, come se avesse inventato tutto. 
In realtà, Percy è un semidio, figlio di un dio della mitologia greca, ancora vivo e vegeto e una donna mortale, la sua adorata mamma. 
Sarà proprio quest'ultima a costringere Percy per il suo bene a raggiungere il Campo Mezzosangue, dove si allenano i figli delle divinità e si preparano ad affrontare una realtà fatta di pericoli e mostri. 
La storia prende piede proprio dall'arrivo del giovane al campo e si movimenta nel giro di un capitolo. Percy, con l'aiuto di Annabeth, figlia di Athena e Grover, in realtà un satiro custode, inizierà la sua personale impresa per scongiurare una guerra tra cielo e mare, tra Zeus e Poseidone. 
Il romanzo migliora pagina dopo pagina, soprattutto grazie alle peripezie simpatiche ed eccentriche che la squadra affronterà nel corso del suo cammino. 
Riconosco a Riordan una buona tecnica narrativa: grazie all'uso della prima persona e al sarcasmo più o meno latente, tiene incollato il lettore, soprattutto quello più giovane. 
Tuttavia, ho trovato che tutto fosse 'troppo' facile. E' vero che i ragazzi incontrano diverse difficoltà, ma sono ostacoli molto facili da aggirare. 
A Percy risulta quasi semplice combattere contro Ares, il dio della guerra, riportare la Folgore a Zeus e conoscere il suo vero padre.

Mi aspettavo un eroe, ma il ritorno del Prescelto, della profezia e della compagna intelligente e so tutto io, mi ha ricordato inevitabilmente Harry Potter. 
I richiami sono evidenti per quanto l'autore abbia reso Percy un personaggio più carismatico e divertente del mio amato sopravvissuto. 

Percy, infatti, è un personaggio a cui non puoi non affezionarti, è un ragazzo buono, leale, un amico generoso, che non lascia mai indietro nessuno. 
E' coraggioso, determinato e tenero nei suoi affetti. 
Ho apprezzato anche Annabeth, il suo desiderio di mostrarsi intelligente agli occhi della madre, la costante insicurezza e la sua forza d'animo.

Il vero punto dolente è comunque la mitologia greca: i racconti degli dei sono accennati e anche in modo piuttosto superficiale, senza dare profondità a quelle storie che ancora oggi adoriamo sentir raccontare. 
Mi rendo conto che essendo un libro per ragazzi fosse la soluzione migliore, ma da adulta riesco a riconoscere più facilmente difetti che magari tempo fa non avrei riscontrato. 
Sono comunque curiosa di continuare la storia, soprattutto perché sono stati gettati i semi per un rapporto che sa d'amore. 
In definitiva, credo sia un ottimo libro per ragazzi, godibile e leggero. 

Verdetto: Stuzzicante


E voi? Avete letto Percy Jackson? Vi è piaciuto? 

Un bacino, 
Cris






giovedì 4 marzo 2021

Review Party: Heartstopper 3 di Alice Oseman

Buongiorno lettori, come state? Il 2 marzo è uscito il terzo volume di Heartstopper, una graphic novel dolcissima che sta appassionando i lettori di tutto il mondo. 


Charlie non avrebbe mai pensato che Nick potesse ricambiare il suo sentimento, ma ora sono ufficialmente fidanzati, e Nick ha anche trovato il coraggio di dirlo a sua madre. Ma ora deve dirlo anche agli altri; e la vita non è sempre semplice, anche se hai accanto qualcuno che ti ama. "Heartstopper" parla di amicizia, amore, lealtà, salute mentale. Unendo le storie private di Nick e Charlie, finisce per parlarci di qualcosa di più grande, che interessa tutti noi.

Heartstopper ci aveva lasciato con Nick e Charlie alle prese con la consapevolezza del loro sentimento e in particolare con l'accettazione di qualcosa di inaspettato, un'emozione nuova da spiegare a se stessi.

Ma non è l'unico ostacolo da affrontare. Dire agli altri che si ama una persona diversa da quella considerata 'canonica' dalla società fa paura. Si temono i giudizi, le rivalse, le prese i giro e si finisce con il non riuscire a vivere serenamente il rapporto. 
Questo è il tema principale del nuovo appuntamento con la graphic novel: imparare a gestire le opinioni degli altri, cercando di farcele scivolare addosso, vivendo il momento, stando accanto agli amici e superando la nostra insicurezza. 

Gran parte del volume si svolge in gita a Parigi ed è una cosa che ho adorato, sia perchè la città è bellissima sia perchè mi è sembrato di rivivere quei momenti spensierati dei viaggi scolastici insieme agli amici. 
Proprio l'amicizia assume un ruolo rilevante e vediamo scene di vita quotidiana di alcuni personaggi secondari che riempiono la storia e emozionano quanto Nick e Charlie. 

Sebbene abbia adorato questa graphic novel, l'ho trovata un po' sottotono rispetto alle precedenti. Credo che sia perchè il bello di quando si racconta una storia delicata come questa sia l'inizio, lo sbocciare di un sentimento e la scoperta della propria sessualità.
Questo volume invece si concentra sul rapporto con l'esterno e con gli amici e su quanto questo possa influenzarci. Naturalmente è un tema comunque importante perché nella società di oggi è facile sentirsi condizionati a un certo tipo di esistenza, solo perché già preconfezionata.
Mi è parso inoltre che Alice Oseman abbia preparato il terreno per parlare di disturbi alimentari: mi terrorizza e allo stesso tempo mi rende felice che si affronti un elemento così doloroso in una storia che arriva ad adulti e ragazzi. 
Scardinare la perfezione, normalizzare i difetti, dare rilievo alla salute mentale è ciò di cui abbiamo bisogno.

Nick e Charlie meritano tutto l'amore del mondo e con le loro ansie, le loro insicurezze, i loro sentimenti hanno fatto centro ancora una volta nel mio cuore.

Verdetto: Dipendente


Passate anche dalle altre ragazze e fatemi sapere se leggerete questa storia!
Un abbraccio, 
Cris


mercoledì 3 marzo 2021

Recensione: 'Il regno di rame' di S.A. Chakraborty

Buongiorno cari lettori, finalmente in libreria è uscito il seguito de 'La città d'ottone'. Se come me avete amato il mondo creato dall'autrice, l'atmosfera orientale e i richiami alla cultura musulmana, allora amerete questo secondo capitolo della trilogia di Daevabad.


La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell’abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere.

Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù.

Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo.

Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l’intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.

La città d'ottone mi era piaciuto ma con riserva, avevo trovato infatti che la narrazione fosse piuttosto lenta sebbene dovuta alla spiegazione di un mondo come quello di Daevabad piuttosto complesso. 
Il regno di rame si spoglia di questa debolezza e affascina il lettore che non riuscirà a staccarsi dalle pagine nonostante la mole del libro. 
La storia segue il punto di vista dei tre protagonisti incontrati già nel primo volume: il principe Ali, ormai esiliato nel deserto geziri e costretto a guardarsi le spalle dai sicari del padre; la Banu Nahida Nahri, guaritrice e promessa sposa dell'emiro Munthandir e il guerriero Ashfin Dara. 

La storia riprende cinque anni dopo la fine degli eventi e sia Ali che Nahri conducono una vita appartata, lontana dalla politica del palazzo perché soggiogati dalle minacce e dal potere di Ghassan.
Nahri è la moglie dell'emiro e come tale, deve rispettare gli obblighi coniugali, ma trascorre gran parte del tempo a lavorare nella sua infermeria e curare i malati, oltre che a guidare i daeva nel Tempio. 
Ali, il principe escluso, vive in un piccolo villaggio geziri, Bar Nebit, presso il quale ha instaurato un rapporto di amicizia e lealtà, costruendo canali di irrigazione approfittando di ciò che gli è successo nel lago della sua patria. 
Quando, attraverso uno stratagemma piuttosto ingegnoso, il ragazzo è costretto a tornare in città, le cose diventano molto più movimentate, sia a palazzo che fuori. 

La rivalità tra le tribù e l'odio verso gli shafit hanno messo Daevabad in ginocchio, Ghessan tiene il controllo con il pugno di ferro mentre si verificano gravi soprusi e ingiustizie. 
I suoi stessi soldati sono sprovvisti di armi e di giuste razioni, la situazione è sull'orlo del baratro. 
Senza contare che le imprese del principe, lo rendono decisamente benvoluto rispetto all'erede al trono, aspetto che incrina ancora di più il rapporto tra i fratelli Qatani. 

Ugualmente complicato è il rapporto tra Ali e Nahri che dopo la morte di Dara sono addolorati e distanti. 
Quando però i ragazzi scoprono di avere un progetto in comune, qualcosa che potrebbe avvicinare popoli da anni in conflitto, la loro amicizia rifiorisce e si fa sempre più forte, lasciando immaginare che possa esserci qualcosa di più. 

Dara, scomparso per mano di Ali, ritorna più forte che mai grazie a un nuovo personaggio che nell'ombra meditava vendetta contro la famiglia reale. In questo nuovo scenario, nulla è scontato: tradimenti, morte, sofferenza attraversano tutto il romanzo, regalando uno scenario che sicuramente tiene il lettore con il fiato sospeso. 

Rispetto al primo romanzo che svolgeva soprattutto una funzione introduttiva, Il regno di rame rappresenta una vera bomba ad orologeria. Grazie ai diversi punti di vista, il lettore è trascinato nella guerra secolare dei jinn, negli scontri tra tribù ormai pronte a tutto per ottenere il potere. 
Senza contare che vengono distribuiti indizi parziali su verità scomode non ancora del tutto svelate, mettendo in crisi molte delle consapevolezze dei protagonisti. 


Questo libro è maturo, è appassionante e complesso: gli intrighi, la vendetta, le cospirazioni sono descritti con costanza e sapienza. 
Nonostante le seicento pagine, non sono stata capace di staccarmi. Come lettrice ho potuto sentirmi parte integrante della solitudine di Nahri, dei dubbi di Dara e della confusione di Ali e questo mi ha consentito di avvicinarmi ai personaggi, di empatizzare con loro.

Tornando per un attimo al worldbuilding, credo che apprezzerete molto questo secondo volume: anche se gran parte dell'azione si svolge a Daevabad, in realtà grazie ad alcuni passaggi e ad alcuni personaggi secondari, scopriremo molto di più sia sulle tribù geziri e ayanlee sia sul mondo fuori dalla magica città dei jinn. 

Il finale è stato superlativo, tutto il romanzo è un preludio a questo grande colpo di scena: la trappola è scattata, la morte è arrivata a destinazione eppure Nahri si è dimostrata incredibilmente coraggiosa, con un cuore puro e nobile, una donna intelligente e sagace da cui mi aspetto grandi cose nel finale di serie. 


Ultimo argomento di questa appassionata recensione riguarda la ship, se nel primo romanzo Nahri e Dara mi sono apparsi endgame, qui le cose si fanno decisamente più complicate. 
Credo che dopo tutto ciò che è accaduto tra loro, Nahri meriti un amore gentile e vero come quello di Ali, la cui convinzione nel negare i suoi sentimenti mi ha provocato tanta tenerezza.

Abituato a una vita come arma di suo fratello, non si era mai permesso di sognare qualcosa di più. Eppure, il suo cuore palpita quando Nahri è vicina e la sua bellezza lo fa accaldare e provare sentimenti contrastanti. Nahri è prima di tutto sua amica e farà di tutto per proteggerla. E' così romantico. 

Come avrete capito, ho letteralmente amato questo romanzo. 
Spero che sia lo stesso anche per voi!

Verdetto: Assuefatto






mercoledì 24 febbraio 2021

Recensione: 'Semper fidelis' di Erika Pomella

Buongiorno lettori, lo scorso fine settimana ho letto il romanzo d'esordio di una cara amica, Erika Pomella, pubblicato dalla Triskell edizioni, che ringrazio per la fiducia riposta e la copia digitale del romanzo. 
Ho apprezzato molto questo romance e se volete scoprire il perché, continuate a leggere.


A quattordici anni Savannah ha visto la morte in faccia, ma non le ha permesso di sconfiggerla e rubarle i suoi sogni. Ora lavora nella redazione di un giornale di New York e sogna di vedere il suo nome in fondo a un articolo. Non può immaginare che il suo primo incarico sarà quello di scrivere su ciò che odia di più al mondo: le armi. Leo è un ex marine e lavora in un poligono di tiro. Cresciuto in Texas, ha sempre avuto a che fare con le armi e ne possiede sin da quando è ragazzo. Savannah e Leo non hanno niente in comune, ma, quando si trovano costretti a lavorare insieme, i loro mondi entrano in rotta di collisione. Pieni di cicatrici, spaventati dalla chimica che nasce immediatamente tra di loro, Leo e Savannah dovranno trovare un modo per coesistere e accettare che l'attrazione che scorre tra di loro non è solo un compromesso passeggero.

La prima cosa che mi è saltata subito all'occhio quando ho iniziato la lettura di questo contemporary è stato lo stile di scrittura. E' evidente che Erika conosce la lingua e ha un discernimento nell'usarla che è incredibilmente apprezzabile in un romanzo d'esordio.
Leo e Savannah sono due ragazzi con una situazione molto difficile alle spalle, entrambi hanno vissuto dei trami personali abbastanza profondi che si ripercuotono inevitabilmente anche sul presente. 

Savannah sa cosa vuol dire avere una pistola puntata contro e lottare per la propria salvezza, ma quando Jared, il suo capo, le offre finalmente la possibilità di mostrare il suo talento da giornalista con un articolo sul secondo emendamento americano, non si tira indietro e accetta la sfida. 
Leo, dal canto suo, non si aspettava una ragazza imprevedibile e tenace come Savannah al poligono di tiro dove lavora come insegnante.
Sin da subito, lo scontro è acceso perché il ragazzo è su posizioni diametralmente opposte avendo servito il paese come Marine.
Ciononostante, gli scambi di battute pungenti e una forte attrazione mentale oltre che fisica, porteranno allieva e insegnante ad avvicinarsi sempre di più, scavando nel proprio passato per costruire il futuro a cui sono destinati. 

Sicuramente Savannah e Leo sono due personaggi molto ben caratterizzati: la prima ha un carattere energico, grintoso, dinamico che si legge sia nella voglia di emergere nel suo campo che nel rapporto di coppia. Ha anche diverse fragilità dettate da un'adolescenza vissuta cercando di vincere il dolore e la nostalgia. 
Leo, invece, è un uomo dal cuore buono, un po' burbero ma generoso e leale. 
Ho molto apprezzato il modo in cui la loro relazione nasce, fatta di passione, di tenerezza, di presenza e di tanti piccoli gesti quotidiani. L'ho trovata molto verosimile, convincente.
Ciò che hanno vissuto Savannah e Leo è estremamente difficile da superare, è inevitabile che certe cicatrici ti restino addosso come una seconda pelle. Affrontarle insieme a una persona che ci ama significa dividerne il peso con qualcuno che vede in noi oltre ciò che ci ha spezzato. Ed è questo che unisce Leo e Savannah in una storia complicata ma semplice e appassionata.

Purtroppo non è un romanzo perfetto e ci sono alcuni elementi che mi hanno fatto storcere il naso. Come detto prima, credo che Erika abbia fatto un notevole lavoro di scrittura, ha dimostrato di saper padroneggiare le parole, scrivendo una storia scorrevole senza risultare banale, tuttavia non ho molto apprezzato la ridondanza dei soprannomi dei dialoghi. Se avete letto altre recensioni di romance, sapete che io faccio fatica a tollerare i vezzeggiativi a ogni fine frase. E' un mio limite.
Leggere molto spesso 'Profondo Sud' o 'Ragazzina' mi faceva venire l'orticaria, ma mi rendo conto che non è un problema del romanzo, solo di me come lettrice. 

Inoltre, nonostante la sua bontà d'animo, ho faticato ad apprezzare fino in fondo Leo. Con Savannah mi sono presa subito, mi è piaciuto tutto di lei e ho percepito la sua sofferenza. Leo invece, nonostante abbia il suo bagaglio di dolore e sofferenza, mi ha spesso infastidito a causa di comportamenti che ho trovato a tratti discutibili e irritanti. Naturalmente, si è fatto ampiamente perdonare nel finale con una dichiarazione davvero dolcissima. 

In definitiva, il romanzo d'esordio dell'autrice si dimostra convincente sia da un punto di vista stilistico che di trama e per questo lo consiglio non solo a chi ama il genere ma anche a chi vuole perdersi un paio d'ore nella meravigliosa città di New York. 

                                            Verdetto: Stuzzicante! (3.75 stelline)


Spero che la recensione vi abbia incuriosito e io vi invito ad acquistare il romanzo di Erika per poter apprezzare come me la storia di Leo e Savannah.
Un abbraccio, 
Cris

martedì 23 febbraio 2021

Recensione: 'La casa di fiamme e argento' di Sarah J Maas


Lettori, ci siamo, è uscito anche in Italia a pochissima distanza dall'edizione in lingua il nuovo libro di Sarah J Maas, La corte di fiamme e argento. Ho avuto l'incredibile fortuna di leggerlo a fine gennaio e finalmente ora posso parlarvene. 


Nesta Archeron non è quel che si dice un tipo facile: fiera del suo carattere spigoloso, è particolarmente facile alla rabbia e poco incline al perdono. E da quando è stata costretta a entrare nel Calderone ed è diventata una Fae contro la sua volontà, ha cercato in ogni modo di allontanarsi dalla sorella e dalla corte della Notte per trovare un posto per sé all'interno dello strano mondo in cui è costretta a vivere. Quel che è peggio è che non sembra essere ancora riuscita a superare l'orrore della guerra con Hybern. Di certo non ha dimenticato tutto ciò che ha perso per colpa sua. A rendere ancora più irritante la sua situazione, poi, ci pensa Cassian, apparentemente dotato di una naturale predisposizione a farle perdere il controllo. Ogni occasione è buona per stuzzicarla e provocarla, rendendo però allo stesso tempo evidente la natura del focoso legame che, loro malgrado, li unisce. Nel frattempo, le quattro infide regine, che durante l'ultima guerra si erano rifugiate sul Continente, hanno siglato una nuova e pericolosa alleanza, una grave minaccia alla pace stabilita tra i regni. E la chiave per arrestare le loro mire potrebbe risiedere nella capacità di Cassian e Nesta di affrontare una volta per tutte il loro passato. Sullo sfondo di un mondo marchiato dalla guerra e afflitto dall'incertezza, i due Fae tenteranno di venire a patti con i loro personali mostri, con la certezza di trovare, l'uno nell'altra, quel qualcuno che li accetta così come sono e che li può aiutare a lenire tutte le ferite.

La Corte di Fiamme e Argento ha un ruolo particolare all'interno del panorama letterario perchè con questo libro inizia una trilogia companion rispetto a quella di Una corte di rose e spine che ha ricevuto un grandissimo successo all'estero e, in modo più contenuto, anche in Italia. 

Le mie aspettative erano davvero molto alte perchè sin dalla loro prima apparizione su carta ho avuto un debole per Cassian e Nesta. Cassian è un guerriero, un generale abbandonato, odiato, denigrato, con un cuore immensamente buono, generoso e leale con la sua famiglia, i suoi amici. Nesta, prima di questo libro, era la mia personale incognita. La durezza e la crudeltà con cui trattava gli altri, specie Feyre, mi parevano ingiustificate eppure mi hanno sempre lasciato la convinzione che dentro di lei ci fosse molto di più da raccontare. 

Non mi sono sbagliata. Se dovessi descrivere questo romanzo con una sola parola, probabilmente sceglierei rinascita. La corte di fiamme e argento è il libro di formazione di Nesta, la sua elaborazione del lutto, della sofferenza, della trasformazione che non epr sua volontà ha subito. In questo romanzo, la Maas ha scoperchiato il vaso di Pandora delle emozioni di Nesta e le ha lasciate fluire fino alla sua completa guarigione. 

In questo processo di controllo e auto accettazione, si dimostrano essenziali l'amore e l'amicizia. Cassian le è sempre accanto, percependo i suoi sentimenti, i suoi silenzi e dandole lo spazio di cui ha bisogno. E' grazie a lui che Nesta trova la sua personale missione e fa la conoscenza di Gwyn ed Emerie. 

Come Feyre aveva fatto prima di lei, Nesta grazie al suo potere e alla sua indomabile forza di volontà, riesce a costruire la sua famiglia, trovando un porto rifugio, una casa in cui sentirsi assurdamente felice. 

Il romanzo ha 720 pagine, ma io non ne ho mai avvertito il peso; l'autrice ha saputo dosare bene il romance e la parte fantasy, tenendo conto delle avventure già vissute nella trilogia precedente e anzi, buttando qua e là indizi circa le prossime guerre che la corte della Notte dovrà affrontare.

Il potere che scorre in Nesta è il potere che lei stessa ha sottratto in un impeto di rabbia nel Calderone, è un potere che chiama figure antiche, potenti, terribili. Il simile chiama il simile. La morte che si espande dalle fiamme d'argento di Nesta è potente e pericolosa e la situazione dopo la guerra con Hybern non è serena. Le altre corti sono in fermento, Tamlin è ormai un uomo distrutto e abbandonato a se stesso, solo e poi ci sono gli umani, ancora in dubbio, diffidenti. La situazione è appesa a un filo e in questo gioco di intrecci, la chiave essenziale sarà il tempo.

Ci sono state scene davvero commoventi, altre incredibilmente dolci, altre rabbiose e dure: questo romanzo è stato un caleidoscopio di emozioni. 

Un merito particolare vanno anche ai personaggi secondari: oltre a rivedere Azriel (il mio preferito), Elain, Feyre, Rhysand, Mor e Amren, vengono introdotti nuovi personaggi. 

Ho particolarmente apprezzato Gwyn, una giovane sacerdotessa determinata e volenterosa, la cui tragedia ha spezzato quelli che erano i suoi sogni e Emerie, l'Illyrian deturpata e mutilata, il cui cuore dimostra prontezza di spirito e forza. Queste due ragazze diventeranno il perno di Nesta e della sua missione: ricominciare a vivere. 

Un aspetto, a mio avviso, non essenziale ma che voglio sottolineare è che questo romanzo è disseminato di sesso esplicito, è una storia volutamente piccante. La Maas aveva già scritto diverse scene erotiche nei romanzi precedenti, ma la Corte di Fiamme e Argento è più diretto e spregiudicato. 

Ho apprezzato ogni aspetto di questo libro, trovo che sia stato davvero ben calibrato e mi sono calata nella storia con passione e interesse. Devo ammettere che sfogliata l'ultima pagina, avrei voluto già rileggerlo.

                                                          Verdetto: Assuefatto!




Spero che la recensione vi abbia incuriositi! Se volete, passate anche dalle mie bravissime colleghe
Un bacio, 
Cris