martedì 20 ottobre 2020

Review Party: "Pumkinheads" di Rainbow Rowell

 Buongiorno lettori, come state? Sono molto felice di portarvi oggi sul blog la recensione di una graphic novel adatta al periodo autunnale, Pumpkinheads di Rainbow Rowell. 


Josiah è pronto a passare tutta la notte crogiolandosi nella malinconia (è un tipo malinconico). Ma Deja ha un piano: e se, invece che deprimersi, e invece della solita zuppa di fagioli alla Casetta del Mais e Fagioli, facessero il botto? Potrebbero visitare tutti gli stand della fiera. Assaggiare tutto. E forse Josiah potrebbe perfino parlare con quella ragazza carina su cui fantastica da tre anni..

Rainbow Rowell è una di quelle autrici molto amate che con me non ha subito fatto centro. Tutti hanno adorato Fangirl, invece per me non era neanche vagamente all'altezza di Eleanor & Park. Quando è uscita la notizia che sarebbe arrivata in Italia questa graphic novel, ispirata dalla trama e dai colori della copertina, ho deciso di provare a leggerla.

Non avrei potuto fare scelta migliore! Questa storia mi ha completamente stregata e ho apprezzato profondamente il personaggio di Deja. Questa ragazza è una vera forza della natura: ha la battuta sempre pronta, è bella e divertente, ammirata da uomini e donne, di cui conquista i cuori ed è un'amica davvero incredibile. 

Josiah è da sempre il Pesc della Fiera autunnale del campo e di zucche, ma quest'anno è diverso: lui e Deja andranno al college e quella sera è probabilmente l'ultima che trascorreranno lavorando agli stand della fiera, nonché la sua ultima chance di dichiararsi alla ragazza dei dolcetti. E' convinto di non essere all'altezza e di non riuscire nell'impresa, così tocca alla sua amica prendere l'iniziativa.

Lo trascinerà in un vortice di cibo delizioso (fagioli, mais, chili fry, torte, marshmallow, mele caramellate) e di situazioni divertenti o paradossali e alla fine, quando finalmente sarà pronto a parlare con la giovane che aveva romanticamente idealizzato, si renderà conto che si era sempre sbagliato. Riuscirà a cogliere l'ultima opportunità che gli offrirà la fiera?

La storia di Josiah e Deja arriva al lettore con grande intensità, soprattutto attraverso i dialoghi e il viaggio che fanno nella fiera, di stand in stand, che a me è parso simbolico. 

La rivelazione che ha Josiah arriva solo alla fine come un'autentica epifania. 

                     "Non voglio che Ottobre finisca. Perchè Ottobre significa te"

Le tavole sono semplicemente bellissime: curate, dai colori vividi, autunnali. Nonostante non mi piacciano metà dei cibi offerti, mi piacerebbe moltissimo vivere un Halloween così, passeggiando tra le zucche, con l'odore di paglia nelle narici e attraversando il labirintico campo di mais. Sarei eccitata come una bambina nel fare un giro sul calesse. 

L'atmosfera che si gode nella fiera è rilassata, divertente, l'ho avvertita come reale. Le ultime scene mi hanno emozionato, perché anche quando l'amore è prevedibile, i sentimenti che suscitano sono sempre sinceri. 

                                                         Verdetto: Assuefatto!


Vi invito a leggere e amare questa graphic novel perchè è davvero speciale! Leggete anche le recensione delle mie colleghe, la solidarietà, in questi tempi bui, è più importante che mai. 



Baci, 

Cris




venerdì 16 ottobre 2020

Recensione: 'In fuga da Houdini' di Kerri Maniscalco

Buona sera lettori, con questa recensione chiudiamo una settimana decisamente intensa, che vi ha condotto dalle strade di Londra all'antica Cina, fino ad oggi, dove vi imbarcherete sulla RMS Etruria in compagnia di Audrey Rose e Thomas. 


Audrey Rose Wadsworth e il suo assillante compagno, Thomas Cresswell, si imbarcano sulla lussuosa RMS Etruria, diretti alla loro prossima meta, l'America. La settimana di spettacoli circensi che allieterà la traversata - compresa l'esibizione di un giovane e promettente artista della fuga - sembra la distrazione ideale prima del tetro incarico che li attende oltreoceano. Ma presto il viaggio si trasforma in un festival degli orrori quando, una dopo l'altra, giovani donne vengono trovate morte. Per Audrey Rose, il Circo al chiaro di luna - con i suoi numeri inquietanti e i personaggi grotteschi - si trasforma in un incubo e la fa tornare alla sua ossessiva ricerca di risposte. Gli indizi sull'identità di una delle vittime sembrano condurre a qualcuno a cui Audrey Rose vuole molto bene: riuscirà la ragazza a fermare il misterioso assassino prima del suo terrificante gran finale?

Ringrazio la Oscar Vault per la copia omaggio e le due organizzatrici, Debs e Mariarita!

    Il primo pensiero che ho avuto quando ho chiuso questo libro è stato: 'Finalmente l'autrice ha ingranato'. 

Dopo un primo romanzo piacevole ma senza particolari guizzi e un secondo dalle ambientazioni davvero terrificanti, questo terzo libro unisce la passione per la medicina forense a un'ambientazione magica e incantevole. 
Passeggiare sul ponte della RMS Etruria, in viaggio verso l'America, è una promessa per i giovani protagonisti di un futuro ricco di avventure. 
Se non fosse che, tra un dissoluto bacio e l'altro, Audrey Rose e Thomas incappano nell'ennesimo killer seriale. 
A differenza dei due volumi precedenti, ho trovato questi omicidi molto più efferati perchè volutamente scenografici. Penso che la scelta dell'autrice di combinare la magia del circo con l'omicidio si sia rivelata geniale. 
Grazie al direttore del Circo al chiaro di luna, Mefistofele, e ai vari incredibili artisti, Cassie l'Imperatrice, Anishaa la mangiatrice di fuoco e il celeberrimo Harry Houdini, l'atmosfera che si respira in ogni pagina è a metà tra l'incanto e il surrealismo. 

"Per lui è tutto uno spettacolo. Non scordartelo mai, mi raccomando. E' attraente, sono d'accordo, ma nel modo in cui può esserlo la fiamma di una candela. Crea l'atmosfera giusta, infonde una sensazione di calore, però se ti avvicini troppo finisci per scottarti". 

Proprio Mefistofele è stato l'elemento di maggiore interesse di questo romanzo, non solo per le ambigue interazioni con Audrey Rose ma anche per la sua enigmaticità. 
Presentando il circo, insegnando la magia - scienza alla protagonista, proteggendo i suoi artisti, seducendo giovani donne, egli assume un ruolo essenziale. 
Nonostante questo, è un personaggio di cui non ho subito il fascino, soprattutto grazie alla prestazione di Thomas. 
Se nel primo romanzo mi aveva infastidito e nel secondo mi aveva spinto a rivalutarlo, in questa terza avventura ho avuto prova della sua devozione verso Audrey Rose. 
Oltre ad essere intelligente, attento e generoso, Thomas non si pone mai sopra la ragazza ma sempre al suo fianco. 
Ho adorato le molte dichiarazioni che le riserva, per non parlare degli incontri clandestini, dei
baci passionali e delle battute irriverenti. 

"Signore, siete una visione celestiale stasera." Si mise una mano intorno all'orecchio e inclinò la testa. "Sentite anche voi questo rumore? Credo siano i cuori di tutte le dame nella sala che si infrangono in mille pezzi. Attenta a dove mettete i piedi, non vorrei calpestaste i cocci insanguinati"

E veniamo al punto dolente del libro, ma forse della serie, la geniale Audrey Rose. 
Sono convinta che questa serie sarebbe stata decisamente migliore se i PoV fossero stati alternati. Troppa AR insieme stroppia. Perchè? 
Perchè, nonostante si professi una donna moderna, baci il suo promesso 'non promesso' negli spazi bui e accolga senza imbarazzo l'omosessualità di un'amica, quando la sua preziosa cugina Liza fugge per unirsi allo stesso circo che sembra collegato agli omicidi, diventa una chioccia, a tratti iperprotettiva. 
Allontana Liza dal circo per poi esercitarsi lei stessa nei trucchi e nelle acrobazie. 
Dice a se stessa che a muoverla è l'intenzione di scoprire l'assassino, ma in verità è semplicemente affascinata da un mondo senza vincoli sociali.
Tra Thomas e Mefistofele, la ragazza non dimostra di essere decisa né di essere così rigorosa nei suoi studi come pensa di essere. 
Sono sicura che l'autrice avrebbe potuto fare molto di più con questo personaggio ed elevarla alla moderna eroina di cui tutti parlano. 
La Maniscalco scrive in modo semplice e diretto, i suoi romanzi sono un guilty pleasure che intriga e anima le serate più noiose, pur non brillando per profondità. 

Verdetto: Dipendente! (4.5 stelline)



Spero che la recensione vi sia piaciuta e vi abbai incuriosito. Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in merito! 
A bientot, 
Cris 







giovedì 15 ottobre 2020

Review Party: 'La guerra dei papaveri' di R. F. Kuang

 Buongiorno lettori, come state? Qui nel mio paese, le cose si sono fatte complicate. I contagi sono saliti esponenzialmente, l'ordinanza ha disposto la chiusura dei commercianti che stanno protestando per strada. Nessuna zona rossa almeno. 


Comunque, sono qui per parlarvi della mia esperienza con la lettura de La guerra dei papaveri edito il 13 ottobre dalla Oscar Vault. Ringrazio infatti la casa editrice per la copia omaggio e Erika per aver organizzato così bene questo evento. 


Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell'Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell'antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo…

La storia creata dall'esordiente R.F. Kuang ha l'incredibile pregio di scorrere tra le dita velocemente. Siamo sin da subito catapultati in un mondo complesso e particolare, strutturato in province, che ricorda la Cina del decimo secolo. Rin, una giovane ragazza del Sud, affidata alla famiglia Fang, decide di sottrarsi alla vita che hanno già scelto per lei, un matrimonio combinato con un uomo molto più anziano di lei e impegna tutta se stessa per studiare e passare l'esame che la condurrà a una prestigiosa accademia militare, quella di Sinegard. 

La sua dedizione è disarmante, arriva a bruciarsi le braccia con una candela per tenersi sveglia e poter imparare pagine di volumi di letteratura classica e matematica. 

Il nome era in cima alla lista. Non tra i primi dieci. Era in testa all'intero villaggio, all'intera provincia. Aveva corrotto un uomo. Aveva rubato dell'oppio. Si era bruciata la carne, aveva mentito ai genitori adottivi, trascurato le proprie responsabilità, al negozio e rotto un accordo matrimoniale. E stava per andare alla Sinegard. 

Sembra il realizzarsi di un sogno, invece arrivare all'accademia si dimostra un incubo crudo e terribile. La città è impassibile, i bambini vengono investiti e picchiati senza pietà, la competizione è altissima, le lezioni faticose, dure, il cibo è poco e non ci sono alleati perché alla fine dell'anno solo chi verrà scelto come maestro da un'apprendista, potrà rimanere. 

La vita in accademia di Rin, l'amicizia con Kitaj e lo scontro con Nezha, occupano la prima parte del libro e anche se alcune parti sono molto prolisse perchè descrittive, tutto mi è sembrato essenziale ai fini della storia. La struttura di Nikan non è intuitiva, la sua storia è intrecciata e c'è una grande attenzione alle strategie politiche e le scelte economiche operate nel presente e nel passato. E' proprio l'ambientazione e la struttura essenziale del world building ad avermi colpito maggiormente.

La seconda parte della storia ci catapulta nel vivo della vicenda, entrando in guerra. Da questo momento, in poi, le scene si fanno vivide, cruente, dolorose. Credo che la narrazione diventi quasi evocativa, mi sono sentita parte integrante della battaglia ed è stato davvero difficile a tratti portare avanti la lettura. Per questo motivo, non sento di consigliare la lettura a tutti. Anzi, se siete persone sensibili, che non amano l'azione cruente, se non avete apprezzato Nevernight, vi sconsiglio la lettura di questo romanzo.


Rin è una protagonista che, nonostante le 500 pagine, ho fatto fatica ad inquadrare: nelle prime pagine, ho apprezzato la sua forza, il suo coraggio, la sua testardaggine ma con il proseguire della storia, ho cominciato a dubitare del suo carattere perchè talvolta la forza ha innescato violenza, il coraggio è diventato incoscienza e la testardaggine superbia. 

Non è un personaggio che ha conquistato il mio cuore, al contrario di Kitaj che sin dalla prima apparizione mi è piaciuto per la pacatezza e la sua incredibile intelligenza. Gli altri personaggi secondari, che pure offrono spunti interessanti, non mi hanno particolarmente stupito o colpito, segno che a mio parere l'autrice poteva lavorare meglio sulla loro caratterizzazione. 

Il libro è veramente costruito sapientemente e non mi sono mai annoiata, anzi appena lo posavo per fare altro, provavo il desiderio di continuare. 

Un aspetto che ha una grande rilevanza e che trovo giusto mettere in evidenza è la dipendenza da droghe, che permea tutto il romanzo e individua dei caratteri distintivi dei personaggi. L'assunzione delle sostanze stupefacenti, l'oppio ottenuto dai papaveri, la dipendenza che ne consegue e il commercio illegale che si esercita mostrano uno spunto con il reale particolarmente vivido. Come dicevamo ieri nel post di approfondimento dedicato, la dipendenza è un elemento scottante sia da un punto di vista antropologico che politico ed economico, quindi ho trovato pregevole come questi spunti siano stati introdotti anche in un romanzo fantasy. 

Questa è un'ulteriore prova dei tempi che cambiano, di come il fantasy non sia più slegato dalla realtà, ma che anzi, l'aspetto fantastico si incontra con la storia e l'attualità con sapiente maestria. 

Avrete quindi capito che il mio giudizio su questo libro è decisamente positivo, seppur con qualche riserva sui personaggi. Lo consiglio vivamente!

                                                         Verdetto: Dipendente


Fatemi sapere se avete letto o leggerete La guerra dei papaveri o se vi incuriosisce, bacini
Cris






mercoledì 14 ottobre 2020

Blog tour : 'La guerra dei papaveri' di R.F. Kuang | La dipendenza da sostanze stupefacenti

 Buongiorno a tutti lettori, ieri è stato un giorno davvero pieno di uscite interessanti. Dopo avervi dato la mia opinione di Thunderhead, è venuto il momento di approfondire un importante tema presente ne La guerra dei Papaveri, la cui recensione uscirà domani. 




Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell'Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell'antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo.

La guerra dei papaveri non è un libro semplice perché racconta la guerra, la crudeltà e la dipendenza in maniera molto cruda e vera.

Nel parlarvi della dipendenza da sostanze stupefacenti, ho deciso di sviluppare la mia tappa per fasi: innanzitutto, vi parlerò delle varie droghe esistenti in circolazione, poi farò un riferimento alle conseguenze - anche giuridiche- che spesso esse determinano e infine, dei programmi d'aiuto previsti dallo Stato. 

Tra le droghe più conosciute ci sono la cocaina e l'eroina.

La Cocaina è il nome della pianta dalle cui foglie si ottiene la Cocacina cloridrato, venduta come pura o in forma di crack. Nel gergo dello spaccio, ha diversi nomi: coca, neve, White Lady. 

Può essere assunta in tre modi: dal naso respirando la polvere, in endovena con un effetto più rapido e tramite inalazione, cioè fumata con “pipe” o inalate da fogli di carta d’alluminio precedentemente riscaldati. 

Gli effetti psichici della cocaina sul sistema nervoso centrale sono stati riassunti in quattro stadi di diversa gravità in dipendenza dalla dose e dalla frequenza d’uso. Essi sono:

1) Euforia, caratterizzato da labilità affettiva, accresciuta performance cognitiva e motoria ed insonnia;

2) Disforia, caratterizzato da tristezza, malinconia, apatia, difficoltà di attenzione e di concentrazione e insonnia;

3) Paranoia, caratterizzato da sospettosità e allucinazioni;

4) Psicosi, caratterizzato da  allucinazioni, insonnia, perdita di controllo degli impulsi, disorientamento.

E' facile diventare dipendenti da questa sostanza perché si ricerca spasmodicamente di ricreare quel benessere fisico ed emotivo ottenuto con la prima dose. 

L’eroina è una droga semisintetica che si prepara per doppia acetilazione della morfina (o della morfina contenuta nell’oppio, derivante dal fiore del papavero). 

Venne sintetizzata per la prima volta nel 1874 e posta in commercio come forte analgesico. Nel 1924 (USA) e nel 1958 (Europa) venne tolta dal mercato farmaceutico per il suo potenziale tossicomanigeno.

Generalmente viene assunta disciolta in acqua e poi iniettata endovena oppure per inalazione. 

Gli effetti fisici e psicologici dell'eroina e in generale degli oppiacei sono collegata al suo ruolo di sedativo: rallenta il battito, i riflessi e si prova un senso di distacco dal mondo. In caso di una dose eccessiva, rallenta l'apparato respiratorio fino a provocare il decesso per asfissia. 

Con il termine “Cannabis” o “Cannabinoidi” si comprendono tutte le sostanze psicoattive che si ottengono dalla Cannabis sativa o, meglio, dalle infiorescenze femminili di tale pianta.

Generalmente i cannabinoidi distinguono in hashish ( la resina del fiore) e la marijuana (la foglia seccata all'aria). Viene comunemente chiamata Maria o erba e viene assunta attraverso l'inalazione con pipe o cartine.

Generalmente esse producono un senso di pace e di euforia in chi assume queste sostanze, ma posso altresì provocare senso di fame, irritazione e sonnolenza. 

La cannabis ha una tossicità molto bassa, infatti è definita una droga 'leggera'. Non vi sono chiari casi documentati di morte per cannabis ma spesso accadono incidenti (stradali, sul lavoro, etc.) mortali connessi all’abuso della stessa. 

Le amfetamine sono sostanze ottenute per sintesi chimica dal precursore feniletilamina, normalmente rintracciabili sul mercato clandestino come compresse, compresse ricoperte, pastiglie, gocce o soluzioni iniettabili, polvere bianca. 

Nascono per la prima volta nel 1887  per il trattamento del raffreddore tramite inalazioni. L’effetto stimolante venne scoperto nel 1922. A seconda della struttura, possono essere inalate o assunte per via orale. 

Tali sostanze sono generalmente utilizzate per aumentare le proprie performance fisiche ( doping) o nelle diete perché riducono l'appetito. Tuttavia uno dei più importanti effetti collaterali è l'elevata neuro tossicità. Studi approfonditi su animali e, successivamente, su volontari umani, hanno dimostrato la degenerazione irreversibile dei neuroni che, in pratica, si “bruciano”. Nei casi in cui le cellule degenerate ricrescono si è notato come tale crescita dia luogo a neuroni “mutati” e inattivi. Tali condizioni sono molto simili a quelle alla base dell’epilessia e del morbo di Parkinson. Oltre alla neuro tossicità, possono provocare collassi cardio circolatori, infarti ed emorragie celebrali.

Le categorie di allucinogeni si sviluppano a partire da funghi che crescono sulla segale o altre graminacee e dai quali si ottiene, per sintesi chimica, la dietilammide dell’acido lisergico, meglio nota come LSD.

Si tratta di una droga che mira ad ottenere una confusione sensoria nell’assuntore. Il consumo di LSD induce infatti allucinazioni acustiche e visive e, in generale, percezioni contorte e distorte della realtà e del tempo. 

Nessuna delle droghe di cui vi ho descritto sommariamente gli effetti è legale in Italia. Questo determina per certi versi la creazione di un mercato nero e piazze di spaccio per poter consentire l'acquisto e la consumazione di queste sostanze stupefacenti. 

L'aspetto interessante è che, fatta eccezione per la marijuana, le droghe non sono un prodotto per 'poveri'. Le sostanze stupefacenti, anche solo acquistate in piccole dosi, sono prodotti molto costosi.

Nei paesi medio piccoli, infatti, si vengono a formare delle vere e proprie associazioni a delinquere per poter meglio dividere il territorio per persona e guadagnare cifre esose in modo illegale. Il nostro ordinamento punisce molto severamente sia la struttura che c'è dietro lo spacco, che l'attività stessa.

La sanzione è universale ma ciò che colpisce è l'aspetto antropologico. 

Quando il soggetto che ne diventa dipendente è un ragazzo o un uomo benestante, i proventi che vengono dalla propria famiglia o dall'attività lavorativa, finiscono per finanziare il proprio spacciatore di fiducia. Sono persone che hanno una famiglia alle spalle che può permettersi psicologi di livello o strutture specializzate.

Invece, nella generalità dei casi, quando la persona ha un reddito medio - basso, per procurarsi la droga, finisce con il diventare a sua volta un piccolo spacciatore oppure commette furti e rapine di poca entità pur di guadagnare il necessario per alimentare la propria dipendenza. Si tratta di persone che quindi passano dall'essere giovani tossicodipendenti a uomini in carcere che bruciano gran parte delle proprie risorse future. 

Lo Stato sostiene questi soggetti attraverso il Sert. I Servizi per le Tossicodipendenze (SerT), o Servizi per le Dipendenze patologiche (SerD), sono i servizi pubblici del Sistema Sanitario Nazionale italiano (SSN), dedicati alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione delle persone che hanno problemi conseguenti all'abuso ed alla dipendenza di sostanze psicoattive come droghe o comportamenti compulsivi come il gioco d'azzardo patologico.

Nei SerT operano professionisti qualificati e specializzati nella dipendenza come medici, infermieri, educatori,assistenti sanitari, assistenti sociali, psicologi e personale OTA (Operatore Tecnico per l'Assistenza). Offrono servizi non a pagamento attraverso i quali accertano lo stato di salute psicofisica del soggetto e definiscono programmi terapeutici individuali da realizzare direttamente o in convenzione con strutture di recupero sociale. 

La dipendenza è a tutti gli effetti una malattia che, nella peggiore delle ipotesi conduce alla morte. 

Abbiate riguardo per la vita e ricordate che i vuoti non possono riempirsi con allucinogeni o stupefacenti, ma solo facendo un grande lavoro su se stessi per migliorare la percezione dei nostri bisogni e dell'esistenza che conduciamo.

Spero che la tappa vi sia piaciuta e soprattutto che sia stata chiara, vi abbraccio

Cris


Non dimenticate di seguire le altre tappe e ricordate che domani ci sarà la mia recensione!




martedì 13 ottobre 2020

Review Tour: 'Thunderhead' di Neal Shusterman

 Buon pomeriggio lettori, come state? Questi mesi sono davvero ricchi di uscite interessanti. Sapete quanto ho amato Falce, tanto da considerarlo uno dei libri più belli del 2020, ed ero molto eccitata all'idea di continuare la storia di Citra e Rowan.


In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire. Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci. Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti. Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente. Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento. Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?

Parto subito dicendo che questo libro non è stato quello che mi aspettavo. 
Dopo aver amato Falce, avevo delle aspettative altissime sul seguito e mi è stato chiaro dopo una ventina di pagine che avrei dovuto ridimensionarle. Il libro mi è comunque piaciuto, ma di certo occorre fare delle considerazioni.
Ho trovato la prima parte del romanzo estremamente statica: Citra ha iniziato la sua vita da Madame Anastasia e si rivela una Falce gentile e compassionevole. 
Una delle sue regole è dare un mese a coloro che saranno spigolati per poter salutare i propri cari e lasciar decidere a loro come morire. 
Rowan, invece, ha assunto il ruolo di Maestro Lucifero e punisce i membri della Compagnia  che si dimostrano crudeli nello svolgimento della loro missione.
Ha perso ogni forma di ingenuità ed è costantemente carico di rabbia e rassegnazione. 
Nonostante Citra e Rowan siano i protagonisti della storia, il loro ruolo mi è sembrato quasi marginale poiché appaiono poco rispetto all'evolversi della storia. 
Il vero perno centrale è stato il Thunderhead, l'intelligenza artificiale che governa il mondo. Attraverso le sue parole, entriamo in contatto con i vulnus dell'umanità e del suo stesso operato.

Quanto ironico e poetico sarebbe scoprire che l'umanità ha creato il Creatore solo per il desiderio che ne esistesse uno. L'uomo crea Dio che crea l'uomo. Non è questo il cerchio perfetto della vita? 

E' sicuramente l'elemento di maggior spicco nella storia, è incredibile come sia tratteggiato con fedeltà l'animo umano e ancora una volta, l'autore ha dimostrato la sua incredibile bravura.
In questo nuovo capitolo, vengono introdotti oltretutto degli aspetti ulteriori e interessanti: scopriamo che esistono zone d'ombra nella visione d'insieme del Thunderhead, regioni autonome dal suo controllo come il Texas in cui lo stile di vita imposto è mitigato dalla possibilità di autogestirsi e incontriamo per la prima volta i Loschi. 
Essi individuano una categoria di persone che decidono consapevolmente di delinquere, reazionari, ribelli, a cui il Thunderhead consente di fare ciò che vogliono seppur portando un marchio che li rende immediatamente riconoscibili e li allontana dalla società.
In realtà, formano una rete di contatti unici e  creano una sorta di ambiente alternativo. 
Tra le loro fila, una figura di grande rilevanza è Grayson, aka Slayd, che vi si trova suo malgrado perché inserito in un disegno molto più grande, attribuibile proprio alla suprema intelligenza. 
Grayson è un personaggio positivo, ma tutto sommato anonimo. Mi piacciono le scelte che prende e la sua forte coscienza, ma allo stesso tempo risulta scialbo e bidimensionale. 
Nella seconda parte il libro prende una piega decisamente più interessante e termina con un finale completamente inaspettato.
Non è l'unico colpo di scena che l'autore ha avuto in serbo per noi, ma è sicuramente quello che ti lascia con il forte desiderio di scoprire come andrà a finire.
I personaggi secondari come maestro Faraday, Madame Curie e Maestro Costantino sono figure necessarie e mi piace molto vedere come interagiscono nei rapporti con i giovani, con la Compagnia e quali sono i percorsi etici che muovono le loro coscienze. 
Credo che questo libro abbai messo le basi per un terzo potenzialmente esplosivo e ho una grande fiducia nell'autore.

Gli umani imparano dai loro errori. Io non posso. Io non commetto errori. Quando prendo delle decisioni, sono tutte giuste, con varie sfumature ma tutte giuste. 

Verdetto: Dipendente



Fatemi sapere cosa pensate del libro e se avete intenzione di leggerlo e seguite le altre magnifiche recensioni!

Bacini, 
Cris