mercoledì 19 maggio 2021

Recensione: Windwitch di Susan Dennard

Buongiorno lettori, come state? Sto leggendo poco in questi giorni, quindi ho deciso di recuperare alcune recensioni in arretrato, in particolar modo vi parlerò di Windwitch di Susan Dennard, secondo romanzo della serie Truthwitch. 


Tutti pensano che il principe Merik, lo Stregone del Vento, sia morto nell'esplosione della sua nave. Invece, per quanto malconcio, è vivo, e deciso a dimostrare il tradimento della sorella. Giunge così nella capitale, strabordante di profughi in cerca di rifugio, e inizia ad aggirarsi per le strade, difendendo i deboli. Nasce così la leggenda di un semidio sfigurato, la Furia, che porta giustizia agli oppressi. Lo Stregone del Sangue Aeduan ha scoperto che su Iseult pende una ricca taglia ed è determinato a trovarla per primo, ma è la ragazza che gli si consegna proponendogli un accordo: gli restituirà il denaro che gli è stato sottratto se la aiuterà a scoprire che fine ha fatto Safi. Legati da un patto, attraversano insieme le Lande Stregate, domandandosi costantemente chi sarà il primo a tradire l'altro. Vittime di un attacco a sorpresa e un naufragio, Safi e l'Imperatrice di Marstock sono riuscite a salvarsi per un pelo nelle terre dei pirati. La loro vita è appesa a un filo, ma non tutto è come sembra e ogni loro mossa potrebbe essere decisiva per sventare una guerra nelle Lande Stregate... o per scatenarla.

Come sapete ho amato il primo libro della Dennard, ho apprezzato il sistema magico e i personaggi, ho trovato che fosse una storia originale e appassionante.

In questo secondo romanzo, come d'abitudine per l'autrice, l'azione parte in medias res: scopriamo che Merik è rimasto terribilmente sfigurato dall'esplosione della sua nave e che anche Safi e la principessa Vanessa sono in pericolo. Sono state catturate e sono tenute in ostaggio. 
Grazie ai diversi punti di vista, il worldbuilding si amplia: entriamo nella repubblica di Salamonica, una autentica autarchia e conosciamo meglio i temuti Malabardieri. 
Allo stesso tempo, tocchiamo con mano la sofferenza del popolo di Merik. Migliaia di famiglie, bambini inclusi, sono costretti a vivere nelle fogne, nella povertà più estrema.

Conosciamo la sorella di Merik attraverso la sua versione degli eventi e anche se alla fine del romanzo l'ho rivalutata e apprezzata, devo ammettere che spesso le parti della storia raccontate da lei mi sono risultate insopportabili. Vivia ha vissuto una serie di esperienze che l'hanno cambiata, ma questo non giustifica le sue continue paranoie e il brutto carattere.

Dall'altro lato del territorio, Iseult è in fuga e alla ricerca della sua sorella di Filo, Safiya.
La Burattinaia tormenta i suoi sogni, desidera raggiungerla, assoldarla per il suo Re. 
Così stringe un accordo con Aeduan con cui il rapporto si fa sempre più complesso, i sentimenti che suscitano l'una nell'altra sono difficili da identificare, ma intensi e arrivano al lettore come un pugno nello stomaco. 

Se dal punto di vista narrativo, il romanzo è interessante e intrigante, non posso dire lo stesso dello stile. I troppi punti di vista lo hanno appesantito e hanno reso la storia noiosa in più parti. E' un peccato perchè il mistero si infittisce e sono sempre più curiosa di sapere dove nasce la magia e come si svilupperà l'evento preparato dall'antagonista. 

I personaggi che avevano tenuto in piedi il primo romanzo, qui perdono parte del loro smalto.
Merik, da affascinante e sarcastico, diventa incauto e cupo. La morte di Kullen, la sua disperazione per la perdita del Compagno di filo, l'esplosione e la perdita di tutto il suo equipaggio, l'aspetto parzialmente deturpato lo hanno inevitabilmente cambiato.
La mia adorata Safi latita, ma quando c'è, si vede. La sua solarità, il suo essere così spumeggiante rinvigoriva la narrazione. 
Sicuramente coloro che emergono maggiormente dalla storia sono Iseult e Aeduan.
Iseult si spinge oltre i suoi limiti, raggiunge nuove consapevolezze e sviluppa un potere complesso e particolare.
Finalmente di Aeduan viene mostrato il lato più tenero e buono e oltre la sua corazza si intravede qualcosa di più.
 
Nonostante la lentezza, sono davvero legata ai personaggi, quindi continuerò la serie, leggendo Bloodwitch a breve. Merito di questo è anche la novella Sightwitch, a fine libro, che racconta il mondo dei Paladini, prima che la magia pervadesse le Lande stregate e svela un'importante verità. 

Verdetto: Stuzzicante ( 3 stelline e mezzo)

Spero leggiate anche voi la serie, fatemi sapere cosa ne pensate!

Vi abbraccio, 
Cris



lunedì 3 maggio 2021

Review Party: 'Bugiarde si diventa' di Felicia Kingsley

Buongiorno lettori e buon lunedì, comincia una nuova settimana e devo ammettere che sono abbastanza carica per tutto quello che verrà. Sicuramente il mio buonumore è dettato anche dalla piacevole commedia di cui vi devo parlare, Bugiarde si diventa, in uscita oggi per la Newton Compton, nuovo lavoro di Felicia Kingsley.


Capodanno è tempo di bilanci e Charlotte Taylor è davanti al fallimento totale della propria vita. Lavoro? Un disastro. Amore? Meglio non parlarne. Autostima? Questa sconosciuta. E un risultato del genere è il frutto di anni dissoluti? Macché, esattamente il contrario! E così, alla soglia dei trent'anni, Charlotte è stanca di essere sempre "quella brava" e, anche per una notte sola, le piacerebbe poter essere qualcun'altra. Complice la sua migliore amica, l'ereditiera più famosa di Londra, Charlotte riesce a intrufolarsi, sotto il falso nome di Bea Beaufort, a un party esclusivo, frequentato da celebrità, tra cui Royce DeShawn, stella in ascesa del cinema. Finalmente una serata indimenticabile, anche grazie a un eccitante e imbarazzante incontro con un affascinante sconosciuto in momento e luogo inopportuni. Quella che però doveva essere l'innocente bugia di una sera si trasforma in un ciclone che la travolge: la stampa la indica come nuova fiamma di Royce, il cui staff non sembra proprio interessato a smentire le insinuazioni che stanno facendo il giro del mondo. Tutt'altro! Charlotte si ritrova così a vestire i panni di Bea Beaufort, e tra una gaffe e l'altra è ricomparso, a complicare ulteriormente le cose, l'affascinante sconosciuto incontrato a Capodanno. Una bugia tira l'altra e quello che era iniziato come un gioco divertente potrebbe presto trasformarsi in un autentico cataclisma...




Felicia Kingsley sa fare magie, è un'autrice che prende una storia con premesse semplici, immediate e la trasforma in un romanzo divertente, fresco, che sa intrattenere e rubare qualche risata.
Credo che nel panorama italiano, sia l'unica che effettivamente riesce a non snaturarsi mai e a raccontare l'amore in un modo leggero ma mai banale. 

"Piccoli segreti diventano grandi bugie. (Non ricordo chi lo ha detto, ma aveva ragione)"

Il primo punto di forza di Bugiarde si diventa è la sua protagonista: architetto capace e intelligente, responsabile, generosa, altruista, Charlotte è il modello perfetto di brava ragazza, che sa come gestire una migliore amica folle, due fratelli pestiferi e due genitori asfissianti. 
Credo che sia la ragazza più vera di cui Felicia abbia mai scritto, nella sua bontà, nel suo impegno per l'arte e l'architettura tutti possono riconoscersi.

Secondo aspetto rilevante è la capacità dell'autrice di inserire elementi di concreta attualità senza renderli fastidiosi, pedanti o fini a se stessi. Felicia analizza attraverso i suoi personaggi secondari, Royce e Jerusalem, il problema del sessismo sul lavoro e dell'omosessualità nel mondo dello showbiz. Essere donna significa dover lavorare il doppio per dimostrare di essere capace, non è una frase fatta. Quanti CEO donna esistono? Quante donne vengono chiamate signorina piuttosto che con il loro titolo? 

In questo romanzo - che rimane una storia d'amore nè ha altre pretese - leggere di una mascolinità tossica latente consente una riflessione generale sul ruolo che l'uguaglianza di genere ha nella società moderna. 
Altro problema sollevato è il ruolo dell'omosessualità nello spettacolo. Quello che vive Royce, il personaggio che porta Charlotte a diventare Bea Beaufort per due mesi, passando da vestiti firmati Valentino e decolleté incredibili di Jimmy Choo alla cerimonia degli Oscar, è una realtà quotidiana. Sappiamo quanto sia costato a molti fare coming out, non tanto in termini di spettacolo, quanto piuttosto nella vita privata. Tiziano Ferro è caduto nell'alcolismo perchè non si sentiva libero di dire a tutti chi era e chi amava. Gabriel Garko ha finto di avere delle fidanzate pur di non perdere quell'alone di fascino e mistero che lo rendeva appetibile agli occhi delle spettatrici. 

Leggere di quanto sia faticoso scegliere tra chi ami e cosa ami rende il lettore - o almeno questa lettrice - partecipe di un argomento ancora taboo.

Terzo ingrediente di questo cocktail appassionante è lo stile dell'autrice. Scorrevole, dinamico, divertente, il romanzo è un mix giusto di dialoghi interessanti e intelligenti e situazioni melodrammatiche e simpatiche. Il rapporto che si crea tra Sebastian e Charlotte è ricco di tensione sessuale ed emotiva: si piacciono, ma soprattutto si conoscono e pur evitandosi, finiscono per essere complementari, come una serratura e la sua chiave. 

"Il mio problema è che non riesco a fare finta che tu non esista. Il mio problema è alzarmi la mattina e sperare di incontrarti. Il mio problema è cercare una scusa qualsiasi per parlarti senza sembrare un idiota. Il mio problema è che dalla notte di Capodanno ho come la sensazione che mi manchi qualcosa ma non so cosa. Ho provato ad andare avanti come se niente fosse e, ogni volta che credo di esserci riuscito, ecco che tu ricompari."

E quindi, Bugiarde si diventa un difetto ce l'ha?

Sì. Nei romanzi dell'autrice, i due protagonisti non sono mai prevaricanti, hanno lo stesso spazio sulla scena e la stessa profondità, la stessa coerenza. In questo romanzo, credo che Sebastian sia leggermente sottotono rispetto sia a Charlotte che agli altri protagonisti maschili della Kingsley. Conosciamo Seb a Capodanno, in una festa sopra le righe, come un ragazzo sfacciato, divertente, affascinante e intelligente. Durante la conoscenza con Charlotte, si dimostra acuto e interessante, a metà lettura avevo già una cotta per lui. Nella seconda parte del romanzo, invece, l'ho trovato diverso e meno apprezzabile, non tanto per gli errori di giudizio che commette, quanto piuttosto per la sua incoerenza narrativa. 

"E ci sentiamo, io e lui: ci sentiamo con le labbra, ci sentiamo con la lingua, anche con i denti quando lui mi morde e io gli restituisco il morso. Ci sentiamo con il repsiro, che io rubo a lui e lui ruba a me."

Il finale, terribilmente romantico, mi ha rubato un sorriso da ebete e non ho potuto che immaginarla con la colonna sonora e i titoli di coda. Felicia Kingsley ha calato un altro asso, non potete assolutamente perdervelo. 

                                        Verdetto: Dipendente ( 4 cuoricini e mezzo!)






venerdì 30 aprile 2021

Recensione: 'Fidanzato part time' di Anna Zarlenga

Buon pomeriggio lettori, scusate il ritardo ma il venerdì per me è sempre una giornata frenetica. Oggi voglio parlarvi di un chick lit che mi ha tenuto compagnia negli ultimi giorni, si tratta di Anna Zarlenga in uscita per la Newton Compton con il suo nuovo romanzo, Fidanzato part time.




Lisa è una ragazza schiva e un po' imbranata. Dalla sua scrivania osserva furtivamente il bel medico per il quale lavora come segretaria, sapendo che non riuscirà mai a rivelargli quello che prova. Un invito inaspettato da una ex compagna di scuola, che sta organizzando una rimpatriata con i vecchi amici, la mette improvvisamente di fronte a due verità che mal riesce ad accettare e che la fanno sprofondare nel malumore: non ha ancora realizzato niente nella vita e, soprattutto, è single. Ragion per cui sarà costretta a presentarsi da sola a quel rendez-vous. È troppo da sopportare. Occorre trovare una soluzione. Mike lavora nella pizzeria che appartiene alla sua famiglia da generazioni. Sexy e desiderato, è soprannominato "Mike pizza e merengue", per il modo disinvolto con cui impasta la pizza. La sua superficialità nelle relazioni amorose non piace però al nonno, che vorrebbe quindi affidare la gestione della pizzeria al fratello, ritenuto più "responsabile". Anche Mike deve trovare una soluzione. Lisa e Mike non potrebbero essere più diversi, eppure condividono un obiettivo: fingere di avere un partner. E allora, che la messinscena abbia inizio! Un piano semplice, efficace e indolore. O forse no?

Ci voleva un romanzo leggero e simpatico per staccare dopo gli ultimi mesi di mattoni fantasy e devo dire che Anna Zarlenga mi ha saputo intrattenere come non mi capitava da tempo. 
Complice l'atmosfera di una Napoli bellissima in ogni dove, da Corso Umberto a Via Posillipo, mi sono sentita trasportata nella storia di Lisa e Mike. 
Questi due ragazzi sono accomunati da un comune desiderio di rivalsa, sebbene ad entrambi per ottenerlo sembra sia necessario l'aiuto di un fidanzato a tempo determinato. 
Mike, figlio di una famiglia semplice, di umili origini, pizzaiolo dal temperamento focoso e determinato, vuole prendere in gestione l'attività, ma il nonno e il padre non hanno abbastanza fiducia in lui, a meno che non metta su famiglia. Lisa, invece, insicura e in attesa di trovare il proprio equilibrio, ha bisogno di una persona da esibire a una rimpatriata per dimostrare quanto valga la sua vita. 

Il piano sembra perfetto ma le regole dell'attrazione e dell'amore sembrano far titubare l'accordo saggiamente orchestrato dai due.
Mike è allergico ai legami eppure litigare con Lisa, ad un tratto, sembra più interessante che fastidioso. La passione non manca e tra un bacio di scena e l'altro, possiamo conoscere meglio Lisa, i suoi dubbi, le sue incertezze e paure e la fine del romanzo è più che altro una forma di coraggiosa rinascita per lei. 

Accettare il proprio corpo, prendere coscienza che non possono decidere gli altri cosa è meglio per noi e per la nostra vita può risultare difficile. Siamo cresciuti in una società che propone da anni gli stessi modelli di bellezza e di successo. Liberarsi di queste convinzioni, vivere una vita libera è quanto di più difficile esiste. Lisa ci riesce grazie alle sue forze, grazie a un cuore buono e puro e a un desiderio genuino di non fingere, di essere davvero se stessa. 

Se da un punto di vista romantico, la storia mi ha intrattenuto, devo ammettere che alcune scene o dialoghi mi hanno fatto storcere il naso. Ho trovato la famiglia di Mike iperbolica e taluni discorsi 'antichi'. 
Credo che l'intenzione dell'autrice fosse voluta, creare cioè un insieme assurdo ed esagerato, soprattutto visto il genere che individua, ma sarebbe stata altrettanto piacevole se fosse stata meno carica di luoghi comuni e pregiudizi. 

Come prima esperienza con l'autrice, posso dirmi abbastanza soddisfatta. 

                                                       Verdetto: Stuzzicante!


Grazie alla casa editrice e all'autrice per la fiducia e per la copia digitale. 
Spero che leggiate anche voi delle simpatiche avventure di Mike e Lisa, 
un abbraccio
Cris





martedì 27 aprile 2021

Review tour: 'La catena di ferro' di Cassandra Clare

Buongiorno lettori, esce oggi in libreria La catena di ferro di Cassandra Clare, secondo libro della serie di The last hours. E' sempre bello tornare nel mondo degli Shadowhunters e in particolare da James, Lucie, Cordelia e Matthew e rivedere vecchi amici come Will, Tessa e Jem.


La speranza è una prigione. La verità la chiave che la apre. A osservarla da lontano, la vita di Cordelia Carstairs sembrerebbe perfetta. Che altro potrebbe desiderare infatti la giovane donna? È fidanzata con James Herondale, uno degli scapoli più ambiti di Londra, che oltretutto è proprio il ragazzo di cui da sempre è disperatamente innamorata. Ha iniziato una vita nuova ed eccitante a Londra, insieme alla sua migliore amica Lucie Herondale e agli affascinanti amici di James, gli Allegri Compagni. Per di più, sta per riunirsi con l'amato padre e ha con sé Cortana, la leggendaria spada che la sua famiglia si trasmette di generazione in generazione. Purtroppo, però, la realtà è ben diversa, e certo molto meno entusiasmante. Per prima cosa, il suo imminente matrimonio con James non è altro che una farsa, organizzato soltanto per salvare la reputazione di entrambi. James, poi, è innamorato della misteriosa Grace Blackthorn, sorella inconsolabile di Jesse, un ragazzo morto anni addietro a causa di un terribile incidente. Per non parlare di Cortana: ogni volta che cerca di utilizzarla, Cordelia si ritrova i palmi delle mani bruciati. Suo padre, inoltre, è molto diverso dall'uomo che conosceva, ora è molto più amareggiato e incattivito. Come se non bastasse, un assassino seriale sta prendendo di mira gli Shadowhunter di Londra. Complice l'oscurità, pugnala indisturbato le sue vittime e poi sparisce, senza lasciare traccia. Insieme agli Allegri Compagni, Cordelia, James e Lucie percorrono in lungo e in largo le strade più pericolose della città per seguire le orme dell'assassino. Ma i segreti che ciascuno custodisce gelosamente rischiano di vanificare tutti i loro sforzi...

Alla fine del primo libro, i nostri Allegri Compagni avevano molti segreti da nascondere e l'amore di Cordelia per James, nonchè la galanteria e l'affetto di questi per la ragazza, avevano portato alla promessa di un matrimonio. 
E' tutto fittizio e destinato a durare un solo anno, così che i segreti siano in salvo. 
Questo romanzo si apre proprio con il matrimonio di James e Cordelia, una scena bellissima e allo stesso tempo complicata. 
Sin dalle prime battute appare quindi chiaro che il tema di questo romanzo saranno i segreti, le incomprensioni e gli sconvolgimenti. 

Non solo tra la coppia principale, ma più in generale tra i vari rapporti instauratisi tra i
personaggi. 
Thomas e Alistair, Anna e Ariadne, Matthew e James, Cordelia e Lucie: ogni relazione sarà minata da dubbi, incertezze, dissapori e contrasti. 
Ognuno terrà le proprie emozioni nascoste e le scelte da assumere si faranno più complicate e pericolose. 

A mio avviso, oltre il grande filone narrativo che comprende questo profondo legame tra James e Cordelia, le vere protagoniste della storia sono Lucie e Grace. 
Finalmente scopriamo qualcosa di più della vita di Grace, riusciamo a mettere insieme i pezzi del suo passato, a capire quanta sofferenza e mancanza di gioia ed empatia ha avuto nella sua vita. Il suo unico chiodo fisso è riavere suo fratello, Jesse, l'unica persona che l'abbia veramente amata e conosciuta. Devo ammettere che in questo libro mi è piaciuta, ho difficoltà ad entrare in empatia con le sue emozioni perché pare che ne sia priva ma in realtà le sono state portate via. Credo poi che nel finale si sia riscattata e che noi, come gli Allegri Compagni, dovremo darle una possibilità. 

Lucie, nel primo romanzo, era apparsa come la scrittrice sognatrice dotato di un potere 'romantico': la possibilità di vedere i fantasmi. 
Qui, invece, scopriamo un altro lato di lei, quello che più appartiene agli Herondale: è cocciuta, testarda e per amore è disposta a fare qualsiasi cosa. 
Devo ammettere che in lei ho rivisto Will, il suo struggimento per un amore che pareva impossibile. 
Devo dire che Jesse si lascia apprezzare e finalmente ho potuto realmente apprezzare la loro 'strana' coppia.

Come avrete capito, la Clare inserisce in questo secondo romanzo una maggiore introspezione dei personaggi, regalandoci tanti piccoli momenti privati e interessanti, come quello tra Christopher e Grace.
La parte fantasy esiste, ma resta ai margini: c'è qualcuno che uccide gli Shadowhunters e che li lascia privi delle rune. Tante morti cruente e dolorose, tanti innocenti immolati a una causa che ha le sue radici in una profonda sofferenza. 
Devo ammettere che il colpevole mi ha stupito, non avevo visto arrivare questo colpo di scena e credo sia stato un gioco interessante intessuto bene dall'autrice. 
I demoni compaiono poco ma guidati da un Principe dell'Inferno creano non pochi danni e ho temuto per alcuni dei miei personaggi preferiti.
Belial è ferito ma non è morto e 


Voglio fare un'ultima osservazione su Matthew. In questo romanzo, finalmente, svela il peso gravoso che ha sulle spalle, sebbene io lo conoscessi già grazie alle novelle. 
Mi ha fatto male quanto la prima volta e la sua tendenza a innamorarsi di persone che non possono ricambiarlo, lo hanno reso il mio personaggio preferito. 
Mi auguro che la Clare gli regali una degna conclusione e che gli faccia dono di tutti i sorrisi e l'amore di cui si è privato. 

Mi sento profondamente angustiata - e credo che fosse l'intento dell'autrice - dal finale di questo romanzo. Credo che sia stato giusto rispetto alla sua costruzione ma lascia aperte molte domande e il futuro in Chain of Thorns non si preannuncia dei più sereni. 
Non riesco a immaginare come l'autrice deciderà di concludere questa trilogia, ma soprattutto spero che metta a fuoco tutti i personaggi e che riesca a gestirli consapevolmente come ha fatto finora. 

La scelta di usare così tanti punti di vista poteva essere controproducente, rallentare la narrazione, frammentare la storia (sto pensando a Windwitch, di cui vi parlerò tar qualche giorno). Tuttavia la Clare ha anni di pratica alle spalle e si nota come dopo The Dark Artificies, la sua scrittura sia migliorata. 
Nonostante la mole, ho divorato questo libro in due pomeriggi, segno che nonostante sia il secondo romanzo della serie, non è mai banale. 

Con lo sfondo di una Londra vittoriana bohemien e rumorosa, potrete calarvi ancora una volta nel mondo degli Shadowhunters e appassionarvi alle loro vite. 

Verdetto: Dipendente


Non so come farò a resistere fino al 2022, fatemi sapere se questo libro vi ha convinto o meno o se lo leggerete!

Bacini, Cris










mercoledì 21 aprile 2021

Review party: 'Concret Rose' di Angie Thomas

Buongiorno lettori, sono felice di potervi parlare del prequel di The hate u give, scritto da Angie Thomas. Ringrazio la casa editrice per la fiducia e per la copia digitale, un grazie sentito a tutte le colleghe che hanno lavorato con me a questo evento. 


Maverick ha diciassette anni e vive a Garden Hights, un quartiere ghetto della grande città, e la vita non è facile. Se vuoi sopravvivere devi entrare in una delle due gang che controllano il Garden: i King Lords o i Garden Disciples. Per Maverick la scelta è stata automatica: suo padre era il capo dei King Lords prima di entrare in carcere e lui ne ha seguito le orme, per tutti è Li'l Don, il piccolo Don. Per lui i King Lords sono una grande famiglia guidata da suo cugino Dre e le cose tutto sommato non gli vanno male, tra la scuola, gli amici e qualche lavoretto per la sua gang, mentre sua madre tenta di convincerlo a fare qualcosa di utile per il suo futuro. Ma le cose stanno per cambiare e la vita lo metterà di fronte a una serie di scelte difficili che lo obbligheranno a riconsiderare le persone che lo circondano, e a cercare dentro di sé la forza per iniziare un percorso di cambiamento che un giorno lo renderà una persona migliore.

The hate u give è stato un vero romanzo rivoluzione: pubblicato in un momento ben precedente al movimento Black lives matter, ha raccontato con forza e audacia la condizione di molte persone di colore in America e nel mondo.
Grazie a questo romanzo abbiamo potuto vivere il mondo attraverso la sua protagonista, Starr, e vedere quali sono i rischi che corrono le persone di colore. 
Un romanzo potentissimo che mi ha emozionato grazie anche a uno stile immediato e appassionante.

Fortunatamente, la stessa cosa si può dire di Concret Rose. 
Abbiamo conosciuto Maverick, il papà di Starr, come un uomo pragmatico, saggio e intelligente. Qui, invece, è solo un ragazzo con le insicurezze e gli errori tipici della sua età. 
Entrato nella gang di suo padre come forma di protezione, i King Lord, Mav è un piccolo spacciatore della zona e si destreggia tra la scuola , i suoi amici e la fidanzata Lisa. 

Le priorità del ragazzo si capovolgono quando scopre di avere un figlio, nato da un'avventura con la ragazza del suo migliore amico King. Il piccoletto, a cui viene dato il nome di Seven, prosciuga tutte le sue energie, gli toglie il sonno e lo costringe a lavorare per provvedere a lui e alle incombenze familiari. 

E' un romanzo di formazione che accompagna Maverick alla scoperta dei suoi desideri, dei suoi sogni e delle sue aspettative. Stare in una gang significa essere parte di una famiglia che però pretende tanto quanto da. Spacciare è redditizio, ma poco onorevole e il desiderio di essere migliore per suo figlio, si alterna con il bisogno di garantire tutto il necessario alla sua famiglia. 

I personaggi di questo romanzo non sono perfetti, non sono eroi, sono persone abituate a vivere con il dolore e con la sofferenza, che hanno fatto scelte non sempre corrette ma che sono spinte in ogni caso dalle intenzioni migliori possibili. Questo li rende personaggi grigi, ma verosimili, giusti nel racconto. 

L'autrice ha saputo cogliere e approfondire un altro tassello della società nordamericana. 
Se in The hate u give l'argomento principale è il razzismo latente e la condizione delle persone di colore, in Concret Rose ci spostiamo sulla consapevolezza di se stessi, sull'idea di famiglia e sul concetto di responsabilità. Maverick è costretto a crescere prima del tempo, ma questo lo conduce su una strada di sicuro più pregevole rispetto a quella adottata inizialmente. 

Mi è piaciuto così tanto che, quando mi sono resa conto di essere arrivata alla fine, ne avrei voluto ancora. Volevo sapere come Lisa e Mav avrebbero affrontato l'ennesima sfida e quale sarebbe stata la vita a loro destinata, volevo leggere di Starr da bambina. 

Se un libro possiede la capacità di farti volare così tanto oltre la pagina, allora è un romanzo che vale la pena essere letto. 

                                                        Verdetto: Dipendente






Fatemi sapere se avete letto Concret Rose o The hate u give o se li leggerete!
Baci, 
Cris