mercoledì 1 luglio 2020

A tu per tu con...Felicia Kingsley| Romance, scrittura e tanto altro

Buon pomeriggio lettori, come vi avevo anticipato lunedì, dopo l'intervista a Bianca Marconero ci sono altre due he hanno risposto con simpatia alle mie domande. 
Oggi tocca alla spumeggiante Felicia Kingsley, diventata la Sophie Kinsella italiana con i suoi splendidi romanzi chick lit. 


Ciao Felicia, grazie per aver accettato il mio invito. Chronicles of a bookaholic è molto felice di ospitarti. Partiamo subito con le domande.
    
Prima regola: non innamorarsi è stato accolto con grande favore dal pubblico. Cosa si prova a ricevere tanto affetto dai propri fan?
In realtà non mi aspettavo un’accoglienza così entusiasta e calorosa perché stavolta ho scritto qualcosa di molto particolare ed ero consapevole della possibilità di spiazzare i lettori più affezionati. Vedere quanto è stato apprezzato Prima regola: non innamorarsi per me ha ancora dell’incredibile.
    Come ti è venuta in mente l'idea per la storia di Nick e Silvye che intreccia divertimento, romanticismo e mistero?
Ero in palestra e stavo facendo braccia sulla panca… Io sono un’amante dei caper movie, tutti quei film a tema “colpo grosso” e volevo scrivere qualcosa di simile e con due protagonisti fuori dai classici schemi del romance. Da lì ho cominciato la ricerca per comporre la trama mistery che si intreccia a quella rosa.
 Nick e Sylvie hanno fatto da poco la loro comparsa ma proprio come tutti i dipendenti, i fan attendono già un tuo nuovo libro. Stai già lavorando a una nuova storia?
Sono sempre al lavoro; devo ultimare il romanzo a cui sto lavorando ora e sto raccogliendo le idee per il progetto successivo che sarà molti impegnativo perché è una cosa che non ho mai fatto (sempre rosa, eh)… vedremo cosa verrà fuori.
Gestisci una rubrica efficace sulla scrittura: quali sono le tre regole perché secondo te un libro funzioni?
Sono tante e devono tutte coesistere insieme, per questo ho dedicato ai consigli di scrittura non un articolo, bensì una rubrica intera a cadenza settimanale. I temi sono tanti e vanno analizzati uno per uno. Tre regole, così a braccio, direi: scrivi perché ti fa stare bene, abbi l’umiltà di correggere-cambiare-riscrivere il tuo romanzo; costruisciti una community a cui presentarlo.
 Finora ti sei cimentata con i romanzi rosa ma con la storia di Silvye e Nick hai dimostrato di saper giostrare anche su altri generi. Prevedi di allargare i tuoi orizzonti?
Oggi non saprei fare questo tipo di previsione ma mai dire mai.
   Quale è il percorso che rende un lettore uno scrittore?
In realtà è l’idea. A un certo punto un’idea bussa con forza chiedendo di essere messa su carta (o su computer). Lo scrivere però è un esercizio costante che serve a migliorare nel tempo. Non credo che un giorno, così, dal nulla ci si svegli scrittori. È una cosa che deve aver sempre fatto parte di te.
 Con la tua personalità spumeggiante, credo sia facile riconoscere un po' di te in ognuna delle tue protagoniste sempre determinate, spassose e con l'ultima parola sempre pronta. In quale ti riconosci di più e quale si allontana di più dalla tua quotidianità?
In verità io mi riconosco più nei protagonisti maschili. Scoop.
 Quale domanda non ti è mai stata fatta e avresti voluto ti facessero?
“Dove possiamo versarti dieci milioni di euro?”
 Ti va di farci salutare da Nick e Sylvie?
Nick e Silvye in questo momento credo che siano impegnati a risolvere un altro mistero artistico e a bisticciare su chi dei due ha ragione.
Grazie di aver risposto alle mie domande, spero ti sia divertita!
E voi lettori? Conoscete Felicia Kingsley?

martedì 30 giugno 2020

Review Party: 'La magia del ritorno' di Nicholas Sparks

Buongiorno lettori, scusate come al solito gli orari improbabili ma non vedevo l'ora di raccontarvi della mia ultima lettura, firmata da un genio dei bestseller, Nicholas Sparks. 


Per Trevor Benson, i più bei ricordi d'infanzia sono legati alle estati trascorse a New Bern, nel North Carolina, dove il nonno gli ha insegnato a pescare, a prendersi cura delle api, e ha provato a spiegargli cosa vuol dire innamorarsi. E a lui che il nonno, recentemente scomparso, ha lasciato in eredità la vecchia casa di legno accanto al fiume, ed è proprio lì che Trevor decide di trasferirsi temporaneamente prima di iniziare una nuova vita. Rimasto gravemente ferito in Afghanistan, ha infatti dovuto abbandonare la professione di chirurgo e trovare una nuova strada. Se i segni sul corpo sono quasi spariti grazie a una lunga serie di interventi, nulla può cancellare però le ferite dell'anima. In quell'estate sospesa tra un capitolo e l'altro della sua esistenza, due incontri inattesi giungono a sorprenderlo: quello con Callie, una ragazzina inquieta e sfuggente che sa qualcosa sulle circostanze misteriose della morte di suo nonno, ma è restia a dirgli la verità; e quello con Natalie, una giovane ed enigmatica poliziotta per la quale Trevor sente nascere un sentimento profondo, ma che sembra avere paura d'amare. Avvolto da una rete di segreti che non riesce a districare, Trevor decide di fidarsi dell'istinto, come gli consigliava sempre il nonno, e intraprende così una ricerca che lo porterà a cogliere il significato più profondo dell'amore e del perdono e lo ricondurrà al centro esatto del suo cuore. Perché a volte, per andare avanti, è necessario ritornare al punto in cui tutto è cominciato.

Dopo aver versato fiumi di lacrime per Le pagine della nostra vita, ho provato a leggere un libo dell'autore ma non mi aveva rapito come avrei voluto, tuttavia sono una persona che concede spesso una seconda possibilità e in occasione della nuova uscita, mi sono buttata su La magia del ritorno, che mi ha allietato diverse ore.

Questo romanzo ha per protagonista un giovane veterano, Trevor, che a causa di un brutto incidente in Afghanistan ha perso un occhio, diverse dita della mano con cui svolgeva la sua professione di chirurgo e ha una cicatrice bianca che va dal mento alla tempia. 
Superare il trauma, comprendere la propria disabilità, combattere i propri demoni ha significato cambiare la propria esistenza, trovare un nuovo lavoro, scegliere come affrontare la perdita positivamente.

Durante il suo recupero, la morte dell'adorato nonno Carl conduce Trevor a porsi delle domande: perchè non era a New Bern nella sua villa sul fiume, da cui non si era mai mosso prima?

E cosa gli avrà voluto confidare in modo sconclusionato in punto di morte? 
Mentre si arrovella su questi interrogativi, appaiono due persone che cambieranno il corso della sua vita: la giovane Callie, misteriosa e scontrosa che conosceva suo nonno e gli voleva bene e la poliziotta Natalie, con cui sin da subito l'ex chirurgo prova ad entrare in confidenza.

La storia nelle prime cento pagine non manca di linearità ma rallenta il ritmo della lettura che invece nella seconda parte, specie per quello che riguarda la soluzione del mistero, incalza e appassiona. 

Sparks ha una dote indubbia, riesce a raccontare e intrecciare le vite umane con solenne maestria, descrivendo con le parole strati di uomini e donne feriti, a cui il destino ha messo diversi ostacoli davanti. 
Il mio problema con l'autore è che nonostante la sua scrittura sia fluida e la storia sia bella e d'effetto, io non riesco mai ad entrare in empatia con i protagonisti.

Trevor è sicuramente colui che è riuscito a colpirmi di più, se non altro per la sua capacità di reagire alla sofferenza e l'importanza di vivere a pieno la vita, senza temere di lasciare qualcosa a metà.

Natalie, nonostante il suo background difficile, non è riuscita a conquistare le mie simpatie e di conseguenza le scene in cui lei era presente, non mi hanno emozionato come speravo. 

Callie mi ha incuriosito fin da subito, la sua volontà di rendersi invisibile, di nascondersi da mondo me l'ha resa più cara perchè fremevo dalla voglia di vincere i dubbi che mi attanagliavano e scoprire la verità. 

Un incredibile pregio di quest romanzo è sicuramente la descrizione dei paesaggi: il fiume, il giro in barca, le passeggiate tra gli alberi sono aspetti a cui non resistere tanto nei romanzi quanto nella vita vera. L'autore mi ha consentito di viaggiare con la fantasia fino in North Carolina, rendendo questa storia decisamente piacevole. 

                                            Verdetto: Stuzzicante (3.5 stelline)

Ringrazio la Sperling per la copia cartacea e Sonia de Il salotto del gatto libraio per avermi inclusa in questo evento.
Andate a leggere le recensioni delle altre blogger, le trovate tutte nel banner!


Bacini, Cris



lunedì 29 giugno 2020

A tu per tu con...Bianca Marconero| Stand by me, Eredità e scrittura


Buongiorno lettori! Ecco svelata la sorpresa: ho riunito tre grandi scrittrici romance italiane per una chiacchierata sui romanzi, sulla scrittura e sul ruolo dei loro lettori. 
La prima ad essere intervistata è Bianca Marconero, considerata unanimemente regina del romance italiano, autrice di Albion, fantasy ispirato al ciclo bretone e di molti grandi bestseller come L'ultima notte al mondo e Un maledetto per sempre. 
Ciao Bianca, grazie di aver accettato il mio invito. Sono sempre onorata di avere la regina del romance sul mio blog.
L’onore è tutto mio.
 Come stai? Come ha reagito la tua scrittura alla pandemia? Blocco creativo o maggiore tempo a disposizione per elaborare le tue storie?
La pandemia ha richiesto un notevole sforzo organizzativo famigliare. Gli slot su cui contavo per svolgere il mio lavoro sono stati ridefiniti, così come le ore di lezione a distanza e i compiti. Ma abbiamo cercato di stare bene e di preservare un minimo di serenità. La pandemia mi ha portato a rallentare il ritmo della scrittura, infatti ci ho messo cinque mesi interi a finire Stand By Me, libro che nei miei piani doveva arrivare a una chiusura in 90-100 giorni al massimo.
 Hai annunciato pochi giorni fa l'uscita di un nuovo romanzo, Stand by me,  a luglio. Cosa ci puoi dire di Gregorio e Arianna?
Credo sia il libro più romantico che ho scritto. Superate le difficoltà iniziali, Gregorio e Arianna si mettono in gioco con grande generosità. Arrivano a un grado di complicità che va oltre i loro gesti o le loro parole. Come forse avrai dedotto, mi trovo sempre a mio agio con le storie di persone che non parlano, credo siano molto oneste nel rappresentare un limite comunque alle relazioni, forse perfino connaturato negli esseri umani. Gregorio e Arianna però sono atipici, per me, perché da un certo punto in avanti sono estremamente onesti, vicini e supportivi. Come puoi immaginare, non sarà rose e fiori, ci saranno vari impedimenti alla loro storia, che non ti anticipo, ma il rapporto di amicizia e solidarietà che si crea tra di loro credo non abbia precedenti nelle storie che ho scritto.
   Dopo la novella di Natale di casa Serristori, siamo tutti in attesa di conoscere meglio i figli maggiori, Jacopo e Niccolò. Le loro storie sono già in stesura?
Sì. Con Niccolò sono a un terzo circa della prima stesura. Jacopo è “plottato” nei minimi dettagli e questo ridurrà i tempi di stesura. Sono piuttosto fiduciosa che usciranno entrambi in autunno.
 Tasto dolente: Albion. I tuoi fan 'storici' amano la storia di questi moderni Cavalieri di Artù e sei stata in grado di creare un'atmosfera e una squadra davvero formidabile.
Albion è una grande sfida personale, è una promessa che continuo a rimandare. So che potrebbero ancora succedere un mucchio di cose, compresi i miracoli, ma credo che questa situazione si sbloccherà solo quando il miracolo me lo creerò da sola, come dice il nostro Tiziano Ferro. Il mercato editoriale non vuol sentir parlare di fantasy italiano, per cui ci dobbiamo rimboccare le maniche. Da soli. E prima o poi succederà.
E' possibile pensare di rivedere Marco, Helena, Lance e gli altri presto?
       Come forse ricorderai il piano originale era composto da i Libri del Primo Anno, tutti editi, e il Ciclo della Cerca, che chiudeva la saga. La materia narrativa del Ciclo della Cerca è stata risistemata in due libri: Eredità e Re in Eterno. Il primo di questi è a uno stadio avanzato e lo si potrebbe chiudere in due mesi di lavoro. Il secondo purtroppo ne richiederebbe almeno sei. Il problema è trovare una finestra di otto mesi in un calendario super pieno come il mio. L’unica cosa che posso dirti con certezza che NON farò sarà pubblicare Eredità senza aver finito Re in Eterno. Una eventuale pubblicazione di questo finale dovrebbe fornire i due volumi in contemporanea o quasi. 
 Cosa ne pensi dei 'bookinfluencer'? Trovi che siano riusciti ad aiutarti a diffondere il tuo talento?
Chiunque parli di libri e ne veicoli la diffusione aiuta gli autori, gli editori e il mondo delle pubblicazioni che siano essere con casa editrice o autori indipendenti. Io non riuscirei a pensare a un’uscita senza pensare contemporaneamente a una rete di blog che mi accompagna. Parlo di blog, nello specifico, perché sono ancora molto legata a questo tipo di formato, ma ho percepito, negli ultimi anni, la tendenza (sia di chi crea contenuti, sia di chi ne usufruisce) a spostarsi verso social più visivi e verbali. La sensazione è che si preferisca mostrare, piuttosto che descrivere e siano tutti più orientati sul parlato che sullo scritto. Pagine Instagram e canali YouTube hanno raggiunto un certo livello di popolarità. Di contro i blog si sono rafforzati con il formatto collettivo, a più redattori, e appoggiandosi a gruppi facebook dedicati che sono spesso molto partecipati e attivi. Nel mio caso specifico il supporto degli influencer mi ha aiutato tantissimo ma il vero vantaggio è stato l’arricchimento umano e personale. Sono estremamente grata al “movimento” e soprattutto grata a chi ha ricambiato con trasparenza l’affetto sincero che io provavo per loro.
Tornando indietro, c'è qualche cosa che cambieresti nei tuoi romanzi? Se sì, cosa?
Questa è una domanda impegnativa perché io sono una che cambia tutto, sempre ( e ti cito ancora Tiziano Ferro)! Riscriverei per due terzi Non è detto che mi manchi. Non perché abbia individuato problemi particolari ma perché la lavorazione è stata frettolosa, le scadenze imposte pazzesche e io non mi sono mai liberata dalla sensazione che avrei potuto ottenere molto di più da quella storia se fossi uscita a settembre, come inizialmente previsto, e non anticipata a Luglio. Il libro che riscriverei mille volte, ma solo perché mi ha divertito a livelli inimmaginabili, è Un maledetto per sempre. La lo riscriverei sempre uguale perché è il mio preferito. Il libro di cui a distanza di anni non cambierei neanche una virgola è Ombre, che io ritengo quello più riuscito. 
Quali sono le tre regole per costruire un buon romanzo?
Te le riassumo in tre parole onestà, rigore, coraggio.
L’onestà racchiude alcuni moniti importanti: devi scrivere di ciò che conosci, devi averne voglia, devi avere una visione tua, devi proporre solo storie in cui sei il primo a credere. 

Il rigore abbraccia sia l’intreccio che lo stile. La trama deve essere testata, la lingua rodata. La forma per quanto personale deve essere abbracciata con consapevolezza. Magari anche con la coscienza dell’errore, perché, se vuoi sbagliare un congiuntivo, puoi, ma devi sapere che stai infrangendo una norma.

Infine c’è il coraggio. Lo devi mettere in conto, perché se ti fai prendere dal panico, se ti chiedi come reagirà chi ti legge, se cominci a chiederti come verrà accolto il tuo libro, lo modificherai in senso peggiorativo. Non sarà più un romanzo onesto, ma un romanzo timido, che ricalca vie battute da altri.  Quindi mi viene da pensare che tutti i romanzi davvero “buoni” originino da un atto di coraggio di chi li ha scritti.
 Come funziona il tuo brainstorming: usi schemi, riassunti, schede personaggi?
Sì, uso tutto quello che posso per razionalizzare l’ispirazione, ben sapendo che la creatività tende a fregarsene dei miei piani. Più materiale preparatorio raccolgo, più la stesura sarà veloce. So di persone che scrivono in preda al furor, che lasciano fare ai personaggi. Io no. Con i personaggi ci dialogo e ci litigo, come qualsiasi scrittore bipolare, posso venire a patti, farmi sorprendere, ma non mi siederò mai al computer senza sapere, con minimi margini di incertezza, ciò che sto per scrivere. Magari io e i personaggi l’abbiamo concordato prima, ma di certo non lascio che la storia si scriva da sola.
Grazie di aver condiviso i tuoi pensieri con me e i miei lettori, in bocca al lupo! Un abbraccio, Cris

martedì 23 giugno 2020

Review Party: 'Stepsister. Sorelle di Sangue' di Jennifer Donnelly

Buon pomeriggio lettori, come state? 
Non vedevo l'ora che venisse questo giorno per potervi parlare di questa lettura incredibile che ho divorato nel weekend. Vi racconto Stepsister, sorelle di sangue e ringrazio la casa editrice Mondadori e Elisa Impiduglia per l'incredibile opportunità concessami. 


In un mondo dove una ragazza può essere solo brava, obbediente e soprattutto bella, non c'è posto per giochi di guerra e corse a cavallo: ovvero per tutte le cose che Isabelle ama. Quando, costretta da Maman, si mozza le dita dei piedi per farle entrare nella scarpetta e aggiudicarsi il matrimonio con il principe, Isabelle viene scoperta. E al suo posto viene scelta Ella, la sorellastra buona, la perfetta Cenerentola delle fiabe. A Isabelle resta solo la vergogna più nera e l'ostilità di tutta Saint-Michel. Ma è proprio vero che il destino di una sorellastra "cattiva" è vivere ai margini e che l'unica strada possibile è quella dell'infelicità? Il marchese de la Chance non la pensa così e forse l'unica cosa che può salvare Isabelle è capire che per tutte c'è una possibilità, e che la vera bellezza è scegliere la propria strada e percorrerla senza voltarsi indietro. Questa è una fiaba oscura. E una fiaba crudele. E una fiaba da un altro tempo, un tempo in cui i lupi restavano ad aspettare le bambine nella foresta. Quel tempo è ormai passato. Ma i lupi sono ancora qui e sono due volte più scaltri. Le bestie rimangono. E la morte ancora si nasconde in una spolverata di bianco. E crudele per qualunque ragazza che smarrisca il sentiero. Più crudele ancora per una ragazza che smarrisca se stessa. Sappi che è pericoloso allontanarsi dal sentiero. E tuttavia è molto più pericoloso non farlo.

<<Questo mondo, le persone che lo abitano ci classificano. Ci chiudono in gabbie. Tu sei un uovo, tu sei una patata, tu un cavolfiore. Ci dicono cosa faremo, chi diventeremo. 
Perchè hanno paura. Paura di ciò che potremmo essere. [...] Ma noi glielo lasciamo fare! Perchè? [...] Perchè anche noi abbiamo paura di ciò che potremmo essere.>>
Questa singola citazione basta a contenere 476 pagine di meraviglia. 
Cenerentola è una delle mie fiabe preferite perchè credo nel valore della gentilezza, credo nel fatto che la vita sa ricompensare i puri di cuore.
Conosciamo a menadito la storia di Ella, della sua bellezza e della sua generosità, della sua tenerezza verso gli inermi e gli indifesi.  
Ma leggere Stepsister apre a un mondo nuovo, quello delle sue sorellastre, Isabelle e Octavia, denigrate, tacciate come brutte, crudeli, cattive, etichettate come malvagie e costrette a una vita di cattiveria e meschinità, fino a che, lasciate da sole a crogiolarsi nel proprio fallimento, imparano la lezione più grande di tutte. 
La vera bellezza è quella che ci rende diversi. 
In questo libro, ciò che viene sottolineata è la forza che contraddistingue il cuore umano, la possibilità che ci da il mondo di essere esattamente ciò che vogliamo a patto di crederci ardentemente, con un ardore e una grinta che sfidi anche la più potente delle magie. 
Isabelle ha perduto i frammenti del suo cuore, ha perduto la casa, un rifugio per la sua famiglia, ma è indomita, è forte, è coraggiosa e non si lascia abbattere dalle avversità. 
Quando incontra la regina delle fate, la potente Tanaquill, riceve tre doni per scegliere come cambiare il proprio destino: una bacca di rosaspina, un guscio di node e un osso. Regali all'apparenza innocui ma che in realtà rivelano il verso desiderio che alberga nel suo cuore. 

<<Ha fegato, glielo riconosco. 
-Sì, ha fegato. Immaginate se tutte le ragazze possedessero quella forza... e ne fossero consapevoli!
- Speriamo di no. Che fine farebbe il mondo, eh?
Ah. Sarebbe un vero inferno!
- No. [..] Sarebbe il paradiso. >>

Stepsister non è solo un romanzo sulla forza di volontà e sull'audacia, è anche un romanzo intriso di femminismo, che invita le donne a far sentire la propria voce, al giogo di una società che le vorrebbe educate, gentili e obbedienti. 
Siamo nati per far sentire la nostra voce, per levare alto il grido di secoli di donne, regine, condottiere, artiste, dimenticate, oscurate perchè ritenute non abbastanza. 
Ogni pagina ha saputo cantare al mio cuore di ragazza fragile e forte, mi ha ricordato quanto sia importante che i giovani crescano con la consapevolezza che possono sentirsi a loro agio in qualsiasi veste. Che non esistono colori da femmina, lavori da maschio. 
Che siamo nati tutti uguali e che davanti all'opportunità che ci viene donata di rendere il mondo un posto migliore, di fare la nostra parte, non dobbiamo tirarci indietro ma buttarci senza pregiudizi. 
Questo libro, scritto per ragazzi, ha in realtà in sè una forza intrinseca e conferma quanta potenza ci sia nelle fiabe che, nonostante il trascorrere del tempo, si piegano e rispondono alla nostra realtà, diventando moderne ed eliminando stereotipi. 

  Verdetto: Assuefatto

Spero che questa recensione vi convinca a leggere e regalare questo romanzo a tante giovani donne, un abbraccio 
Cris



lunedì 15 giugno 2020

Recensione: 'Il popolo dei notturni' di Benjamin Read e Laura Trinder

Buongiorno lettori, ho finito pochi giorni fa questo romanzo per ragazzi davvero entusiasmante e originale. Venite a scoprire con me Il popolo dei notturni!


Esiste un luogo a Londra in cui la magia non è scomparsa e il tempo si è fermato, cristallizzato nel dodicesimo rintocco del Big Ben, il più famoso orologio di tutti i tempi. Solo il Popolo dei Notturni vi ha accesso, e pochi eletti del Reame del Giorno che allo scoccare della mezzanotte possono varcarne i confini. Ma quando i genitori di Emily scompaiono dopo aver ricevuto delle strane lettere, è proprio lì che la portano gli indizi.
Al colmo dell'incredulità, Emily giungerà a un magico ufficio postale, e da lì si addentrerà nelle strade di una Londra vittoriana popolata da inquietanti mostri e creature fatate. Dove sono finiti i suoi genitori? Quale segreto lega loro, e lei, a quel luogo assurdo?
Inseguita da un terrificante orso mutaforma che le dà la caccia, Emily potrà contare solo sul suo fidato porcospino e sulla sua proverbiale boccaccia per ritrovarli. Non sa che qualcuno li ha rapiti, qualcuno che minaccia l'equilibrio dell'intero mondo magico e ha bisogno anche di lei per attuare il suo piano malvagio...
La vita di Emily cambia radicalmente dopo una discussione con la sua stramba mamma che sparisce a mezzanotte a seguito di una lettera misteriosa. 
Dopo qualche giorno, suo padre si mette alla ricerca della donna e sparisce anche lui. 
Emily, ormai sola, mette insieme i pochi indizi a sua disposizione e inizia un viaggio alla ricerca dei suoi genitori, ma quello che scoprirà, andrà ben oltre ogni immaginazione. 
Da un'entrata segreta si raggiunge una Londra vittoriana in cui il tempo si è fermato e vivono creature strane di ogni genere: vampiri, streghe a cavallo di scope, orsi, postini 'speciali'. La Posta di Mezzanotte, che apre le proprie porte al rintocco del Big Ben, è un luogo di transizione che unisce il mondo dei Diurni a un antro magico.
In questo luogo surreale, persone come Emily non avrebbero diritto di accesso a meno che non si tratti di esseri davvero speciali, come sua madre o come suo padre. Emily scoprirà quindi che i suoi genitori le hanno nascosto tante cose e che alcuni di questi misteri la riguardano in prima persona. 
Mano a mano che ci si inoltra nella storia, le avventure da affrontare si intrecceranno alle origini della sua famiglia in un turbinio di magia, sorpresa ed entusiasmo. 
Emily è una ragazzina vivace, spavalda, con una certa propensione a parlare troppo e le sue interazioni con gli altri personaggi mi hanno fatto molto sorridere perché è una protagonista intraprendente, presupposto ottimo per tenere viva l'attenzione del lettore.
Ad accompagnarla, un simpatico porcospino, Spinocchio e un mutaforma che grazie alla simpatica eroina, imparerà ad apprezzare se stesso per ciò che è, dmostrandosi un amico coraggioso e leale.
Lo stile è scorrevole e si legge davvero in poche ore.
Tuttavia il vero successo di questo romanzo è l'ambientazione: passeggiare tra i vicoli di Londra immaginandola priva delle auto, della tecnologia è davvero entusiasmante. Le carrozze, i vestiti, i cilindri, dettagli che non solo hanno reso più reale la città, ma che personalmente apprezzo molto come contesto storico. 
                                                  Verdetto: Dipendente!

Spero che la recensione vi abbia incuriositi, un bacio
Cris