mercoledì 1 aprile 2026

Un tuffo nel mondo di Liz Tomforde: come ho divorato tre libri in tre giorni

Buongiorno lettori, sto provando a sperimentare nuovi format sia sul blog che su instagram.
Così visto che a marzo ho divorato tre libri della Windy city series, ho deciso di raccontarvi come mai questa autrice ha avuto così tanta presa su di me. 



Dopo aver letto Mile High appena uscito e The Right move qualche mese fa, ho aspettato a continuare la serie, nonostante fossi davvero curiosa di andare avanti perché i libri dell'autrice sono piuttosto corposi. Stiamo parlando di circa 400 pagine a romanzo e questo evidenzia ancora di più la magia di questa autrice.
Ma andiamo con ordine. 

Per chi non conoscesse l'autrice, la Windy city è una serie sport romance in cui i protagonisti sono giocatori professionisti di hockey su ghiaccio, baseball e basket. 
Tutto comincia con Stevie, l'assistente di volo della squadra di hockey di Zanders. La loro storia d'amore si sviluppa in Mile High e da questo romanzo si intrecciano ed evolvono i rapporti tra i vari protagonisti che fanno gruppo e diventano una bellissima famiglia allargata. 
Stevie ha un fratello gemello a cui è estremamente legata e una migliore amica dolce e romantica, Indy. Sono loro ad essere i protagonisti di The Right Move.

Da qui passiamo a parlare di Caught Up - incastro vincente


Kai è un giocatore di baseball professionista, ma trovare un equilibrio con la vita privata da quando è arrivato suo figlio Max è diventato sempre più difficile. 
L'ansia di non dedicargli abbastanza tempo dopo aver perso già sei mesi del piccolo lo tiene incatenato e nonostante ami il lavoro che fa, la sua priorità è la famiglia. 
Kai non ha avuto un'infanzia facile, anzi, ha dedicato tutto se stesso al suo fratellino, Isaiah e ora che giocano insieme nella stessa squadra, vorrebbe essere felice ma il desiderio di essere un buon padre, o almeno, migliore del suo, lo tormenta. 
Da questo punto di vista l'autrice è stata bravissima perché ha costruito Kai in modo perfetto, delineando il suo background, i suoi timori, la sua ansia senza forzature. 
I suoi pensieri sono chiari e condivisibili e al di là dei primi screzi con Millie, è un ragazzone dolce e sensibile. 
Millie è un autentico tornado: appassionata, selvaggia, pungente è letteralmente il contrario di ciò che Kai vorrebbe come babysitter per suo figlio. 
Eppure Max con lei è felice, si sente a suo agio e nonostante provi a negarlo, la sua vitalità è ciò che fa bene anche a lui. 
Il rapporto tra Millie e Kai si sviluppa su un terreno semplice, quello della quotidianità. 
Trascorrono tempo insieme non solo perchè Millie fa da babysitter a Max, ma anche e soprattutto perché non vorrebbero essere in nessun altro posto. 
Millie è una pasticceria di grande fama, ma sta attraversando un momento di forte crisi personale. La posizione che aveva faticosamente raggiunto si è presto trasformata in una gabbia per la sua creatività. 
Vivere con Kai e Max significa per lei avere qualcuno a cui tornare, mettere radici, rifiutarsi di scappare e soprattutto lasciarsi amare.

Questo è forse il libro più maturo della serie. Kai e Millie si parlano chiaramente fin dall'inizio, sanno che il loro tempo è limitato e nonostante i loro sentimenti si facciano sempre più intensi, non prevaricano mai i desideri dell'altro. 
Le scene tra Millie e Max sono di una dolcezza disarmante, vedere come si apre e si innamora prima di tutto di lui, della sua tenerezza, della sua gioia, della sua meraviglia rende il romanzo una scommessa vinta. 
So che il trope del single dad è piuttosto diffuso, ma in questo romanzo non è solo il rapporto amoroso di Kai e Miller ad essere raccontato, ma anche quello tra lei e un bambino che pur non essendo suo figlio, finirà per amare esattamente come se lo fosse. 

Il libro termina con un colpo di scena che anticipa la trama di Play Along - Gioco Perfetto



Isaiah Rhodes adora Kennedy Key dalla prima volta che l'ha vista dopo la sua assunzione come preparatrice atletica della sua squadra di baseball. 
Kennedy dovrebbe in realtà essere il secondo medico della squadra, ma il suo capo è ostile e non manca mai di assegnarle le mansioni più umili per punirla di aver accettato il posto. Nonostante siano passati anni, Kennedy è ancora ferma lì in attesa di un posto di lavoro migliore che le dia la posizione che merita. 
Purtroppo un viaggio a Las Vegas e tanti bicchieri di troppo sembrano mandare tutto in fumo quando lei e Isaiah si sposano. 
Potrebbe perdere il lavoro e così accetta la proposta di Isaiah di tenere in piedi il matrimonio fino a quando non sarà riuscita a ottenere il lavoro dei suoi sogni. 
Kennedy è restia, soprattutto perchè Isaiah è un affascinante playboy, ma con lei si dimostra fin da subito premuroso, gentile, dolce. 
Nella sua vita non ha conosciuto l'affetto disinteressato, l'amore appassionato, le attenzioni. 
Così con il tempo quel marito scanzonato che ha sposato per errore diventa la sua ancora emotiva. 
Isaiah è pazzo di Kennedy, ma soprattutto è gentile e generoso. 
Nonostante sia cotto di lei da tempo, quando finalmente può conoscerla meglio, la sua missione diventa venerarla, dimostrarle con parole e fatti che l'amore esiste e che sono loro. 
Nonostante Kennedy sia una protagonista particolare (non sempre ho simpatizzato con lei), Isaiah farebbe sciogliere qualsiasi donna ai suoi piedi. 
Questo libro è stato il mio cinque stelle pieno.
La vicinanza dettata dal lavoro si trasforma in attrazione, complicità, confidenza. 
L'amore non scatta come una molla, anzi, si nutre di rispetto e sboccia per stima e devozione. 
Il sentimento di Isaiah è così autentico e rispettoso da essere semplicemente irresistibile. 
Piano piano, con pazienza e presenza, scardinerà ogni muro di Kennedy e porterà la sua finta moglie a desiderare di esserlo davvero e stavolta, per sempre. 

In questa marea di ragazzoni, manca il più dolce di tutti, il miglior amico di Indy e compagno di squadra di Zanders, Rio De Luca, 
Con lui si chiude un cerchio in Rewind it back - Per sempre io e te 


Si può amare la stessa persona per sempre?
In questo capitolo finale, facciamo un tuffo nel passato di Rio e incontriamo l'unica ragazza che abbia mai amato, Hallie Hart. 
Rio conosce Hallie quando diventa la sua vicina da adolescente e se ne innamora perdutamente. 
Hallie è creativa, intelligente e ha un modo di stare nel mondo che è tutto suo. 
Adora la musica e le playlist diventano il modo in cui comunicano i loro sentimenti fino a quando qualcosa si spezza. 
Vite che prima sembrano intrecciate a doppio filo si slegano e sogni che sembravano pronti a tramutarsi in realtà svaniscono. 
Sono passati ormai cinque anni e Rio non riesce a trovare qualcuno di cui innamorarsi. 
Adora i suoi amici, le loro famiglie ma ormai si sente più un incomodo che altro. 
Quello che ha sempre desiderato è una persona con cui costruire qualcosa di profondo e vero. Ma tutte sembrano interessate più a conoscere ciò che rappresenta, un giocatore ricco e famoso, che quello che è.
Hallie torna nella sua vita in modo del tutto inaspettato e all'inizio i conflitti e le incomprensioni sono più forti del desiderio di riscoprirsi. 
Ma quando qualcuno ha condiviso tutto con qualcuno, si può davvero cancellare con un colpo di spugna?
Rio e Hallie devono passare attraverso i motivi della loro separazione se vogliono avere un futuro insieme e questo porta con sè verità scomode e dolorose conseguenze. 
Nonostante il sentimento che ancora li accomuna e che brucia più forte che mai, Rio e Hallie non sono più bambini e dal passato non si può tornare indietro. 
I sensi di colpa, l'abbandono, la solitudine sono sentimenti che sia Rio che Hallie conoscono e con cui devono far pace prima di raggiungere il loro meritato lieto fine. 

we’re all a bunch of transplants from other places who found a home in the windy city…and with each other

Nelle singole recensioni ho parlato poco del rapporto dei protagonisti con gli altri membri del 'cast', ma una delle cose che mi ha commosso di più in Rewind it back è stato proprio il finale. 
Vedere questi amici che si sono scelti come famiglia, che hanno il desiderio sincero di viversi nella quotidianità, di condividere dei momenti insieme e di crescere con le rispettive famiglie è meraviglioso. 
Probabilmente è il romanzo più 'stanco' della serie, avrei preferito un maggiore approfondimento, ma mi ha lasciato dentro una tenerezza e un vuoto tipico solo delle serie a cui lasci un pezzettino di cuore. 


Fatemi sapere se avete letto la Windy City series o se vi ho convinto a leggerla!
Bacini, 
Cris




sabato 17 gennaio 2026

Recensione: 'People we meet on vacation' di Emily Henry

Buongiorno lettori, buon sabato! Ieri ho terminato People we meet on vacation di Emily Henry (sì, perché è uscito il film!) e ne sono rimasta entusiasta. Il libro è veramente bellissimo e ha tutti i pregi per diventare la vostra nuova romcom del cuore. 


Due migliori amici. Dieci viaggi insieme. Un’ultima occasione per innamorarsi.

Poppy e Alex. Alex e Poppy. Non hanno nulla in comune. Lei è una ribelle, lui un precisino sempre perfetto. Lei ha un’incontenibile voglia di viaggiare, lui preferisce stare a casa con un libro. Eppure, da quando molti anni prima hanno condiviso la macchina per tornare a casa dal college sono diventati amici per la pelle. Per la maggior parte dell’anno vivono lontani - lei a New York City e lui nella loro piccola città natale - ma ogni estate, per un decennio, si sono concessi una gloriosa settimana di vacanza insieme. Fino a due anni fa, quando hanno rovinato tutto. Da allora non si sono più parlati. Poppy ha tutto ciò che dovrebbe desiderare, ma si sente in un vicolo cieco. Quando qualcuno le chiede quand’è stata l’ultima volta che si è sentita veramente felice, lei pensa che, senza dubbio, è stato durante quell’ultimo viaggio sfortunato con Alex. Così decide di convincere il suo migliore amico a fare un’altra vacanza insieme, a mettere tutto sul tavolo, a sistemare le cose. Miracolosamente, lui accetta. Ora Poppy ha una settimana per mettere tutto a posto. Se solo riuscisse ad aggirare l’unica grande verità che è sempre rimasta nascosta nel mezzo della loro relazione apparentemente perfetta.

Poppy e Alex non potrebbero essere più diversi: uno è taciturno e serio, l’altra stravagante ed estroversa. Eppure la loro amicizia è solida e salda da oltre un decennio, da quel primo incontro fortunato all’università, da quel viaggio in macchina fatto di milioni di domande e risate inaspettate. Anno dopo anno le vite di Alex e Poppy cambiano, si intrecciano a doppio filo con altre relazioni, luoghi, lavori, senza mai spezzare il fortissimo legame che li unisce.

Eppure nel presente sono due anni che non si parlano. Due anni di lontananza forzata e silenzio causati da un momento che li ha segnati e che ha spostato del tutto l’equilibrio della loro amicizia. Poppy e Alex si amano. Ma non se lo dicono. Sembrerebbe quasi il più classico dei cliché. Un romanzo friends to lovers già scritto.

No, non è così semplice. Poppy e Alex sanno di essere innamorati l’uno dell’altra, sanno che l’altro ricambia, in questo non ci sono segreti o bugie, più verità e consapevolezze sottese. Ma sono ragazzi irrisolti, soprattutto con loro stessi. La logorante attesa (soprattutto per il lettore, bisogna dirlo) è determinata dalla paura, anzi, dalle paure.

"Anche se non ci eravamo mai baciati, non ne avevamo mai parlato apertamente, ognuno continuava a tenere una parte del proprio cuore esclusivamente per l'altro."

Poppy è cresciuta emarginata, fuori contesto e costantemente in fuga. Viaggiare è stupendo, ma lo è altrettanto avere radici. Ma quelle radici che sono la famiglia, la casa, la sua intera personalità sono anche fonte di traumi, di dubbi, di dolore. Se Poppy è ciò che è, è grazie, ma anche a causa, delle sue radici.

Alex vuole quelle radici, vuole una famiglia sua, desidera un amore profondo, spera di avere dei figli, degli animali, una casa. Ma anche lui vive un rapporto conflittuale con se stesso, ha paura di non sentirsi abbastanza, di non essere abbastanza che diventano paura di non essere felice.

"Alex..."Mi occorre qualche secondo prima di poter continuare. "Non mi sono più sentita sola da quando ti conosco. Non penso che mi sentirò più sola, finché ci sarai anche tu."

People we meet on vacation è un libro perfetto per questo. Non perché la storia sia un capolavoro della narrativa, ma perchè in Poppy e Alex puoi leggere qualcosa della tua vita, della tua storia. E questo lo rende un libro per tutti, un evergreen le cui vibrazioni arriveranno nel tempo anche ad altri lettori, di età diverse e generazioni diverse. Questo perché non sono persone perfette, sono ragazzi stravaganti, strambi, a volte eccessivi, ma sempre nelle loro emozioni, veri. La sensazione che il lettore attraversa durante il libro è quella di familiarità, è facile voler bene a questi ragazzi. È facile ridere con loro, piangere con loro, provare spaesamento, paura, anche eccitazione e curiosità per la loro vita, oltre che per la loro relazione. È facile essere loro. È facile perché a chiunque sarà capitato di sentirsi fuori luogo come Poppy, di sapere cosa volere per la propria vita e comunque non sapere come andarlo a prendere, come trasformare un desiderio in realtà.

Poppy e Alex sono amici su cui hai una finestra aperta. Le loro paure, paura di amare, paura di amare troppo, paura di osare, paura di cambiare possono essere anche le nostre.

"Non mi sentirò mai a casa come mi sento insieme a te. Indipendentemente da come mi sento, ti voglio vicino a me. Tu per me significhi casa, Alex. E credo sia lo stesso per te."

Al di là dell’aspetto umano, la Henry ha scritto di un rapporto bellissimo e lo ha fatto consentendo al lettore di comprenderne l’evoluzione. Il libro, con i suoi salti tra passato e presente, esalta la connessione, l’affetto e l’amore che si sviluppa tra Poppy e Alex.

E so che per qualcuno potrà sembrare noioso, ma solo perché è la realtà. Ci piace immaginare GRANDI ED EPICHE storie d’amore, con dichiarazioni, liti e contrasti, ma la verità è che quando qualcuno diventa la tua casa non te ne accorgi nemmeno. Sei cristallizzato lì, in quel preciso momento. E solo dopo, guardandoti indietro, ti rendi conto di quanto sia prezioso avere qualcuno con cui essere totalmente te stesso.

"Lo trovo affascinante. Il fatto che una gran parte dell'amore dipenda da chi sei tu insieme all'altra persona."

Forse non è la storia per tutti, ma è stata la storia per me. 

                                                        Verdetto: Assuefatto

 Cinque stelle piene, good job Emily. 



                                               E ora, preparo gli snack per il film! 

Fatemi sapere cosa ne pensate, un bacio

Cris

lunedì 12 gennaio 2026

Recensione: 'Blood of Hercules' di Jasmine Mas

Buongiorno lettori, come state? Uno dei buoni propositi per questo 2026 è riprendere il blog, tornare a scrivere con più regolarità e recensire i libri che leggerò. Non credo sia semplicissimo, specie con i tempi sempre incastrati, ma di sicuro voglio provarci. 

Quindi, conscia di questo rinvigorito spirito recensore, sono pronta a raccontarvi Blood of Hercules, un dark fantasy acclamato dal booktok che a me ha lasciato invece sensazioni molto contrastanti. 


Alexis lotta per sopravvivere in un mondo infestato dai Titani e governato dagli Spartani, esseri immortali appartenenti a dodici casate reali con poteri divini e ricchezze sfrenate. È una trovatella povera, timida e balbuziente, che tiene la testa bassa, nasconde le sue ferite e fa di tutto per eccellere negli studi. O almeno ci prova. Ma poi tutto cambia. Un esame del sangue svela che in realtà appartiene all’élite. È una di loro. Una Spartana. Costretta a frequentare l’Accademia Spartana della Guerra, deve sottoporsi a durissime prove per verificare se ha ciò che serve per essere immortale. C’è solo qualche problema. Achille e Patroclo sono i suoi terrificanti mentori. Caronte, il traghettatore dei morti, e Augusto, l’erede della casata della guerra, i suoi spaventosi professori. Ed è abbastanza sicura che ci sia qualcuno che la segue ovunque vada o che stia perdendo il lume della ragione. Ha il sospetto che entrambe le cose siano vere.

Alexis è una giovane ragazza di diciannove anni che vive insieme a suo fratello Charlie nella più assoluta povertà. É costretta a vivere in condizioni estreme, non può lavarsi o prendersi cura di sè. Vive in uno scatolone con il suo fratellino e il loro trovatello Fluffy e fa ripetizioni di tanto in tanto per poter mangiare qualcosa. 
La situazione è davvero precaria, ma di fatto non può che peggiorare perchè Alexis scopre di essere una Spartana, costretta a combattere senza alcuna formazione per affermarsi nell'Accademia della guerra. 

Più che un'accademia militare, in realtà è un autentico centro di torture e privazioni, fisiche e mentali. 
Nessuno scommetterebbe su di lei, nemmeno i suoi mentori, i celebri Achille e Patro, il Duo Cremisi. Eppure, giorno dopo giorno, di settimana in settimana, Alexis dimostra la sua incredibile forza di volontà, la sua determinazione e il suo coraggio. 
Le prove da affrontare sono difficili, nessuno Spartano è stupido perché semplicemente chi non è forte abbastanza non sopravvive. Nella nuvola di disperazione e sofferenza, Alexis è però una fiamma splendente. Non parlo tanto delle sue capacità o dei poteri di cui nemmeno è a conoscenza, ma della sua personalità ingenua e schiva e del suo forte umorismo. 

Alexis è divertente e Nyx, la sua migliore amica, nonchè potente e velenoso serpente, rappresenta un'ottima spalla. I loro siparietti sono essenziali per alleggerire il clima opaco e funereo dell'Accademia.

A peggiorare le cose si aggiungono le personalità del suo professore, Augustus e del traghettatore, Caronte per i quali Alexis sente da subito un insieme di attrazione e repulsione. 
Augustus, figlio di Afrodite e Ares, in presenza di altri Olimpi indossa una maschera di gentilezza e raziocinio che poco si sposa con gli sguardi truci e le battute sgradevoli che indirizza alla giovane protagonista. 
Caronte è un essere terribile. Non ci sono altri modi per descriverlo, è un cacciatore e Alexis diventa la sua preda. É assetato di sangue e i suoi poteri sono terribili, accompagnato anche dai suoi Mastini infernali. 

Questo libro aveva tutte le carte per potermi piacere. Una protagonista che scopre di essere meno normale di ciò che pensa, un'accademia militare con un worldbuilding ispirato al mondo greco, una lotta intestina tra dei.
Purtroppo per me non è scattata la scintilla. 

Lo dico subito e a scanso di equivoci: è un libro che si fa leggere. 
Dopo le prime cento pagine che mi hanno lasciato una certa perplessità, ho divorato in un pomeriggio il resto del libro.
 É un libro che non si prende sul serio. É palesemente un fantasy d'intrattenimento, l'obiettivo dell'autrice è quello di divertire, magari appassionare.

Alexis è la concreta dimostrazione di questa filosofia. Nonostante le situazioni dolorose in cui si trova, non è mai patetica (nel senso greco di pathos, cioè l'intensità atta a suscitare emozioni). É la prima ad alleggerire il proprio carico fisico ed emotivo con battute pungenti o pensieri sarcastici. 
Inoltre, non c'è alcuna valutazione morale. 
In questo libro non ci sono brave persone.
Nessuno è un eroe, ma alcuni più di altri commettono terribili atrocità. 
Tuttavia, al di là di quello che può suscitare nel lettore, nella scrittura non è veicolato un giudizio. 
Non c'è giustizia perché nessun partecipante attivo della storia può avanzare pretese. 
In questo senso, è un dark fantasy puro. 

Allora, cos'è che non è andato? 
Sostanzialmente sono due i punti che non mi hanno convinto, uno di tipo stilistico e uno di tipo narrativo. 

La prima parte del romanzo è totalmente caotica e confusionaria. La scena nel Colosseo è illeggibile, un'accozzaglia di pugni e calci difficile da visualizzare. Inoltre, la spiegazione del worldbuilding è del tutto casuale. Non c'è una continuità perché dopo poche pagine di 'adattamento' veniamo trasportati insieme alla protagonista nell'Accademia sulle Dolomiti e la possibilità di comprendere meglio le dinamiche di potere o il significato dietro la separazione tra Olimpi e Spartani sono lasciate all'immaginazione del lettore.

Da un punto di vista prettamente narrativo, odio Augustus e Caronte con tutto il cuore. 
Sono orribili, assetati di sangue, crudeli e manipolatori. 
Non c'è una scena in cui li abbia apprezzati, non c'è una pagina in cui non abbia pensato che la protagonista dovesse scappare a gambe levate. 
Non c'è nulla tra i tre che non sia pura e semplice attrazione fisica e quella è facile visto che sono tutti bellissimi e immortali. Stiamo parlando di divinità dopotutto.

Tutto ciò che succede nel libro capita a discapito di Alexis, della sua ingenuità, della sua ignoranza e della sua sofferenza. É orribile e per me imperdonabile.
Probabilmente le uniche cose che salvo di questo threesome sono le scene spicy perchè sono scritte bene, ma non basta. 

In una storia che parla anche d'amore, desidero sentire, emozionarmi. É mancata del tutto ogni connessione, anzi, sul finale le ulteriori scoperte di Alexis mi hanno fatto arrabbiare ancora di più. Non riesco a perdonargli il modo possessivo, presuntuoso e arrogante con cui hanno ottenuto ciò che volevano. 

Se fossi una Spartana, probabilmente sarei andata a prenderli a badilate sui loro visi perfetti. 

Inoltre, ma questo è veramente un neo rispetto al resto, la quantità di imperfezioni sull'utilizzo della mitologia greca e della lingua latina hanno messo a dura prova la mia pazienza. 
Tanto per dirne una, carus è maschile singolare, se vuoi usare il femminile DEVI SCRIVERE cara. Non è una libertà che puoi prenderti se vuoi usare una lingua morta su cui si fonda parte della civiltà occidentale.
Perchè gli americani sono ossessionati dal distruggere il mondo greco?
E perchè io sono così ingenua da cadere in ogni trappola del marketing che riguarda questo tipo di romanzi? 

Comunque un premio sento di conferirlo agli animali protettori, siete stati la parte più divertente e normale dei vostri padroni.

Verdetto: Stuzzicante


Ovviamente not my cup of tea, ma ci ho provato. 
Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Vi è piaciuto?
Cris

lunedì 5 gennaio 2026

TBR 2026

 Buongiorno lettori e buon anno!

Come state? Come sono andate le feste invernali? Avete riposato, mangiato, letto? 

Se seguite i miei social, sapete che a gennio ho fatto ben due challenge in libreria e ho acquistato 17 libri. Se siete curiosi di sapere cosa ho comprato, vi rimando su Instagram o Tiktok. 

Proprio perché tra Natale e i primi del mese ho ricevuto tantissimi libri, quest'anno l'obiettivo sarà leggere quanto più arretrati possibili. 

Bando alle ciance, vi presento la TBR del 2026. 


Serie da terminare




Partiamo da un obiettivo semplice: terminare ciò che ho già iniziato. 
The Jasad Crown ha la mia priorità assoluta. Ho amato il primo libro e sto aspettando con ansia il secondo e ultimo volume. 
Della Choski ho letto solo I lupi dorati, ma ho in cartaceo anche I serpenti d'argento e Le bestie di bronzo. É venuto il momento di continuare e finire la storia di un'altra bellissima banda. 

Nuovi autori da scoprire


La Gillig per me rappresenta un'incognita, ma le sue storie hanno sempre trame molto affascinanti. Ho sia One dark window che The Knight and The Moth in libreria, quindi sono davvero molto impaziente di leggere la sua penna e scoprire se vale davvero tutto l'hype.

Storie alle quali appassionarmi



L'editoria pubblica sempre di più, ma oggettivamente con sempre minor qualità. Mi manca appassionarmi a un libro, esserne totalmente ossessionata, parlarne per giorni persino con chi non legge pur di mostrare tutto il mio amore. 
I titoli in foto sono puramente esemplificativi di serie con cui spero scocchi la scintilla, ma in generale potrò dirmi soddisfatta anche solo se un libro riuscirà nell'impresa. 

Un classico è per sempre


C'è sempre bisogno di un classico. Che sia un capolavoro della letteratura francese o una storia americana senza tempo, i classici sono eterni. Leggerli rappresenta una ricchezza e in questi tempi bui anche una carezza per l'anima. 


Più che una Tbr è un insieme di buoni propositi, voi cosa vorreste leggere nei prossimi mesi?
Vi aspetto nei commenti, 
Cris