mercoledì 15 luglio 2020

Recensione: 'Stand by me' di Bianca Marconero

Ci sono scrittrici che parlano direttamente al tuo cuore, che riescono a incantarti e sedurti con le parole, è quello che mi accade ogni volta che leggo ciò che scrive Bianca Marconero. Oggi esce Stand by me, la storia di Gregorio e Arianna e voi non potete proprio perdervela.



Gregorio ha tutto quello che gli altri vorrebbero: amici, denaro e talento nel basket. Trascorre le estati collezionando ragazze, ma finisce per rimettersi sempre con Carolina, la sua fidanzata storica, non appena si avvicina il Natale.
Non ha desideri a parte uno: vendicarsi di Arianna, la figlia del custode.

Arianna non ha niente di ciò che gli altri vorrebbero. È quasi invisibile, ha un’unica amica e un padre spesso oggetto di commenti feroci. Arianna vuole diplomarsi e trasferirsi negli Stati Uniti per frequentare il college dei suoi sogni.
Ha molti desideri e una speranza: sopravvivere alla vendetta di Gregorio.
E magari scoprire perché è tanto arrabbiato con lei.

Eppure, tra una partita di basket e una corsa in moto, tra compiti in classe e feste in piscina, qualcosa nei loro sguardi comincia a cambiare. E se è vero che fuggire da quelle occhiate può sembrare doloroso, fermarsi e ricambiare rischia di essere straziante.

Perché Arianna ha un ragazzo in California.

Perché Gregorio ha già deciso di tornare con Carolina, entro Natale.

Perché, quando entrano in gioco i sentimenti, si può solo sperare di non soffrire troppo.


Una storia di amicizie che sfidano tutto, di abbracci rubati, di baci impressi sul cuore e di un odio dichiarato che però assomiglia tantissimo all'amore.

Dopo ''L'ultima notte al mondo'', con ''Stand by me'' torniamo a Bologna, tra le vie del Quartiere Saragozza, a conoscere Gregorio e Arianna. 
Gregorio è un ragazzo viziato, prepotente, incapace di gestire i cambiamenti e la propria rabbia, ha una paura folle dei cambiamenti e per molti di questi motivi, ce l'ha con Arianna. 
Stessa età, stesso liceo e persino stessa casa, visto che è la figlia del giardiniere, la ragazza subisce le angherie del figlio del capo di suo padre, aggrappandosi a pochi piccoli piaceri: la possibilità di frequentare Medicina ad Harvard, la vita insieme a suo padre fatta di abitudini consolidate e necessarie e la sua migliore amica Marina.
Peccato che tornata dal suo anno all'estero, la sua vita è destinata solo a peggiorare: Gregorio sfrutta il suo potere e i suoi amici per farle stupidi scherzi, per lasciarle compiti faticosi e ingrati e riesce persino a distruggere quel poco che era rimasto dell'affetto di Marina. 
La giovane promessa del basket è però un notorio combina guai, insensibile ai sentimenti altrui e incapace di gestire la propria vita senza creare dissapori, in campo e in famiglia. 
Sotto la minaccia di finire in un terribile collegio svizzero, Greg si trova costretto ad ascoltare Arianna, a imparare l'umiltà e il rispetto, a comprendere che nonostante il talento, la sua è ancora una vita in divenire. 

Perchè è questo che fanno i suoi baci, riempiono il mio silenzio di canzoni. 

Questo è un romanzo di crescita e di formazione: non a caso torniamo al liceo, tra quei banchi di scuola di cui abbiamo avuto a lungo timore, in compagnia degli amici che credevamo sarebbero stati per sempre o in preda alle insicurezze per il futuro.

Guardarsi non ha sempre lo stesso valore. Guardarsi, a volte, è come incontrarsi per la prima volta. Guardarsi, a volte, più che mettere in chiaro le trasmissioni dell'altra persona, incasina le tue. 

E' la storia di Arianna, della sua fede incrollabile nell'amicizia e nei buoni sentimenti, la storia di una ragazza che ha fatto della famiglia il suo punto fermo senza smettere di puntare alle stelle. 
E' la storia di Gregorio, un ragazzo tremendo, problematico che, pur di non perdere le proprie certezze, scopre qual è il modo giusto per essere umano, per essere vero.
E' la storia che racconta il viaggio verso la maturità, la voglia di cambiare, la necessità di scoprirsi e di cambiare, è la paura di non farcela e la voglia di buttare il cuore oltre l'ostacolo. 

Non cambiare mai strada, Gregorio, non cercare altrove. Voglio essere il tuo posto preferito. 

L'autrice ha una penna perfetta: le pagine volano una dietro l'altra in uno stile scorrevole e mai banale, alternando momenti di tensione a scorci di divertimento e romanticismo.
Bianca Marconero ci ha condotto tra i banchi di scuola, ci fa tornare adolescenti senza perdere la talentuosa capacità di tracciare una storia romantica e vera. 

                                                       Verdetto: Assuefatto!

Se la recensione non vi è bastata, rimanete sintonizzati sul mio account instagram perchè c'è una sorpresa meravigliosa per voi!
Bacini, Cris


martedì 14 luglio 2020

Recensione: 'La casa di terra e sangue' di Sarah J Maas



Buon pomeriggio lettori, oggi in tutte le piattaforme online e in libreria è arrivato il nuovo libro di Sarah J Maas, la Casa di terra e sangue, che apre a una nuova trilogia per adulti.


Ventitré anni, mezza Fae e mezza umana, Bryce Quinlan ha una vita perfetta: di giorno lavora in una galleria d’arte e di notte passa da una festa all’altra, senza problemi e senza preoccupazioni. Quando però una brutale strage scuote profondamente Crescent City, la città in cui vive, e Bryce perde una persona a lei molto cara, il suo mondo crolla in mille pezzi lasciandola disperata, ferita e molto sola. Adesso non cerca più il divertimento, ma un oblio in grado di farle dimenticare i terribili fatti che hanno cambiato la sua vita per sempre. Due anni dopo l’imputato è finalmente dietro le sbarre ma, tutt’a un tratto, i crimini ricominciano e Bryce è decisa a fare tutto il possibile per vendicare quelle morti. Ad affiancarla nelle indagini arriva Hunt Athalar, un famoso angelo caduto, prigioniero degli arcangeli che lui stesso aveva tentato di detronizzare. Le sue grandi capacità e la sua forza incredibile sono utilizzate all’unico scopo di eliminare i nemici del suo capo. Quando però si scatena il caos in città, Hunt riceve una proposta irrinunciabile: aiutare Bryce a trovare l’assassino e riconquistare, in cambio, la sua libertà.
Quando Bryce e Hunt cominciano a scavare in profondità nel ventre di Crescent City, scoprono un potere terrificante e oscuro che minaccia tutto e tutti, e vengono travolti da una passione irrefrenabile, che potrebbe renderli entrambi liberi, se solo lo volessero.

Il dolore della perdita, il prezzo della libertà e il potere dell’amore sono i temi principali de La casa di terra e sangue, il primo imperdibile romanzo della nuova serie fantasy di Sarah J. Maas, che mescola egregiamente personaggi indimenticabili, romanticismo e una suspense che tiene il lettore incollato alla pagina fino alla fine.

Premessa: non ero sicura di voler leggere questo libro, la trama non mi aveva ispirata e sin dalla sua uscita avevo sentito solo recensioni più o meno negative, sia per la mole del libro che per il worldbuilding confusionario. 
Quando però mi è stata offerta l'opportunità di tuffarmi in questa nuova serie e provare a farmi una mia idea, l'ho colta al volo e sono stata piacevolmente sorpresa. 
Le mie aspettative erano decisamente basse ma l'autrice con uno stile scorrevole, divertente e sarcastico è riuscita a convincermi, seppur riconosca la presenza di alcuni difetti. 
Ma andiamo con ordine. 
Bryce, la protagonista, è una giovane e bellissima ragazza dai fluenti capelli rossi e curve sinuose, per metà umana e metà Fae, che si gode la vita tra feste sfrenate e sesso occasionale insieme alle sue amiche Danika, Fury e Juniper in attesa di compiere la Discesa, un evento importante che gli garantisca l'immortalità. 
Figlia illegittima di un uomo decisamente potente, Bryce lavora in una galleria dove si vendono importanti manufatti storici e artistici. Questo aspetto, la passione con cui è dedita ai libri, agli oggetti che lei stessa reperisce e vende per il suo capo, la Maga Jesiba, è uno dei miei preferiti della protagonista.
In Bryce ho avvertito distintamente l'amore per la conoscenza, per l'arte e per la storia,  oltre quello per la danza, senza contare che la sua versatilità nel gestire le situazioni più complicate dimostra molto del suo carattere testardo e irruento. 
Nell'antefatto che occupa le buone prime cento pagine del romanzo,  scopriamo qualcosa di questo mondo variopinto e colorato dove Bryce ha deciso di trascorrere la sua esistenza e facciamo la conoscenza del Branco di Diavoli, in particolare di Danika e Connor. 
Quando entrambi muoiono dopo un attacco demoniaco senza apparente motivo, Bryce mette in pausa la sua vita perché il dolore che la dilania è troppo forte. Danika era la sua migliore amica, la sua compagna e Connor...poteva essere molto più che un amico. 
Dopo due anni, questi attacchi riprendono e colpiscono sempre qualcuno vicino a Bryce, è necessario quindi scoprire chi e perchè ha determinato morti così cruente e pericolose.
Ad affiancare Bryce su ordine dell'Arcangelo e Governatore di Crescent City, Micah, ci sarà Hunt, l'Umbra Mortis, tenebroso, oscuro e dilaniato da un passato cruento che lo ha condannato ad essere il terrore di ogni creatura esistente. 
Il rapporto che si instaura tra Bryce e Hunt è appassionante perché non si fonda su un'attrazione immediata quanto piuttosto su una comprensione delle reciproche perdite, sulla creazione di una sincera amicizia che, dopo poche scintille, divampa come un fuoco. 
Il problema principale che ho con la Maas è che, a mio avviso, costruisce in modo molto più verosimile e interessante i suoi personaggi secondari perché scevri dalla necessità di essere gli eroi della storia. Sono più affascinanti, umani e mi viene naturale provare un attaccamento maggiore a Danika, Connor o Rhun piuttosto che ad Hunt. 
Quest'ultimo è forse il personaggio con cui meno sono entrata in sintonia perchè mi ha ricordato fin troppo chiaramente altri personaggi dell'autrice presenti in Acotar come Rhysand. 
La Maas si ostina a creare modelli di uomini oscuri, ma perfetti con un background triste e drammatico e non capisco perchè. Anzi si, perchè piace alle sue lettrici. 

Tralasciando questa scelta narrativa, ho invece apprezzato molto l'evoluzione di Bryce. Se mi fossi fermata alle prima pagine, infatti, l'avrei mal tollerata per il suo atteggiamento superficiale e viziato, ma l'amore per i suoi cari e il desiderio di vendetta l'hanno resa una guerriera leale e coraggiosa.
Seppur non siano proprio dei personaggi, ho adorato Lehaba e Syrinx, il folletto di fuoco e l'animale magico posti a difesa della Galleria. Li ho trovati delle spalle molto tenere e affettuose.

Il vero elemento che mi ha fatto storcere il naso è stato il worldbuilding: l'idea di base era molto bella ma è resa davvero in modo molto confuso. 
La storia di Bryce è ambientata in una metropoli vivida, ricca di colori e luci, abitata da ogni forma di creatura magica e soprannaturale: mutaforma, angeli, Fae, spiritelli del fuoco, fauni, licantropi, vampiri, maghe e stregoni e persino i demoni.

La Terra viene chiamata Midgard, un chiaro riferimento al mito norreno mentre l'organo di suprema gerarchia è il Senato, di chiara matrice romana. 

Il problema è che è tutto buttato così, alla rinfusa, senza un ordine e nonostante la Maas si impegni nel fornire una spiegazione logica a tutto, pare quasi che abbia cercato nel panorama fantasy tutto ciò che è comunemente apprezzato dai lettori fantasy e li abbia gettati dentro un calderone in cui ha poi ambientato il racconto. 

Comunque, il mistero e le indagini che attraversano buona parte del romanzo sono estremamente interessanti e mi sono trovata spesso a leggere capitoli interi senza fermarmi solo per andare avanti. 
E' questo, a mio avviso, il vero talento della Maas: quello di riuscire a incatenare il lettore alle pagine senza che risenta della lunghezza e mole del libro. 
A differenza di Acotar che, come primo volume, non è nelle mie grazie, La casa di Terra e sangue è accattivante, intrigante e sensuale, un ottimo nuovo inizio. 

                                                  






                                                        Verdetto: Dipendente! 


Leggerete questo nuovo romanzo della Maas? Oppure non apprezzate l'autrice?
Bacini, Cris

mercoledì 8 luglio 2020

WWW Wednesday #70

Buongiorno lettori, come va? Avete già iniziato le vostre letture estive? Io sono impegnata su più fronti e non vedo l'ora di raccontarvi le ultime novità della settimana!

   What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Sappiate che le mie attuali letture sono un delirio, tanto per cominciare sto leggendo insieme a Mon di Ikigai quattro capitoli al giorno di Geekerella, un retelling meravigliosamente nerd di Cenerentola e lo sto amando. 
Poi, per il Wizard Squad Gdl sto rileggendo HP e la Camera dei segreti che a me piace da matti, è forse uno dei miei preferiti della serie. 


Ho poi iniziato in anteprima questi due fantasy che usciranno a brevissimo: con entrambe queste sutrici ho un rapporto di amore e odio. Quindi mi auguro che i romanzi mi piaceranno!

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Settimana scorsa ho riletto il mio libro preferito di sempre e per me non c'è altro libro che riesca a darmi tanto nonostante sia la quinta  sesta volta che lo leggo. Darcy e Lizzie sono incantevoli. 

 What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?


Dopo questa scorpacciata di fantasy, sento il bisogno di staccare per un po' e di farmi vincere dal richiamo di un buon thriller o uno storico. Vi terrò aggiornati!

E voi? Cosa state leggendo?
Baci, 
Cris





martedì 7 luglio 2020

A tu per tu...con Angela Contini | E' solo una stupida storia d'amore?

Buona sera lettori, siamo arrivati alla fine di questo bellissimo appuntamento con tre autrici di punta del panorama italiano. Angela spazia dal romance puro a quello storico, al paranormal, al fantastico. E' un concentrato di energia e di scrittura. Se non avete ancora letto nulla di suo, potete conoscerla meglio con le domande di oggi. 

Ciao Angela, grazie per aver accettato il mio invito!

Grazie a te per la gentile ospitalità nel tuo blog.

E' un periodo davvero prolifico per te. Dopo 'Fino alla fine del cielo', hai pubblicato 'Winter
Sonata' e stai per pubblicare un terzo romanzo. Come ti senti al riguardo?

Mi sento bene, come ogni volta che pubblico un romanzo nuovo. Per me è quasi vitale farlo,
per una serie di motivi: primo fra tutti mi piace. Amo tutto ciò che concerne la preparazione di una pubblicazione, quell'ansia buona che ti prende all'idea di proporre al pubblico una nuova storia.
Certo, c’è anche l’ansia di non piacere, ma per fortuna non è quella a prevalere. D’altra parte, se lo fosse, non farei questo mestiere. Inoltre scrivere è il mio unico lavoro, quindi la mia unica fonte di guadagno. Se non pubblico, non vedo un centesimo e di questi tempi, non è auspicabile.

Il self publishing concede sicuramente una maggiore libertà rispetto agli oneri contrattuali. E'un sollievo per te o hai paura di non arrivare al grande pubblico senza il supporto di una CE?

Grazie di avermi posto questa domanda, mi dà modo di piegare come la penso. È assolutamente un sollievo. Ho scelto di lasciare Newton proprio perché mi sentivo ingabbiata in una rete di idee che erano in collisione con le mie, per tanti aspetti che riguardavano la pubblicazione, il marketing e la diffusione dei romanzi. Ho sempre avuto molta libertà di scelta nello scrivere, su questo non posso recriminare nulla, ma per quanto riguarda il resto, è sempre stata fonte di profondo stress per me. L’ansia buona di cui ti parlavo prima era diventata ansia e basta. Arrivare al grande pubblico non è mai stato il mio obiettivo. Il mio obiettivo è divertirmi mentre scrivo e far divertire chi mi legge, gestire me stessa e il mio lavoro in modo che non mi causi stress, e perché no, guadagnarci anche se i miei libri meritano di essere acquistati.

Fino alla fine del cielo è la storia dell'ultimo della famiglia Mackenzie e di Chelsea. L'aspetto che ho preferito di questo romanzo sono state le descrizioni del ballo, le ho trovate molto sensuali. Perchè hai scelto questa professione per loro?

Il ballo è sempre stata una mia passione “segreta”. Da ragazzina e anche non tanto ragazzina, ho trascorso interi pomeriggi ballando davanti allo specchio. Seguo il balletto classico, le sue declinazioni moderne, quindi è stata quasi una scelta scontata. Scrivere di ballo, mi dava anche l’opportunità di osare di più nelle descrizioni di contatto fisico, infatti se lo hai notato, in questo romanzo, rispetto al mio solito, le scene cosiddette “Hot”, sono un po’ più presenti.

Winter Sonata è uno storico che richiama per certi versi Orgoglio e Pregiudizio, come hai deciso di tuffarti nel passato?

In definitiva scrivo di ciò che mi piace. Il passato, soprattutto il periodo vittoriano, mi ha sempre affascinata. Ho scritto diverse fan fiction a riguardo, scrivere anche un romanzo ambientato in quell'epoca era solo questione di tempo.

A cosa stai lavorando? Quali progetti hai in serbo per i tuoi lettori?

Adesso sto lavorando a una commedia romantica di prossima pubblicazione. Ho tanti altri
progetti già cominciati che attendono solo di essere completati. Ho intenzione di riprendere le Cronache di Edenir, rieditare il romanzo di narrativa che ha segnato il mio esordio quando ancora ero una sconosciuta nel 2010, insomma, tante cosette che spero prima o poi vedranno la luce.

Come pensi sia cambiato il tuo stile di scrittura nel tempo? Hai dei rituali, dei modi in cui decidi di buttar giù la bozza del libro?

Penso di essere cresciuta rispetto a quando ho cominciato, ho smussato alcuni fastidiosi angoli, imparato le tecniche di scrittura, evito errori che prima facevo di continuo. Ma la strada è ancora e sempre in salita. Purtroppo e per fortuna, questo è un mestiere in cui non si finisce mai di imparare. Quando scrivo devo essere sempre accompagnata dalla musica. Mi ispira e mi rende più facile scrivere. Scrivo anche senza se non mi è possibile ascoltarla, ma con è molto meglio.

Di cosa non riesci a fare a meno quando scrivi?

Come sopra: della musica. E delle mie cuffie e/o auricolari. Mi piace sentire la musica “dentro”.

Cos'è per te l'amore? Come porti questa tua visione nei tuoi romanzi?

Ci sarebbe da scrivere un romanzo solo per rispondere a questa domanda. Cos'è l’amore?
Dedizione, rispetto, libertà, condivisione, nessuno che prevale sull'altro, nessun sesso forte,
nessun sesso debole, parità assoluta, ma allo stesso tempo cura dell’altro. Silenzio quando
serve, parole se sono necessarie. Carezze sempre. Penso questo dell’amore, vivo questo, scrivo di questo.

Grazie di aver condiviso le tue opinioni con me e i miei lettori. 

Grazie a te per le bellissime domande. Un abbraccio a te e a chiunque leggera questa intervista.

Spero che queste chiacchiere con l'autrice vi siano piaciute e ne approfitto per presentarvi il suo nuovo romanzo in uscita il 20 luglio, Una stupida storia d'amore.

Jessie Ryan lavora come paparazzo per una nota rivista scandalistica e quando il suo capo le chiede di rubare scatti a Jack Remington, il divo del momento, non si tira indietro. Diventa un compito più ingrato del solito quando conosce Jack di persona e, invece di una foto, scatta la proverbiale scintilla.
Emma Beggins è l’assistente personale del divo in questione e per due anni non ha fatto altro che sperare che Jack mettesse la testa a posto e tenesse la zip dei pantaloni sollevata. Quando lui sembra perdere la testa per Jessie, Emma combatte la frustrazione e l’amore non corrisposto a colpi di liste pro e contro Jack, sul suo fedele diario.
Michael è un promettente scrittore che sogna di scrivere grandi sceneggiature a Hollywood. Jessie è la sua dirimpettaia, ma non solo: è un’amica, una confidente e a un certo punto diventa qualcosa di più a causa di una pizza ai peperoni e un film porno alla TV.
E Jack? Jack tiene le cose importanti per sé, tipo un piccolo segreto che potrebbe mettere tutto in discussione.
Il gioco delle coppie diventerà complicato e le carte si mescoleranno. Alla fine qualcuno di loro sarà in grado di capire chi ama chi, oppure no? Sullo sfondo dell’assolata Los Angeles quattro personaggi racconteranno le loro storie complicate, ingarbugliate, disordinate e confuse, fino a chiarirle del tutto. Forse.

Con una trama così, è difficile non desiderare di averlo subito tra le mani!
Vi abbraccio, 
Cris

mercoledì 1 luglio 2020

A tu per tu con...Felicia Kingsley| Romance, scrittura e tanto altro

Buon pomeriggio lettori, come vi avevo anticipato lunedì, dopo l'intervista a Bianca Marconero ci sono altre due he hanno risposto con simpatia alle mie domande. 
Oggi tocca alla spumeggiante Felicia Kingsley, diventata la Sophie Kinsella italiana con i suoi splendidi romanzi chick lit. 


Ciao Felicia, grazie per aver accettato il mio invito. Chronicles of a bookaholic è molto felice di ospitarti. Partiamo subito con le domande.
    
Prima regola: non innamorarsi è stato accolto con grande favore dal pubblico. Cosa si prova a ricevere tanto affetto dai propri fan?
In realtà non mi aspettavo un’accoglienza così entusiasta e calorosa perché stavolta ho scritto qualcosa di molto particolare ed ero consapevole della possibilità di spiazzare i lettori più affezionati. Vedere quanto è stato apprezzato Prima regola: non innamorarsi per me ha ancora dell’incredibile.
    Come ti è venuta in mente l'idea per la storia di Nick e Silvye che intreccia divertimento, romanticismo e mistero?
Ero in palestra e stavo facendo braccia sulla panca… Io sono un’amante dei caper movie, tutti quei film a tema “colpo grosso” e volevo scrivere qualcosa di simile e con due protagonisti fuori dai classici schemi del romance. Da lì ho cominciato la ricerca per comporre la trama mistery che si intreccia a quella rosa.
 Nick e Sylvie hanno fatto da poco la loro comparsa ma proprio come tutti i dipendenti, i fan attendono già un tuo nuovo libro. Stai già lavorando a una nuova storia?
Sono sempre al lavoro; devo ultimare il romanzo a cui sto lavorando ora e sto raccogliendo le idee per il progetto successivo che sarà molti impegnativo perché è una cosa che non ho mai fatto (sempre rosa, eh)… vedremo cosa verrà fuori.
Gestisci una rubrica efficace sulla scrittura: quali sono le tre regole perché secondo te un libro funzioni?
Sono tante e devono tutte coesistere insieme, per questo ho dedicato ai consigli di scrittura non un articolo, bensì una rubrica intera a cadenza settimanale. I temi sono tanti e vanno analizzati uno per uno. Tre regole, così a braccio, direi: scrivi perché ti fa stare bene, abbi l’umiltà di correggere-cambiare-riscrivere il tuo romanzo; costruisciti una community a cui presentarlo.
 Finora ti sei cimentata con i romanzi rosa ma con la storia di Silvye e Nick hai dimostrato di saper giostrare anche su altri generi. Prevedi di allargare i tuoi orizzonti?
Oggi non saprei fare questo tipo di previsione ma mai dire mai.
   Quale è il percorso che rende un lettore uno scrittore?
In realtà è l’idea. A un certo punto un’idea bussa con forza chiedendo di essere messa su carta (o su computer). Lo scrivere però è un esercizio costante che serve a migliorare nel tempo. Non credo che un giorno, così, dal nulla ci si svegli scrittori. È una cosa che deve aver sempre fatto parte di te.
 Con la tua personalità spumeggiante, credo sia facile riconoscere un po' di te in ognuna delle tue protagoniste sempre determinate, spassose e con l'ultima parola sempre pronta. In quale ti riconosci di più e quale si allontana di più dalla tua quotidianità?
In verità io mi riconosco più nei protagonisti maschili. Scoop.
 Quale domanda non ti è mai stata fatta e avresti voluto ti facessero?
“Dove possiamo versarti dieci milioni di euro?”
 Ti va di farci salutare da Nick e Sylvie?
Nick e Silvye in questo momento credo che siano impegnati a risolvere un altro mistero artistico e a bisticciare su chi dei due ha ragione.
Grazie di aver risposto alle mie domande, spero ti sia divertita!
E voi lettori? Conoscete Felicia Kingsley?