sabato 17 gennaio 2026

Recensione: 'People we meet on vacation' di Emily Henry

Buongiorno lettori, buon sabato! Ieri ho terminato People we meet on vacation di Emily Henry (sì, perché è uscito il film!) e ne sono rimasta entusiasta. Il libro è veramente bellissimo e ha tutti i pregi per diventare la vostra nuova romcom del cuore. 


Due migliori amici. Dieci viaggi insieme. Un’ultima occasione per innamorarsi.

Poppy e Alex. Alex e Poppy. Non hanno nulla in comune. Lei è una ribelle, lui un precisino sempre perfetto. Lei ha un’incontenibile voglia di viaggiare, lui preferisce stare a casa con un libro. Eppure, da quando molti anni prima hanno condiviso la macchina per tornare a casa dal college sono diventati amici per la pelle. Per la maggior parte dell’anno vivono lontani - lei a New York City e lui nella loro piccola città natale - ma ogni estate, per un decennio, si sono concessi una gloriosa settimana di vacanza insieme. Fino a due anni fa, quando hanno rovinato tutto. Da allora non si sono più parlati. Poppy ha tutto ciò che dovrebbe desiderare, ma si sente in un vicolo cieco. Quando qualcuno le chiede quand’è stata l’ultima volta che si è sentita veramente felice, lei pensa che, senza dubbio, è stato durante quell’ultimo viaggio sfortunato con Alex. Così decide di convincere il suo migliore amico a fare un’altra vacanza insieme, a mettere tutto sul tavolo, a sistemare le cose. Miracolosamente, lui accetta. Ora Poppy ha una settimana per mettere tutto a posto. Se solo riuscisse ad aggirare l’unica grande verità che è sempre rimasta nascosta nel mezzo della loro relazione apparentemente perfetta.

Poppy e Alex non potrebbero essere più diversi: uno è taciturno e serio, l’altra stravagante ed estroversa. Eppure la loro amicizia è solida e salda da oltre un decennio, da quel primo incontro fortunato all’università, da quel viaggio in macchina fatto di milioni di domande e risate inaspettate. Anno dopo anno le vite di Alex e Poppy cambiano, si intrecciano a doppio filo con altre relazioni, luoghi, lavori, senza mai spezzare il fortissimo legame che li unisce.

Eppure nel presente sono due anni che non si parlano. Due anni di lontananza forzata e silenzio causati da un momento che li ha segnati e che ha spostato del tutto l’equilibrio della loro amicizia. Poppy e Alex si amano. Ma non se lo dicono. Sembrerebbe quasi il più classico dei cliché. Un romanzo friends to lovers già scritto.

No, non è così semplice. Poppy e Alex sanno di essere innamorati l’uno dell’altra, sanno che l’altro ricambia, in questo non ci sono segreti o bugie, più verità e consapevolezze sottese. Ma sono ragazzi irrisolti, soprattutto con loro stessi. La logorante attesa (soprattutto per il lettore, bisogna dirlo) è determinata dalla paura, anzi, dalle paure.

"Anche se non ci eravamo mai baciati, non ne avevamo mai parlato apertamente, ognuno continuava a tenere una parte del proprio cuore esclusivamente per l'altro."

Poppy è cresciuta emarginata, fuori contesto e costantemente in fuga. Viaggiare è stupendo, ma lo è altrettanto avere radici. Ma quelle radici che sono la famiglia, la casa, la sua intera personalità sono anche fonte di traumi, di dubbi, di dolore. Se Poppy è ciò che è, è grazie, ma anche a causa, delle sue radici.

Alex vuole quelle radici, vuole una famiglia sua, desidera un amore profondo, spera di avere dei figli, degli animali, una casa. Ma anche lui vive un rapporto conflittuale con se stesso, ha paura di non sentirsi abbastanza, di non essere abbastanza che diventano paura di non essere felice.

"Alex..."Mi occorre qualche secondo prima di poter continuare. "Non mi sono più sentita sola da quando ti conosco. Non penso che mi sentirò più sola, finché ci sarai anche tu."

People we meet on vacation è un libro perfetto per questo. Non perché la storia sia un capolavoro della narrativa, ma perchè in Poppy e Alex puoi leggere qualcosa della tua vita, della tua storia. E questo lo rende un libro per tutti, un evergreen le cui vibrazioni arriveranno nel tempo anche ad altri lettori, di età diverse e generazioni diverse. Questo perché non sono persone perfette, sono ragazzi stravaganti, strambi, a volte eccessivi, ma sempre nelle loro emozioni, veri. La sensazione che il lettore attraversa durante il libro è quella di familiarità, è facile voler bene a questi ragazzi. È facile ridere con loro, piangere con loro, provare spaesamento, paura, anche eccitazione e curiosità per la loro vita, oltre che per la loro relazione. È facile essere loro. È facile perché a chiunque sarà capitato di sentirsi fuori luogo come Poppy, di sapere cosa volere per la propria vita e comunque non sapere come andarlo a prendere, come trasformare un desiderio in realtà.

Poppy e Alex sono amici su cui hai una finestra aperta. Le loro paure, paura di amare, paura di amare troppo, paura di osare, paura di cambiare possono essere anche le nostre.

"Non mi sentirò mai a casa come mi sento insieme a te. Indipendentemente da come mi sento, ti voglio vicino a me. Tu per me significhi casa, Alex. E credo sia lo stesso per te."

Al di là dell’aspetto umano, la Henry ha scritto di un rapporto bellissimo e lo ha fatto consentendo al lettore di comprenderne l’evoluzione. Il libro, con i suoi salti tra passato e presente, esalta la connessione, l’affetto e l’amore che si sviluppa tra Poppy e Alex.

E so che per qualcuno potrà sembrare noioso, ma solo perché è la realtà. Ci piace immaginare GRANDI ED EPICHE storie d’amore, con dichiarazioni, liti e contrasti, ma la verità è che quando qualcuno diventa la tua casa non te ne accorgi nemmeno. Sei cristallizzato lì, in quel preciso momento. E solo dopo, guardandoti indietro, ti rendi conto di quanto sia prezioso avere qualcuno con cui essere totalmente te stesso.

"Lo trovo affascinante. Il fatto che una gran parte dell'amore dipenda da chi sei tu insieme all'altra persona."

Forse non è la storia per tutti, ma è stata la storia per me. 

                                                        Verdetto: Assuefatto

 Cinque stelle piene, good job Emily. 



                                               E ora, preparo gli snack per il film! 

Fatemi sapere cosa ne pensate, un bacio

Cris

lunedì 12 gennaio 2026

Recensione: 'Blood of Hercules' di Jasmine Mas

Buongiorno lettori, come state? Uno dei buoni propositi per questo 2026 è riprendere il blog, tornare a scrivere con più regolarità e recensire i libri che leggerò. Non credo sia semplicissimo, specie con i tempi sempre incastrati, ma di sicuro voglio provarci. 

Quindi, conscia di questo rinvigorito spirito recensore, sono pronta a raccontarvi Blood of Hercules, un dark fantasy acclamato dal booktok che a me ha lasciato invece sensazioni molto contrastanti. 


Alexis lotta per sopravvivere in un mondo infestato dai Titani e governato dagli Spartani, esseri immortali appartenenti a dodici casate reali con poteri divini e ricchezze sfrenate. È una trovatella povera, timida e balbuziente, che tiene la testa bassa, nasconde le sue ferite e fa di tutto per eccellere negli studi. O almeno ci prova. Ma poi tutto cambia. Un esame del sangue svela che in realtà appartiene all’élite. È una di loro. Una Spartana. Costretta a frequentare l’Accademia Spartana della Guerra, deve sottoporsi a durissime prove per verificare se ha ciò che serve per essere immortale. C’è solo qualche problema. Achille e Patroclo sono i suoi terrificanti mentori. Caronte, il traghettatore dei morti, e Augusto, l’erede della casata della guerra, i suoi spaventosi professori. Ed è abbastanza sicura che ci sia qualcuno che la segue ovunque vada o che stia perdendo il lume della ragione. Ha il sospetto che entrambe le cose siano vere.

Alexis è una giovane ragazza di diciannove anni che vive insieme a suo fratello Charlie nella più assoluta povertà. É costretta a vivere in condizioni estreme, non può lavarsi o prendersi cura di sè. Vive in uno scatolone con il suo fratellino e il loro trovatello Fluffy e fa ripetizioni di tanto in tanto per poter mangiare qualcosa. 
La situazione è davvero precaria, ma di fatto non può che peggiorare perchè Alexis scopre di essere una Spartana, costretta a combattere senza alcuna formazione per affermarsi nell'Accademia della guerra. 

Più che un'accademia militare, in realtà è un autentico centro di torture e privazioni, fisiche e mentali. 
Nessuno scommetterebbe su di lei, nemmeno i suoi mentori, i celebri Achille e Patro, il Duo Cremisi. Eppure, giorno dopo giorno, di settimana in settimana, Alexis dimostra la sua incredibile forza di volontà, la sua determinazione e il suo coraggio. 
Le prove da affrontare sono difficili, nessuno Spartano è stupido perché semplicemente chi non è forte abbastanza non sopravvive. Nella nuvola di disperazione e sofferenza, Alexis è però una fiamma splendente. Non parlo tanto delle sue capacità o dei poteri di cui nemmeno è a conoscenza, ma della sua personalità ingenua e schiva e del suo forte umorismo. 

Alexis è divertente e Nyx, la sua migliore amica, nonchè potente e velenoso serpente, rappresenta un'ottima spalla. I loro siparietti sono essenziali per alleggerire il clima opaco e funereo dell'Accademia.

A peggiorare le cose si aggiungono le personalità del suo professore, Augustus e del traghettatore, Caronte per i quali Alexis sente da subito un insieme di attrazione e repulsione. 
Augustus, figlio di Afrodite e Ares, in presenza di altri Olimpi indossa una maschera di gentilezza e raziocinio che poco si sposa con gli sguardi truci e le battute sgradevoli che indirizza alla giovane protagonista. 
Caronte è un essere terribile. Non ci sono altri modi per descriverlo, è un cacciatore e Alexis diventa la sua preda. É assetato di sangue e i suoi poteri sono terribili, accompagnato anche dai suoi Mastini infernali. 

Questo libro aveva tutte le carte per potermi piacere. Una protagonista che scopre di essere meno normale di ciò che pensa, un'accademia militare con un worldbuilding ispirato al mondo greco, una lotta intestina tra dei.
Purtroppo per me non è scattata la scintilla. 

Lo dico subito e a scanso di equivoci: è un libro che si fa leggere. 
Dopo le prime cento pagine che mi hanno lasciato una certa perplessità, ho divorato in un pomeriggio il resto del libro.
 É un libro che non si prende sul serio. É palesemente un fantasy d'intrattenimento, l'obiettivo dell'autrice è quello di divertire, magari appassionare.

Alexis è la concreta dimostrazione di questa filosofia. Nonostante le situazioni dolorose in cui si trova, non è mai patetica (nel senso greco di pathos, cioè l'intensità atta a suscitare emozioni). É la prima ad alleggerire il proprio carico fisico ed emotivo con battute pungenti o pensieri sarcastici. 
Inoltre, non c'è alcuna valutazione morale. 
In questo libro non ci sono brave persone.
Nessuno è un eroe, ma alcuni più di altri commettono terribili atrocità. 
Tuttavia, al di là di quello che può suscitare nel lettore, nella scrittura non è veicolato un giudizio. 
Non c'è giustizia perché nessun partecipante attivo della storia può avanzare pretese. 
In questo senso, è un dark fantasy puro. 

Allora, cos'è che non è andato? 
Sostanzialmente sono due i punti che non mi hanno convinto, uno di tipo stilistico e uno di tipo narrativo. 

La prima parte del romanzo è totalmente caotica e confusionaria. La scena nel Colosseo è illeggibile, un'accozzaglia di pugni e calci difficile da visualizzare. Inoltre, la spiegazione del worldbuilding è del tutto casuale. Non c'è una continuità perché dopo poche pagine di 'adattamento' veniamo trasportati insieme alla protagonista nell'Accademia sulle Dolomiti e la possibilità di comprendere meglio le dinamiche di potere o il significato dietro la separazione tra Olimpi e Spartani sono lasciate all'immaginazione del lettore.

Da un punto di vista prettamente narrativo, odio Augustus e Caronte con tutto il cuore. 
Sono orribili, assetati di sangue, crudeli e manipolatori. 
Non c'è una scena in cui li abbia apprezzati, non c'è una pagina in cui non abbia pensato che la protagonista dovesse scappare a gambe levate. 
Non c'è nulla tra i tre che non sia pura e semplice attrazione fisica e quella è facile visto che sono tutti bellissimi e immortali. Stiamo parlando di divinità dopotutto.

Tutto ciò che succede nel libro capita a discapito di Alexis, della sua ingenuità, della sua ignoranza e della sua sofferenza. É orribile e per me imperdonabile.
Probabilmente le uniche cose che salvo di questo threesome sono le scene spicy perchè sono scritte bene, ma non basta. 

In una storia che parla anche d'amore, desidero sentire, emozionarmi. É mancata del tutto ogni connessione, anzi, sul finale le ulteriori scoperte di Alexis mi hanno fatto arrabbiare ancora di più. Non riesco a perdonargli il modo possessivo, presuntuoso e arrogante con cui hanno ottenuto ciò che volevano. 

Se fossi una Spartana, probabilmente sarei andata a prenderli a badilate sui loro visi perfetti. 

Inoltre, ma questo è veramente un neo rispetto al resto, la quantità di imperfezioni sull'utilizzo della mitologia greca e della lingua latina hanno messo a dura prova la mia pazienza. 
Tanto per dirne una, carus è maschile singolare, se vuoi usare il femminile DEVI SCRIVERE cara. Non è una libertà che puoi prenderti se vuoi usare una lingua morta su cui si fonda parte della civiltà occidentale.
Perchè gli americani sono ossessionati dal distruggere il mondo greco?
E perchè io sono così ingenua da cadere in ogni trappola del marketing che riguarda questo tipo di romanzi? 

Comunque un premio sento di conferirlo agli animali protettori, siete stati la parte più divertente e normale dei vostri padroni.

Verdetto: Stuzzicante


Ovviamente not my cup of tea, ma ci ho provato. 
Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Vi è piaciuto?
Cris

lunedì 5 gennaio 2026

TBR 2026

 Buongiorno lettori e buon anno!

Come state? Come sono andate le feste invernali? Avete riposato, mangiato, letto? 

Se seguite i miei social, sapete che a gennio ho fatto ben due challenge in libreria e ho acquistato 17 libri. Se siete curiosi di sapere cosa ho comprato, vi rimando su Instagram o Tiktok. 

Proprio perché tra Natale e i primi del mese ho ricevuto tantissimi libri, quest'anno l'obiettivo sarà leggere quanto più arretrati possibili. 

Bando alle ciance, vi presento la TBR del 2026. 


Serie da terminare




Partiamo da un obiettivo semplice: terminare ciò che ho già iniziato. 
The Jasad Crown ha la mia priorità assoluta. Ho amato il primo libro e sto aspettando con ansia il secondo e ultimo volume. 
Della Choski ho letto solo I lupi dorati, ma ho in cartaceo anche I serpenti d'argento e Le bestie di bronzo. É venuto il momento di continuare e finire la storia di un'altra bellissima banda. 

Nuovi autori da scoprire


La Gillig per me rappresenta un'incognita, ma le sue storie hanno sempre trame molto affascinanti. Ho sia One dark window che The Knight and The Moth in libreria, quindi sono davvero molto impaziente di leggere la sua penna e scoprire se vale davvero tutto l'hype.

Storie alle quali appassionarmi



L'editoria pubblica sempre di più, ma oggettivamente con sempre minor qualità. Mi manca appassionarmi a un libro, esserne totalmente ossessionata, parlarne per giorni persino con chi non legge pur di mostrare tutto il mio amore. 
I titoli in foto sono puramente esemplificativi di serie con cui spero scocchi la scintilla, ma in generale potrò dirmi soddisfatta anche solo se un libro riuscirà nell'impresa. 

Un classico è per sempre


C'è sempre bisogno di un classico. Che sia un capolavoro della letteratura francese o una storia americana senza tempo, i classici sono eterni. Leggerli rappresenta una ricchezza e in questi tempi bui anche una carezza per l'anima. 


Più che una Tbr è un insieme di buoni propositi, voi cosa vorreste leggere nei prossimi mesi?
Vi aspetto nei commenti, 
Cris

martedì 18 novembre 2025

Lo Jolabokaflod torna ancora!

 Buongiorno lettori, sono tornata! So che mi vedete poco, ma io continuo a leggere assiduamente (in base a quanto lo garantisce il mio tempo libero) e potete sempre seguirmi su IG per notizie più frequenti. 

Comunque, giunti a metà novembre, è venuto il mio momento preferito dell'anno. Le luci, la cioccolata calda, i pacchetti e ovviamente i regali!


Per chi non conoscesse la tradizione dello Jolabokaflod, si tratta del periodo dell'anno, di solito tra Settembre e Novembre, in cui le case editrici islandesi pubblicano migliaia di titoli che la popolazione acquista in occasione del Natale. Questi libri, scambiati la vigilia di Natale, sono gli accompagnatori silenziosi della notte che trascorre leggendo accanto al camino e mangiando cioccolata. 

Mi è sembrato tutto così magico, un momento di aggregazione e di gioia portato attraverso i romanzi. Negli anni è diventata una tradizione bellissima per me e di anno in anno aumentano le partecipazioni, cosa di cui vi ringrazio. Abbiamo un gran bisogno di essere felici e se un libro può riuscirci, è venuto il momento di diventare un aiutante di Babbo Natale.

Come funziona?

Coloro che decideranno di partecipare saranno accoppiati a due a due, riceveranno una lista di tre titoli tra i quali scegliere il dono da fare al proprio partner di Natale. 

Se desiderate, potete accompagnare il pacchetto con un cioccolatino o un dolce a vostra scelta. Negli anni passati, ho messo un tetto massimo di 15 euro per libro, ma mi sono resa conto che con gli attuali prezzi è assai limitante. Per cui, i libri scelti NON possono superare la soglia dei 20 euro. Assicuratevi di scegliere libri dai prezzi diversi, in modo da garantire a ognuno di spendere in base alle proprie possibilità. 

Vi ricordo che l'iniziativa nasce per spirito di altruismo, quindi non siate giudicanti nella scelta del vostro compagno. Ognuno fa quello che può. 

Regole per partecipare: 

- Compilate il form qui sotto per indicare l'indirizzo di spedizione e i tre titoli desiderati come regali di Natale

(Siate precisi nell'indirizzo e non dimenticate nulla, altrimenti il regalo potrebbe non arrivarvi!)

- Condividete l'iniziativa con i vostri amici e followers, più siamo, meglio è!

Compila qui il form

Mi farebbe piacere se doveste decidere di:

- Seguire la pagina Instagram 

- Seguire il mio blog

Quanto tempo dura?

Le iscrizioni aprono oggi e terminano il 13 dicembre. Il 15 dicembre riceverete una mail con l'indirizzo e i titoli desiderati dal partecipanti. Potrete utilizzare qualsiasi metodo di semplice piego di libri ordinario. 

Non mi resta altro che augurarvi un dolce scambio di Natale!

Bacini, Cris

mercoledì 16 luglio 2025

WWW Wednesday #76

Buongiorno lettori, buon mercoledì! Sono settimane impegnative per me tra lavoro e studio, ma per fortuna siamo quasi agli sgoccioli, poi potrò riposare per qualche tempo. 
Non vedo l'ora di poter leggere a iosa, nel frattempo vi racconto cosa ho letto nelle ultime settimane. 



                               What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?

Sto leggendo Il dio dei boschi di Liz Moore e purtroppo non mi sta entusiasmando come avrei sperato. É lento, ci sono troppi cambi di POV e anche piuttosto repentini. Spero che migliori. 



                       What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?

Ho terminato Come perdere un Lord in 10 giorni, terzo libro di Sophie Irwin, gentilmente regalato dalla Mondadori. Mi ha divertito moltissimo, sebbene sia assolutamente paradossale e improbabile. Ve ne parlerò approfonditamente nella prossima recensione. 

Ho terminato anche Il Fuoco infinito di Rebecca Ross, concludendo la dilogia. Credo che la Ross scriva molto bene, la storia è bella, ma mi manca sempre il guizzo che mi fa dire 'okay, sei la mia nuova ossessione'. 



Non ne ho idea, ultimamente leggo molto in base all'umore o a cosa mi ispira. Vorrei un libro che mi faccia impazzire d'amore, ma salvo un paio da questo punto di vista quest'anno è stato fiacco. Ho comunque stilato una TBR estiva, quindi probabile che sia uno di questi titoli. 

Se volete, datemi un consiglio nei commenti!

Baci, Cris