mercoledì 8 luglio 2020

WWW Wednesday #70

Buongiorno lettori, come va? Avete già iniziato le vostre letture estive? Io sono impegnata su più fronti e non vedo l'ora di raccontarvi le ultime novità della settimana!

   What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Sappiate che le mie attuali letture sono un delirio, tanto per cominciare sto leggendo insieme a Mon di Ikigai quattro capitoli al giorno di Geekerella, un retelling meravigliosamente nerd di Cenerentola e lo sto amando. 
Poi, per il Wizard Squad Gdl sto rileggendo HP e la Camera dei segreti che a me piace da matti, è forse uno dei miei preferiti della serie. 


Ho poi iniziato in anteprima questi due fantasy che usciranno a brevissimo: con entrambe queste sutrici ho un rapporto di amore e odio. Quindi mi auguro che i romanzi mi piaceranno!

What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Settimana scorsa ho riletto il mio libro preferito di sempre e per me non c'è altro libro che riesca a darmi tanto nonostante sia la quinta  sesta volta che lo leggo. Darcy e Lizzie sono incantevoli. 

 What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?


Dopo questa scorpacciata di fantasy, sento il bisogno di staccare per un po' e di farmi vincere dal richiamo di un buon thriller o uno storico. Vi terrò aggiornati!

E voi? Cosa state leggendo?
Baci, 
Cris





martedì 7 luglio 2020

A tu per tu...con Angela Contini | E' solo una stupida storia d'amore?

Buona sera lettori, siamo arrivati alla fine di questo bellissimo appuntamento con tre autrici di punta del panorama italiano. Angela spazia dal romance puro a quello storico, al paranormal, al fantastico. E' un concentrato di energia e di scrittura. Se non avete ancora letto nulla di suo, potete conoscerla meglio con le domande di oggi. 

Ciao Angela, grazie per aver accettato il mio invito!

Grazie a te per la gentile ospitalità nel tuo blog.

E' un periodo davvero prolifico per te. Dopo 'Fino alla fine del cielo', hai pubblicato 'Winter
Sonata' e stai per pubblicare un terzo romanzo. Come ti senti al riguardo?

Mi sento bene, come ogni volta che pubblico un romanzo nuovo. Per me è quasi vitale farlo,
per una serie di motivi: primo fra tutti mi piace. Amo tutto ciò che concerne la preparazione di una pubblicazione, quell'ansia buona che ti prende all'idea di proporre al pubblico una nuova storia.
Certo, c’è anche l’ansia di non piacere, ma per fortuna non è quella a prevalere. D’altra parte, se lo fosse, non farei questo mestiere. Inoltre scrivere è il mio unico lavoro, quindi la mia unica fonte di guadagno. Se non pubblico, non vedo un centesimo e di questi tempi, non è auspicabile.

Il self publishing concede sicuramente una maggiore libertà rispetto agli oneri contrattuali. E'un sollievo per te o hai paura di non arrivare al grande pubblico senza il supporto di una CE?

Grazie di avermi posto questa domanda, mi dà modo di piegare come la penso. È assolutamente un sollievo. Ho scelto di lasciare Newton proprio perché mi sentivo ingabbiata in una rete di idee che erano in collisione con le mie, per tanti aspetti che riguardavano la pubblicazione, il marketing e la diffusione dei romanzi. Ho sempre avuto molta libertà di scelta nello scrivere, su questo non posso recriminare nulla, ma per quanto riguarda il resto, è sempre stata fonte di profondo stress per me. L’ansia buona di cui ti parlavo prima era diventata ansia e basta. Arrivare al grande pubblico non è mai stato il mio obiettivo. Il mio obiettivo è divertirmi mentre scrivo e far divertire chi mi legge, gestire me stessa e il mio lavoro in modo che non mi causi stress, e perché no, guadagnarci anche se i miei libri meritano di essere acquistati.

Fino alla fine del cielo è la storia dell'ultimo della famiglia Mackenzie e di Chelsea. L'aspetto che ho preferito di questo romanzo sono state le descrizioni del ballo, le ho trovate molto sensuali. Perchè hai scelto questa professione per loro?

Il ballo è sempre stata una mia passione “segreta”. Da ragazzina e anche non tanto ragazzina, ho trascorso interi pomeriggi ballando davanti allo specchio. Seguo il balletto classico, le sue declinazioni moderne, quindi è stata quasi una scelta scontata. Scrivere di ballo, mi dava anche l’opportunità di osare di più nelle descrizioni di contatto fisico, infatti se lo hai notato, in questo romanzo, rispetto al mio solito, le scene cosiddette “Hot”, sono un po’ più presenti.

Winter Sonata è uno storico che richiama per certi versi Orgoglio e Pregiudizio, come hai deciso di tuffarti nel passato?

In definitiva scrivo di ciò che mi piace. Il passato, soprattutto il periodo vittoriano, mi ha sempre affascinata. Ho scritto diverse fan fiction a riguardo, scrivere anche un romanzo ambientato in quell'epoca era solo questione di tempo.

A cosa stai lavorando? Quali progetti hai in serbo per i tuoi lettori?

Adesso sto lavorando a una commedia romantica di prossima pubblicazione. Ho tanti altri
progetti già cominciati che attendono solo di essere completati. Ho intenzione di riprendere le Cronache di Edenir, rieditare il romanzo di narrativa che ha segnato il mio esordio quando ancora ero una sconosciuta nel 2010, insomma, tante cosette che spero prima o poi vedranno la luce.

Come pensi sia cambiato il tuo stile di scrittura nel tempo? Hai dei rituali, dei modi in cui decidi di buttar giù la bozza del libro?

Penso di essere cresciuta rispetto a quando ho cominciato, ho smussato alcuni fastidiosi angoli, imparato le tecniche di scrittura, evito errori che prima facevo di continuo. Ma la strada è ancora e sempre in salita. Purtroppo e per fortuna, questo è un mestiere in cui non si finisce mai di imparare. Quando scrivo devo essere sempre accompagnata dalla musica. Mi ispira e mi rende più facile scrivere. Scrivo anche senza se non mi è possibile ascoltarla, ma con è molto meglio.

Di cosa non riesci a fare a meno quando scrivi?

Come sopra: della musica. E delle mie cuffie e/o auricolari. Mi piace sentire la musica “dentro”.

Cos'è per te l'amore? Come porti questa tua visione nei tuoi romanzi?

Ci sarebbe da scrivere un romanzo solo per rispondere a questa domanda. Cos'è l’amore?
Dedizione, rispetto, libertà, condivisione, nessuno che prevale sull'altro, nessun sesso forte,
nessun sesso debole, parità assoluta, ma allo stesso tempo cura dell’altro. Silenzio quando
serve, parole se sono necessarie. Carezze sempre. Penso questo dell’amore, vivo questo, scrivo di questo.

Grazie di aver condiviso le tue opinioni con me e i miei lettori. 

Grazie a te per le bellissime domande. Un abbraccio a te e a chiunque leggera questa intervista.

Spero che queste chiacchiere con l'autrice vi siano piaciute e ne approfitto per presentarvi il suo nuovo romanzo in uscita il 20 luglio, Una stupida storia d'amore.

Jessie Ryan lavora come paparazzo per una nota rivista scandalistica e quando il suo capo le chiede di rubare scatti a Jack Remington, il divo del momento, non si tira indietro. Diventa un compito più ingrato del solito quando conosce Jack di persona e, invece di una foto, scatta la proverbiale scintilla.
Emma Beggins è l’assistente personale del divo in questione e per due anni non ha fatto altro che sperare che Jack mettesse la testa a posto e tenesse la zip dei pantaloni sollevata. Quando lui sembra perdere la testa per Jessie, Emma combatte la frustrazione e l’amore non corrisposto a colpi di liste pro e contro Jack, sul suo fedele diario.
Michael è un promettente scrittore che sogna di scrivere grandi sceneggiature a Hollywood. Jessie è la sua dirimpettaia, ma non solo: è un’amica, una confidente e a un certo punto diventa qualcosa di più a causa di una pizza ai peperoni e un film porno alla TV.
E Jack? Jack tiene le cose importanti per sé, tipo un piccolo segreto che potrebbe mettere tutto in discussione.
Il gioco delle coppie diventerà complicato e le carte si mescoleranno. Alla fine qualcuno di loro sarà in grado di capire chi ama chi, oppure no? Sullo sfondo dell’assolata Los Angeles quattro personaggi racconteranno le loro storie complicate, ingarbugliate, disordinate e confuse, fino a chiarirle del tutto. Forse.

Con una trama così, è difficile non desiderare di averlo subito tra le mani!
Vi abbraccio, 
Cris

mercoledì 1 luglio 2020

A tu per tu con...Felicia Kingsley| Romance, scrittura e tanto altro

Buon pomeriggio lettori, come vi avevo anticipato lunedì, dopo l'intervista a Bianca Marconero ci sono altre due he hanno risposto con simpatia alle mie domande. 
Oggi tocca alla spumeggiante Felicia Kingsley, diventata la Sophie Kinsella italiana con i suoi splendidi romanzi chick lit. 


Ciao Felicia, grazie per aver accettato il mio invito. Chronicles of a bookaholic è molto felice di ospitarti. Partiamo subito con le domande.
    
Prima regola: non innamorarsi è stato accolto con grande favore dal pubblico. Cosa si prova a ricevere tanto affetto dai propri fan?
In realtà non mi aspettavo un’accoglienza così entusiasta e calorosa perché stavolta ho scritto qualcosa di molto particolare ed ero consapevole della possibilità di spiazzare i lettori più affezionati. Vedere quanto è stato apprezzato Prima regola: non innamorarsi per me ha ancora dell’incredibile.
    Come ti è venuta in mente l'idea per la storia di Nick e Silvye che intreccia divertimento, romanticismo e mistero?
Ero in palestra e stavo facendo braccia sulla panca… Io sono un’amante dei caper movie, tutti quei film a tema “colpo grosso” e volevo scrivere qualcosa di simile e con due protagonisti fuori dai classici schemi del romance. Da lì ho cominciato la ricerca per comporre la trama mistery che si intreccia a quella rosa.
 Nick e Sylvie hanno fatto da poco la loro comparsa ma proprio come tutti i dipendenti, i fan attendono già un tuo nuovo libro. Stai già lavorando a una nuova storia?
Sono sempre al lavoro; devo ultimare il romanzo a cui sto lavorando ora e sto raccogliendo le idee per il progetto successivo che sarà molti impegnativo perché è una cosa che non ho mai fatto (sempre rosa, eh)… vedremo cosa verrà fuori.
Gestisci una rubrica efficace sulla scrittura: quali sono le tre regole perché secondo te un libro funzioni?
Sono tante e devono tutte coesistere insieme, per questo ho dedicato ai consigli di scrittura non un articolo, bensì una rubrica intera a cadenza settimanale. I temi sono tanti e vanno analizzati uno per uno. Tre regole, così a braccio, direi: scrivi perché ti fa stare bene, abbi l’umiltà di correggere-cambiare-riscrivere il tuo romanzo; costruisciti una community a cui presentarlo.
 Finora ti sei cimentata con i romanzi rosa ma con la storia di Silvye e Nick hai dimostrato di saper giostrare anche su altri generi. Prevedi di allargare i tuoi orizzonti?
Oggi non saprei fare questo tipo di previsione ma mai dire mai.
   Quale è il percorso che rende un lettore uno scrittore?
In realtà è l’idea. A un certo punto un’idea bussa con forza chiedendo di essere messa su carta (o su computer). Lo scrivere però è un esercizio costante che serve a migliorare nel tempo. Non credo che un giorno, così, dal nulla ci si svegli scrittori. È una cosa che deve aver sempre fatto parte di te.
 Con la tua personalità spumeggiante, credo sia facile riconoscere un po' di te in ognuna delle tue protagoniste sempre determinate, spassose e con l'ultima parola sempre pronta. In quale ti riconosci di più e quale si allontana di più dalla tua quotidianità?
In verità io mi riconosco più nei protagonisti maschili. Scoop.
 Quale domanda non ti è mai stata fatta e avresti voluto ti facessero?
“Dove possiamo versarti dieci milioni di euro?”
 Ti va di farci salutare da Nick e Sylvie?
Nick e Silvye in questo momento credo che siano impegnati a risolvere un altro mistero artistico e a bisticciare su chi dei due ha ragione.
Grazie di aver risposto alle mie domande, spero ti sia divertita!
E voi lettori? Conoscete Felicia Kingsley?

martedì 30 giugno 2020

Review Party: 'La magia del ritorno' di Nicholas Sparks

Buongiorno lettori, scusate come al solito gli orari improbabili ma non vedevo l'ora di raccontarvi della mia ultima lettura, firmata da un genio dei bestseller, Nicholas Sparks. 


Per Trevor Benson, i più bei ricordi d'infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. E a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell'anima. In quell'estate sospesa tra un capitolo e l'altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d'amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell'istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell'amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

Dopo aver versato fiumi di lacrime per Le pagine della nostra vita, ho provato a leggere un libo dell'autore ma non mi aveva rapito come avrei voluto, tuttavia sono una persona che concede spesso una seconda possibilità e in occasione della nuova uscita, mi sono buttata su La magia del ritorno, che mi ha allietato diverse ore.

Questo romanzo ha per protagonista un giovane veterano, Trevor, che a causa di un brutto incidente in Afghanistan ha perso un occhio, diverse dita della mano con cui svolgeva la sua professione di chirurgo e ha una cicatrice bianca che va dal mento alla tempia. 
Superare il trauma, comprendere la propria disabilità, combattere i propri demoni ha significato cambiare la propria esistenza, trovare un nuovo lavoro, scegliere come affrontare la perdita positivamente.

Durante il suo recupero, la morte dell'adorato nonno Carl conduce Trevor a porsi delle domande: perchè non era a New Bern nella sua villa sul fiume, da cui non si era mai mosso prima?

E cosa gli avrà voluto confidare in modo sconclusionato in punto di morte? 
Mentre si arrovella su questi interrogativi, appaiono due persone che cambieranno il corso della sua vita: la giovane Callie, misteriosa e scontrosa che conosceva suo nonno e gli voleva bene e la poliziotta Natalie, con cui sin da subito l'ex chirurgo prova ad entrare in confidenza.

La storia nelle prime cento pagine non manca di linearità ma rallenta il ritmo della lettura che invece nella seconda parte, specie per quello che riguarda la soluzione del mistero, incalza e appassiona. 

Sparks ha una dote indubbia, riesce a raccontare e intrecciare le vite umane con solenne maestria, descrivendo con le parole strati di uomini e donne feriti, a cui il destino ha messo diversi ostacoli davanti. 
Il mio problema con l'autore è che nonostante la sua scrittura sia fluida e la storia sia bella e d'effetto, io non riesco mai ad entrare in empatia con i protagonisti.

Trevor è sicuramente colui che è riuscito a colpirmi di più, se non altro per la sua capacità di reagire alla sofferenza e l'importanza di vivere a pieno la vita, senza temere di lasciare qualcosa a metà.

Natalie, nonostante il suo background difficile, non è riuscita a conquistare le mie simpatie e di conseguenza le scene in cui lei era presente, non mi hanno emozionato come speravo. 

Callie mi ha incuriosito fin da subito, la sua volontà di rendersi invisibile, di nascondersi da mondo me l'ha resa più cara perchè fremevo dalla voglia di vincere i dubbi che mi attanagliavano e scoprire la verità. 

Un incredibile pregio di quest romanzo è sicuramente la descrizione dei paesaggi: il fiume, il giro in barca, le passeggiate tra gli alberi sono aspetti a cui non resistere tanto nei romanzi quanto nella vita vera. L'autore mi ha consentito di viaggiare con la fantasia fino in North Carolina, rendendo questa storia decisamente piacevole. 

                                            Verdetto: Stuzzicante (3.5 stelline)

Ringrazio la Sperling per la copia cartacea e Sonia de Il salotto del gatto libraio per avermi inclusa in questo evento.
Andate a leggere le recensioni delle altre blogger, le trovate tutte nel banner!


Bacini, Cris



lunedì 29 giugno 2020

A tu per tu con...Bianca Marconero| Stand by me, Eredità e scrittura


Buongiorno lettori! Ecco svelata la sorpresa: ho riunito tre grandi scrittrici romance italiane per una chiacchierata sui romanzi, sulla scrittura e sul ruolo dei loro lettori. 
La prima ad essere intervistata è Bianca Marconero, considerata unanimemente regina del romance italiano, autrice di Albion, fantasy ispirato al ciclo bretone e di molti grandi bestseller come L'ultima notte al mondo e Un maledetto per sempre. 
Ciao Bianca, grazie di aver accettato il mio invito. Sono sempre onorata di avere la regina del romance sul mio blog.
L’onore è tutto mio.
 Come stai? Come ha reagito la tua scrittura alla pandemia? Blocco creativo o maggiore tempo a disposizione per elaborare le tue storie?
La pandemia ha richiesto un notevole sforzo organizzativo famigliare. Gli slot su cui contavo per svolgere il mio lavoro sono stati ridefiniti, così come le ore di lezione a distanza e i compiti. Ma abbiamo cercato di stare bene e di preservare un minimo di serenità. La pandemia mi ha portato a rallentare il ritmo della scrittura, infatti ci ho messo cinque mesi interi a finire Stand By Me, libro che nei miei piani doveva arrivare a una chiusura in 90-100 giorni al massimo.
 Hai annunciato pochi giorni fa l'uscita di un nuovo romanzo, Stand by me,  a luglio. Cosa ci puoi dire di Gregorio e Arianna?
Credo sia il libro più romantico che ho scritto. Superate le difficoltà iniziali, Gregorio e Arianna si mettono in gioco con grande generosità. Arrivano a un grado di complicità che va oltre i loro gesti o le loro parole. Come forse avrai dedotto, mi trovo sempre a mio agio con le storie di persone che non parlano, credo siano molto oneste nel rappresentare un limite comunque alle relazioni, forse perfino connaturato negli esseri umani. Gregorio e Arianna però sono atipici, per me, perché da un certo punto in avanti sono estremamente onesti, vicini e supportivi. Come puoi immaginare, non sarà rose e fiori, ci saranno vari impedimenti alla loro storia, che non ti anticipo, ma il rapporto di amicizia e solidarietà che si crea tra di loro credo non abbia precedenti nelle storie che ho scritto.
   Dopo la novella di Natale di casa Serristori, siamo tutti in attesa di conoscere meglio i figli maggiori, Jacopo e Niccolò. Le loro storie sono già in stesura?
Sì. Con Niccolò sono a un terzo circa della prima stesura. Jacopo è “plottato” nei minimi dettagli e questo ridurrà i tempi di stesura. Sono piuttosto fiduciosa che usciranno entrambi in autunno.
 Tasto dolente: Albion. I tuoi fan 'storici' amano la storia di questi moderni Cavalieri di Artù e sei stata in grado di creare un'atmosfera e una squadra davvero formidabile.
Albion è una grande sfida personale, è una promessa che continuo a rimandare. So che potrebbero ancora succedere un mucchio di cose, compresi i miracoli, ma credo che questa situazione si sbloccherà solo quando il miracolo me lo creerò da sola, come dice il nostro Tiziano Ferro. Il mercato editoriale non vuol sentir parlare di fantasy italiano, per cui ci dobbiamo rimboccare le maniche. Da soli. E prima o poi succederà.
E' possibile pensare di rivedere Marco, Helena, Lance e gli altri presto?
       Come forse ricorderai il piano originale era composto da i Libri del Primo Anno, tutti editi, e il Ciclo della Cerca, che chiudeva la saga. La materia narrativa del Ciclo della Cerca è stata risistemata in due libri: Eredità e Re in Eterno. Il primo di questi è a uno stadio avanzato e lo si potrebbe chiudere in due mesi di lavoro. Il secondo purtroppo ne richiederebbe almeno sei. Il problema è trovare una finestra di otto mesi in un calendario super pieno come il mio. L’unica cosa che posso dirti con certezza che NON farò sarà pubblicare Eredità senza aver finito Re in Eterno. Una eventuale pubblicazione di questo finale dovrebbe fornire i due volumi in contemporanea o quasi. 
 Cosa ne pensi dei 'bookinfluencer'? Trovi che siano riusciti ad aiutarti a diffondere il tuo talento?
Chiunque parli di libri e ne veicoli la diffusione aiuta gli autori, gli editori e il mondo delle pubblicazioni che siano essere con casa editrice o autori indipendenti. Io non riuscirei a pensare a un’uscita senza pensare contemporaneamente a una rete di blog che mi accompagna. Parlo di blog, nello specifico, perché sono ancora molto legata a questo tipo di formato, ma ho percepito, negli ultimi anni, la tendenza (sia di chi crea contenuti, sia di chi ne usufruisce) a spostarsi verso social più visivi e verbali. La sensazione è che si preferisca mostrare, piuttosto che descrivere e siano tutti più orientati sul parlato che sullo scritto. Pagine Instagram e canali YouTube hanno raggiunto un certo livello di popolarità. Di contro i blog si sono rafforzati con il formatto collettivo, a più redattori, e appoggiandosi a gruppi facebook dedicati che sono spesso molto partecipati e attivi. Nel mio caso specifico il supporto degli influencer mi ha aiutato tantissimo ma il vero vantaggio è stato l’arricchimento umano e personale. Sono estremamente grata al “movimento” e soprattutto grata a chi ha ricambiato con trasparenza l’affetto sincero che io provavo per loro.
Tornando indietro, c'è qualche cosa che cambieresti nei tuoi romanzi? Se sì, cosa?
Questa è una domanda impegnativa perché io sono una che cambia tutto, sempre ( e ti cito ancora Tiziano Ferro)! Riscriverei per due terzi Non è detto che mi manchi. Non perché abbia individuato problemi particolari ma perché la lavorazione è stata frettolosa, le scadenze imposte pazzesche e io non mi sono mai liberata dalla sensazione che avrei potuto ottenere molto di più da quella storia se fossi uscita a settembre, come inizialmente previsto, e non anticipata a Luglio. Il libro che riscriverei mille volte, ma solo perché mi ha divertito a livelli inimmaginabili, è Un maledetto per sempre. La lo riscriverei sempre uguale perché è il mio preferito. Il libro di cui a distanza di anni non cambierei neanche una virgola è Ombre, che io ritengo quello più riuscito. 
Quali sono le tre regole per costruire un buon romanzo?
Te le riassumo in tre parole onestà, rigore, coraggio.
L’onestà racchiude alcuni moniti importanti: devi scrivere di ciò che conosci, devi averne voglia, devi avere una visione tua, devi proporre solo storie in cui sei il primo a credere. 

Il rigore abbraccia sia l’intreccio che lo stile. La trama deve essere testata, la lingua rodata. La forma per quanto personale deve essere abbracciata con consapevolezza. Magari anche con la coscienza dell’errore, perché, se vuoi sbagliare un congiuntivo, puoi, ma devi sapere che stai infrangendo una norma.

Infine c’è il coraggio. Lo devi mettere in conto, perché se ti fai prendere dal panico, se ti chiedi come reagirà chi ti legge, se cominci a chiederti come verrà accolto il tuo libro, lo modificherai in senso peggiorativo. Non sarà più un romanzo onesto, ma un romanzo timido, che ricalca vie battute da altri.  Quindi mi viene da pensare che tutti i romanzi davvero “buoni” originino da un atto di coraggio di chi li ha scritti.
 Come funziona il tuo brainstorming: usi schemi, riassunti, schede personaggi?
Sì, uso tutto quello che posso per razionalizzare l’ispirazione, ben sapendo che la creatività tende a fregarsene dei miei piani. Più materiale preparatorio raccolgo, più la stesura sarà veloce. So di persone che scrivono in preda al furor, che lasciano fare ai personaggi. Io no. Con i personaggi ci dialogo e ci litigo, come qualsiasi scrittore bipolare, posso venire a patti, farmi sorprendere, ma non mi siederò mai al computer senza sapere, con minimi margini di incertezza, ciò che sto per scrivere. Magari io e i personaggi l’abbiamo concordato prima, ma di certo non lascio che la storia si scriva da sola.
Grazie di aver condiviso i tuoi pensieri con me e i miei lettori, in bocca al lupo! Un abbraccio, Cris