mercoledì 4 dicembre 2019

Recensione: Il priorato dell'albero delle arance dii Samantha Shannon

Buongiorno lettori, oggi sul blog parliamo di uno dei romanzi più acclamati dell'ultimo anno, candidato ai Goodreads Choice Awards ed edito in Italia in una edizione bookporn dalla Oscar Vault. 


LA CASATA DI BERETHNET ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys.

Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

Questo romanzo, a mio avviso, si è guadagnato lo scettro di romanzo migliore dell'anno.
Non sono un'amante dell'epic fantasy, non ho mai letto nulla di Tolkien nè mi sono mai trovata con un mattone di queste dimensioni tra le mani, eppure, superati i primi dubbi iniziali, per me leggerlo è stato come una droga. 
Il romanzo si divide tra Oriente e Occidente, in conflitto tra loro, ed è raccontato da quattro punti di vista differenti: Ead, ancella della regina Sabran, discendente della casa di Berethnet, spia mandata a proteggere la sovrana; Tanè, giovane orfana che ha dedicato la sua vita a diventare Guardiano del Mare, a proteggere e combattere accanto al suo drago d'acqua; Loth, erede di un'importante casata nobiliare, spedito nell'Utero del fuoco per una missione suicida e Niclays Ross, anziano alchimista devastato dall'esilio e da una perdita difficile. 
L'aspetto che mi ha entusiasmato di più, una volta entrata nel vivo della storia, è la capcità dell'autrice di descrivere un'ambientazione così ricca: luoghi e posti ricchi di fascino o di morte, leggende, folklore e religioni differenti. 
Il perno principale attorno al quale tutto ruota sono i draghi: i wyrm , guidati dal Senza Nome, sono crudeli e assetati di sangue, desiderano sottomettere la stirpe umana, cominciano a risvegliarsi dopo oltre mille anni di sonno. 
Ma oltre a queste creature malefiche, ci sono altri draghi, i draghi d'Oriente, i draghi dell'acqua, che vivono in serenità con gli umani ed eleggono uno di essi come loro compagno. 
Nonostante la complessità dei punti di vista - a primo acchito, ci paiono tutti scoordinati tra loro - la narrazione diventa sempre più adrenalinica e svela il legame che esiste tra i vari personaggi. 
Essendo uno standalone, questo romanzo ha la sua forza nella coralità: Ead, ma anche Loth e Tanè, sono dei personaggi sapientemente costruiti e caratterizzati in modo che il lettore possa sentirsi a loro vicino. 
Ead, in particolare, è senza dubbio, il mio personaggio preferito. Devota alla sua missione, coraggiosa, saggia e leale, è la protagonista che fa sentire la sua voce più degli altri, merito anche di Sabran, una regina indomita, che pur presentata dalle sole parole della sua ancella, ha saputo incuriosirmi e affascinarmi. In lei, ho visto un grande margine di crescita ed evoluzione, le prime pagine la tacciano come arrogante e viziata, ma alla fine del romanzo, non potremo che adorarla. 
Loth mi ha ispirato soprattutto affetto: per colpa di una diceria, la sua sorte sembra la sola morte, eppure le sue vicende non possono che tenere il lettore avvinto, nella maniacale curiosità di sapere che cosa potrà accadere. 
L'autrice ha trovato un piccolo spazio per inserire una dolce ma discreta storia d'amore e questo ha mandato in tilt la mia parte fangirl.
Devo ammettere che Samantha Shannon ha saputo calibrare tutto a dovere, il rischio che un romanzo così prolisso fosse noioso, eccessivamente descrittivo o torpido, era alto. 
Invece, ho amato ogni singola pagina. 
Sia chiaro, non credo che questo romanzo sia per tutti, la parte iniziale è uno scoglio che stava buttando anche me nello sconforto, ma preso con la dovuta calma, anche pochi capitoli alla volta, sarà un'esperienza meravigliosa in un mondo inclusivo di etnie, religioni e culture diverse e che sento di consigliare a voi tutti. 
La chicca del 2019. 

Verdetto: Assuefatto!


Grazie alla Oscar Vault per la copia in anteprima. 
Un bacino, 
Cris



Nessun commento:

Posta un commento