giovedì 2 dicembre 2021

Review Party: 'Lei che divenne il sole' di Shelley Parker- Chan

Buon pomeriggio lettori, come state? Per me sono giornate caotiche e scrivere a quest'ora è meglio che non scrivere affatto. Oggi vi parlerò di un fantasy storico, uscito due giorni fa, Lei che divenne il sole.


Una piana polverosa, un villaggio tormentato dalla siccità, un indovino. È così che due bambini apprendono il loro fato: per il maschio si prepara un futuro di eccellenza; per la femmina, nulla.

Ma nella Cina del 1345, che soggiace irrequieta al gioco della dominazione mongola, l’unica “eccellenza” che i contadini possono immaginare è negli antichi racconti e il vecchio Zhu non sa proprio come suo figlio, Chongba, potrà avere successo. Viceversa, la sorte della figlia, per quanto intelligente e capace, non stupisce nessuno.

Quando un’incursione di banditi devasta la loro casa e li rende orfani, però, è Chongba che si arrende alla disperazione e muore. La sorella decide invece di combattere contro il suo destino: assume l’identità del fratello e inizia il suo viaggio, in una terra in cui si è accesa la fiamma della rivolta. Riuscirà a sfuggire a ciò che è scritto nelle stelle? Potrà rivendicare per sé la grandezza promessa al fratello e sollevarsi oltre i suoi stessi sogni?

Le voci oltreoceano su questo romanzo erano entusiaste. Di fantasy storici scritti con dovizia di dettagli e con una trama accattivante ce ne sono pochi, per cui la mia curiosità era alle stelle.
Dopo aver letto il primo capitolo, mi è parso chiaro che le mie aspettative erano state ben riposte.

La scrittura dell'autrice mi ha da subito affascinato e nonostante gli aspetti estremamente descrittivi e i capitoli lunghi, il mio interesse è rimasto saldo per tutta la durata della storia.

La vita di Zhu è un esempio di coraggio, forza e resilienza: come contadina e come donna ha imparato a sopravvivere, come monaco e soldato ha acquisito le doti necessarie per diventare potente.
È un personaggio determinato, ottiene ciò che desidera perchè ad esso vota la sua arguzia e la sua intelligenza.
Ha conquistato la gloria partendo dal nulla, ha vinto i pregiudizi che le avevano inculcato da giovane mostrando la sua perseveranza.
È sicuramente uno dei migliori personaggi femminili, una delle eroine più complete del mondo fantasy recente.

La storia ricalca l'ascesa al trono del primo imperatore Ming, siamo attorno al 1345 e gli elementi che compongono i dettagli sono curati e interessanti. 
Non sorprende quindi l'estrema misoginia che pervade le pagine, il concetto di figlia femmina come di 'nullità'.

L'altro punto di vista essenziale per la storia è quello del guerriero eunuco Oyneug, una personalità in eterno contrasto con sé stesso, con i suoi doveri e le sue emozioni.

Il romanzo è dinamico, è un susseguirsi di battaglie epiche e scontri cruenti.
Nonostante non ricarichi il genere fantasy tipico, gli elementi introdotti sono affascinanti e ben calibrati.

È un esordio intrigante, il cui finale mi ha lasciato una grande curiosità sul prossimo volume.

                                 Verdetto: Dipendente



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