mercoledì 12 settembre 2018

Blog Tour 'Città sospesa' di Eduardo Mendoza | Arte e fascismo in Spagna

Buongiorno a tutti lettori e bentornati sul blog, oggi è un giorno molto speciale perchè è il compleanno della mia mamma e il mio onomastico, quindi casa mia è in festa. 


Ma oggi sono qui per parlarvi di un argomento molto interessante che ho potuto approfondire grazie al romanzo uscito per DeA Planeta 'Città sospesa' di Eduardo Mendoza. 


Nella primavera del 1936, il critico d’arte inglese Anthony Whitelands arriva in treno nella convulsa Madrid sull’orlo della Guerra civile. Lo scopo del viaggio è verificare l’autenticità di un presunto Velázquez appartenente a un amico di José Antonio Primo de Rivera, figlio del generale già dittatore di Spagna. Un’opera il cui immenso valore potrebbe influenzare gli scenari politici in un momento tanto drammatico per il paese. Ma distratto da problemi personali e dai turbolenti incontri amorosi con donne di diversa estrazione sociale, Whitelands non fa troppo caso ai nemici – poliziotti, politici, diplomatici, spie – che sempre più numerosi gli si affollano intorno. Le tragedie della Storia e l’insostenibile leggerezza della commedia umana si mescolano in questo romanzo pessimista e ironico, ambizioso e godibilissimo sulla nascita del fascismo, il potere dell’arte, l’amore e l’avventura. Vincitore del prestigioso Premio Planeta 2010 e per la prima volta tradotto in Italia, Città sospesa seduce il lettore attraverso le straordinarie doti narrative di un protagonista della letteratura spagnola.

Come avrete capito dalla trama, il libro concentra i suoi eventi in un anno cruciale dal punto di vista storico per la Spagna, ovvero il 1936. Prima di discorrere del rapporto tra il fascismo spagnolo di Francisco Franco e l'arte è bene ricordare come si è giunti alla dittatura franca e quali sono state le motivazioni della sollevazione spagnola.
Nel 1931 il re Alfonso III di Spagna si ritirò in esilio a causa della pressione dei partiti politici che non lo vedevano di buon occhio dopo la sconfitta dei suoi candidati alle elezioni amministrative. Seguì a questa mossa un repentino cambio della forma di governo denominata 'Seconda Repubblica Spagnola' e guidata da un governo di repubblicani e socialisti che si scontrarono prepotentemente con esponenti della destra e dei sindacati per le riforme agrarie e contrarie al capitalismo. Ci furono delle vere e proprie rivolte sino al golpe fallito del 1932 sotto il comando del generale Sanjurjo. 
Le elezioni del 1933 fallirono altrettanto miseramente perchè sebbene fossero state eletti prevalentemente esponenti del centro destra e conservatori cattolici, incontrarono prepotenti resistenze specie a Saragozza, Barcellona e Madrid. 
Nel 1934 la Rivoluzione delle Asturie, con la quale venne proclamata la Repubblica Asturiana venne sedata nel sangue sotto la guida del ministro della Guerra Hidalgo. 
Dopo diverse crisi politiche, le elezioni del 1936 videro la vittoria dei socialisti del Fronte Popolare, ma ancora una volta furono terribili gli scontri tra falangisti, guidati da Josè Antonio Primo de Rivera, figlio del dittatore e centro politico degli aventi del romanzo,  e anarchici e tra anarchici e socialisti. 
Josè Antonio Primo de Rivera, dirigente della Falange, fu arrestato il 14 marzo, mentre suo cugino, il Marchese di Heredia venne ucciso da un militante socialista, Josè Castillo a luglio. Dopo pochi giorni, lo stesso avviene a Castillo come vendetta da parte dei falangisti.
Il clima era ormai alle stelle. 
Già da tempo, intanto, i Carlisti (seguaci della linea dinastica di Carlo di Borbone, fratello di re Ferdinando), un movimento cattolico e monarchico, preparavano il golpe dalla roccaforte di Navarra. Ai monarchici, si aggiunsero i nazionalisti spagnoli, i falangisti e le forze reazionarie, con il sostegno del clero cattolico che fronteggiavano i repubblicani, socialisti e liberali. 
Le forze armate che guidarono le guerriglie della Guerra civile furono Emilio Mola, Francisco Franco e Josè Sanjiurjo. Quest'ultimo fu il comandante assoluto della rivolta ma rimase ucciso tre giorni dopo l'inizio degli scontri a causa di un incidente aereo. Allora Franco che comandava le truppe nel Marocco spagnolo si spostò sul fronte Sud mentre Mola si occupava di quelle a Nord. Le forze golpiste ebbero aiuti provenienti anche da Hitler e Mussolini mentre sul fronte dei liberali a partire dai primi giorni di agosto, l'URSS, l'America e il Canda cercarono di fondare un movimento antifascista formato da cinquantamila persone mentre la Francia chiudeva le frontiere alla Spagna su pressione dell'Inghilterra per non intervenire nel conflitto. Alla fine, quando Mola rimase ucciso, Franco divenne il capo militare incontrastato e il primo ottobre si dichiara Generalissimo e Capo dello stato. 
Il 18 novembre Germania e Italia riconoscono il governo di Franco, che grazie ai contigenti inviati dalle forze straniere, procede alla eliminazione di tutti i suoi avversari. 

La storia che vi ho raccontato potrà sembrarvi un inutile elenco di nomi e date eppure è qualcosa che deve far riflettere. L'insicurezza politica, l'insoddisfazione del popolo possono creare disordini e provocare inutili quanto terribili spargimenti di sangue. Si parla di quasi un milione di morti in nome del potere. Questo potere, ottenuto con forza, come può dialogare con l'arte e la letteratura? E' possibile sentirsi veramente autori della propria opera se essa non può essere frutto di un libero pensiero? 
La Spagna, tra fine Ottocento e inizio Novecento, stava attraversando un periodo molto florido dal punto di vista artistico, basti pensare alle meravigliose opere di Gaudì a Barcellona o le poesie di Lorca. Quando nel 1936 scoppia la guerra civile e inizia il regime franchista,che durerà fino alla sua morte nel 1975, questo sviluppo creativo si interrompe.
Nella dittatura non è permesso essere dissidenti. Il poeta Federico Garcìa Lorca nè è una dimostrazione: dichiarato sostenitore dei repubblicani, venne catturato a Granada mentre era ospite a casa di amici, fucilato da una milizia franchista perchè socialista, omosessuale e massone e gettato in un burrone in una fossa senza nome. 
Lorca fu un grande esponente della letteratura novecentesca spagnola,nonchè importante scrittore teatrale e regista, il suo era un successo acclamato eppure a nulla è valsa tale reputazione davanti alle guerre di potere. 

In una intervista al Sol di Madrid dichiarò: "Io sono uno Spagnolo integrale e mi sarebbe impossibile vivere fuori dai miei limiti geografici; però odio chi è Spagnolo per essere Spagnolo e nient'altro, io sono fratello di tutti e trovo esecrando l'uomo che si sacrifica per una idea nazionalista, astratta, per il solo fatto di amare la propria Patria con la benda sugli occhi. Il Cinese buono lo sento più prossimo dello spagnolo malvagio. Canto la Spagna e la sento fino al midollo, ma prima viene che sono uomo del Mondo e fratello di tutti. Per questo non credo alla frontiera politica."
La sua uccisione ebbe un'eco mondiale tra i letterati di tutto il mondo: molti saranno aberrati da tanto odio e scriveranno contro il regime franchista, persino il famoso e talentuoso Pablo Neruda. 

Visto il timore e l'impossibilità di esprimersi liberamente, molti importanti artisti hanno preferito spostarsi in altri paesi, non solo per confrontarsi con altri ambienti culturali come spesso è accaduto nella storia. 
E' il caso di Pablo Picasso, che nel 1900 si trasferisce a Parigi: da sempre un genio dell'arte, vive dapprima un periodo malinconico, il cosiddetto periodo blu, poi vola verso toni più chiari nel periodo rosa. Approda poi a un periodo protocubista in cui rompe definitivamente ogni rapporto con l'arte realistica e svela gli spazi di una Spagna fatta di bordelli e vicoli, delineando un superamento non solo artistico ma morale e culturale. E' con il cubismo vero e proprio e in particolar modo, con la sua opera mastodontica 'Guernica' che Picasso si apre a riflessioni di carattere politico. 




Guernica è una città dei Paesi Baschi  che subisce, durante la Guerra Civile Spagnola, uno dei primi devastanti bombardamenti aerei ad opera della Legione Condor, un’unità militare di volontari appartenente alla Germania nazista a supporto dei franchisti. Sulla tela vediamo un aggrovigliarsi di figure tetre (per i colori grigi) e strazianti, tra cui una madre col figlio morto, il cadavere di un soldato, una donna con le braccia al cielo, un cavallo agonizzante. Ma è la figura del toro che salta all’occhio a noi non spagnoli, non abituati alla “cultura taurina”. Il toro, presenza profondamente spagnola, simboleggia – per dichiarazione dell’autore stesso – la brutalità e l’oscurità. 
Quando l'ambasciatore tedesco Otto Abetz vide il quadro dell'artista per la prima volta gli chiese se quell'orrore fosse opera sua, ma Picasso rispose 'No, è opera vostra.'
Guernica rappresenta dunque il modo in cui l'artista protesta contro ogni forma di totalitarismo e contro la violenza della guerra, un modo per sentirsi vicino al proprio paese natale. 

Ma per quelli che restavano in Patria? Come doveva essere vivere sotto l'algida disciplina del dittatore? Ebbene, gli artisti diventavano manifesti del fascismo, del nazionalismo. 
La politica si fa immagine. Si fa narrativa. Si fa poesia. La politica impiega l'arte per coinvolgere emotivamente le masse e cooptarle, irretirle nella trama immaginifica di un consenso costruito solo esteticamente, nella rappresentazione, ma non nella realtà. 


Spero che questo approfondimento politico - culturale vi sia piaciuto e se avete qualche domanda commentate pure! Intanto, vi invito ad andare sui profili delle ragazze di Ikigai e Petrichor che hanno pubblicato la recensione del romanzo. 



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