Dopo la felice accoglienza di Mister Pride e Lady Prejudice e l'incredibile successo de Il mercante di vendette, Bianca Marconero 'saluta' la sua retelling era con una riscrittura corale di Piccole Donne, Amy - The March Sisters.
Ci sono due modi per raccontare questo romanzo.
Il primo è quello che vede in questo romanzo una semplice storia d'amore.
A mio avviso, questa è la visione più superficiale e forse quella che funziona meno.
Bianca Marconero scrive incredibili e appassionate, però in questo romanzo mi è mancata la scintilla con Laurie, il protagonista maschile. L'ho trovato poco a fuoco, un po' perso e il legame con Amy ne ha risentito. In più, ci sono state alcune dinamiche che non ho particolarmente apprezzato tra i due all'inizio della storia.
Poi c'è il modo in cui io ho letto il romanzo e che a mio avviso, racconta meglio quanto sia incredibile la penna dell'autrice.
Amy nasce con l'intento di raccontare di una giovane donna alla scoperta di se stessa e del mondo. Si allontana da casa 'piccola' nelle azioni e nei pensieri, diventa 'donna' durante il romanzo, dimostrando di essere una persona determinata, forte, ma anche sensibile e accogliente.
Sin da bambina, ultima di una famiglia numerosa, Amy si è sentita definire volubile, superficiale, vendicativa e vanitosa. Questi aggettivi hanno sedimentato in lei la convinzione che non fossero definizione di altri, ma fotografia di sè.
È in questo stato di cose che, dopo la perdita del padre, Amy decide di scappare, di partire e diventare la custode della casa di Londra della zia March.
La sua è una fuga dalla pressione della famiglia, ma soprattutto dal rapporto simbiotico di Jo e Laurie che rischia di diventare un per sempre che non è disposta a tollerare.
Ma poichè a volte i cuori sono bugiardi, Laurie viene respinto e torna a Londra a leccare le proprie ferite in maniera decisamente poco sana.
Amy e Laurie si scontrano più volte perché la ragazza è il promemoria vivente dei suoi fallimenti: quello con la sua migliore amica, ma soprattutto quello con la musica, la sua passione, la sua essenza.
In questo sono esseri simili, sono artisti, sono giovani e sono appassionati. Vivere della propria arte è un privilegio di cui non tutti possono godere e talvolta la paura del fallimento diventa paralizzante.
Con le vignette, metto in ordine nei sentimenti che provo e nel modo in cui vedo il mondo. Con le storie cerco di tenere traccia di chi sono stata, nella speranza di capire chi vorrei diventare.
Da questo punto di vista, per entrambi l'amore diventa lo snodo per poter guardare dentro se stessi e capire ciò che conta davvero.
Amy ha lo sviluppo più promettente e quello più onesto: il suo 'Journey', la graphic novel in cui racconta il suo viaggio parlando con il suo papà defunto, diventa un viaggio dentro il proprio io più nascosto. Amy passa attraverso il lutto, la perdita, la sofferenza e si impegna costantemente nel reiventarsi, dimostra di essere intraprendente e volitiva.
Le persone che ci amano non ci lasciano mai davvero, ma la loro presenza indubbiamente ha il potere di farci sentire giuste. Per me i discorsi tra Amy e suo padre sono state un balsamo per il cuore perché a certe mancanze non puoi davvero porre rimedio.
In fondo, la nostalgia è la maledizione di chi ha conosciuto la felicità.
Laurie ha la musica nel sangue, è la sua ossessione e la sua medicina, eppure sembra sempre pronto a metterla da parte per qualcos'altro: la gratitudine per suo nonno, la relazione con Amy, la paura di non essere abbastanza.
Da questo punto di vista, impara poco, ma le promesse fatte a chi ami hanno più potere di quanto uno possa aspettarsi. È così che grazie a Amy, Laurie riscrive la sua vita.
Il finale è romantico, in pieno stile Bianca, ma è tutto il viaggio che è valso davvero la pena.
Per me l'autrice voleva scrivere un romanzo di formazione più che un romanzo d'amore e senza la pretesa che sia un capolavoro, ci riesce perfettamente perchè i protagonisti sono complessi, sfaccettati, imperfetti e suscettibili di errori. Oserei dire che Bianca Marconero ha scritto questo libro per se stessa e per coloro che ancora stanno cercando la propria strada.
L'amore è un motore gigantesco, ma a volte per trovare la strada dobbiamo camminare da soli. Questa è la vera lezione del suo romanzo.
Verdetto:
Dipendente
Ringrazio Bianca per la consueta fiducia riposta in me, sono onorata e felice che parte del mio viaggio sia condito delle tue storie.
Avete letto il nuovo romanzo di Bianca Marconero? Cosa ne pensate?
Vostra appassionata
Cris
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