mercoledì 7 ottobre 2020

Blog Tour: 'Alla ricerca del principe Dracula' di Kerri Maniscalco | Colpo di scena: i nuovi personaggi

 Buongiorno lettori,  dopo la recensione uscita qualche giorno fa, torno a parlarvi di 'Alla ricerca del principe Dracula', secondo volume della serie di Kerri Maniscalco. 


Dopo aver scoperto con orrore la vera identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth lascia la sua casa nella Londra vittoriana per iscriversi - unica donna - alla più prestigiosa accademia di Medicina legale d'Europa. Ma è davvero impossibile trovare pace nell'oscuro, inquietante castello rumeno che ospita la scuola, un tempo dimora del malvagio Vlad l'Impalatore, altrimenti noto come Principe Dracula. Strane morti si susseguono, tanto da far mormorare che il nobile assetato di sangue sia tornato dalla tomba. Così Audrey Rose e il suo arguto compagno, Thomas Cresswell, si trovano a dover decifrare gli enigmatici indizi che li porteranno all'oscuro assassino. Vivo o morto che sia.

In questo secondo romanzo, ci siamo spostati da Londra in Romania e grazie al mistero di alcuni corpi ritrovato dissanguati o peggi, impilati con un paletto nel cure, Audrey Rose e Thomas incontrano dei nuovi personaggi che nella storia avranno non poca rilevanza. 


Daciana Cresswell è la sorella di Thomas e come suo fratello, è smaliziata, sfacciata e davvero bellissima. Sebbene nel romanzo compaia poco, in realtà ha un ruOlo importante sia nella risoluzione finale del mistero sia nell'avvicinamento tra i due protagonisti. Daciana è in giro per il Grand Tour, visitando varie città europee in compagnia di alcune amiche, ma ha un legame speciale con la Romania a causa delle sue radici materne. Affascinante e con un certo savoir faire, la giovane prenderà subito in simpatia Audrey Rose, non solo per il suo spirito determinato, ma anche perchè si è dimostrata in grado di sciogliere il cuore del giovane Thomas. 


Ileana è una giovane domestica rumena designata al servizio di Audrey Rose, per la sua intelligenza e gentilezza dimostra di essere la sua prima amica in un'accademia infida, circondata da uomini che si credono superiori e geniali. 
Ileana nasconde dei segreti e sebbene all'inizio si dimostri collaborativa ma un po' superstiziosa, dopo il suo misterioso allontanamento, i dubbi cominceranno ad attanagliare il cuore di Audrey Rose. Che si sia lasciata guidare di nuovo dalle emozioni e abbia sbagliato il suo giudizio?


Miss Anastasia è l'unica altra donna nell'accademia e ha una stanza vicina a quella di Audrey Rose. Nipote del direttore dell'Accademia Moldovenau, pur non ammessa alle lezioni, dimostra una intelligenza mordace e una forte tempra. Conosce tutti gli studenti e inizialmente, si comporta da guida verso la protagonista. 
Non le manca il piacere dell'avventura e la voglia di rivalsa. 







Questa triade di donne rappresenta i principali personaggi secondari del romanzo, quelli che in qualche modo fanno la differenza. 
Tuttavia non mancano altre figure interessanti: il professore di folklore, miti e leggende, Radu; il direttore Moldovenau, scorbutico e vendicativo; il principe Nicolae, che si scontra con Thomas e Audrey Rose sin dal primo momento e gli altri studenti tra cui spicca in particolar modo Noah, un giovane dal carattere assennato, mite e generoso. 

Senza l'entrata in scena di questi nuovi personaggi, il nostro duo di investigatori avrebbe avuto non pochi problemi a decollare. Invece, questo romanzo si dimostra più spaventoso del precedente e intrigante nel colpo di scena finale. 


Bacini, Cris


martedì 6 ottobre 2020

Review Party: 'Heartstopper 2' di Alice Oseman

 Buongiorno a tutti lettori, finalmente è uscito il seguito di una delle graphic novel più dolci che abbia mai letto, Heartstopper 2 di Alice Oseman. Finalmente posso parlarvene perchè questo secondo capitolo mi ha emozionato e lasciato il cuore in una ciotola di zucchero. 


Nick e Charlie sono grandi amici. Nick sa che Charlie è gay, e Charlie è sicuro che Nick non lo sia. Ma l'amore percorre strade inaspettate, e Nick scoprirà parecchie cose sui suoi amici, sulla sua famiglia e su se stesso. 

Il secondo volume di Heartstopper riprende da dove avevamo lasciato i due ragazzi. A una festa Charlie si è fatto avanti e ha dato una bacio a Nick, che rimasto scioccato dalla cosa, ha portato a una separazione imbarazzata e piuttosto sofferta. 

Poche ore più tardi, però, basta poco perché i due si confrontino e tirino fuori il profondo affetto che consapevolmente covavano da mesi.

La scena in cui Nick ammette di provare qualcosa per Charlie è commovente e molto dolce perché dimostra quanto a volte sia difficile ammettere che l'amore ci coglie impreparati. Non dipende dal sesso biologico di chi abbiamo di fronte, ma da quello che la persona che ci fa provare certe sensazioni ci trasmette quando siamo insieme. 

Questo volume tocca con delicatezza il tema della scoperta della propria sessualità,


l'accettazione di una parte di se stessi con cui si fa fatica a identificarsi, vuoi per lo stigma della società, vuoi per il desiderio di apparire esattamente come gli altri. 

Nick, il vero protagonista di questa seconda parte della storia, è in difficoltà perché le sue idee sono confuse, eppure davanti a ciò che prova, si dimostra coraggioso, desideroso di comprendere e sperimentare e finalmente, nelle ultime pagine, raggiunge la consapevolezza di chi vuole essere. Inutile dirvi quanto mi abbia commossa ed emozionata.


La Oseman, attraverso dei disegni puri e delicati, semplici nel loro linguaggio narrativo, esalta i sentimenti, le emozioni e tratta con estrema delicatezza la situazione vissuta da tanti adolescenti, o persino dagli adulti. 

Ho amato ogni aspetto di questa graphic novel: la dichiarazione reciproca, il primo appuntamento, la presentazione ufficiale agli amici, persino l'attacco sottile e discreto al bullismo e alle amicizie tossiche. 

In particolar modo, seppure per brevi comparse ho apprezzato come la narratrice abbia dato spazio all'affetto e al desiderio di protezione degli amici di Charlie e di sua sorella. Quando nasce una relazione, il primo appoggio di cui abbiamo bisogno non è tanto quello del nostro cuore, che può essere ingannevole, ma quello di chi consideriamo la nostra famiglia, il nostro porto sicuro. 

E' un racconto intriso di dolcezza e narrato con una grande sensibilità: ciascun lettore può immedesimarsi nei due ragazzi e ritrovare la gioia e le difficoltà del primo amore. 

Un pomeriggio in compagnia di Nick e Charlie è tutto ciò di cui si può aver bisogno per far affiorare un sorriso a trentadue denti e un calore diffuso. 

                                                          Verdetto: Assuefatto!



Continuate a seguire le recensioni delle mie amiche per avere altre impressioni sulla romantica storia di Nick e Charlie! 
Baci, Cris





giovedì 1 ottobre 2020

Recensione: 'Alla ricerca del principe Dracula' di Kerri Maniscalco

 


Buongiorno lettori, con l'arrivo del mio mese preferito sono qui per parlarvi di un romanzo dalle tinte fosche, lugubri, adatto all'atmosfera autunnale. Si tratta del secondo romanzo della serie di Kerri Maniscalco, Alla ricerca del principe Dracula. 


Dopo aver scoperto con orrore la vera identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth lascia la sua casa nella Londra vittoriana per iscriversi – unica donna – alla più prestigiosa accademia di Medicina legale d’Europa. Ma è davvero impossibile trovare pace nell’oscuro, inquietante castello rumeno che ospita la scuola, un tempo dimora del malvagio Vlad l’Impalatore, altrimenti noto come Principe Dracula.

Strane morti si susseguono, tanto da far mormorare che il nobile assetato di sangue sia tornato dalla tomba. Così Audrey Rose e il suo arguto compagno, Thomas Cresswell, si trovano a dover decifrare gli enigmatici indizi che li porteranno all’oscuro assassino. Vivo o morto che sia.

Dopo aver scoperto la verità sugli omicidi di Jack Lo Squartatore, Audrey Rose subisce un vero e proprio tracollo emotivo: non riesce a stare accanto a un cadavere senza vedere ciò che è accaduto nel laboratorio, senza provare dolore ed è solo il profondo desiderio di realizzare se stessa negli studi di Medicina Legale che riesce a spingere la ragazza fuori dalla spirale di lutto che l'ha catturata. 
L'accademia in Romania che deve frequentare e ovviamente, il suo compagno di viaggio, l'affascinante Thomas Cresswell.
Peccato che anche in questo romanzo, la morte sembra seguire i due giovani protagonisti che si avventureranno nel villaggio di Brosov e nei meandri del castello per scoprire la verità.
Rispetto al primo romanzo, la storia subisce sicuramente un'evoluzione. 
Audrey Rose è la vera protagonista del romanzo e si lancia in avventure pericolose con forza di volontà e molta imprudenza a dimostrazione del fatto che il suo carattere irruento, la sua 'diversità' rispetto alle donne del suo tempo e sopra ogni cosa la sua intelligenza non sono semplici bandiere a cui lei si affida per affermare la propria libertà. 
Audrey Rose tiene davvero ai suoi studi, tanto da illuminarsi nel vedere tomi di scienze rilegati in pelle o studiare manuali di anatomia fino a tarda sera. 
Per lei, non è un gioco, è passione. 
Meno sicura è invece rispetto al suo compagno di viaggio, Thomas. 
In queste pagine, si dimostra davvero dolcissimo e profondamente innamorato e io non ho potuto fare a meno di apprezzarlo. Siamo stati abituati a vederlo freddo e calcolatore, a tenere le sue emozioni lontane, eppure quando c'è di mezzo una giovane donna dai capelli corvini e gli occhi verdi, anche il bel mascalzone tenebroso si scioglie. 
Ho trovato che il suo modo di dichiararsi a Audrey Rose sia stato davvero buffo in certe occasioni e dona una leggerezza a un'atmosfera altrimenti lugubre.
Tuttavia la ragazza è in dubbio, non sa se immaginare o meno un futuro insieme a lui e l'idea di sentirsi in gabbia, vincolata nei suoi movimenti e limitata nell'esprimere la sua opinione, osteggia spesso il reciproco affetto. Non ci sono dubbi, infatti, sul fatto che la protagonista sia innamorata. 
Questo aspetto , sebbene sia verosimile e importante ai fini della storia, non credo sia stato gestit al meglio. Audrey Rose finisce per sembrare volubile e uterina, per questo spesso ho faticato a sopportare i suoi continui tira e molla. 
La storia di Dracula, il temibile principe che succhiava i sangue dei suoi nemici, degli strigoi e della foresta incantata è descritta con dovizia di particolari e non vi nego che talvolta mi ha spiacevolmente impressionato. Com'è giusto che sia!
L'autrice non ha dimenticati lupi mannari e pipistrelli né altre leggende folkloristiche tipiche del

paese rumeno.
E' chiaro quindi che Kerri Maniscalco ha fatto tesoro delle critiche mosse al primo libro perché questo secondo volume è davvero convincente sotto ogni punto di vista: ambientazione, mistero, stile e personaggi secondari. 
Ebebne sì, in questo romanzo, facciamo la conoscenza di diversi personaggi secondari, in particolare di Daciana, la sorella di Thomas altrettanto affascinante e scanzonata e Ileana, una cameriera che diventerà una buona amica per Audrey Rose. 
Non posso dirvi di più senza in qualche modo svelare più del necessario, ma posso ritenere apprezzabile l'entrata in scena di elementi nuovi nella narrazione che consentono alla storia di non ruotare unicamente attorno ai dialoghi tra i due ragazzi, che avrebbero potuto stufare il lettore. 

Anastasia, poi, mi ha ricordato la cugina di miss Wadsworth, Liza, con un pizzico di senso dell'avventura in più. Aiuta che sia nipote del direttore dell'Accademia, Moldovenau, e che quindi abbia un accesso diretto a pettegolezzi e informazioni secondarie. 

Sono piuttosto soddisfatta di questa lettura perché ha rappresentato per me un'evoluzione sia dei personaggi che dell'impostazione 'mistery' della storia. Approvato

Verdetto: Dipendente (4.25)










lunedì 28 settembre 2020

Blog tour: 'Qui c'è tutto il mondo' di Cristiana Alicata e Filippo Paris| Recensione

 


Buongiorno a tutti lettori, scusate la latitanza ma sto avendo delle forti emicranie e dovrei evitare tutto ciò che invece sto continuando a fare cioè guardare serie Tv, leggere e stare al pc. Oggi vi parlerò di una graphic novel di cui mi ha gentilmente omaggiata la Tunuè e che ho profondamente adorato, si ratta di Qui c'è tutto il mondo di Cristiana Alicata e Filippo Paris. 


Durante l’inverno del 1984, il più freddo degli ultimi cento anni, la mamma di Anita comincia a fare cose bizzarre: si mette le scarpe spaiate, balla da sola per strada e cambia umore da un minuto all’altro.

Nel frattempo Anita prova ad adattarsi al piccolo paese di provincia dove la famiglia si è appena trasferita dal sud dell’Italia e si ritrova a combattere le stranezze della mamma con due alleate diversissime tra loro:

Tina, un maschiaccio come lei con cui Anita gioca a pallone e fa la pipì in piedi ed Elena che la rifornisce di acqua di Lourdes. Finché un giorno non decidono di scappare dall’incomprensibile mondo degli adulti.La storia di un’amicizia e di emozioni che non hanno ancora un nome.

“I contadini mettono una rosa davanti ad ogni filare per fare la guardia alla vigna. Quando arriva la peronospera, la rosa se ne accorge prima di tutti e dà l’allarme.” […] Quando ci aveva salutato, la macchina piena di bagagli, mi aveva messo in mano un sacchetto con dei semi di rosa. “Tu prova – aveva detto – magari funziona anche per il resto”.

E' con questa bellissima frase e con le vignette di Filippo Paris che comincia la storia di Anita. 
Il magone sin dalle prime tavole è una sensazione di cupa malinconia che il lettore è destinato a portarsi dietro fino all'ultima pagina. 

Anita è una ragazzina che viene sradicata dalle proprie origini, dalla sua terra, dal mare, dal vigneto del nonno, dalla sua profonda saggezza quando suo padre trova un impiego al Nord, nei pressi di Bologna. 
Si trova immediatamente a convivere con la sua nuova vita, con le prese in giro perchè terrona, con i divieti e gli obblighi della società che la vuole signorina e rispettabile, con una famiglia che fatica a stare in piedi. 
Anita odia essere confinata in uno stereotipo, odia giocare con le bambole ed essere costretta a indossare dei vestiti, vuole correre in bicicletta, sporcarsi, correre nei campi. 
Vuole essere come suo fratello Filippo. 

A questi obblighi, ci si aggiunge l'atmosfera strana che si viva in casa con il padre impegnato a lavoro e la mamma che, nonostante la scuola d'arte, assume dei comportamenti assurdi: cammina con scarpe spaiate, gira con le forbici alla mano per tagliarle i capelli...E' l'inizio di una grave depressione, di cui Anita si sentirà in qualche modo colpevole.

E' grazie al dolore per la mamma che Anita si avvicinerà a Tina ed Elena, due ragazzine dalla personalità agli antipodi. Tanto più Tina è volgare e scorbutica, tanto più Elena è morigerata e gentile.

Ad unirle il sottile filo dell'amicizia, la convinzione profonda di sentirsi capite e amate da qualcuno che non ti giudica, ma anzi ti tiene la mano. 
La vita delle bambine appare loro così ingarbugliata e difficile da scappare via. Trascorrono ore a costruire una zattera con la quale si allontaneranno dal fiume e dal loro passato per spingersi in un futuro diverso: un futuro in cui Anita può essere ciò che vuole, Tina può lasciar perdere le galline e suo padre e Elena può vivere come una ragazzina normale senza timore che il cuore le possa fare uno scherzo.

Quando viene l'ora di partire, le certezze si sgretolano, il pericolo uccide l'avventura e la separazione alimenta il dolore. 

E' una storia commovente che affronta la vita di una ragazzina con i suoi occhi e mette in prospettiva il ruolo degli adulti, talvolta superficiali o incapaci di ascoltarli. 
E l'amicizia, questo enorme salvagente che impedisce ad Anita, Tina ed Elena, viene sottratto nelle ultime pagine della graphic novel, determinando nel lettore un moto di impazienza e di malinconia. 
Ci si chiede: è servito tutto questo alla fine? Ci sarà un modo per garantire loro ciò che desiderano? O saranno ancora prigioniere di una gabbia che non vedono?

Ho adorato questa storia, è scritta benissimo e la connessione tra immagini e parole è così potente che mi sono trovata spesso sull'orlo delle lacrime. Un storia di pregiudizi, crescita, nostalgia che tutti dovremmo leggere. 


Verdetto: Dipendente


Ringrazio la Casa editrice per la copia e le altre blogger con cui ho collaborato per presentare questo gioiellino, spero vi piaccia tanto quanto a me!
Baci, Cris







giovedì 10 settembre 2020

Sulle tracce di Jack Lo Squartatore | La condizione della donna in epoca vittoriana

Buongiorno a tutti lettori, fra poco meno di 5 giorni, potrete avere tra le mani la nuova serie di Kerri Maniscalco, Sulle tracce di Jack Lo Squartatore. Per tenervi compagnia, abbiamo organizzato un blogtour ricco di approfondimenti, oggi tocca a me parlarvi di un aspetto che nel libro ha un suo forte ascendente, ovvero la condizione della donna nell'epoca vittoriana. 

Audrey Rose, la nostra protagonista,tiene spesso a sottolineare come si configuri quale donna fuori dagli schemi rispetto al resto della società in cui deve convivere. Perchè?


Si definisce epoca vittoriana il periodo di storia inglese che vede sul trono la regina Vittoria,gli anni che vanno dal 1837 al 1900.
Sono anni di profondo mutamento, di grandi successi per la Gran Bretagna e da molti è considerata l'età d'oro della monarchia. 

La regina Vittoria ha un ruolo essenziale per stabilire quale fosse la condizione della donna. Ella rappresenta, infatti, una contraddizione ad interim: regina sovrana, forte e indipendente, in grado di tenere testa a numeri figli e al suo stesso consorte, richiedeva tuttavia da parte del popolo femminile un atteggiamento castigato e puro, rispettabile.

Promosso da Vittoria e in voga in tutte le case di alto lignaggio, era il libro di Mrs Beeton dal titolo 'Il generale della casa'. 
La donna, infatti, era considerata l'angelo del focolare domestico , una sorta di personalità eterea a cui spettava occuparsi della casa e del marito, dandogli una prole numerosa e provvedendo alla loro educazione. 
Nel caso in cui poi fosse di famiglia nobile, ella aveva anche il compito di organizzare eventi come balli o thè per intrattenere relazioni sociali che dessero lustro alla propria posizione sociale. 
In buona sostanza, il suo ruolo era quello di mero ornamento della società.



E' necessario, per completezza, fare una distinzione: la vita delle donne nobili e delle popolane era assai diversa, sebbene accomunata dall'assoluta soggezione all'uomo, che fosse padre, fratello, marito o figlio. 

Le donne nobili, infatti, avevano la possibilità di studiare: naturalmente, le attività consigliate erano lo studio di una o più lingue, la capacità di suonare uno strumento, il cucito, la grazia, la modestia e le buone maniere. Tutto quello che, oltre la bellezza, poteva rendere appetibile la ragazza agli occhi della controparte maschile. 

Le popolane, invece, erano trattate con minor riguardo: innanzitutto, non erano volute, rappresentavano cioè un peso per la propria famiglia e quindi avevano due sole possibilità: imparare un mestiere e sostenere economicamente la famiglia oppure erano costrette a prostituirsi. 
Sebbene le case di piacere non fossero viste con piacere dalla società inglese, erano assiduamente frequentate e si trovavano spesso anche ragazzine di età inferiore ai quindici anni. 

Nel 1888, la situazione parve migliorare con l'istituzione di una scuola per insegnare alle giovani donne il mestiere di istitutrice. 
Il progetto, fortemente voluto dalla regina Vittoria, ebbe il pregio di togliere molte ragazze dalla strada ma era completamente inibito lo studio della medicina, della fisica e dell'ingegneria. 

Una donna che si occupasse di queste materie veniva derisa e allontanata. 

Audrey Rose si occupa di medicina legale, quindi non solo qualcosa mal visto dalla società, ma che riguarda anche l'aspetto più macabro della vita, ovvero la morte. 
La sua forza di volontà, la voglia di dimostrare di essere qualcosa di più  di un mero ornamento è ciò che più l'ha fatta appassionare agli studi dello zio. 

Nel primo libro della Maniscalco, si citano le donne che subirono il martirio di Grembiule di cuoio. Dalla biografia risulta che esse avessero una famiglia, dei figli. Una di loro era solito alzare un po' il gomito ma non erano prostitute. 
Fu il bigottismo inglese a trasformare donne povere in strumenti del piacere dell'uomo, quasi 
a voler stemperare o giustificare l'autunno del terrore.

A conclusione di questa rassegna sulla condizione della donna, voglio fare due cenni sulla condizione giuridica della stessa. 
Dovete sapere che nell'ordinamento esistono due capacità attribuiti ai soggetti di diritto: la capacità giuridica e la capacità d'agire.

La capacità giuridica implica il riconoscimento della persona a esistere in quanto soggetto dell'ordinamento. 
La capacità d'agire è l'idoneità del soggetto a porre in essere atti di rilevanza giuridica ( esempi sono il voto o la semplice compravendita). 

In epoca vittoriana, le donne non avevano alcuna capacità d'agire. 
Non potevano votare, non potevano disporre dei propri bene che nell'immediato passavano dal padre al marito e non avevano alcun tipo di autonomia. Non gli  era riconosciuta nemmeno la potestà genitoriale in capo ai figli che loro stesse generavano.
La loro vita dipendeva interamente dalla volontà degli uomini della sua famiglia. 

A riprova di quanto detto finora, le donne non potevano divorziare. O per meglio dire, non ne avevano la possibilità perché non avevano nulla che potesse fungere da sostentamento nè potevano possedere proprietà o denaro senza che gli venisse lecitamente sottratto.
 

Non potevano commettere adulterio perché il marito poteva ripudiarle. Al contrario, gli uomini avevano spesso concubine, più o meno ufficiali. 
Sebbene la regina Vittoria invitasse alla fedeltà coniugale e ai valori della moderazione e della pudicizia, la condizione della donna era sicuramente molto infelice.
Si dovranno aspettare i movimenti delle Suffragette per notare i primi segni di un cambiamento graduale ma necessario.  

E' facile, dopo queste premesse, capire maggiormente l'irruenza di Audrey Rose e il fascino immediato di Thomas per la giovane. 
Rappresenta una eccezione, una donna caparbia e indipendente, non disposta a cedere sulla propria volontà. 


La mia tappa si conclude qui, spero che vi abbia incuriosito ed appassionato. 
Vi invito a leggere anche le tappe delle mie compagne d'avventura e a seguirci su instagram dove non mancheranno effetti speciali per l'uscita di questo romanzo. 
A bientòt, 
Cris