mercoledì 3 novembre 2021

Review Party: 'La confraternita delle streghe' di Kass Morgan e Danielle Paige


Buon pomeriggio lettori, dopo un piccolo viaggio a Vienna, sono tornata più carica che mai per raccontarvi degli ultimi libri che ho letto. Il primo di cui parlo è quello che ho terminato da pochissimo, La confraternita delle streghe di Kass Morgan e Danielle Paige. 


La Kappa Rho Ni non è una confraternita come le altre. Non solo perché è la più potente ed esclusiva del campus. E nemmeno perché tutte le ragazze che ne fanno parte sono bellissime, intelligenti e ambiziose. Il vero motivo è che quelle studentesse nascondono un segreto. Sono tutte streghe. Scarlett Winter ha sempre saputo di esserlo ed è determinata a diventare la presidentessa della confraternita, come prima di lei lo sono state sua madre e sua sorella. L’unico ostacolo è un terribile segreto del suo passato che, dovesse venire alla luce, le farebbe perdere tutto… Vivi Devereaux, invece, non ha idea di essere una strega e non ha mai vissuto abbastanza a lungo in un luogo per riuscire a costruire dei rapporti duraturi. Per lei, entrare a far parte della Kappa Rho Ni significherebbe trovare un posto in cui sentirsi finalmente a casa. E per questo è disposta a tutto pur di riuscirci. Peccato che sulla sua strada trovi Scarlett, assolutamente convinta che lei non sia per nulla adatta a diventare una “sorella”. Quando però un potere malvagio inizia a manifestarsi nel campus, le ragazze si trovano costrette a mettere da parte le loro rivalità per salvare le compagne. Qualcuno, infatti, ha scoperto il segreto della confraternita ed è intenzionato a fare il possibile per vedere bruciare tutte quelle streghe…

Ho un debole per i romanzi con protagoniste le streghe e questo lavoro a quattro mani non ha fatto eccezione.
Entriamo nel mondo della congrega attraverso due punti di vista. Scarlett è al quarto anno e punta a diventare presidentessa come sua madre e sua sorella prima di lei, è ambiziosa e determinata, è potente e saggia. 
Trapela il forte amore e attaccamento che ha per la confraternita, per le sue sorelle, per le persone che ama. E' attraverso di lei che scopriamo piccoli dettagli sulla magia delle streghe e sul loro modo di vivere e relazionarsi. 
Vivi è una matricola e vive il college come una grande opportunità per trovare uno scopo, una stabilità. 
Dopo un'infanzia trascorsa con una madre cartomante e vagabonda, Vivi non si aspettava che dentro di sè albergasse una magia così potente. 
E' dolce, a tratti ingenua, sincera fino alla nausea e onestamente entusiasta. 

Attorno ai pensieri delle due ragazze, riveste una certa importanza la Kappa.
La congrega, sotto il normale aspetto di una confraternita, accoglie le streghe che rispondono alla magia di aria, acqua, fuoco e terra, scegliendo una carta di Spade, Coppe, Bastoni e Denari.
Le regole della sorellanza sono poche ma essenziali: mai tradire una sorella, mai uscire da sole e mai usare la magia per costringere qualcuno contro la sua volontà. 
La magia è un'arma potente ed è necessario saperla controllare, incasellare, usare con parsimonia affinché il segreto non venga svelato. 

L'apprendistato delle ragazze si fa più tetro del solito quando strani accadimenti disturbano la quiete delle streghe. 
Il mistero non era particolarmente difficile da svelare, ma non è questo l'aspetto che mi ha tenuto incollata alle pagine. 

La scrittura dinamica, scorrevole, appassionante ha reso uno young adult che soffre di qualche clichè una storia moderna e intrigante. 
Mi è piaciuto il rapporto amica-nemica di Scarlett e Vivi, ho adorato il modo in cui si parla di magia e il modo in cui essa si integra nel mondo anche in modo semplice. 
Tra le due ho apprezzato particolarmente Scarlett: è testarda, impulsiva, a tratti perfida ma è perchè sente gravare su di sè una grande pressione. Mason, l'uomo che ama, sembra pronto a spezzarle il cuore. 
I cambiamenti sono difficili da gestire, ma nonostante tutto, più di una volta dimostra la sua fragilità, la sua preoccupazione, la sua tenerezza. 
E' un personaggio imperfetto, per questo verosimile. 

Vivi ha il merito di alleggerire il ritmo del romanzo con la sua sensibilità e cocciutaggine, ma è incasellata nello stereotipo della prescelta senza poteri. 
Nei primi due capitoli si avverte il suo disprezzo per la magia, naturalmente per la vita che l'ha portata a condurre, senza amici e senza amore, ma il suo cambiamento mi è parso troppo repentino e la sua diffidenza sparita in un batter d'occhio. 

Ho apprezzato anche i personaggi secondari, in particolare Mei e un'accolita come Vivi, Sonali. 

Nonostante qualche difetto, questo libro intrattiene e appassiona e in un periodo come questo, di streghe non se ne parla mai abbastanza. 

Verdetto: Dipendente 

Grazie alla casa editrice per la copia del romanzo e ad Ambra, sia per aver organizzato l'evento che per aver realizzato questi bellissimi banner. 
Vi invito a leggere le altre recensioni e a farmi sapere se la mia vi ha incuriosito. 
Baci, Cris









venerdì 29 ottobre 2021

Review Party: 'il paese del buio' di Melissa Albert

Buon fine settimana lettori, finalmente si avvicina il giorno della mia partenza e non potrei essere più felice. Tornare alla normalità per molto tempo mi è sembrata un'utopia e invece il mio cuore è pronto a spiccare il volo e conoscere le meraviglie del mondo. Di questo mondo o di molti altri parla Melissa Albert nel sequel di Oltre il bosco di Melissa Albert, Il paese del buio. 

Alice è scappata dal mondo fiabesco di Hazel Wood, e ora lei e gli altri abitanti dell'Oltremondo sono sbarcati a New York, alla ricerca di una vita non magica. Ma condurre un'esistenza totalmente umana non è semplice per Alice. Come si dice, si può togliere Alice dall'Oltremondo, più difficilmente l'Oltremondo da Alice. Ci riuscirà? Non sarà facile: dovrà scoprire chi è a uccidere e mutilare i profughi del suo vecchio mondo, affrontare un potentissimo vecchio nemico, fare i conti con la propria doppia (anzi, tripla) identità, e ultimo ma non ultimo salvare – con il sempre provvidenziale aiuto di Ellery Finch – il nostro povero mondo reale.

Dov'eravamo rimasti? Alice è una ex - Storia, dopo aver rotto l'incanto che la teneva prigioniera di Hazel Wood e della sua favola oscura, è tornata a New York per vivere con la sua amata mamma, Ella. 
Per un po' Alice può essersi detta felice, o quanto meno stabile, ma dopo il diploma, le sue certezze vacillano. Parti di Oltremondo sono ancora in lei, sepolte sotto montagne di bugie e allo stesso tempo, altri come lei, fuggiti dal proprio destino, sono irrequieti. 
Non sono abituati al mondo reale, all'assenza di magia che, per loro, è come essere senz'anima. 
Sono spaventati perché qualcuno ha lasciato dietro di sè una brutale scia di omicidi. Qualcuno che porta con sè un pezzo della vittima e lascia indietro corpi mutilati e ghiacciati. 

Alice non ha più ghiaccio dentro di sè, o almeno così crede, eppure l'assassino utilizza proprio lo stesso potere. Com'è possibile? Chi è?

La parte del mistero è sicuramente una delle parti del libro che mi ha incuriosito di più, conoscere nuove Storie, il legame con Oltremondo, ormai un regno abbattuto, è stato essenziale per la riuscita di questo libro. 

Tuttavia non basta. Se in Oltre il bosco reputavo Alice un narratore 'strano' ma coerente, in questo secondo volume le sue paturnie mi hanno infastidito più di una volta. 
Capisco il motivo che la spinge a comportarsi in questo modo, il sentirsi perennemente con i piedi in due mondi opposti, incapace di fare una scelta che le impedisca di voltarsi indietro, ma l'ho trovata fastidiosa il più delle volte. 

Per fortuna, come sempre, a salvare la situazione c'è Ellery Finch, meraviglioso e incauto ragazzo. La sua ossessione per la magia e per i racconti di Althea Proserpine lo hanno condotto in mille lidi e proprio attraverso piccoli aneliti di magia, Ellery riesce a ritrovare Alice. 
Il loro rapporto mi era piaciuto sin dal primo istante, l'affettuosità di lui verso la scontrosità di lei, la capacità di raccontare e raccontarsi contro la voglia di nascondersi.
Questi due personaggi dialogano in modo nuovo, ma il loro rapporto perpetua nel tempo con ardore. 

Omen nomen per il Paese del buio, un mondo complesso, variegato, tenebroso e pericoloso. 
Dopo il Bosco di Mezzo e l'Oltremondo, l'autrice non si risparmia e ci lascia aprire gli occhi sull'infinità dei mondi e sui loro risvolti grigi. 

Buoni i personaggi secondari: non ho provato simpatia nè per Sophie nè per Dafne, ma sono veramente ben delineate e il loro modo di essere si intreccia involontariamente in quello di Alice e dei suoi demoni interiori. 
Peccato per Ella, ladra coraggiosa e indomita, ridotta a madre apprensiva e lunatica. E' stato un passaggio in negativo che immagino fosse funzionale alla storia ma che per me poteva essere gestito meglio. 

Il libro è breve e si fa leggere con piacere, ma come già per il primo volume, la vera godibilità del romanzo si concretizza nella seconda parte, rendendo la storia sbilanciata. 
Insomma, Il paese del buio termina con pacatezza la storia oscura di Hazel Wood, ma pecca di diversi difetti, sui quali magari nel primo romanzo sono passata sopra. 
Sono molto curiosa però di leggere la raccolta di fiabe dall'Oltremondo, sperando che escano anche in Italia. 

                                                         Verdetto: Stuzzicante

Grazie alla casa editrice per la fiducia riposta in me e per la copia cartacea e grazie alle blogger che hanno partecipato. Mi raccomando, non dimenticate di passare anche da loro. 
Bacini,
Cris






giovedì 28 ottobre 2021

Review Party: 'Cemetery Boys' di Aiden Thomas

Buongiorno lettori, come state? A inizio settimana volevo lasciarvi una nuova recensione, ma sono stata trasportata dagli eventi della settimana. Proprio mentre questa recensione va online, sono già a lezione a tediarmi con l'argomento della settimana. 

Comunque, non vedevo l'ora di parlarvi di Cemetery Boys, il nuovo Oscar Fabula della settimana, una storia perfetta per Halloween che mi ha fatto emozionare e commuovere. 


Yadriel ha evocato uno spirito, e ora non riesce più a liberarsene. Yadriel è un ragazzo trans, ma i suoi - una famiglia latinx molto tradizionalista - faticano ad accettarlo. Lui, però, è determinato a dimostrare loro di essere un vero brujo e con l'aiuto di Maritza, sua cugina nonché migliore amica, decide di celebrare da solo il rituale dei quinces, ritrovare il fantasma di suo cugino Miguel, morto assassinato, e liberarlo nell'aldilà. Ma il fantasma che evoca è quello di Julian Diaz, il bello e dannato della scuola, il quale non ha alcuna intenzione di tornarsene buono buono tra i morti. Anzi è ben deciso a scoprire cosa gli è successo e a chiarire alcune questioni lasciate in sospeso. Yadriel, che d'altronde non ha molta scelta, accetta di aiutare Julian, in modo che entrambi possano ottenere ciò che desiderano. Solo che, più tempo passa con lui, meno ha voglia di lasciarlo andare...

Yadriel è parte di una comunità speciale. I brujx, di origine latina, sono uomini e donne devoti alla Santa Muerte, una divinità benevola che ha concesso loro dei poteri speciali. Sono in grado di vedere gli spiriti, gli uomini possono aiutarli nel trapasso con un pendaje, un pugnale in grado di canalizzare la magia. Le donne, invece, sono delle guaritrici e per questo, sono impegnate nella collettività come dottoresse o infermiere. 
Nonostante ami la sua famiglia, Yadriel non si sente accettato e compreso. 
E' un ragazzo, vuole diventare un brujo a tutti gli effetti attraverso la cerimonia dei quincos, come tutti quelli prima di lui, ma gli viene negato. 

Il cambiamento fa paura. Sua madre, Camila, era l'unica che lo faceva sentire davvero amato, ma è morta e Yadriel non vede l'ora di rivederla durante los Dias de Los Muertos. 
Prima, però, vuole dimostrare che tutti si sbagliano su di lui e decide di compiere il rito da solo. 

Quando evoca il fantasma di Julian, morto da pochi minuti, comincerà per lui e Maritza un'avventura unica. Dovranno scoprire chi ha ucciso Julian e perché e soprattutto, dovranno capire perchè anche Miguel, un brujo e loro cugino, sia sparito senza lasciare traccia.

La trama è prevedibile, non ci sono particolari colpi di scena e il responsabile è ben riconoscibile sin dalle prime pagine, ma la storia è più di un mistero da svelare. 
E' un romanzo di formazione, di accettazione, di inclusione.
La figura di Yadriel, un ragazzo trans e gay, è descritta con una naturalezza e soprattutto con una sensibilità che mi hanno toccato profondamente. 

Comprendere l'identità di genere delle persone è qualcosa di molto intimo e personale, l'autore stesso appartiene alla comunità queer e forse è questo che gli ha permesso di parlarne in maniera così genuina e semplice. 
Mi è piaciuto che siano stati descritti anche gli errori che vengono commessi in buona fede, la consapevolezza che bisogna guardare oltre e non fermarsi alle proprie convinzioni. 

Yadriel si comporta dalla prima all'ultima pagina con lealtà, amore per la famiglia e generosità e per questo non ho potuto fare a meno che lasciarlo con un senso di compiutezza e affetto. 
Anche Julian è un bellissimo personaggio: è irascibile ma buono, generoso, autentico, senza pregiudizi, un sole splendente, dinamico, impulsivo. Leggere di lui è come leggere di una trottola che continua a girare senza mai fermarsi. 

Miratza è un side character ben scritto. E' la cugina di Yadriel e la sua prima vera alleata, è divertente, sarcastica, senza peli sulla lingua. Vorrebbe diventare un fabbro come suo padre, forgiare pendaje per gli amici e i parenti, ma è ostacolata dalla comunità di brujx, come Yadriel. Le tradizioni sono antiche e le mentalità restie a cambiare. E' vegana e per questo rifiuta di usare i suoi poteri da guaritrice, assurgendo a pecora nera della famiglia. 

L'aspetto che mi ha incantato maggiormente è la descrizione della comunità latina, in particolar modo delle tradizioni e del Dia de Muertos. I colori vivaci, i fiori, le ofrendas per richiamare gli spiriti, tutto mi ha riempito il cuore di gioia. Per due giorni all'anno, è possibile rivedere i propri cari, abbracciarli, parlare con loro. Per due giorni l'anno, è come se la morte non fosse davvero la fine. E' una visione della morte rassicurante, calda come una coperta. 


Il finale mi ha profondamente commossa, mi sono trovata a piangere per Yadriel e quello che ha conquistato e ottenuto con il suo cuore e la sua forza di volontà, per la sua famiglia riunita e per il folle Julian. 

E' stata una lettura godibile, tenera, senza particolari sconvolgimenti ma ricca di messaggi positivi e inclusivi. A volte, per sapere cosa guardare, dobbiamo solo avere il coraggio di spingerci oltre l'orizzonte. 

                                                         Verdetto: Dipendente


Un grazie a Ambra per aver organizzato l'evento e per i bellissimi banner e alla casa editrice per la copia digitale. 
Spero che il romanzo vi piaccia, date uno sguardo anche alle altre recensioni. 

Un bacio, 
Cris








venerdì 22 ottobre 2021

Review Party: 'Il regno delle ceneri' di Victoria Aveyard | Tra Regina Rossa e Realm Breaker


Buon pomeriggio lettori, scusate il ritardo con cui posto ma sono stata molto impegnata con il corso per magistratura. Il 19 ottobre è uscito per la Mondadori Il regno delle ceneri, nuovo romanzo epic fantasy di Victoria Aveyard. 


Un'oscura presenza si sta facendo largo nel Regno di Allward. La percepisce persino Corayne, figlia della pirata Meliz an-Amarat, che pure è costretta dalla madre a vivere in uno sperduto e tranquillo villaggio sulla costa, mentre sogna un futuro pieno di avventure per mare. Quel che Corayne ancora non sa è che il destino sta per bussare alla sua porta. La sua esistenza, infatti, viene sconvolta il giorno in cui un Avo, creatura mitica e immortale, e un'assassina letale come poche altre al mondo, le fanno visita. I due hanno affrontato un viaggio pericoloso per trovarla e per chiederle aiuto. Un uomo assetato di potere, infatti, sta mettendo insieme un esercito mai visto prima ed è più che mai determinato a sradicare le fondamenta del loro mondo per ridurlo in cenere. Con il cuore ricolmo di veleno e la mano armata da una spada rubata, e potentissima, è pronto a tutto pur di raggiungere il suo scopo. Solo Corayne può fermarlo. Perciò la ragazza, accompagnata da un improbabile e riluttante gruppo di alleati, uno scudiero, un immortale, un'assassina e una strega, si avventura in una missione disperata. Ma proprio nel caricarsi il destino del mondo sulle spalle, imboccherà la strada per trovare finalmente se stessa e scoprire la magia che le scorre nelle vene.

La Aveyard ha affrontato una nuova sfida: pur rimanendo nel mondo young adult, si è spostata in un genere notoriamente complesso da costruire e sviluppare, soprattutto quando alle spalle ci sono grandi nomi come Tolkien. 
L'epic fantasy, per la sua composizione, ha bisogno di un mondo articolato ma comprensibile, di personaggi diversificati e ben caratterizzati e di una buona trama. 

L'autrice è stata in grado di elaborare e fare propri questi tre criteri?
La risposta è a tratti. 

Il worldbuilding è vasto e articolato, si estende - a seguire la mappa - dai ghiacciai e la tundra alle terre semidesertiche, circondato da lunghe distese d'acqua. 
Questa composizione era nell'intento dell'autrice l'espressione necessaria per creare un gruppo di personaggi eterogenei e inclusivi. 
La storia comincia con un prologo molto difficile, pieno di dettagli che, privo di strumenti adatti, il lettore non può comprendere. 
La sensazione che si prova è quella di uno spaesamento perché l'autrice è prodiga di dettagli e descrizioni anche cruente. 
Subito dopo però, attraverso vari punti di vista, possiamo entrare nella storia e comprenderne meglio i meccanismi: Corayne è l'unica discendente rimasta in vita di Antica Cor e la sola speranza per Allward di sopravvivere alla minaccia di Taristan. 

La ragazza è giovane, curiosa e tenuta nella città portuale che sua madre, temuta pirata, tiene sotto scacco. La sua intelligenza, la sua abilità negli affari, la sua caparbietà non le valgono il permesso della madre di partire per un'avventura e il suo animo irrequieto trova nelle parole di Dom, un immortale, l'Avo istruttore e amico del padre, una via di fuga. 
Il suo racconto è sicuramente quello più facile da leggere, più immediatamente comprensibile, non solo perchè nel target, ma perché vi ho riconosciuto la penna che mi aveva conquistata in Regina Rossa. 


Altrettanto interessanti mi sono parsi Erida, regina determinata a ottenere il rispetto che merita, non solo a esigerlo per via della sua corona; Sorasa, l'assassina reietta e Dom, l'Avo dal cuore nobile. 
Meno trasporto, sin dalle prime pagine, ho avuto per Andry, nonostante il su background sia uno dei più incisivi per la sensibilità del lettore. 

Anche l'antagonista, Taristan, a mio avviso poteva essere gestito meglio. La Aveyard è notoriamente capace di creare personaggi grigi a cui affezionarsi, ma credo che con lui - forse per il momento - non si sia impegnata abbastanza. 

La trama è sicuramente l'aspetto che mi ha convinto di più. La brama di potere, la vendetta, il trionfo del bene sul male sono temi ricorrenti negli epic fantasy e sono calibrati con destrezza per affascinare il lettore e tenerlo incollato alle pagine. 

Il romanzo ha delle buone premesse e mi ha piacevolmente intrattenuto, ma il ritmo della
narrazione è confusionario. I molteplici punti di vista sono un bene, ma ho trovati che non siano stati sempre gestiti al meglio: talvolta l'impressione è stata quella di aver spezzato una narrazione già ben indirizzata. 
Molto meglio i dialoghi e le relazioni tra i membri della spedizione: ho potuto apprezzare la sagacia di Sorasa, la fame di vita di Corayne, la forza di Erida, la nobiltà d'animo di Dom, la genuina lealtà di Andry. 

Il progetto è dunque molto ambizioso, c'è tanto da gestire e ho avuto la sensazione che qualcosa - ogni tanto - le sfuggisse di mano, ma a me è piaciuto. 
E' un libro impegnativo per i difetti e i pregi illustrati finora, ma lo consiglio non solo ai fan dell'autrice, ma anche a coloro che cercano un fantasy medievale dai connotati vintage, agli amanti di Dungeon and Dragons e ai selezionatori del genere, legati a un certo tipo di ambientazione e magia.

Verdetto: Stuzzicante (3.75)


Victoria Aveyard tra Regina Rossa e Realm Breaker

Già nella recensione, ho cercato di mettere in rilievo analogie e differenze dell'autrice nelle due serie. 
Regina Rossa è una delle serie fantasy a cui sono maggiormente affezionata, ne riconosco i difetti, soprattutto nel secondo e terzo libro, ma credo che sia un prodotto young adult ben confezionato. 
I personaggi, sia quelli principali che secondari, sono ben caratterizzati e durante l'arco narrativo crescono ed evolvono con verosimiglianza rispetto agli eventi che vivono. 
Sicuramente questo è un aspetto che ritorna in Realm Breaker: l'autrice prende in prestito una serie di categorie stereotipate ( la prescelta, l'assassina, l'immortale) e ci mette del suo. 
I più attenti avranno notato la ferrea determinazione di Evangeline in Erida o la tenace furbizia di Mare in Corayne.
Insomma, l'autrice sa come creare una squadra convincente e l'ha fatto tanto nell'una che nell'altra serie.


Escluso l'inizio un po' traballante, è stato facile riconoscere la narrazione piacevole della Aveyard, immediata e scorrevole. 
Forse la vera differenza sta nell'ambientazione: in Regina Rossa partiamo da un villaggio di palafitte e poi allarghiamo lo sguardo di libro in libro su altri regni. 
In Realm Breaker veniamo trascinati in medias res, senza particolare attenzione se non quella ai dettagli sterili, e ci spostiamo in solo 388 pagine da una città all'altra senza pazienza. 
Credo che la Aveyard abbia voluto sfidare se stessa con una storia diversa, più matura e se ne sia all'altezza, se abbia gli strumenti adatti per riuscire, dipenderà in buona parte dai prossimi romanzi della serie. 

Non perdetevi le altre recensioni e approfondimenti, in particolare vi segnalo i segnalibri scaricabili che ha creato la fantastica Ambra, già ideatrice di questi meravigliosi banner e che ringrazio di cuore. 
Un grazie sentito anche alla casa editrice Mondadori per la fiducia riposta in me come organizzatrice dell'evento e per la copia cartacea. 

See you soon, 
Cris




mercoledì 20 ottobre 2021

WWW Wednesday #72

Buongiorno lettori, come ho avuto modo di dire anche su Instagram, a Ottobre sto leggendo moltissimo perché sono tanti gli eventi a cui star dietro, oltre al fatto che ho deciso di partecipare a due gruppi di lettura. Così ho pensato di fare il punto della situazione con la rubrica più amata di sempre.


What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?


Sto leggendo il nuovo romanzo di Victoria Aveyard, di cui avevo amato Regina Rossa e devo ammettere che è completamente diverso da ciò che mi aspettavo, non necessariamente in negativo. Sono ancora al 26%, ma finora i personaggi che hanno introdotto la storia mi sono piaciuti molto. L'autrice ha mantenuto lo stile scorrevole che la contraddistingue, seppur si sia addentrata in un mondo molto più complesso.

 What did you recently finish reading? Cosa hai appena finito di leggere?


Per il gruppo di lettura di Franci ho terminato Il sognatore di cui vi ho parlato nella recensione di lunedì. 
Invece, per il gruppo di lettura di Veronica, ho concluso ieri la rilettura de La nona casa. L'ho apprezzato più della prima volta, riconosco comunque che la prima parte del romanzo è stata molto difficile da digerire perché fin troppo densa di spiegazioni e dettagli. Alla fine del romanzo, però, tutto acquista un senso e non vedo l'ora di leggere il sequel. 

What do you think you’ll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?


A breve comincerò Oltre il bosco di Melissa Albert, uno dei miei innumerevoli arretrati visto che la settimana prossima uscirà anche il sequel Il paese del buio. Conoscete il romanzo?


Come vi ho detto, mese impegnativo! Per la fine di ottobre leggerò anche Cemetery Boys e per il gruppo di lettura de Il dominio del fuoco - organizzato da me - sarà la volta del terzo romanzo di Sabaa Tahir, Un assassino alle porte, in attesa del finale attesissimo, Il cielo oltre la tempesta. 


E voi? Cosa state leggendo?
Scrivetemi nei commenti o lasciatemi il link ai vostri blog!
Un abbraccio, Cris